Ansia da separazione nel cane. Come superarla con semplici regole

Ansia da separazione
Ansia da separazione

Ansia da separazione. Cos’è?

L’ansia da separazione è sicuramente una delle problematiche più diffuse tra i proprietari di cani. Non solo tra quelli che umanizzano il cane (ne parlavamo qui), ma è un evento abbastanza comune, soprattutto per tutti quei cani che amano il gioco ed hanno un’energia “allegra” o tra quelli insicuri.

L’ansia da separazione è una manifestazione di una serie di potenziali disagi che vive il cane. Si manifesta anche in vario modo. E’ quello stato di disagio del cane che lasciato solo mette in atto tutta una serie di espressioni più o meno “distruttive” per esprimere questo disagio. Per rilasciare energia negativa e liberarsi dell’ansia e della frustrazione. Abbaia per ore, scarica la frustrazione distruggendo mobili e divani, fa la pipì per casa quando son tutte cose che se in compagnia del suo umano non fa.

Ulteriori sintomi (che sono meno facilmente riconoscibili) includono ipersalivazione o iperventilazione, attività motoria aumentata e ripetitiva (al esempio camminare avanti ed indietro come un leone in una gabbia, girare in cerchio), avere comportamenti ripetitivi come leccarsi compulsivamente o indursi ferite (es: mordendosi le zampe), segnali di depressione (ad esempio astinenza, inattività o inappetenza) avere sintomi gastrointestinali (vomito, diarrea) o comportamenti di fuga che possono provocare traumi anche importanti.

Diciamoci la verità a nessun cane piace il distacco. Non è un comportamento da branco rimanere da solo. E’ innaturale per un cane essere lasciato solo. Punto!

E’ innaturale anche essere portato in giro al guinzaglio eppure lo facciamo…

La co-evoluzione con l’uomo ha portato il nostro cane a tollerare ed a volte anche a gradire questo “esercizio” durante le passeggiate. Il punto è uno solo, dobbiamo insegnare al nostro cane, (meglio se da cucciolo) che non accade nulla a stare solo, che anzi è un momento positivo in cui lui può entrare nella fase di riposo…

Spesso inconsapevolmente siamo proprio noi a causare questa manifestazione di disagio.

Mi spiego meglio su cosa intendo:
Se al momento di uscire di casa, il cane  ( al nostro prendere le chiavi, le scarpe, il cappotto) comincia a seguirci in maniera frenetica, aumenta il suo stato di eccitazione e noi gli lanciamo una pallina e appena la rincorre usciamo chiudendo dietro di noi la porta della stanza o di casa… capirai che siamo noi il motivo principale del problema. Il rientro a casa è anch’esso un momento sensibile nel quale l’eccitazione del “pupo” va controllata (15 secondi 😉 ).
Se il cucciolo è stato tolto molto presto alla mamma e sin da subito non gli abbiamo mai dato modo di creare una piccola indipendenza, di formare quella capacità di “piccolo esploratore” potrebbe avere difficoltà ad essere lasciato non soltanto da solo, ma anche a stare distante da noi ( da cucciolo la sua mamma glielo avrebbe insegnato ).  Se il cane è un soggetto ansioso e pauroso e non ha dimestichezza con tutto l’ambiente casalingo, perché introdotto male alla casa… potrebbe dimostrare ansia e stress. Se è un cane con alta carica di energia che non viene fatta sfogare o incanalata con sfogo fisico e psicologico adatto… la frustrazione ( sarà una bomba ad orologeria) si manifesterà con comportamenti distruttivi. Quando lo lasciamo le prime volte da cucciolo a casa da solo dobbiamo farlo in maniera corretta per fargli capire che pur se non è normale ( per lui animale di branco) che lui non possa seguirci … non succede nulla, noi torniamo e lui può sfruttare quel tempo per riposare.

Dunque può dipendere da tante cose. Il cane potrebbe sentire disagio e ( essendo meravigliosamente diverso) esprimerlo in un modo tutto suo.

