Cosa fare se il cane tira al guinzaglio. La guida alla risoluzione

Problema comune di tanti padroni che possiedono cani che in strada si scatenano tirando al guinzaglio… Oppure ingestibili fuori e dentro casa. Ti trovi anche tu nella stessa scomoda situazione e diventa un incubo (stancante) passeggiare con il tuo cane? Se invece di godere di una passeggiata rilassante ti stai chiedendo: Cosa fare quando il mio cane tira al guinzaglio? Sei nel posto giusto, sei su Blogdog

Se pensi che non imparerà mai e che ci vorrebbe una magia, ma non hai ancora perso del tutto le speranze…

Beh ti farò scoprire con quale magia sia possibile farlo smettere! Pronto/a? Bene armati di buona volontà…

Chiameremo questo articolo la pillolina rossa di Matrix 😊

Scherzi a parte, cercherò di farti capire cosa c’è dietro il causa ed effetto, l’azione e reazione, l’istinto, il linguaggio e gli strumenti che regolano la passeggiata con il tuo cane.

L’aiuto professionale in casi “difficili” è auspicabile e consigliabile. Con un professionista potrai risolvere in tempi brevi attuando un programma “su misura” per te ed il tuo specifico cane. Consideriamo che una persona esperta già “ad occhio” riesce a valutare quale sia la strategia migliore. Ma io comunque cercherò di darti le nozioni per capire da solo cosa potrebbe causare le reazioni del tuo cane e come poter aggirare l’ostacolo.

Qui ti indico anche la guida completa che ho preparato e nel prossimo futuro sarà pubblicata

Prossimamente in vendita su Blogdog in versione ebook (e cartaceo sui circuiti editoriali Amazon – Feltrinelli-Lulù-Kindle-Kobo-Ingram-Ibooks, ecc)

Blogdog ti presenta la guida pratica e completa che ti darà la possibilità di ottenere la passeggiata perfetta con il tuo cane. Se ne hai provate tante e pensi che il tuo cane non imparerà mai e che ci vorrebbe una magia, ma ancora non hai perso del tutto le speranze… questa guida ti offre una chiave di lettura diversa del suo comportamento, le nozioni che ti servono per interpretare e comprendere meglio le dinamiche che spingono il tuo cane a tirare, quali le cause e come risolverle. Questa guida ti darà accesso a quella visione che un professionista cinofilo ha e con la quale valuta il cane e imposta la strategia risolutiva. Una valutazione dunque che unita agli esercizi adatti, con i giusti rinforzi positivi e correzioni eseguite con la tempistica corretta, aprirà il mondo magico “del cane perfettamente addestrato”. Comprenderai cosa ci sia dietro il causa ed effetto, l’azione e reazione, la razza, l’istinto, il linguaggio e gli strumenti che regolano la passeggiata con il tuo cane.

La lettura ti guiderà nella passeggiata ancor prima di uscire di casa favorendo l’approccio con il mondo esterno. La guida presenta inoltre un’intera sezione dedicata all’attrezzatura e su come scegliere il guinzaglio migliore per il tuo caso. Elencherà gli errori comuni ed i trucchi per evitarli. Comprende inoltre due interi capitoli dedicati all’addestramento con il premio spiegandolo come se fossi sul campo di addestramento. Ti darà la possibilità di mettere direttamente in pratica le lezioni spiegate minuziosamente passo passo sin da subito.

All’interno della guida troverai inoltre i seguenti argomenti: Strumenti e trucchi ; Perchè il cane tira al guinzaglio?; Come calmare il cane al momento della passeggiata; Combattere l’euforia con la calma; Gli strumenti giusti; Qual’è il guinzaglio migliore per te ed il tuo cane; Addestramento con il premio passo passo; Il rinforzo positivo; La correzione; Considerazioni sulle necessità di razza e di energia; Per il cane che tira abbaia ed attacca? Pillole di leadership.

Cosa aspetti? La passeggiata dovrebbe essere uno dei momenti più belli che legano il rapporto uomo-cane, ma se così non è può divenire un avvenimento frustrante. Evitiamolo!
La guida è completa, il materiale trattato ampio, ma dopo questa dettagliata lettura capirai il tuo cane ed entrerete in sintonia.

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Il successo è a portata di…zampa!

