Come parlare con il nostro cane correttamente.

La comunicazione con il cane. La necessità di capirsi

Da parecchie decine di millenni il cane fa parte della quotidianità dell’uomo. Ma sappiamo davvero parlare con il nostro cane?

Sono 60,2 milioni gli animali d’affezione che erano presenti nel 2018 nelle case degli Italiani, secondo Euromonitor. I cani presenti nelle famiglie italiane 7 milioni.

Analizzando le tendenze delle diverse specie animali, nel 2018 il numero di cani in Italia ha continuato a crescere leggermente. I gatti invece e altri animali da compagnia sembrano mostrare una lieve diminuzione.

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Sono dati di due anni fa, ma il numero non ha fatto altro che aumentare. Quindi sempre più famiglie umane convivono con uno o più cani. E’ evidente che per una buona convivenza tra le due specie ci sia bisogno di una buona comunicazione.

Abbiamo spesso discusso in altri articoli, come sia necessario stabilire delle regole e dei limiti nella convivenza con i nostri amati cani. Tali regole possono spaziare dal: “non toccare il cibo sul tavolinetto del soggiorno” (che potrebbe anche essere “veleno” per te) al “non si sale sul cornicione della finestra” (il perché mi sembra ovvio… ricordiamoci che gli incidenti possono capitare).

“Parlarsi” capendosi è necessario per una questione di piacevole convivenza, ma anche di sicurezza (nostra, degli altri e del nostro cane).

Disclaimer

L’argomento è vasto e si presta a diverse disquisizioni. Userò questo articolo per stendere la visione generale, ma in realtà sul blog ci sono tanti piccoli dedicati articoli della serie “Comunicazione Cinofila”, per affrontare meglio ogni aspetto e affrontare punto per punto in maniera più completa. Ma per ora do sfogo alla mia brama di dirla “forse non tutta ma… subito” dunque seguitemi in questa (non proprio breve) lettura.

Capiamolo e facciamoci capire

Quello che più vogliamo noi amanti dei cani è offrire loro ciò che più desiderano. Ma, per saperlo, dobbiamo per prima cosa capirli quando comunicano con noi.

Abbiamo parlato di costruire dei limiti e delle barriere, ma per poter stabilire delle regole è necessario che il messaggio che vogliamo dare sia chiaro ed univoco. Allo stesso modo sarà utile dimostrargli e fargli capire che una determinata azione oppure un determinato comportamento ci è molto gradito. Per cui sia per limitare che per invogliare dovremo essere in grado di saperglielo comunicare.

La comunicazione affinché sia con comprensione biunivoca, necessità di chiarezza dei messaggi e dello sforzo di entrambe le parti. Non può essere una comunicazione “a senso unico”, anche noi dobbiamo riuscire a capire quello che il nostro cane ci sta dicendo. E lui non articola il linguaggio come la professoressa di matematica faceva a scuola con noi.

E’ necessario dunque parlare con il nostro cane e farci capire, tanto quanto “ascoltarlo” e capirlo,

Il cane parla… parla eccome!

Tante volte a noi proprietari di cani ci scappa la frase: <gli manca solo la parola…> Inteso come: anche non parlando capisce e si fa capire perfettamente.

Beh non trovo sia proprio corretto interpretare la frase così. Il cane parla… parla eccome!!! Soltanto che il suo linguaggio non è fatto di parole articolate come nella lingua umana, bensì di: linguaggio del corpo + odori + energia + vocalizzazioni.

Sta a noi sforzarci di comprendere in primis il suo modo di dialogare e tradurlo correttamente. Sta a noi capire che il suo dialogo ha una scala di importanza e che il linguaggio del corpo supera la vocalizzazione in questo.

Ad esempio un cane che ringhia ad un altro cane, ma con il corpo invita al gioco… dovrebbe farci pensare che forse il ringhio (che in questo caso è più un borbottio…) non è un segnale di minaccia e che la comunicazione resta comunque un invito al gioco…

Non da ultimo, i segnali possono anche essere discordanti perché il cane è nel bel mezzo di sentimenti contrastanti e mentre per noi la comunicazione può sembrare confusa, per un suo simile, sarà comunque chiara. Ovviamente perché questi darà priorità in ogni caso a quelli che sono i fondamenti della comunicazione canina linguaggio del corpo + odore.