Con la mamma è tutto più facile

Di solito ai cuccioli la mamma li comincia ad esporre al concetto di separazione durante il “periodo sensibile”, il periodo della socializzazione. Ma come sappiamo non sempre ciò accade, vuoi perchè abbiamo portato il piccolo a casa troppo presto allontanandolo dalla mamma, vuoi perchè era un trovatello o ancora la mamma era inesperta perchè alla prima esperienza o troppo giovane… tante possono essere le cause.

Sta a noi, educare il cane a restare da solo, ma prima di questo sta a noi soddisfarlo, appagarlo e lasciarlo semplicemente riposare quando non ci siamo…

Dobbiamo anche essere in grado di “parlare” al nostro cane, capirlo e farci capire…

Disclaimer

Ricordiamoci che nulla potrà funzionare se in casa lasceremo un cane con un alta carica di energia accumulata, che non esce a correre ed a fare lunghe passeggiate o che da cucciolone (8-12 mesi) non venga abbastanza stimolato. Regola imprescindibile è una sola: Assicurati che faccia sufficiente attività fisica PRIMA di lasciarlo solo.

Ma di casa bisogna pur uscire…

Il momento difficile sia per il padrone che per il suo amico a 4 zampe è tuttavia un passo obbligato, ma esistono piccoli trucchi che permetteranno a chi va via, ma anche e soprattutto a chi resta solo, di non soffrire e di interpretare l’allontanamento come un qualcosa di normale e quotidiano.

Parola d’ordine: Costanza

Se hai difficoltà a lasciare il tuo amico peloso in casa, senza che faccia imprecare l’intero vicinato (abbaiando ed ululando), allora ti basterà seguire poche e semplici regole. Come sempre, la cosa più importante è la costanza! Se sarai determinato, i risultati si vedranno!

Per cominciare, è bene sottolineare come sia preferibile iniziare sin da subito ad adottare questi piccoli comportamenti. I cuccioli, come si sa, sono molto più ricettivi e si abituano molto più facilmente a comportamenti costanti che diventeranno per loro normalità.

I momenti fondamentali per sconfiggere l’ansia da separazione sono due: il momento del distacco ed il successivo incontro. In altre parole, l’uscire da casa ed il rientrare. Ebbene sì, anche il rientro è un momento importantissimo, cosa che in molti ignorano.

Ma cominciamo dal momento più difficile: l’uscire di casa.

Ansia da separazione. Quando si esce di casa

Se seguirai queste semplici regole, ed eviterai gli errori più comuni, vedrai che in poco tempo l’ansia da separazione sarà qualcosa da dimenticare, sia per te che per il tuo amico!

4 semplici regole per combattere l’ansia da separazione:

  1. Non fare giocare il tuo cane
  2. Distrarlo con qualcosa di piacevole
  3. Non ‘parlargli’ per tranquillizzarlo
  4. Rendere tutto ‘normale’

Passiamo ai fatti!

Regola n. 1: NON FARE GIOCARE IL TUO CANE

Per quanto possa sembrare strano, passare del tempo giocando con il tuo cane prima di uscire è un comportamento da evitare. Il gioco, infatti, lo farà eccitare e vivrà il momento del distacco con grande agitazione. Prima di uscire quindi, non dedicargli troppe attenzioni. La cosa ideale, soprattutto le prime volte, sarà aspettare che il cane sia completamente rilassato, se non addirittura addormentato.

Il comportamento diffuso di lanciare il gioco in una stanza e chiudere la porta dopo che il cane è scappato a rincorrerlo è uno degli errori più comuni. Il cane resterà in uno stato di perenne attesa, perché si aspetterà di vederti tornare per continuare a giocare!

Regola n. 2: DISTRARLO CON QUALCOSA DI PIACEVOLE

Un altro metodo per fare in modo che il tuo cane non viva con negatività il momento del distacco, e quindi superi facilmente l’ansia da separazione, è quello di lasciargli qualcosa da sgranocchiare prima di andare via. Uno snack, un osso di cuoio (meglio ancora un corno di cervo) o un pezzo di pane duro lo terrà impegnato con qualcosa di piacevole. Come ben sappiamo, il cane agisce e reagisce secondo uno schema di causa-effetto. Qualcosa di piacevole collegata ad un preciso momento permetterà quindi al cane di associare il momento del distacco a qualcosa di positivo.