Filosofia e cause che ostacolano la passeggiata perfetta

Cosa serve affinche la “magia” riesca?

  • Da parte dell’uomo: Pazienza. Tanta pazienza. Servirà pazienza per leggere questa guida; pazienza per ripetere i movimenti e le correzioni, pazienza quando ci sembrerà di essere tornati al punto di partenza, pazienza per soddisfare le necessità primarie (1) del nostro cane (fisiche e di razza), servirà 🙄 ….l’ho detto PAZIENZA? 🤣. Beh si l’ho detto, ma lo ripeto, servirà pazienza perché è l’arma che ti farà vincere. Sarai paziente e costante,  soprattutto nei primi giorni, poi sarà abitudine e consuetudine. Approcciati a questa lettura con l’umiltà di guardare le cose da un punto di vista diverso da come hai fatto fino ad ora, ma obiettivamente non in contrasto con quello che è lo svolgersi naturale del binomio che da decine di migliaia di anni ci vede co-evolvere con i cani.
  • Da parte del cane: Nulla! 😊 Se soddisfatto…Il cane dovrà semplicemente imparare a fidarsi ed a seguirti e non tirare più. Capire che è conveniente stare accanto al proprio padrone. Lasciarsi condizionare positivamente e quindi abituarsi e poi fare semplicemente… Il cane soddisfatto.

(1) Necessità primarie del cane. E’ una cosa che hai sempre saputo no? Nel momento in cui hai detto: <si! Questo cane è mio!>… sei sceso a compromessi con te stesso, sapendo di dovergli dare amore così come cibo, di dovergli dare riparo così come la cosa forse più importante: il tuo tempo. Tempo per soddisfare le sue esigenze.

Il proprietario consapevole

Essere proprietari di un cane è una cosa meravigliosa che porta con sé un significato talmente grande da poter difficilmente essere capito da chi non lo abbia mai vissuto. E’ un privilegio, che però porta con sè anche doveri e responsabilità.

Non voglio fare il moralista qui, ma è veramente frustrante vedere certi cani costretti ad avere una vita non degna di un quadrupede che, al di là di un discorso empatico doveroso per un amante degli animali, tralasciando l’antropomorfismo esagerato, rappresenta un controsenso morale da parte di coloro che li reputano parte integrante della propria famiglia.

Perché il cane tira al guinzaglio e quali sono i fattori che lo influenzano?

Partiamo subito con il dire che a nessun essere vivente piace essere limitato nelle proprie azioni e nei propri spostamenti. Ma la co-evoluzione accanto all’uomo ha creato questo senso di accondiscendenza, da parte del nostro amico a quatto zampe, a sottostare alla nostra guida, spesso anche con piacere. La voglia o meno di farsi guidare può dipendere da vari fattori:

  1. Età
  2. Energia;
  3. Carattere;
  4. Educazione;
  5. Razza;
  6. Scopo

Perché il cane tira? Analizziamo prima le cause e come rimediare eliminandole (o smorzandole) alla base e poi facciamoci aiutare dagli strumenti fisici e l’addestramento.

L’età del cane influisce sul suo modo di porsi nei confronti della vita (innanzitutto) e delle esperienze. Insegnare ad un cucciolo come superare la titubanza del farsi condurre al guinzaglio, presentargli bene lo strumento e invogliarlo a seguirci è un ottimo approccio per cominciare. Dare direttive all’indisciplinato cucciolone….Controllare l’impeto ormonale di un adulto, soddisfare la sua necessità di scaricare l’energia accumulata. Le sue caratteristiche tipiche di razza… la sua passione per la caccia (con dei giochi), per la corsa. Inibire temporaneamente istinti naturali evitando il gioco del “tiro alla fune” o il tracking mode (quando un cane punta il naso a terra e segue…. il suo istinto).

Nella guida che ho pubblicato affrontiamo nel dettaglio ogni aspetto perchè ognuno di essi può essere il motivo scatenante che porta il tuo cane a tirare in passeggiata. A volte non è necessario far altro che individuarlo e risolverlo per notare immediatamente un cambio comportamentale. I cani sono abilissimi a cambiare comportamento “nel giro di un secondo”. La loro natura di reagire istantaneamente in base agli stimoli li porta a buttarsi alle spalle un comportamento che noi riteniamo sbagliato in un attimo. Non stanno li a rimuginare ,lo fanno e basta.