Poi è ovvio aspettarsi che intercorra comunque una serie di atteggiamenti e “chiarimenti” che necessitano (da parte del cane che interpreta) più di un’annusata ed un’occhiata alla postura 😉

Il cane ci legge in faccia.

I cani ci leggono in faccia, scrutano le nostre espressioni e sono particolarmente “interessati” al nostro sguardo e alla nostra mimica facciale. Alcuni studi condotti in passato hanno dimostrato come un cane messo di fronte ad un uomo (sono stati filmati e poi le riprese analizzate con tecniche di individuazione precise) si concentri molto su ciò che gli occhi della persona dimostrino ed indichino, mentre al contrario di fronte ad un altro essere, si concentrino molto di più sulla bocca.

Nell’articolo in cui disquisivamo sulle teorie evoluzionistiche del cane accennavamo a questo esperimento che riporto. Esperimento che dimostrò come i cani ci leggono in faccia più degli altri animali, come gatti e scimpanzé:

https://alessiopalleschi.com Il cane domestico non è un lupo
A.P. Lo sguardo del cane Comunicazione Cinofila PARTE 3

La comunicazione dello sguardo

Con lo sguardo riusciamo a comunicare diverse intenzioni come vedremo nel dettaglio in altri articoli. Sappiamo che il cane ci guarda negli occhi per carpire le nostre intenzioni e seguire le nostre istruzioni, ma forse è bene ricordare che se guardiamo negli occhi il nostro cane che ricambia con uno sguardo amorevole riusciamo a creare un momento di tenerezza. Al contrario se guardiamo negli occhi un cane sconosciuto o ostile, il nostro sguardo può essere interpretato come minaccioso e pericoloso.

Di solito nel mondo animale:

  • uno sguardo fisso occhi negli occhi può voler dire dominanza e aggressività;
  • mentre di contro, sguardi fugaci, evitare il contatto diretto, girarsi dall’altro lato convengono messaggi di calma e pace.

Bene tenerlo a mente quando si approcciano cani sconosciuti….

Comportamenti standard

Vi sono poi una serie di comportamenti del cane che dovrebbero, contestualizzandoli, aiutarci a capire di più cosa stia succedendo nel nostro cane. Per fare solo un paio di esempi:

  • Un respiro molto affannato senza una ragione come caldo o attività fisica recente può voler essere una dimostrazione di ansia o di dolore del cane.
  • Un evitare lo sguardo non rivolgendolo ad un’essere o una cosa o una situazione è il tipico ignorare del cane che ricordiamo è una delle opzioni che lui ha tra : 1) Scappo; 2) Combatto; 3) Ignoro; 4) Mi sottometto.

I Linguaggi per parlare con il nostro cane

Come accennavo ci sono tutti gli articoli della serie Comunicazione Cinofila per entrare nei dettagli… qui vediamo solo una breve carrellata di ciò che ci aspetta se vogliamo approfondire e diventare “master” della comunicazione

Il linguaggio del corpo

Nel fondamentale linguaggio del cane c’è il linguaggio del corpo. Tanti libri sono stati scritti su come interpretare la comunicazione fisica del cane… i “segnali” che il cane manda continuamente.

Le illustrazioni riportate nei libri a volte sono chiare ed a volte possono essere male interpretate. Questo perchè non è semplice con un disegnino riportare uno “stato d’animo”. Le variabili sono tante e tutte concorrono ad esprimere un messaggio che può essere più o meno intenso o più o meno confuso.

Vedremo quindi indicazioni che si basano su tre particolari: Le orecchie, la coda, il muso.

  • Orecchie in alto o in basso, in avanti o indietro, schiacciate o laterali a “deltaplano”…
  • Coda in alto (dritta o curva) o a “mezz’aria, in basso o tra le gambe, ferma o scodinzolante, scodinzolante in maniera ampia e fluida o rapida e irrequieta.
  • Muso aperto e lingua di fuori o muso chiuso, labbra arricciate o denti in bella vista con grigno più o meno pronunciato…
Per parlare con il nostro cane dobbiamo conoscere il significato della postura delle orecchie
Per parlare con il nostro cane dobbiamo conoscere il significato della postura della coda
Illustrazione della coda dalla dominanza alla paura A->K

Poche illustrazioni però troviamo nei vecchi testi cinofili sulla postura della testa (alta o bassa); o nella postura del torace (in fuori esposto o curvo e protetto); sulla postura del tronco (che scarta lateralmente, che spintona, che si ribalta a pancia all’aria, ecc), sulla postura del bacino (alto, basso stile “squat”). Per la presenza o meno di pelo irto e sulla posizione di tale “arruffamento”, sullo sguardo con occhi spalancati, socchiusi, chiusi e la dilatazione pupillare… Forse ancora meno su una serie di comportamenti standardizzati come il leccarsi il muso o lo sbadigliare.

