Croccantini per cani. I trucchi dei produttori.

Croccantini per cani, il nuovo modo di alimentare i cani moderni che nasce negli anni ’30 poco prima della seconda guerra mondiale. Al termine della guerra, con la rinascita economica, nacque anche la tendenza ad usare sempre più il cibo per cani creato con processi industriali. Bisogna ammettere che chi ebbe l’idea e la sfruttò aprì le porte ad un business di svariate centinaia di miliardi.

Il cane si sa, si è evoluto nelle ultime decine di migliaia di anni accanto all’uomo nutrendosi di tutt’altro che del cibo processato industrialmente. Ha modificato la sua natura di puro carnivoro adattandosi dapprima a scarti crudi, poi ad un mix di scarti crudi, cotti, e che includessero vari elementi come i carboidrati di varia origine.

Tralasciando le razze nordiche, la cui amilasi pancreatica è veramente molto ridotta, le altre razze (chi più, chi meno) si sono adattate a digerire amidi e sfruttarli come fonte di energia. Questo però non li rende erbivori e le quantità da loro sfruttabili restano in ogni caso moderate. Ciò è l’esatto contrario di quello che spesso troviamo invece nelle composizioni dei croccantini per cani industriali.

croccantini per cani

Perché camuffare?

Alle aziende mangimistiche non conviene utilizzare grandi percentuali di proteine nel creare il mangime che troviamo sui banchi del supermercato o al negozio di animali.

Alcuni proprietari sono convinti che troppe proteine facciano male, magari seguendo le direttive di vecchi studi che volevano che un quantitativo alto di proteine fosse poco indicato perché affaticavano fegato e reni. Gli studi recenti ci dimostrano invece come un’alto contenuto di proteine nella dieta del cane (giovane e sano) sia salutare e non dannoso. L’eccesso di proteine viene smaltito trasformandosi in urea e tuttalpiù in tessuto adiposo

Discorso a parte dobbiamo fare per i cani anziani o con capacità epatica e renale compromessa a causa di malattie come la Leishmania, ad esempio.

Infatti capita che una linea di buona qualità di croccantini per cani formulata per problematiche particolari possa essere la componente ideale della dieta di un cane malato. Ma credo che potremmo classificare così i motivi per cui un veterinario possa promuovere il cibo industriale invece che una dieta naturale:

  1. Vi siano delle patologie che rendono più comodo l’utilizzo di determinati alimenti (e dunque non parliamo di cani sani)
  2. Non si fida delle capacità del proprietario di seguire una dieta naturale (sia essa barf-whole prey o casalinga cotta) bilanciata e dunque spaventato dai potenziali “danni” che una dieta mal seguita e ricca di scompensi o eccessi nutrizionali possa creare;
  3. Sia corrotto e ci trovi qualche beneficio a poter visitare spesso il paziente che si ammala più facilmente nel corso della vita (a voler essere buoni);
  4. Non sia molto ferrato dal punto di vista nutrizionale e preferisca affidarsi alle composizioni che comunque per legge devono rispettare determinati requisiti nutrizionali.
  5. Dietro chiara richiesta del proprietario che trova “più comodo” nutrire con mangime.

La legge

Fortunatamente la legge e le regolamentazioni esistono, però se da un lato tutelano i nostri cani obbligando le industrie mangimistiche a rispettare determinate linee guida, dall’altro non sono quasi mai precise e tali direttive si prestano facilmente ad essere aggirate. Vediamo alcuni trucchi usati e come evitare di cascarvi.

Le leggi i decreti e le regolamentazioni:

La FEDIAF in Europa e la AAFCO in US si attengono alle linee guida NRC per la formulazione delle composizioni dei croccantini per cani dal punto di vista nutrizionale. Però come vedremo più sotto hanno poche armi per il controllo del prodotto finale.

I trucchi e le verità nascoste

Alcuni trucchi sono evidentemente utilizzati per confondere o creare difficile il riconoscimento di alcuni fatti. Altri sono semplici verità nascoste, marketing e tutta quella serie di stratagemmi che viviamo quotidianamente anche nella vendita di prodotti ad uso umano.

Camuffare le materie prime

Come da regolamentazione le industrie sono tenute ad elencare le materie prime utilizzate da quella più presente quantitativamente a quella meno presente. Ciò significa che se al primo posto avrò l’alimento X ed al secondo l’alimento Y allora..X sarà in quantità maggiore di Y. Però se unisco il secondo , il terzo ed il quarto alimento insieme , che avrò diviso solo presentandolo in forma diversa, otterrò una quantità maggiore rispetto al primo elemento.

