Cani e pipì in casa. Errori comuni e semplici regole

Come educare il cane a fare i bisogni fuori casa e ad orari controllati.

Patto con il cane. pipì in casa una delle regole da insegnare

Il problema della pipì in casa è forse quello che accomuna la maggior parte dei proprietari di cani. Tappeti, angoli, piante e divani sono le prime vittime di un processo di addomesticamento che, in base alla ricettività del cane e, SOPRATTUTTO, alla costanza del padrone, dovrebbe durare solo pochi giorni. Come sappiamo però, spesso il problema dei bisogni in casa è un disagio con cui molti devono convivere tutta la vita.

Ecco che arriva blogdog!

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Cominciamo col dire e ridire (lo abbiamo detto qui) che IL CANE NON FA DISPETTI! Se troviamo pipì e pupù in casa, la colpa è solo nostra!

E no, non è vero che i cuccioli non hanno controllo degli sfinteri. Questa è una scusa comoda ammettiamolo ma da proprietari consapevoli dobbiamo evitare scorciatoie giustificative e diventare più competenti. Gli sfinteri sono delle valvole che trattengono la fuoriuscita continua di urina e feci. Il cucciolo già a poche settimane di vita si sposta fuori dal nido per espletare i bisogni dimostrando la capacità ed il funzionamento degli sfinteri. La pipì non può trattenerla a lungo però dunque i primi giorni dovremo provvedere a portarlo fuori ogni due ore se è il caso, dopo i pasti, appena sveglio, subito dopo momenti emozionanti o eccitanti come il gioco intenso. e questo anche perché la muscolatura della vescica ha bisogno di essere allenata, più il cucciolo la “allena” e cresce e maggiore è il tempo in cui riesce a trattenerla. La quantità di acqua che beve ovviamente influisce anch’essa nella tempistica.

Detto questo, come ormai ripetiamo ogni volta che si parla di addestramento, PAROLA D’ORDINE: COSTANZA!

Domanda comune: A che età il cucciolo impara a fare i bisogni fuori?

La mia Risposta: Se siamo coerenti, chiari con una tempistica perfetta i cuccioli, in base alle capacità del singolo soggetto dopo i due mesi (2… non 8 ) imparano solitamente nel giro di 2-14 giorni. Questo è un dato di fatto.

La maggior parte dei proprietari però si trova in difficoltà per parecchie errori che compie senza saperlo. Si arriva anche a casi estremi in cui il cucciolo impara dopo un anno di età (cioè da adulto). Come dicevo la scusa più facile per il proprietario che non è riuscito è quella di dire che sono piccoli e non hanno il controllo degli sfinteri o che non possano trattenerla fino a 5-6-8-10 mesi.. insomma in base alla loro esperienza…. Niente di più errato considerando che la funzionalità degli sfinteri e la capacità di trattenerla il cucciolo la dimostra a tre settimane di vita (il totale controllo al 100% volontario può richiedere fino a 10 settimane di vita al massimo. Fonte: Introduction to Veterinary Anatomy and Physiology Textbook, 3rd edition).

Ribadisco che quello che fa variare la capacità di trattenere la pipì a lungo da un cucciolo all’altro, tanto quanto basti per farla fuori, è l’allenamento e la forza della muscolatura che fascia la vescica. Tale muscolatura si rafforza, e dunque aumentano i tempi in cui il cucciolo può trattenerla, in base all’età ovviamente ed in base alla abitudine, all’allenamento. Per cui non potremo pretendere che già dal primo giorno la trattenga per ore ed ore… Se chiediamo al piccolo di trattenerla oggi la tratterrà due ore, domani due mezza, dopodomani 3 ( questi numeri sono solo di esempio ovviamente) e così via. Dunque insegniamo sin da subito a fare i bisogni fuori.

Se il cucciolo non ha il ciclo vaccinale completato, chiedendo conferma al nostro veterinario di fiducia, portiamolo fuori stando attenti a trovare una zona o un luogo in cui siamo sicuri al 100% non possano passare o siano passati (anche negli ultimi mesi) cani non vaccinati o vi sia presenza di feci ed urine di cani (e gatti) non vaccinati e cominciamo li. La riluttanza iniziale del cucciolo è normale, perchè il sarà titubante a spargere il proprio odore lontano dalla “tana” inizialmente (retaggio della vita selvatica dove il predatore poteva accorgersi della sua presenza). Crescendo sarà invece l’esatto opposto… (per natura il cane tende a fare i bisogni lontano da dove dorme e mangia) ed ecco la difficoltà dei cuccioli che dopo aver imparato l’uso della traversina cominciano a farla in giro per casa…