Inoltre tutte queste comunicazioni vanno messe insieme per avere il quadro completo. Ad esempio orecchie indietro possono voler dire sottomissione o imminente aggressione e solo guardando la coda, il torace, il muso e lo sguardo si può facilmente distinguere l’uno o l’altro atteggiamento.

Certo ci vuol pratica, questo è sicuro, ma sono cose che una volta acquisite con esperienza non si dimenticano. Se si ha la fortuna di aver posseduto altri cani in passato è probabile che sui cani di razza o comunque morfologia simile ci sembri di avere una “marcia in più” nel comprenderli. Questo è dovuto solo all’esperienza di lettura ormai acquisita.

Per parlare con il nostro cane dobbiamo conoscere il significato della postura del corpo

Possibile interpretazione errata

Può capitare che il cane invii segnali diametralmente opposti come aggressività e paura contemporaneamente ed il perché lo abbiamo già detto, così come quanto sia facile per noi travisarli, ma in altri casi l’errata interpretazione è solo colpa nostra.

Pensiamo a quante volte abbiamo pensato che il nostro cane si sentise in colpa per un misfatto e lo abbiamo pure punito e sgridato… (il cane si sente in colpa quando fa danni in casa?)

Se pensiamo che a volte accada anche che i cani si fraintendano tra di loro a causa dell’impossibilità di usare totalmente tutto il “vocabolario”… E’ facile immaginare come sia alta la probabilità per noi d’interpretare male. Pensiamo a quelle razze senza coda o a quei cani con un handicap o una morfologia “stravolta” dalla selezione… Quei cani che usano poco e nulla il naso e quelli più orientati al visivo, eccetera eccetera

In alcune occasioni però siamo proprio noi umani decisamente scarsi nella comprensione del linguaggio corporale e spesso il non riconoscere una comunicazione semplice nasce dall’errore di guardare i nostri piccoli con “gli occhi del cuore” che, automaticamente, ce li fa umanizzare e dunque diamo interpretazione umana ad un comportamento che invece rappresenta una comunicazione diametralmente opposta.

Carina l’immagine del cane che esce la lingua e e la passa sul tartufo e sul muso… Il leccare il muso di un’altro cane (o essere umano) è un segnale di richiesta cibo (come i cuccioli con la mamma), calmante/pacificatore (cane remissivo con cane dominante/uomo), auto-calmante per disagio, ansia e stress (su se stesso).

Anch’esso però andrà ovviamente contestualizzato unendolo a tutta quella serie di ulteriori segnali che provengono dalla comunicazione completa (corpo+energia+odore+vocalizzazione)

In altri articoli guardavamo più nel dettaglio le possibili situazioni in cui incappiamo nell’errore di travisare le comunicazioni del nostro cane. Vi riporto alcuni link se volete approfondire:

Il cane si sente in colpa quando fa danni in casa?

Il mio cane è come un figlio. Lo sto antropomorfizzando?

Il cane fa i dispetti?

Il linguaggio di odori

Come ben sappiamo l’olfatto nel cane è un senso acutissimo, (5 milioni di recettori olfattivi nell’uomo ed oltre 220 milioni nel pastore Tedesco…oltre al comune olfatto egli possiede il paraolfatto grazie all’organo di Jacobson), ma forse ignoriamo il fatto che sia anche un mezzo per “dialogare”.

Perché è vero che quasi tutti sanno che un cane per conoscerne un’altro annusi l’odore delle ghiandole perianali (annusi il culetto dell’altro cane), annusi la pipì dell’altro cane o i padiglioni auricolari… Ma, forse alcuni ignorano il fatto che proprio attraverso questi odori, un cane non solo capisce l’età dell’altro cane, il sesso, cosa ha mangiato recentemente, il suo stato di salute, ma ne capisce anche le intenzioni e lo status sociale e l’eventuale stato d’animo.

Forse in tanti non sanno che i cuccioli puzzino di più per noi perchè la comunicazione olfattiva più forte li rende più “protetti” nei confronti dei simili adulti “gridando” di essere cuccioli soltanto ed anche la loro pipì ha un’odore differente dall’adulto. Così come la pipì del maschio dominante ha un’odore diverso da quella del maschio sottomesso, eccetera.