Riformulo… I produttori devono indicare l’elenco delle materie prime partendo da quello più presente al meno presente. Però possono separare gli ingredienti elencandoli in svariate forme, camuffando l’esatto contenuto. Ad esempio, possono mettere lo stesso ingrediente sotto forma di nomi diversi solo perché la granulometria è diversa (pensiamo alla semola di grano ed alla farina di grano). Li possono mettere in fondo alla lista, ma se li andrete a sommare con l’ingrediente base che era all’inizio della lista il valore aumenta notevolmente.

Esempio pratico:

  • Ingrediente 1 carne di manzo 30%;
  • Ingrediente 2 mais 15%;
  • Ingrediente 4 farina di mais (percentuale non indicata);
  • Ingrediente 6 semola di mais ( percentuale non indicata);

Dunque avremo un alimento con il 70% di mais e il 30% di carne… (estremizzando)

Le quantità irreali

Non è obbligatorio inserire la quantità in percentuale di alimento, a meno che questo non sia una materia prima caratterizzante del prodotto e dunque non sia inclusa nel nome del prodotto (es: con carne di Manzo e Riso) o nelle foto presenti sul pacco.

Non è regolato stabilire la quantità di ingrediente su massa secca. Quindi se troviamo la dicitura carne fresca, dobbiamo sapere che la percentuale si riferisce al prodotto prima della lavorazione, considerando che il 75% è acqua, vi sarà una riduzione notevole una volta ridotto in farina (un quarto).

Quindi per legge, invitando gli acquirenti con nomi di alimenti invitanti, come melograno, mirtillo ( o con foto sul pacco), son costretti ad inserirne la percentuale, ma se tale percentuale rappresenta lo 0,3 % da prodotto umido, una volta cotta tale presenza sarà meno di un grammo su un chilogrammo di prodotto… ovvero: fumo negli occhi!!!

Nomi e termini che fanno tendenza

La leggenda del monoproteico

Non ha molto senso parlare di monoproteico. Perchè definire i mangimi secchi, come le crocchette, monoproteici è errato nella sua forma. Possiamo dire che la fonte proteica principale di origine animale sarà una. Ma non vi potrà mai essere una sola proteina presente nella composizione. Ricordiamoci che le proteine sono presenti nella carne, ma anche nelle verdure, nei cereali, eccetera. Però la moda del salutare monoproteico fa vendere di più…

Non sto ad enumerare gli studi scientifici e le investigazioni che hanno riscontrato come spesso all’interno dei croccantini vi fossero proteine non dichiarate nell’etichetta, vi fossero scambi di fonte proteica e contaminazioni varie. Queste evidenze le analizzavamo nell’articolo dove affrontavamo i vantaggi veterinari di una dieta casalinga: I vantaggi della cucina casalinga per il cane

Il nostro cane potrebbe essere allergico alla proteina ad esempio del riso e non a quello della fonte proteica dichiarata.

Insomma potremmo cambiare la fonte proteica (dei croccantini monoproteici) tre volte ed avere sempre reazioni avverse al cibo, per poi scoprire che il nostro cane non era allergico al pollo, al tacchino, al manzo, ma al riso che era sempre presente nei tre pacchi e se è il caso neppure dichiarato 😉 (solo un esempio).

Una dieta naturale ad esclusione è l’unico mezzo sicuro e rapido di identificazione di uno o più allergeni.

I Grain Free

Abbiamo già detto come i produttori utilizzino il trucchetto di frazionare i carboidrati in varie percentuali (per esempio scrivono “farina di grano”, “crusca di grano” ecc…) in modo da non farli comparire al primo posto. Cavalcando la diffusa consapevolezza che troppi cereali nei croccantini facciano male, alcuni produttori hanno messo in commercio mangimi “grain free” cioè senza cereali.

Però, parlare di Grain free come panacea dei mali è errato. Funziona a livello pubblicitario, ma nella pratica non ha molto senso.

Il cane non digerisce benissimo non solo i cereali ma gli amidi in generale. Alcuni credono che Grain free significhi che non vi siano amidi (carboidrati) nella composizione ed invece non sarà presente il mais, ma sarà presente la patata o i legumi. Chiaramente a discapito delle proteine, per cui il discorso non cambia.

