Ed il cucciolo adolescente si ribella. L’adolescenza nel cane.

Quante volte abbiamo sentito la richiesta di aiuto esasperata di un proprietario il cui cucciolo adolescente (dai 6 a i 12 mesi) non ascoltava più i suoi comandi, regrediva nell’apprendimento, distruggeva i mobili, la cuccia, tirava al guinzaglio, faceva la pipì a letto, sul divano. E quante volte abbiamo sentito dare il consiglio di fargli frequentare una puppy class (classi di educazione per cuccioli)? Tante! Ed il consiglio sembra come un dire: Mandalo a scuola!

Termine che avvicina molto, pericolosamente, la figura del cucciolo a quella del bambino che deve imparare ad essere educato ed a seguire le regole. Una volta si parlava di collegi per bambini. I genitori di un tempo la usavano come minaccia: <Comportati bene o ti mando in collegio!!!>. E questo luogo era visto dai bambini come un posto buio, lontano dall’affetto dei genitori, dove insegnanti “glaciali” ti avrebbero insegnato l’educazione nel modo più duro e burbero possibile… Non ho bisogno di ricordarlo che studi scientifici (e la coscienza personale) denunciano i modi bruschi da usare nell’educazione dei cuccioli, come improduttivi e dannosi.

Chi mi conosce o ha imparato a conoscermi leggendo i miei articoli, si sarà già accorto di uno “strano” parallelismo che sto facendo in queste prime battute, tra cuccioli e bambini….

Lo so, sembrerà strano sentirlo dire da me, considerato che spesso sono il paladino della battaglia contro la sfrenata umanizzazione del cane, dell’antropomorfismo esagerato. Eppure, davanti alla scienza anche io devo dar a “Cesare quel che è di Cesare”.

Prendiamone atto: I cuccioli adolescenti sono dannatamente “testoni” come i nostri figli adolescenti!!! Ecco, l’ho dichiarato.

Pastore tedesco adolescente di 6 mesi

Si, in questo caso la similitudine c’è ed è “preoccupantemente” adatta. Talmente tanto che la scienza sta valutando se studi su questa fase comportamentale del cane possano essere d’aiuto alla risoluzione di enigmi per quanto riguarda la sfera sessuale e comportamentale dei nostri ragazzi…

Prato-Previde, Custance, Spezio e Sabatini (2003) hanno stabilito una corrispondenza ancora più stretta tra cani e bambini nella SSP (Procedura di Situazione Strana) codificando una gamma ampliata di comportamenti di attaccamento e guardando più da vicino gli indicatori dell’effetto di “base/figura” sicura, come il gioco depresso durante la separazione. Recentemente, Rehn e Keeling (2016) hanno riconosciuto un crescente consenso tra i ricercatori di animali sul fatto che i cani formino legami di attaccamento con i loro proprietari, basato in gran parte su studi sul comportamento di “base/figura” sicura dei cani nella SSP. Hanno evidenziato l’identificazione di modelli di attaccamento, simili a quelli catturati negli studi sull’uomo, come “il passo successivo nella ricerca antrozoologica”

Attachment security in companion dogs: adaptation of Ainsworth’s strange situation and classification procedures to dogs and their human caregivers

La prima fase dello studio appena citato rivela come i cani entrino prima nel periodo puberale (e dunque per le femmine in calore), se hanno un senso di insicurezza nell’attaccamento con il proprietario. Questo è riscontrabile anche nell’uomo, dove i ragazzi che non hanno un forte legame parentale con i familiari entrano in pubertà prima. Ma lo studio soffre di imperfezioni a mio avviso (ed anche a detta degli autori) analizzando questo ambito e dunque non mi addentro più di tanto. E ad ogni modo non sarebbe neppure molto inerente all’aspetto dell’essere indisciplinato che stiamo valutando.

Beh io sono sempre un pò scettico sul futuro di questo tipo di ricerche, lo ammetto. Scettico non per i risultati, ma per la loro interpretazione… perchè per l’osservatore esterno scadere dal: <fisiologicamente i cuccioli di cane entrano in calore prima se emotivamente si sentono distaccati dalla figura di riferimento>. All’erroneo: <i nostri teenager vanno coccolati di più per evitare che scappino di casa> il pericoloso passo è breve…

Dobbiamo però obiettivamente tracciare alcune linee di differenza/similitudine etologica.