Regola n. 3: NON ‘PARLARGLI’ PER TRANQUILLIZZARLO

Contrariamente a quanto si possa pensare, ‘parlare’ al tuo cucciolo o al tuo cane dall’altra parte della porta non lo tranquillizzerà affatto. Al contrario, renderà il momento ancora più traumatico.

Regola n. 4: RENDERE TUTTO ‘NORMALE’

La cosa più importante è rendere il momento il più normale possibile. Per il tuo cane deve essere normale l’essere lontano da te. Può sembrare un’affermazione crudele, ma ti assicuro che è solo per il suo bene. Se infatti il cane vive come momento normale il distacco dal suo padrone, non ne soffrirà! Sarà solo una breve parentesi prima della nuova manciata di coccole!

Un piccolo esercizio potrebbe essere quello di chiuderlo in una stanza, o in balcone, ma sempre quando sarà tranquillo, o impegnato in qualche attività da solo (lo sgranocchiare è una di quelle). Se si comporterà bene, riceverà un premio.

Esempio

Facciamo un esempio pratico: sei in cucina, il tuo cane è in balcone intento a sgranocchiare il suo osso, o a sonnecchiare. Con calma, chiudilo fuori, senza guardarlo. Il tutto come se fosse un atteggiamento normale. Non ti impietosire se inizia a guaire e soprattutto non guardarlo e non parlargli! Dopo davvero poco tempo, vedrai che si accuccerà. E’ a quel punto che, sempre con molta calma, deve ricevere il premio. Esci fuori e dagli un biscottino, o una coccola, ma senza troppa eccitazione. In questo modo collegherà per causa-effetto che, se si tranquillizza, verrà premiato.

Ansia da separazione. Il rientro a casa

Assolutamente sottovalutato, ma forse più importante del precedente, è il momento del rientro in casa.

Se infatti torniamo e facciamo una gran confusione, ci uniamo alle sue feste con i soliti versi che ci fanno apparire stupidi, ma ci piacciono da morire, il nostro cucciolo vivrà il nostro ritorno come un momento straordinario, aumentando la negatività del tempo passato senza di noi.  Quando torni a casa quindi, resisti alla tentazione di strapazzarlo di coccole e fai in modo che il tuo ritorno a casa sia il più normale e quotidiano possibile.

Le regole da seguire in questo caso contro l’ansia da separazione sono: per i primi 15-20 secondi…

  1. nessun contatto visivo
  2. nessun contatto fisico
  3. nessun contatto acustico

Mi spiego meglio: quando rientri in casa, non guardare, non toccare e non ‘parlare’ al tuo cane almeno per 15 secondi. Questo permetterà al tuo amico peloso di non considerare il tuo ritorno come qualcosa di straordinario. Per il tuo cane il tuo ritorno deve essere NORMALE!

Dopo aver aspettato il giusto tempo, potrai premiare il tuo amico (e anche te) con quella dose di coccole e amore che fa sempre svanire d’incanto tutto lo stress di un’intera giornata!

Conclusioni

Sarà dura, ma vedrai che in poco tempo potrai uscire di casa senza che nessuno di voi soffra. Ti sorprenderà vedere come anche il tuo migliore amico sarà più sereno e meno nervoso.

Piccole semplici regole, per un risultato che ti cambierà la vita!

Una grattatina dietro l’orecchio a tutti. Alla prossima!