Strumenti e Trucchi per far funzionare la “magia”

Partiamo dalle basi dell’addestramento cinofilo. Già abbiamo detto ad inizio articolo, che camminare al guinzaglio non è “naturale” per nessun essere vivente. Quindi perché il nostro cane dovrebbe camminare al nostro fianco tranquillo? Per tre buoni motivi:

  1. Perché gli conviene. Quando cammina al fianco con noi riceve rinforzi positivi (cibo, coccole, gioco, libertà). Poi spariscono i rinforzi e resta l’abitudine e la sintonia e comunicazione con il padrone (altamente ricercate anch’esse)
  2. Perché segue il suo leader. Lo abitueremo a lunghe passeggiate interessanti, con cambi di direzione frequenti ed improvvisi (poi sarà abitudine). Lo abitueremo a seguire il leader di cui si fida, il leader che lo porta a scovare posti nuovi, nuovi odori, nuove esperienze.
  3. Perché siamo in modalità “viaggio”. Mai visto in una notte insonne i cani ferali liberi? Sembra di vedere un documentario di Discovery Channel sui licaoni. I cani in gruppo si spostano “pattugliando” la zona, si spostano e si raggruppano, vanno ad una velocità che possiamo definire trotto, se qualcuno si ferma ad annusare un punto preciso, accelera per recuperare gli altri subito dopo, non appena questi lo distanziano.

Beh, se la nostra andatura nelle passeggiate permettesse il trotto del cane o comunque un passo più svelto, questo istintivamente sarebbe più vicino al suo modo di spostarsi. Sicuramente anche meno noioso che dover stare all’andatura uomo, sostanzialmente con noi si annoiano.

Quindi agiremo su uno o più fattori, per far si che il nostro cane sia più accondiscendente a stare alle nostre regole e ritmi, escludendo di entrare in modalità “viaggio”… modalità che assumiamo solo quando sta per chiudere l’ufficio postale😊.

Prima di uscire da casa

Fondamentale l’uscire da casa già predisposti ad una passeggiata tranquilla piuttosto che armati sino ai denti per andare in guerra…

Beh come ben sappiamo ogni cane è un universo a sé ed ha un carattere, delle abitudini e degli insegnamenti unici rispetto ad altri suoi simili, ma per fortuna, il cane di per se è un essere meraviglioso con una capacità di apprendimento ed adattamento uniche. Possiamo anche ad un cane anziano far perdere vecchie abitudini, possiamo insegnare cose nuove.

Uscire di casa con il cane in uno stato di calma e non iper-eccitazione, spesso non è facile. Magari perché l’unico sfogo che ha nel mondo esterno (fuori dalle mura di casa/giardino) è quella passeggiata, che se è il caso, ad aggravare la cosa non accade tutti i giorni oppure è sempre troppo breve (per lui). Vuoi perché obiettivamente abbiamo un cane con un’energia talmente alta da non riuscire a stargli dietro e sembra instancabile. Vuoi perchè si approccia male il momento di uscire aumentando l’eccitazione, con voci, suoni, rumori non adeguati. Insomma le cause possono essere tante.

Quello che bisogna evitare è il rispondere alle sue eccitate richieste. Semplicemente non risponderemo al suo incessante abbaiare, allontanandoci dalla porta. Così collegherà il fatto che abbaiare non vuol dire: <si esce prima>, ma anzi esattamente il contrario. E quindi insegneremo che per attirare la nostra attenzione dovrà al contrario stare calmo.

Nella guida di cui parlavo analizzo nel dettaglio i trucchi e le regole per “combattere” l’euforia con la calma, usare gli strumenti giusti e seguire poche e semplici, ma basilari regole per rimuovere questo momento di caos dalla vita del nostro cane e nostra.

L’attrezzatura

Ti hanno convinto che con la pettorina giusta, con il collare a strozzo, a punte, con il collare elettronico, con il collare facciale con la pettorina attacco anteriore, ecc ecc, se il tuo cane tira improvvisamente non lo farà più? E forse li hai pure comprati e non funzionano? Beh, a meno che il fastidio non sia talmente forte o destabilizzante oppure hai avuto la fortuna di trovare l’accessorio che ha provocato la risposta positiva, difficilmente l’acquisto di uno strumento metterà fine da solo all’abitudine del tirare al guinzaglio.