Chiarimento sui cereali

I cereali di per se non fanno male al cane, solo che il cane nella sua evoluzione si è evoluto per assimilare l’amido con amilasi di tipo pancreatico e non salivare in misura variabile rispetto alla razza ed all’abitudine. Dunque, come dicevamo sopra, troveremo razze come le nordiche la cui amilasi pancreatica è veramente scarsa ed altre che invece riescono a digerire più amidi presenti nella dieta. Il quantitativo di amidi, dunque, deve essere una componente complementare all’interno del pasto. Serve solo come riempitivo energetico ( ma i cani sono capaci di assumere glucosio anche dalle proteine). Nelle diete naturali viene inserito sostanzialmente per andare a raggiungere quei valori di vitamine e minerali del fabbisogno minimo giornaliero previsto (sancito dalla NRC), o per aumentare il contenuto calorico del pasto.

Volendo mettere il “dito nella piaga” attualmente (alla data di pubblicazione Aprile 2020) è in corso un’investigazione della FDA (Food and Drug Administration) che vede indagati i mangimi grain free, e dunque con presenza di legumi e cibi esotici, per la presunta possibilità che causino la malattia mortale della cardiomiopatia dilatativa di origine alimentare…

Diciture Generiche sul nome dei croccantini

Agnello/pollo/tacchino, se davanti non vi è la dicitura “carne di” si è di fronte ad una materia prima “generica” ovvero, non sappiamo che parte dell’animale venga usata.

Con pollo, manzo, salmone: significa che almeno il 4% deve essere pollo/manzo/salmone…un pò pochino no?!

Con alto contenuto di pollo, o ricco di pollo, o con extra pollo: tale percentuale deve salire al 14%… a me sembra comunque ancora poco..

Cibo al gusto di… oppure Aroma di… oppure Cibo con…: significa carne contenuta inferiore al 4%. Oppure a volte proprio assente, perché questa dicitura non impedisce che non ci sia la carne di.. , ma soltanto una sostanza che ne ricrei il sapore, gusto o l’odore.

Croccantini per cani pressati a freddo sono migliori?

I croccantini per cani pressati a freddo a differenza degli estrusi hanno un tipo di pressatura che li compone e li rende crocchette che non necessita del raggiungimento di temperature che superino i 120/140 gradi, ma restano intorno ai 90 gradi (per legge) preservando più i nutrienti di vitamine e minerali che non è necessario reintegrarli come additivi.  Al di la di questo, tutto il processo precedente è identico a quello degli estrusi.

Hanno la possibilità di avere un quantitativo minore o nullo di amidi (utilizzando altri addensanti per mantenerle unite) a favore delle proteine, ma non è detto che sia effettivamente così. Ed anche la qualità delle materie prime non è detto che sia il top. Dunque così come le crocchette estruse anche in questo caso è necessaria una attenta lettura dell’etichetta degli ingredienti e della composizione del prodotto.

Conclusioni

Ho elencato alcuni dei trucchi usati dalle industrie nella formulazione e vendita dei croccantini per cani. E’ una dimostrazione di come le industrie di mangime possano speculare sul nostro amore.  

Il mio articolo non vuole essere una critica a chi nutre con cibo industriale, ma vuole essere fonte di riflessione che ci può portare a scegliere tra le tante possibilità, quella più adatta al nostro cane, senza farci coprire gli occhi, dagli slogan pubblicitari.

Insomma voglio semplicemente dire: ATTENZIONE!!! Con diciture ingannevoli ci camuffano il fatto di venderci patate cotte con una minima percentuale di pelle e zoccoli di bue e spacciarcela come un alimento contenente ottima carne di manzo. 

Saper leggere l’etichetta e non farsi frodare è diventata ormai un’arte ed i trucchetti delle industrie sempre più subdoli la rendono sempre più complicata. Ma ciò rappresenta anche quanto siamo condizionabili… basta una bella pubblicità, due frasi ad hoc, una scritta in brail e così ci fregano. Spesso facciamo ammalare i nostri cani e siamo pure convinti di fargli bene.

“Crocchette Premium”… sponsorizzano i più convinti! Ma la realtà è che ogni pacco va visto nella sua singolarità….

Spesso sui social troviamo come domanda frequente: Quale marca è migliore per il mio cane di razza X? Quale marca scegliereste per il cucciolo Y? Con quale marca vi siete trovati meglio? Chi ha risolto problemi di allergie, con che cibo? Di quale Azienda?

NON HA ALCUN SENSO consigliare una azienda piuttosto che un’altra! Anche le più blasonate aziende hanno in commercio composizioni molto scarse accanto a composizioni del tutto decenti (analiticamente parlando). Bisogna imparare a leggere le etichette e imparare a scegliere pacco per pacco.

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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