Il post Lockdown Covid-19

(di Alessio Palleschi)

La bibliografia scientifica è ricca di diversi esperimenti e studi sia sul comportamento del cane che sulle associazioni con i diversi proprietari. Però solo uno studio (che io sappia) ha osservato un’associazione tra gli atteggiamenti dei proprietari e la sindrome di abbandono del cane: la diminuzione di manifestazioni di disagio correlata alla separazione è stata notata nei casi in cui: il cane è stato sottoposto ad addestramento all’obbedienza e se non dorme nella camera da letto del proprietario. Per saperne di più: Owner characteristics and interactions and the prevalence of canine behaviour problems

In altro studio (The behavior of the domestic dog (Canis familiaris) during separation fromand reunion with the owner: A questionnaire and an experimental study) era stato dimostrato come i cani valutati correttamente dai proprietari come ansiosi durante il momento di separazione e più “felici” al momento della riunione hanno dimostrato comportamenti più stressati (piangendo, graffiando la porta,ecc) durante la fase di allontanamento del proprietario e più comportamenti affettuosi al ritorno del proprietario (contatto fisico, scodinzolio).

Uno studio condotto in due fasi in Germania ed Ungheria contestava la posizione comune (che è anche quella della linea guida di questo articolo) che un maggiore attaccamento del proprietario potesse far aumentare lo stato ansioso del cane e viceversa, ipotizzava che un comportamento più distaccato del proprietario e più “menefreghista” facesse aumentare i comportamenti ansiosi. Per correttezza riporto il titolo ed il link dello studio (Influence of Owners’Attachment Style andPersonality on Their Dogs’(Canis familiaris)Separation-Related Disorder) . Ma non lo ritengo uno studio valido, tanto da farmi cambiare idea su quella che in cinofilia è riconosciuta al momento come la linea da seguire per evitare i disturbi di ansia da separazione. Soprattutto perchè non tiene conto della cultura particolare di una popolazione come quella tedesca; che può variare molto nei comportamenti con quella di altre popolazioni, inclusa quella italiana. Inoltre, forse ancor più incisivo nella scelta del scartarlo è che questo studio non è eseguito, come gli stessi autori ammettono, sulla base di osservazioni sperimentali indipendenti, bensì valutando dati di osservazioni dei cani effettuata dagli stessi proprietari… e sappiamo benissimo quanto siano “di parte” le nostre valutazioni sui nostri cani e poco sperimentali.

Il covid-19 ed il cambio di abitudini

Quest’anno (2020) abbiamo vissuto in maniera globale l’esperienza della pandemia da Covid-19. Siamo rimasti in casa per parecchi mesi andando a sconvolgere la nostra vita sociale normale. Eravamo abituati ad uscire per mille motivi ed invece ci siamo ritrovati tutti in casa “bloccati”. Ecco quel momento è stato per i nostri cani come tornare alla normalità. E si… ricordiamoci che per un cane è normale stare sempre con il suo branco/famiglia, quello che è innaturale per lui è che i membri si allontanino senza il suo permesso (se si sente il leader del branco/famiglia (cosa scorretta) oppure ancor peggio , come dicevamo ad inizio articolo, essere lasciato solo.

Insomma se per noi allontanrci dalla famiglia (moglie, marito, figli, genitori) per andare a scuola, a lavoro, al mare è normale e l’esserci rinchiusi dentro a stare sempre tutti insieme è stata l’anormalità, per i nostri cani è l’esatto contrario. Per un cane andare in giro tutti insieme, riposare tutti insieme, mangiare insieme, dormire insieme è la normalità del suo essere animale gregario, mentre rimanere da solo, quello non è normale.

A causa di questo periodo in cui i nostri cani son tornati all’aspetto “normale” per loro di vita familiare ed al successivo rientro nella routine normale per noi (ma non etologicamente normale per loro) in molti avranno avuto a che fare con questa ansia da separazione con i propri cani, un problema che fino ad ora magari non si era mai presentato.

La soluzione

In questo caso la soluzione sarà sempre quella di mantenere le regole che abbiamo già imparato leggendo più su, ma forse dovremo impegnarci un pochino di più per andare a ristabilire la normalità in questo comportamento innaturale per i nostri cani.

Allora più volte al giorno (non sempre) invece di farci seguire per casa, al bagno, in cucina, alla porta dal nostro cane sempre, lo abitueremo ad aspettarci, a non seguirci, a stare lontano da noi (cominceremo dentro casa e poi aumenteremo la difficoltà, mancando da casa 10 secondi, 1 minuto, 5 minuti, 10…15 eccetera).