La traversina in casa confonde il piccolo nel momento in cui gli chiediamo di farla solo fuori, se gli permettiamo di farla dentro sempre o a volte (come ad esempio la notte) il concetto che bisogna farla solo fuori non sarà chiaro. Se non gli diciamo che sbaglia a farla dentro con un “no” perentorio concomitante al fatto (5 secondi dopo è tardi ed inutile) non potrà capire che non vogliamo si faccia dentro. Se non lo premiamo e festeggiamo quando la farà fuori non potrà capire che siamo contenti la faccia fuori.

Alcuni cuccioli sentono più forte subito la necessità di fare i bisogni lontano dalla zona dove vivono, altri lo avvertono successivamente… altri si condizionano a farla solo dentro casa, per insicurezza o perchè purtroppo costretti dai proprietari. Ma la loro natura vuole che si espletino i bisogni lontano… glielo dobbiamo.

I casi in cui si riscontrino delle difficoltà come bisogni sui tappeti, sui cuscini, sui divani o le marcature del cane adulto li affronto nell’articolo dedicato… ma questo di cui sopra è un sunto in risposta alla comune domanda: Quanto ci stanno i cuccioli ad imparare a fare i bisogni fuori (Risposta breve: dipende da noi per un buon 80%)

Se vuoi approfondire l’argomento ecco le fonti dove si può apprendere la capacità del cucciolo di trattenere e spostarsi per fare i bisogni a 3 settimane di vita ed il pieno controllo degli sfinteri nel momento in cui sarà a casa nostra:

  1. BSAVA Manual of Canine and Feline Reproduction and Neonatology, 2nd Edition
  2. Miller’s Anatomy of the Dog
  3. Introduction to Veterinary Anatomy and Physiology Textbook
  4. Small Animal Pediatrics The First 12 Months of Life (Frances O. Smith):
    Periodo di transizione (da 11 giorni a 21 giorni)
    I cuccioli nascono in una fase molto precoce di sviluppo tale che sono chiamati “altricial”. Nel periodo di transizione, un cucciolo raggiunge quegli animali che nascono in uno stato molto più sviluppato, come puledri o vitelli, che sono esempi di animali “precoci”. Il cucciolo inizia a sviluppare i suoi sensi, ottiene il controllo sulla termoregolazione e alla fine del periodo di transizione, diventa in grado di eliminare spontaneamente i bisogni (e la madre smette di mangiare le sue feci). Da questo momento in poi, i cuccioli dovrebbero avere il possibilità di lasciare il luogo del nido per eliminare i bisogni. Per i cuccioli ostacolati dal farlo potrebbe diventare molto difficile insegnargli a farlo fuori casa.

In altro paragrafo troviamo:

<<I kennel con una partizione mobile sono particolarmente utili per l’addestramento. Dovrebbe essere evitato un lungo confinamento. Un cucciolo di 3 mesi può aspettare fino a 4 ore, un cucciolo di 4 mesi circa 5 ore; tuttavia, tempi così lunghi di reclusione dovrebbero essere l’eccezione. Se un cucciolo viene costretto a liberarsi nella gabbia ed è costretto a giacere negli escrementi, può… perdere ogni capacità di essere addestrato a casa. >>


Ovviamente su questo ultimo trafiletto dobbiamo precisare che sono dati di media… non tengono conto della taglia nè delle abitudini alimentari, nè della soggettività del singolo. Sappiamo benissimo che ogni piccolo è un universo a sè e cronometrare al minuto non è decisamente fattibile.

Per dare alcuni consigli ed evidenziare alcuni errori passiamo prima ad esaminare le possibili cause di una eventuale difficoltà e quindi le soluzioni.

Pipì in casa: Le cause

Le cause che portano i nostri pelosi a fare la pipì in casa (e a volte anche altro) sono molteplici. Dipendono dall’età, dal grado di appagamento, dalla presenza o meno di disagi dovuti, ad esempio, all’ansia da separazione, dall’estrema eccitazione per una forte emozione (gioco, il nostro rientro in casa).

Si, il fare pipì per emozione è una cosa che può capitare ad un cane. Spesso nei cuccioli, ma anche nei cani adulti, soprattutto se cani molto insicuri. Può capitare anche per terrore, può capitare per segnalare sia dominanza che sottomissione estrema.