Guinzaglio giusto se il cane tira ? Insegniamogli a non farlo piuttosto.

Importante a questo punto sottolineare che il collare ed il guinzaglio giusti non sono gli stessi per tutti i cani. Può sembrare una propaganda pubblicitaria, ma è così. Per ogni cane un tipo di collare o di guinzaglio rispetto ad un altro può provocare una risposta diversa. Quindi non ti stupire se la vicina ti dice che con la pettorina il suo cane non tira più , mentre il tuo sembra tu lo abbia attaccato ad una slitta da competizione. La pettorina di base stimola la spinta, ma in alcuni casi può essere invece risolutrice. (n.d.r.: basta usare quelle giuste e non quelle che recano danno alle zampe oppure agli organi interni).

Parlo di guinzagli e come scegliere il migliore per il tuo caso in questo articolo qui.

Il trucco della “divisa”

Il trucco della “divisa” consiste nell’utilizzare due collari diversi, o un collare ed una pettorina per le due attività diverse.

Decidi quale utilizzerai una volta terminato l’addestramento e quello sarà il collare o pettorina che metterai al tuo cane nelle fasi di addestramento (chiamiamolo “B”). Questo dovrebbe essere uno strumento con cui il cane non ha mai avuto a che fare e che non abbia mai associato al “tirare”.  Quindi cosa farai?! Uscirai con il tuo cane con il solito collare “A” per fargli fare i bisogni. Poi lo “cambierai” ed uscirai di nuovo per i tuoi 15 minuti di addestramento (vedremo dopo che tipo) con il nuovo collare “B”. Sembra quasi magico , ma il tuo cane imparerà a discernere,  che quando indossa il collare “B” non si tira, con l’”A” invece si può. E poi l’”A” non lo indosserà mai più… 😉. Diciamo che avrai collare A quando vai di fretta e collare B quando ci si “mette sotto”.

Questo trucco, per alcuni cani può bastare, ma la maggior parte avrà bisogno di quel tuo impegno a scendere in cortile, ad andare in un luogo calmo e addestrarlo. Luogo calmo, perché inizialmente sarà per il tuo cane molto più facile restare concentrato e seguirti in una zona con pochi stimoli per lui, poi potrai trasferire, anzi sarebbe raccomandabile tu lo facessi, in zone trafficate, strade marciapiedi, ricche di stimoli. Sarà il momento di mettersi alla prova.

Il “Tracking Mode” da evitare

I cani, lo sappiamo, possono fare solo una cosa alla volta. e se questa cosa implica l’uso del naso…beh stai pur certo che difficilmente riuscirà ad ascoltarti e tutta la sua concentrazione sarà rivolta proprio a quell’azione di ricerca ed esplorazione (tracking mode) che tanto gli piace. Il cane non esce di casa per passeggiare… il cane esce con uno scopo, seguire piste, odorare gli angoli, scoprire chi è passato da lì prima di lui, lasciare il segno di essere passato, scoprire cosa c’è dietro l’angolo, da dove proviene quel profumo inebriante..eccetera eccetera.

Se gli lasciamo poggiare il naso a terra alla ricerca di tutto questo, con molta probabilità perderemmo da parte sua ogni interesse ad ascoltarci ed ogni possibile apertura all’apprendimento. Coinvolgere il suo “naso” nelle nostre attività SI! Lasciare che sia il naso e solo quello a guidarlo NO!. Usiamo la possibilità di lasciarlo libero di annusare solo quando vogliamo noi, come premio e quando non siamo in modalità “controllata”.

Il riflesso del “chi tira più forte?!”

Il guinzaglio non va mai tenuto in tensione. Questo è il consiglio più comune. Nessuno però spiega come fare affinché ciò non accada. Se il cane tira… il guinzaglio è in tensione, so che non devo tenerlo in tensione, ma se non smette di tirare come faccio a diminuire la tensione senza lasciare il guinzaglio??? Il classico “cane che si morde la coda” 😊.