Sceglieremo dei punti ben precisi dove fare mettere il cane. Non importa dove se in cuccia, kennel, sul divano, sul tappeto e gli diremo “resta” o aspetta, l’importante è che i punti siano sempre gli stessi e la parola per comunicare che deve aspettare sempre uguale. Lo faremo stare fermo seduto o meglio ancora sdraiato e ci allontaneremo di qualche passo. Premieremo il comportamento di aspettare (con cibo, coccole, gioco), mentre riporteremo il cane nel luogo di attesa quando non ci aspetta e si allontana dal punto “X”.

Ci allontaneremo sempre più e mancheremo sempre più a lungo. Alla fine non sarà più necessario premiare il comportamento voluto, perchè sarà ormai condizionato, sarà ormai normale e avremo abituato il nostro cane al fatto che se gli diciamo di aspettarci:

  • non accade nulla di brutto;
  • prima o poi torniamo;
  • quando torniamo lo premiamo (con coccole, gioco, cibo o semplicemente con la nostra presenza);
  • quando non ci siamo può riposare.

Quello che dovremo fare durante questo percorso di condizionamento è non chiamarlo al nostro rientro, ma semplicemente rientrare normalmente ed andare a premiarlo dopo i famosi 15 secondi. Se lo troveremo in giro per casa, non “fargli le feste” e non accondiscendere al fatto che ce le faccia lui, bensì premiare quando sarà calmo, coccolandolo.

Questo metodo funziona nella maggior parte dei casi, ma ovviamente la facilità ed i tempi sia di “allenamento” che di riuscita saranno diversi in base alla nostra costanza, alla nostra bravura ed alla gravità del caso. I casi di cani ansiosi ed insicuri saranno i più complicati e lunghi da risolvere, ma anche questi potranno essere solo un problema superato… sta a noi impegnarci 🙂

C’è ancora tanto da scoprire

Come dicevo, sono pochi gli studi specifici sull’argomento e non è ancora ben individuata la causa o meglio ancora, le concause che comportano a sviluppare un disturbo di ansia da separazione. Quello che abbiamo usato in questo articolo come metodologia può andare bene nella maggior parte dei casi, ma va da sé che sarà risolutivo a condizione di svolgere bene la nostra parte e di andare a desensibilizzare o rassicurare su determinati aspetti che causano il problema:

  • L’eziologia dei disturbi legati alla separazione è attualmente poco conosciuta (Overall, 2013)
  • Oltre ai potenziali fattori ereditari (King et al., 2000), si pensa che si sviluppi a causa di una miscela di fattori ambientali, comprese le prime esperienze traumatiche o impoverite (Takeuchi et al., 2001; Flannigan et al., 2001) e il comportamento e la reattività del proprietario nei confronti dei bisogni del cane (Konok et al., 2015)
  • Ci sono anche prove che potrebbe essere correlato ad altre caratteristiche della personalità dei cani (Konok et al., 2015)
  • Vivere in una famiglia con più cani non ha dimostrato di ridurre la probabilità che un cane abbia un disturbo correlato alla separazione (King, 2000, Tiira e Lohi, 2015)

[…] tuttavia i nostri risultati supportano un ruolo particolare del gioco interspecifico durante l’allevamento sul comportamento correlato alla separazione. Sarebbe interessante esplorare ulteriormente se l’ambiente di allevamento e il gioco interspecifico abbiano effetti protettivi a lungo termine sullo sviluppo del comportamento correlato alla separazione

Social rearing environment influences dog behavioral development

Gaia Trischitta

Ciao! Sono Gaia Stella Trischitta. Giornalista e cinofila appassionata! Ambientalista convinta ed eterna sognatrice. Una vita dedicata ai cani, alle loro necessità e alle loro meravigliose complessità. Da amante della natura, la rispetto in ogni sua espressione, con il perenne sogno di lasciare ai nostri figli una realtà in cui l'uomo abbia compreso l'importanza di una tale coesistenza

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