Consideriamo che diverse zone del corpo del cane (bocca, padiglioni auricolari, spazio interdigitale delle zampe, ghiandole perianali, secrezioni vaginali) producono probabilmente diversi odori che concorrono a comunicare diverse informazioni. Io credo che sia per questo che i cuccioli evitino da piccoli di odorare il retro dei cani adulti e si limitino alla zona vicino alla bocca. Sarà anche una reminiscenza dello svezzamento oppure una convenienza temporale per permettere contemporaneamente di leccare ed esprimere pace? Mah!! Questo è solo un mio pensiero che andrebbe verificato ed investigato con la letteratura disponibile in materia.

Ovvio che per noi umani questo tipo di comunicazione è decisamente fuori dalla nostra portata, però è bene conoscerne le potenzialità nel momento in cui partecipiamo in maniera attiva alla comunicazione tra due o più cani. In altri articoli (comunicazione cinofila Parte 3 e Parte 4 parleremo di ossitocina (ormone dell’amore) e di come il cane nell’odorarci percepisca il nostro livello di predisposizione nei suoi confronti…

Il linguaggio vocale

La vocalizzazione del cane varia molto, abbiamo il pianto classico di dolore o spavento, con un guaito acuto inconfondibile: Cai! Caiiii!!! Abbiamo l’abbaiare: Wharf wharf! L’ululato Ahuuuuuu! Il guaito, il mugulio, il ringhio, il latrare, l’ansimare ed il grugnire e sospirare… Tutte queste forme di comunicazione possono avere tonalità e frequenze (sia intese come onde di frequenza acustica che intese come tempistiche) diverse e dunque significati diversi.

Come dicevamo il linguaggio del cane è in primis il linguaggio del corpo, e quello degli odori, ma anche quello vocale ha la sua importanza. Nel dettaglio ne parliamo nella comunicazione cinofila PARTE 4

Spesso i proprietari dei cani, riescono facilmente a riconoscere dall’abbaio del proprio cane se vuole comunicare gioia, se abbaia contro una persona che si avvicina al cancello, se guaisce per dolore o mugula per ansia, se grugnisce di piacevole relax quando si stende ai nostri piedi mentre siamo anche noi sdraiati sul divano…..

I più bravi di noi riescono addirittura a capire che tipo di cane “ci sia dietro” un abbaio particolare. Ad esempio, se suoniamo alla porta di una casa e sentiamo un abbaio come “wharf Wharf huuu, Wharfhuuuu” riconosciamo un segnale di avvertimento per la famiglia che qualcuno ha suonato, ma anche una sorta di incertezza tipica del carattere di quel cane probabilmente (poi dipende molto dalla razza eh…). Cosa diversa se ascoltiamo un “wharf whorf whorf”oppure un “wharf grrrrr, wharfgrrrrr, grrrrr, grrrr” Che lo dico fare…. 🙂

Wow difficile descrivere senza l’ausilio del senso dell’udito… sarebbe molto più semplice ascoltando insieme un messaggio sonoro. Ad ogni modo il concetto è questo: nelle grandi distanze il cane comunica con linguaggio del corpo (spesso riflesso) e linguaggio vocale; nelle medie e piccole distanze usando tutti e quattro i tipi, con maggiore importanza di significato alla comunicazione del linguaggio corporale e dell’odore.

Vi sono, per selezione effettuata, alcune razze predisposte alla comunicazione vocale più di altre e così avremo grandi differenze tra il chiassoso Barboncino o Yorkshire ed i comunicativi cani da caccia come Beagle e Segugio ed i silenziosi Shar-pei, Chow-Chow, Amstaff o Levriero.

Vi sono proprietari che letteralmente “impazziscono” per il troppo abbaiare dei proprio cane ed altri che si chiedono se sia normale che il loro cane non abbai mai….