La tensione provocata dal guinzaglio scatena diverse reazioni:

  • 1) il cane interpreta la tensione come nervosismo da parte del conduttore e segnale dall’erta.
  • 2) Il cane, come ogni altro essere vivente, reagisce alla tensione con una forza contraria. Prova ad esempio a pensare a quale sarebbe la tua reazione immediata se qualcuno ti tirasse dal braccio… sicuramente tirare dalla parte opposta .
  • 3) Il cane da cucciolo non è stato correttamente introdotto all’utilizzo del guinzaglio in passeggiata (da piccolo tirava poco e non ci facevamo caso che trattenendolo, gli stavamo semplicemente dicendo che la tensione continua fosse normale) e per lui avere quella costante tensione sul collo è normale, perché così si usa….

Bene, il guinzaglio non deve stare in tiro è valido come consiglio solo quando ci sorprendiamo a tenerlo in tensione quando in effetti non ce ne sarebbe bisogno ed il cane è accanto a noi e non sta tirando. Se in quel momento cominciassimo a tenere il guinzaglio in tiro, automaticamente il cane farebbe lo stesso… ma la colpa non è sua. Per quando tira invece di sua spontanea volontà… vedremo più sotto come fare per eliminare quest’abitudine.

Tieni in considerazione che per il tiro venivano (perchè ormai stanno scomparendo) utilizzati i cani per il traino dei carretti o delle slitte. Dunque per il cane trainare può rappresentare un “lavoro” e sappiamo come un cane non appagato e con una grande energia accumulata cerchi disperatamente di “lavorare” per il suo umano.

Addestramento. Il rinforzo positivo, i premi, la correzione

Il cane tira al guinzaglio? allenalo con i rinforzi positivi ed i premi culinari. Foto di cane che riceve un biscottino

Il rinforzo positivo si fa con i premi.

I premi devono essere qualcosa di estremamente appetibile, dal punto di vista gastronomico oppure ludico (cibo, gioco, coccole). Vedremo come vi siano diversi tipi di addestramento e diversi rinforzi positivi, che non sono altro che “premiare il cane al momento giusto” per amplificare il concetto di: <Bravo! Così si fa!>

Ne parliamo ampiamente nella guida, ma faccio un breve elenco riassuntivo per comodità anche qui.

Regole Per Sintetizzare

  • Non premiare quando il cane tira!
  • Premia quando il cane si comporta bene.
  • Non punirlo.
  • Sii paziente e coerente.
  • Porta abbastanza premi in cibo.
  • I premi in cibo devono essere estremamente buoni ed interessanti.
  • Stanca prima il cane se puoi.
  • Non permettere al cane di entrare in “tracking mode”.

Consapevolezza e Impegno per ottenere la passeggiata perfetta

Diciamocelo, tutte le guide ed i consigli che hai letto e ricevuto sulle pagine Facebook dedicate alla tua razza preferita, o alla cinofilia in generale dopo due o tre commenti finivano per indicarti di rivolgerti ad un Addestratore Cinofilo? Ad un professionista del comportamento canino? Ad un centro di correzione? Beh certo sarebbe un aiuto professionale non indifferente, ma cosa ti fa pensare questo? <Se un’altra persona riesce ad insegnare al mio cane a non tirare… perché non posso riuscirci io?> Beh semplice, lui lo sa fare e tu no 😊

Ma APPUNTO!!! NULLA impedisce che tu ne sia capace, quindi se fino ad ora hai fallito… con umiltà considera che alcune tue certezze potrebbero essere errate ed alcune cose dovrebbero essere viste da un’altra prospettiva ed altre ancora a cui non pensavi dovresti cominciare a considerarle. Questo ti darà accesso a quella visione che un professionista cinofilo ha. Una visione quindi che, unita agli esercizi giusti, con i giusti rinforzi positivi e correzioni eseguite con la tempistica corretta aprirà il mondo magico “del cane perfettamente addestrato…”

Consapevolezza del problema

Forse hai già analizzato la parte dove cercavamo di capire il perché il cane tira, quale sia il tuo caso, o meglio cosa spinga il tuo cane a tirare.

Ad ogni modo devi quindi individuare il tuo problema e risolverlo o smorzarlo il più possibile. Se il tuo cane da guardia ha una potenza ed un’energia muscolare tale che non trova sfogo nel giardino di casa, prenditi un pochino di tempo per portarlo a correre (fa bene a te e a lui), per portarlo in un parco per cani. In quelle zone dove è permesso lasciarlo correre e sfogare almeno un paio di volte a settimana.