La ribellione

Fondamentalmente il cucciolo che avevamo “addestrato” a far la pipì fuori casa, che rispondeva bene al richiamo, che eseguiva perfettamente i comandi come “seduto”, “terra”, che andava d’accordo con tutti gli altri cani sembra regredire. Ringhia ai cani ed ai bambini, ha improvvisamente paura oppure attacca gli estranei, sembra voglia farci i dispetti mordendo i mobili, spaccando i cuscini, fa cacca e pipì in casa ed addirittura sul letto, dimostra sbalzi di attività tra la quiete e la frenesia più scatenata (soprattutto la sera), monta giocattoli, persone, altri cani conosciuti… ma… si trasforma in un agnellino con l’educatore… “non si sente volare una mosca” con cani adulti sconosciuti (solitamente dal 6° al 9° mese) oppure, si ribella e attacca briga con i cani sconosciuti, ha paura o dimostra aggressività con gli estranei (solitamente dal 9° mese fino al 12°).

Cosa sta succedendo al nostro cane? Beh… sta cambiando, sta crescendo! Ma non in peggio…

Consideriamo che:

  1. E’ nel pieno della sua carica energetica “da ragazzino” pieno di energie e voglia di “conquistare il mondo”. Alta energia che se non correttamente incanalata amplificherà il momento di transizione che il piccolo sta vivendo = atteggiamento ancor più distruttivo/aggressivo;
  2. C’è una carica ormonale importante che sta prendendo il sopravvento, soprattutto nei maschi, si comincia a sentire l’impulso sessuale (nei quali ricordo è presente 12 mesi l’anno, mentre le femmine vanno in calore solo due volte l’anno). I maschi cominciano ad avere un “carica” di testosterone, che li rende più irascibili nei confronti degli altri maschi; cominciano a marcare il territorio alzando la zampetta; le femmine di contro sembrano più propense a fare la pipì in casa, sul letto e sui divani…;
  3. Al di là della carica ormonale, sembrerebbe che questo comportamento sia determinato anche dall’ambiente in cui il cane è cresciuto, dalle sue esperienze in giovanissima età, dal carattere ma soprattutto: Prossimo punto (4)
  4. E’ il periodo in cui il cucciolo si sta trasformando in adulto e come adulto, la sua natura di cane gli IMPONE di riconoscere e mantenere una posizione sociale ben stabilità. Ne va della sua sopravvivenza/benessere e della sopravvivenza/benessere del branco. Insomma deve capire bene chi è e dove stare.

Quest’ultimo punto è ciò che comporta spesso e volentieri spiacevoli situazioni casalinghe dove in seguito ad una analisi delle gerarchie domestiche si rimprovera il proprietario di non assicurare una corretta leadership. In questo periodo il cucciolo deve capire chi è e “di che pasta” è fatto. E ha anche bisogno che la nostra figura di leader, la nostra figura guida sia sempre presente, da adesso fino a quando sarà vecchio. E diciamocelo sinceramente. La maggior parte delle volte i problemi non sono causati dall’adolescenza del cucciolo, ma dalla nostra leadership che risulta errata, scarsa, inesistente. Perché di fronte ad un proprietario fermo con una calma assertiva “di ferro”, il cucciolo ci proverà una , due , tre volte, ma poi capirà che è inutile (sono adolescenti… mica scemi 😉 ).

Se non offriremo questa figura di calma e saggia guida lui sarà COSTRETTO a vestirsi da capo, perchè il branco/famiglia, non può vivere senza una guida forte. Riporto da un articolo in cui spiegavamo bene questo conflitto di posizioni:

Vediamola dal punto di vista del branco.