Comunque può capitare per varie motivazioni e non va esclusa anche quella medica (Ovviamente avremo escluso potenziali cause relative allo stato di salute con la consueta visita di controllo dal veterinario). Vediamoli quindi nel dettaglio:

  1. Il cucciolo e la pipì. Come è ben noto, i cuccioli non sanno dove, come e quando sia opportuno dare sfogo ai propri istinti. Questa quindi, tra le “cause”, è sicuramente la meno problematica perché, con il tempo e impartendo i giusti insegnamenti e le opportune correzioni, diverrà solo un ricordo.
  2. Cane frustrato = cane ineducato. Un cane frustrato è un cane difficilmente addestrabile. E’ un cane che sfogherà la propria frustrazione seguendo i propri istinti e facendo, quindi, il cane! Un cane frustrato, che non sfoga opportunamente la propria energia, tenderà a ignorare gli insegnamenti ricevuti, soprattutto se poco decisi e poco costanti, e preferirà assecondare nell’unico modo che gli è concesso il proprio essere animale.
  3. Nervosismo e pipì. Un’altra causa potrebbe essere l’eccessiva timidezza del cane, ma in questo caso si dovrà lavorare sulla sua autostima “in primis”. Vi possono essere casi di cani adulti che di fronte a grandi fonti di eccitamento si fanno “la pipì addosso” in quel caso sono soggetti estremamente sensibili e starà a noi limitare in casa quei momenti di eccitazione estrema.
  4. Mancanza di educazione. Questo punto meriterebbe di stare in cima alla lista. Quanti di coloro che affermano di avere il problema della pipì dei cani in casa potrebbero ammettere con assoluta sincerità di non aver mai ceduto o di aver sempre seguito i consigli dell’eventuale addestratore? Quanti possono giurare di essere stati constanti ed instancabili osservatori del proprio peloso nei primi mesi in casa?

Pipì in casa: Consigli e soluzioni

Passiamo quindi al sodo: come educare il cane a non fare la pipì, o i bisogni in generale, in casa. Vorresti che il tuo peloso ti “dicesse” che ha bisogno di uscire? Ecco, continua a leggere!

Educare il cucciolo

I primi mesi del cucciolo sono, come sappiamo, i più delicati. E’ il momento in cui il cane è maggiormente ricettivo agli insegnamenti e, quindi, è il periodo in cui è necessario essere particolarmente costanti nelle correzioni, per fare in modo che il futuro con lui sia sereno e privo di preoccupazioni.

Cucciolo inesperto

Educare il cucciolo a fare i propri bisogni fuori casa è, sembra strano, davvero molto semplice. L’importante è mantenere una costanza giornaliera nelle correzioni e negli insegnamenti.

C’è chi punisce, chi spinge il muso del cucciolo sulla pipì, chi “mette in castigo”, come se il cucciolo o il cane avesse il nostro stesso modo di elaborare pensieri e reazioni. Lo ripetiamo: IL CANE RAGIONA E REAGISCE SEGUENDO IL MECCANISMO DELLA CAUSA/EFFETTO. Quindi, rimproverare il cane dopo ore dal “misfatto”, “metterlo in castigo in una stanza”, ebbene sì, non serve a nulla! E’ scientificamente provato come il tempo massimo di correzione sia stato identificato in 15 secondi dall’evento da correggere (i dettagli sono negli articoli sulla comunicazione cinofila)

I metodi “duri” non funzionano

Aggiungerei che utilizzare la forza o le sculacciate di fronte al “misfatto” o peggio ancora il mito del “naso nella pipì” possono portare solo ad una “chiusura intellettiva” del cucciolo/cane che limiterà movimenti, attenzione ed apertura all’apprendimento proprio perché sottoposto a forzatura… che non c’entra niente con la correzione genuina ed una sana leadership.

Come insegnare al cucciolo nel modo corretto

Per cominciare, il metodo più efficace è quello di iniziare sin dal primo giorno in cui il cucciolo arriva in casa (dunque con due mesi già compiuti), sfruttando la sua debolezza nel trattenersi dopo aver mangiato e bevuto, a nostro favore.

Il tempo fra la pappa ed il bisognino è molto ridotto nei cuccioli.