E’ un cane da caccia che vive in appartamento ed in famiglia siete pure contrari alla caccia? Beh gioca con lui, in un modo che stimoli la sua voglia di rincorrere, trovare, cercare, tipico della sua razza.

Insomma…

Potrei continuare per paragrafi così, ma il punto è questo… un cane appagato è un cane psicologicamente bilanciato e calmo. Come suggeriva in altri articoli Stella (G.S. Trischitta la co-editrice del blog) un cane che è appagato e soddisfatto (e di conseguenza gratificato), non fa dispetti, non esterna problemi di disagio.

Quindi se vuoi veramente risolvere il problema devi far sentire il tuo cane appagato, e non frustrato. Gratificato da un’attività fisica e mentale consona. Portalo per i boschi, le campagne dove puoi lasciarlo libero, o in un’area per cani e fagli scaricare l’energia, a dei corsi di agility. Gioca con lui il più possibile, con giochi di obbedienza, intelligenza, riporto. Trovagli su Amazon dei giochi che lo impegnino e lo stimolino quando lasciato solo o un bel compagno di giochi a quattro zampe. Insomma rendilo felice.

Impegno del proprietario, considerazioni obiettive ed errori comuni

Se hai acquistato la guida è probabile che tu abbia capito cosa potrebbe indurre il tuo cane a tirare e son sicuro che ci sei andato più vicino di chiunque altro possa mai fare solo con la valutazione comportamentale del tuo cane…(ribadisco che il 70% delle volte è mancanza di esercizio fisico o stimolo a soddisfare la razza). Adesso passiamo a renderti consapevole di cosa devi fare TU. E quali sono i metodi, i trucchi e gli strumenti per la perfetta riuscita della “magia”.

La difficoltà dell’abitudine

Ecco che sono un paio di giorni che lavori ed alla fine dell’ultima sessione ti è sembrato che le cose migliorassero sostanzialmente ed invece il giorno dopo scendi in strada e ti sembra di essere tornato indietro al comportamento del primo giorno. Ricordi? PAZIENZA!

Devi considerare due cose fondamentali:

1) Il tuo cane è stato nella condizione di tirare senza essere corretto con le giuste tecniche da molto più tempo che non il contrario e per lui ormai è diventata abitudine. Quindi tu dovrai pian piano togliere questa sua abitudine con le ripetizioni.

2) Devi considerare che è stata l’errata gestione della cosa a creare il problema. Contro di te ha lavorato il cosiddetto rinforzo casuale o variabile. Cioè quando un comportamento funziona occasionalmente ma non si riesce a stabilire il come ed il perché allora non si è sicuri di quando sia conveniente farlo… a quel punto si prova e riprova sempre, senza una logica (tanto ogni tanto funziona).

Questa è la logica che spinge il cane a riprovare sempre un comportamento, addirittura è un meccanismo talmente subdolo che ci riprova anche quando non funziona praticamente più…. Ciò significa che ogni volta che hai ceduto o cederai a farlo tirare per raggiungere il luogo di suo interesse rafforzerai positivamente quel suo comportamento aggiungendo un altro tassello al rinforzo casuale.

A questo punto mi torna in mente il messaggio ironico di un utente Facebook su una pagina dedicata alla cinofilia che asseriva:

<Vorrei avere la perseveranza del mio cane che al decimo No! intravede ancora un barlume di speranza 🙂 >

La tua energia

Son passati i tempi in cui eravamo in stretto contatto con la parte istintiva e animale di noi stessi, chi più chi meno, un pò manteniamo ancora comunque quel legame (vedi pelle d’oca, sesto senso…). Siamo tra le poche specie che danno molta importanza al tono, al volume delle parole, ma comunque in realtà siamo sempre più comunicativi con il linguaggio del corpo

Quello però che non dobbiamo dimenticare è che nel mondo animale l’energia è la più forte e chiara forma di comunicazione insieme al linguaggio del corpo. Tutti gli animali riescono a comunicare tra di loro con l’energia, non importa a quale specie essi appartengano (comunicazione interspecifica). Come fa la zebra a capire che la leonessa sta semplicemente passando da lì per abbeverarsi o sta per partire all’attacco? Come sa quindi, se scappare o meno? Cosa che fa in altra occasione, quando effettivamente la leonessa è a caccia? La risposta è una: ENERGIA e linguaggio del corpo!