Il linguaggio facciale

L’evoluzione al fianco dell’uomo ha portato i nostri cani non solo a saper cogliere i nostri stati d’animo “al volo”, ma anche a comunicarci meglio i loro. Non è raro provare affetto ed amore per un cane che fa “gli occhi dolci” quando rientriamo in casa. Oppure a perdonarlo o accontentarlo più volentieri se fa quel tipico sguardo pietoso davanti al misfatto o al bocconcino di pane al prosciutto che abbiamo in mano… (piccoli manipolatori…). Da osservare che particolari espressioni e mimiche facciali le usano solo con gli umani 😉

Assurdo eh? Ma se ci pensiamo bene mica tanto… Si chiama selezione naturale ed il buon Charles Darwin ce la spiegò abbastanza bene. In “parole povere”: La selezione naturale fa si che in una determinata specie i tratti caratteriali e fisici si sviluppino e rafforzino nel corso del tempo (dell’evoluzione) in base al “successo” ottenuto dal soggetto/i che più si adatta e sopravvive e si riproduce (tramandando così quella capacità, morfologia, carattere).

L’esempio

Facciamo uno stupido esempio: Sono un ragazzino di 20.000 anni fa che alla periferia del proprio villaggio trova una cucciolata abbandonata di cagnolini… tra questi 5 cagnolini uno ha uno sguardo più “umano” e pietoso… sarà proprio quello che prenderò in braccio e porterò al villaggio… Gli altri probabilmente faranno una brutta fine, ma il cucciolo scelto crescerà e si riprodurrà e… trasmetterà questa sua capacità di sguardo pietoso ai suoi figli che la trasmetteranno ai loro figli e così via…

Moltiplichiamo tutto questo per numerosissime generazioni e alla fine ci ritroveremo un canis lupus familiaris che praticamente ride alla maniera simil-umana o fa lo sguardo del morto di fame… per comunicare ed ottenere una nostra risposta!

Attenzione però che spesso da bravi “antropomorfizzatori del Kaiser” diamo significati umani a comportamenti e mimiche canine che nulla hanno a che vedere con la comunicazione originaria del cane. Lo accennavamo qualche paragrafo più su, ma di questo comunque ne parliamo in un altro articolo più nel dettaglio.

Non solo selezione… anche evoluzione

C’è inoltre un altro aspetto legato al cambio di tratti e comportamenti genetici dovuti all’addomesticamento del cane… ne parlavamo meglio nell’articolo già citato sull’evoluzione. Ricordate la selezione effettuata in Siberia sulle volpi che nel corso delle generazioni (grazie ad un valore sempre più basso di adrenalina) cambiavano tratti morfologici, senza che i genitori li avessero? Come orecchie morbide, code arricciate, cambio di colorazione del manto e del comportamento? Comparsa di manifestazione canine come abbaiare, scodinzolare ecc???

Ecco quell’esperienza (durata parecchie decine di anni) ci può dare supporto nel credere come la grande differenza dei cani moderni rispetto al lupo sia potuta sorgere per selezione e co-evoluzione con l’uomo.

I comportamenti

Vi sono poi una serie di comportamenti del cane che dovrebbero, contestualizzandoli, aiutarci a capire di più cosa stia succedendo nel nostro cane. Per fare solo un paio di esempi:

  • Un respiro molto affannato senza una ragione come caldo o attività fisica recente può voler essere una dimostrazione di ansia o di dolore del cane.
  • Un evitare lo sguardo non rivolgendolo ad un’essere o una cosa o una situazione è il tipico ignorare del cane che ricordiamo è una delle opzioni che lui ha tra : 1) Scappo; 2) Combatto; 3) Ignoro; 4) Mi sottometto.

Come parlare con il nostro cane. Tocca a noi esprimerci.

Quindi premesso che:

  1. Sappiamo leggere i segnali del corpo del nostro cane;
  2. Che pur volendo non siamo capaci di interpretare gli odori (se non quando puzza come un cadavere in avanzato stato di putrefazione come scherzosamente dico alla mia amica toilettatrice quando è l’ora di fare un bagno agli zozzoni…) e dunque lasciamo perdere ;
  3. Che intuiamo la sua comunicazione verbale, ma tanto ci fidiamo più del linguaggio del corpo…

E’ arrivato il momento di esprimere la nostra di comunicazione, che guarda caso sarà: Linguaggio del corpo + odore + energia + vocalizzazione.

Ma questo argomento lo affronteremo in maniera dedicata in un altro articolo (Comunicazione Cinofila PARTE 6). Concentriamoci per il momento su come parla il nostro cane e capiamolo. Poi vedremo di parlare con lui e farci capire. Seguitemi nella saga del linguaggio dei cani analizzandoli nel dettaglio con gli articolo Comunicazione cinofila 🙂 che riporto qui sotto.

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Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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