Dunque le prime sere che il cucciolo dormirà a casa con noi non lasceremo una ciotola d’acqua a disposizione (dopo qualche giorno potremo invece lasciarla). Il più tardi possibile (prima di andare a letto) lo faremo bere e lo porteremo subito fuori attendendo lo stimolo a far la pipì e subito lo premieremo, con carezze, parole dolci e potenzialmente anche premietti di cibo. Al mattino presto ci sveglieremo e subito,ancor prima che il cucciolo si attivi lo porteremo fuori e ripeteremo la premiazione. Consiglio di non portare il cucciolo al guinzaglio, perchè lo stimolo ad espletare i bisogni potrebbe coglierlo durante il tragitto. Lo prenderemo invece in braccio e lo faremo scendere proprio nel punto che avremo scelto dove potrà liberarsi ed essere premiato per averla fatta li. I primi giorni ci sarà un po’ più di lavoro per noi, ma la nostra dedizione verrà ripagata con l’abbreviarsi notevolmente dei tempi di educazione.

Sintetizzando

Porta con te un premio, un biscotto o qualcosa di piccolo ed appetitoso, da somministrare subito al cucciolo immediatamente dopo che ha fatto i propri bisogni fuori. Il cane collegherà quindi il momento a un qualcosa di positivo. E’ una pratica che necessita di tempo e di tanta pazienza, soprattutto perché i cuccioli, per un atavico istinto che li porta a “nascondere” i propri bisogni da potenziali predatori, prediligono espletare tali funzioni in un luogo nascosto o sicuro (come in casa) . Ma non devi abbatterti e, soprattutto, non devi arrenderti. Vedrai che i risultati saranno più rapidi di quanto pensi.

Se invece cogliamo il pelosetto sul fatto o proprio mentre lo sta facendo, la cosa da fare immediatamente è rimproverarlo in maniera secca, senza parlargli come se fosse un bambino, e portarlo immediatamente fuori, a costo di sporcare tutto il corridoio e il pianerottolo. Non abbiamo mai detto che sarà facile, ma che con la pazienza pochi giorni di lavoro verranno ripagati da un’esistenza serena e appagante. Una volta fuori gli parleremo con voce soave e calma e qualora dovesse fare il resto della pipì o popò lo premieremo come se avesse vinto “la corsa più lunga del mondo”.

Il rimproverò non dovrà essere fatto con sentimento di stizza, dobbiamo capire che da piccoli il controllo non è ancora perfetto ed un atteggiamento nevrotico non è un atteggiamento da leader da guida sicura (che è ciò che dobbiamo essere per il nostro cane). Il rimprovero serve solo a far collegare la pipì dentro al luogo ed è per questo che immediatamente dovremo sostituire al rimprovero il tono dolce appena giunti nel punto giusto…

Ma se si rifiuta?

Se il piccolo si rifiuta di espletare i bisognini fuori anche quando sta tutto il giorno fuori casa ed aspetta proprio il momento del rientro perchè abituato alla traversina. Beh sarà il caso di essere più convincenti e lo potremo fare grazie al bisogno ed agli odori.

Per esempio, immaginiamo che dopo un intero pomeriggio fuori, il piccolo abbia bevuto però non si sia mai “scaricato”… arrivando a casa sappiamo che sicuramente appena poggerà il piede sulla traversina rilascerà la pipì. A quel punto gli diremo un <No!> secco, lo alzeremo di peso e con lui e la traversina usciremo fuori (non allontanarti troppo i tempi devono essere i più “stretti” possibile).

Poggia il piccolo a terra ed anche la traversina e passeggiate continuamente facendolo passare sulla traversina stessa. Se lui sentendo l’odore della sua pipì si lascerà nuovamente andare lo premierai. Alla pipì successiva lo porterai nello stesso punto ed in un paio di volte toglierai anche la traversina. Vedrai che collegherà il luogo a fare la pipì ed ad essere premiato (premi con voce soave e carezze, cibo, eccetera).

Gli strumenti utili

Parliamo ora degli strumenti utili. Le traversine, da sporcare di pipì e lasciare sempre nello stesso punto della casa, sono un valido aiuto per tutte quelle volte che non possiamo sorvegliare il cucciolo in modo continuativo. Sono utili nei casi di incontinenza o per rimediare “al volo” su un “prossimo misfatto”. Rappresentano però un’arma a doppio taglio.

Si! Hanno dei contro oltre ai pro…Perché se abituiamo il nostro cucciolo a fare la pipì sulla traversina (e quindi tappeti di vario tipo) poi sarà più “difficile” far capire che in casa non si debba più fare ed impossibile a volte far distinguere tappeti del salone e bagno dalla traversina dei bisogni…. Molto meglio insegnare sin da subito direttamente a farla fuori sin dai primi giorni in cui lo accogliamo in un ambiente nuovo (casa) in cui non vogliamo la faccia.