Che tipo di energia dobbiamo avere/dimostrare?

Durante la passeggiata, la nostra postura deve essere eretta e fiera, questo perché il nostro cervello automaticamente trasmetterà sensazione di autorità e confidenza a noi stessi e quindi… a tutti gli altri, il nostro cane compreso.

Queste sono le ben studiate tecniche di unità psicosomatica che Lowen allievo di W. Reich (questi allievo di Freud) chiamò “Bioenergia” il tutto basato sulla scienza che studia l’interrelazione esistente tra il piano mentale ed affettivo ed il coinvolgimento corporeo ed anche l’esatto opposto che è ciò di cui stiamo parlando.

La nostra energia dovrà essere quella di leader. Quella di una persona sicura di sé, calma e serena, ma autoritaria al tempo stesso. E’ importante che ci si sforzi a dare questa impressione di noi stessi.

I cani sono abilissimi a leggerci in faccia, a leggere la nostra energia ed attraverso il guinzaglio trasmettiamo le nostre emozioni, ricordalo.

Per concludere

Dai tranquillità e sicurezza al tuo cane e vedrai che lui si farà indirizzare e ti seguirà. I cani non seguono persone deboli. Ma il termine debolezza non racchiude per loro lo stesso significato che ha per noi. Per i cani debole non vuol dire carente di forza fisica. Hai mai visto in un parco cani come il bulldog francese di turno gestisce con la sua autorità ed energia cani alti 4 volte più di lui? Grosso e forte fisicamente non vuol dire quindi avere una forte energia e debole non vuol dire non avere forza fisica.

In passeggiata: Spalle alte andatura da leader e calma sapiente e non tradirti lasciando che le tue incertezze e paure si trasferiscano attraverso il guinzaglio al cane.

Se il cane tira ancora al guinzaglio… Addestramento!

Ammesso tu abbia trovato la causa che spinge il tuo cane a tirare e l’abbia eliminata o smorzata, ma, il problema non si è automaticamente risolto. In questo caso non ti resta che addestrarlo.

Addestramento con il gioco

In un altro articolo consigliavo un libro sui giochi per i cani che sicuramente può dare parecchio spunto a chiunque. Ne parlavamo qui.

Fondamentalmente l’addestramento con il gioco richiede un tantino in più di “know how” da parte dell’handler. Questo perché :

  1. Il gioco spesso e volentieri ha bisogno di più libertà di movimento per essere utilizzato come premio.
  2. Tende a rendere il tutto più eccitante e più indisciplinato/movimentato.
  3. Solitamente i cani che sono più indirizzati al gioco che non al cibo sono cani con un’energia medio-alta e quindi un attimino più difficili da controllare se non stancati sufficientemente prima.

Di contro il gioco potrebbe essere il modo migliore per finire la giornata di esercizi dell’addestramento con il cibo per questi cani giocherelloni.

Addestramento con il movimento ed altri tipi

Ci sono altri tipi di addestramento tanti quante le diverse scuole di pensiero in campo cinofilo. C’è ad esempio la tecnica del movimento che sfrutta molto gli spazi e le distanze sia come premio che come rinforzo negativo, ma che si presta bene nei campi di lavoro e poco nella piccola realtà urbana.

Diciamo che le tecniche di addestramento con il movimento in parte le abbiamo incluse nel metodo utilizzato nella guida e ampiamente discusso in quella “sede”, ma nella stesura dell’ebook ho reputato più efficace esporre passo passo l’addestramento passo passo con il premio in forma di piccoli e gustosi pezzi di cibo e biscottini. Lo ritengo il metodo di addestramento più comodo, facile,rapido ed efficace, soprattutto per la maggior parte degli “handler” (conduttori).

Per concludere

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e se tu abbia comprato la guida che adesso le passeggiate estenuanti con braccia dolenti che facevi con il tuo cane siano soltanto un ricordo lontano. Ricorda, la pazenza e la costanza sono le doti che faranno la differenza tra il fallire ed il riuscire. Alla prossima…. 😊

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

2 pensieri riguardo “Cosa fare se il cane tira al guinzaglio. La guida alla risoluzione

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