Dunque nel passaggio dal farla in casa a fuori evitiamo di confonderlo. Se è il momento la faccia fuori, eliminiamo ogni traversina e tappeto da casa e proseguiamo nell’educazione come già detto. Lo seguiremo, lo stalkerizzeremo proprio quando ci aspettiamo faccia pipì o popò ed a quel punto ZAC!! rimprovero e via… subito fuori, dove lo rassicureremo e premieremo qualora facesse pipì.. Tenere la traversa in casa non farebbe altro che confonderlo ulteriormente.

I biscottini premio sono un elemento da non far mai mancare nella tasca di ogni bravo padrone in questi casi. Meglio se fatti in casa!

Importantissimi, e non per l’educazione del cane, ma per la buona educazione di ogni bravo padrone, i sacchettini per i bisogni più consistenti! Io acquisto i mega pacchi su Amazon, comodissimi perché confezionati in un dispenser da tenere sul mobile davanti la porta di casa! Sono profumati e mooolto capienti. 500… durano un bel pò 😅 e sono BIODEGRADABILI!

Una parentesi la dedichiamo ai repellenti. Personalmente, non ho mai riscontrato grandi risultati nell’utilizzo di questi prodotti, che utilizzavo per evitare che i cani del vicinato urinassero sulla mia porta di ingresso. Anche perché l’utilizzo sarebbe quello di far collegare al cane la sgradevolezza dell’odore con un effetto negativo… ma non voglio addentrarmi in questo.

Non ho volutamente parlare dei recinti e del kennel utilizzati come metodo per evitare il piccolo si liberi in casa (dentro al kennel è molto probabile che eviti di farla trattenendosi il più possibile). Non ne parlo perchè ritengo sia un argomento da affrontare in un articolo dedicato perchè il loro utilizzo è sì utile, comodo ed efficace, ma ritengono vadano fatte delle precisazioni che non posso dare per scontato siano ovvie come il tempo massimo di permanenza all’interno della gabbietta. Per cui mi riservo di parlarne in altra occasione e nella guida sul cucciolo che ho pubblicato e disponibile su Amazon “Finalmente un cane-allevamento ed addestramento del cucciolo”

Quando il cane adulto fa la pipì in casa?

Come abbiamo detto, i motivi che possono causare il comportamento scorretto del cane adulto si possono riassumere in: frustrazione, ansia da separazione, stress, poca educazione (assicurandosi che non siano dovute a problemi di salute).

Per quanto riguarda la scarsa educazione, non è mai troppo tardi per recuperare. Il mio consiglio è quello di portare fuori il cane il maggior numero di volte possibile, così da avere molte possibilità che il peloso debba fare i propri bisogni quando si trova fuori e, in quel caso, premiarlo prontamente. Cerchiamo di seguirlo in casa il più possibile, in modo da correggerlo immediatamente e portarlo subito fuori. Anche se avrà già fatto i propri bisogni, collegherà subito la propria azione con l’andare fuori casa. Ciò aumenterà molto la possibilità che il meccanismo mentale causa/effetto dia i suoi frutti.

Per quanto riguarda invece i cani frustrati, stressati e inclini all’ansia da separazione, “marcatori seriali” il principio è sempre lo stesso: gratificare il cane. Si capisce subito quando un cane soffre di queste problematiche, perché sarà un cane che in casa dà altri problemi, come ad esempio il rosicchio compulsivo di ogni cosa abbia a portata di muso, l’irrequietezza e l’insofferenza, l’abbaiare compulsivamente, il girare su se stesso freneticamente. Come abbiamo già detto tante volte, l’importante, per ogni cane, è il potersi sfogare. Lunghe passeggiate, corse, o anche semplicemente un osso da poter rosicchiare quando vuole per sviluppare le tanto amate endorfine, sono le soluzioni più semplici, e quindi più efficaci.

Come sempre, quindi, la prima regola è l’osservazione unita alla costanza. Un cane è un amico, un compagno, ma è anche un impegno. Questo è bene non dimenticarlo mai!

Nel dettaglio ne parlavamo QUI

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Gaia Trischitta

Ciao! Sono Gaia Stella Trischitta. Giornalista e cinofila appassionata! Ambientalista convinta ed eterna sognatrice. Una vita dedicata ai cani, alle loro necessità e alle loro meravigliose complessità. Da amante della natura, la rispetto in ogni sua espressione, con il perenne sogno di lasciare ai nostri figli una realtà in cui l'uomo abbia compreso l'importanza di una tale coesistenza

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