La posizione gerarchica è fondamentale per il cucciolo. Riconoscersi in una posizione lo può fare solo andando a “tastare” fin dove può osare e fin dove gli altri riconoscano lui possa. Nella visione di cucciolo di famiglia si potrebbe erroneamente interpretare come un campanello d’allarme da dover immediatamente piegare. Ed invece no. Alcune volte dovremmo far finta di niente ed altre correggere. Ma le regole imprescindibili, quelle non si toccano assolutamente. Se il cane ci ringhia o ci morde, questo non va tollerato. Al contrario se non risponde al richiamo non dobbiamo “lanciargli una ciabatta” ma, avere pazienza.

I genitori, gli zii e tutti gli appartenenti al branco aiutano i cuccioli nel periodo dell'adolescenza a capire la loro posizione nel branco.

Se la guardiamo dall’ottica del branco forse ci viene tutto più naturale. Il cucciolo nasce e cresce. Appena ha l’età adatta il resto del branco è ammesso a conoscerlo. Il piccolo comincia ad interagire con gli altri membri del branco. Se esagera quando ancora ha cinque mesi, viene rimproverato, ma c’è ancora molta tolleranza da parte degli adulti.

Quando diventa adolescente ecco che comincia a “sondare” fin dove può spingersi. Se al momento della pappa fino a poco tempo fa con cautela e rispetto si avvicinava e mangiava insieme ad altri adulti, adesso prova a ringhiargli ed a farli allontanare. A questo punto potrà trovare l’adulto che lo lascerà mangiare in pace e l’adulto che senza giri di parole con molta vocalizzazione e fisicità lo metterà al suo posto e potrebbe anche essere che lo faccia scappare piangendo e con la coda tra le gambe.

Cosa è successo? Ha stabilito e capito la sua futura potenziale posizione (una delle tante prove… è un “testone” ancora). Tra un po’ nel branco probabilmente sarà più in alto gerarchicamente rispetto al cane che lo ha lasciato mangiare e più in basso rispetto a quello che “gliele ha suonate di santa ragione”. E la differenza, attenzione, non la fa la forza fisica…

Un po’ di etologia

I mammiferi: uomini, cani, delfini, maiali, mucche… abbiamo tutti un insieme di comportamenti biologici analoghi evidenti. Entrando nel dettaglio accademico etologico…Alcuni di questi comportamenti simili sono definiti in etologia come omologie: ad esempio nelle cure parentali, nei comportamenti sessuali, nelle manifestazioni di gioco dei cuccioli, i comportamenti di aiuto. Più nella scala evolutiva si è vicini al comune “padre” e più è facile evidenziare tali omologie… E’ chiaro che l’insieme di quei comportamenti specifici di specie (etogramma specie-specifico) sarà alquanto differente tra specie e specie e come per l’uomo da razze geografiche diverse, basti pensare alle diverse culture del ballo ad esempio.

Anche i delfini hanno il periodo di adolescenza
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photo of fox sitting on ground

Altre vengono definite analogie: e sono quelle che accomunano anche specie molto distanti tra loro, ma che nel processo evolutivo di adattamento (Darwin docet) hanno trovato una somiglianza selettiva con comportamenti sociali simili. Tutti gli animali che volano hanno le ali… i rapaci notturni si assomigliano tutti, le forme difensive degli erbivori sono spesso molto simili. In questo basa le sue radici anche una teoria dell’origine del cane, vedasi la logica di branco/squadra che accomuna il gruppo di uomini antichi a caccia a quello dei lupi…

Sebbene nello sviluppo psicologico e fisico ci siano delle evidenti analogie tra noi e diversi altri mammiferi. Tra l’uomo ed il cane il discorso è diverso… più intimo. L’uomo ed il cane hanno vissuto fianco al fianco nella co-evoluzione, che se per l’uomo non è stata una simbiosi mutualistica* sempre, per il cane spesso e volentieri si (i puristi della biologia possono “storcere” il naso). A cosa mi riferisco usando volutamente una classificazione biologica come la simbiosi?!

Nota* . Simbiosi mutualistica: La simbiosi è qualsiasi tipo di interazione biologica stretta e a lungo termine tra due diversi organismi biologici, sia essa mutualistica, “commensalistica” o parassitaria.

Beh la convivenza tra l’uomo ed il cane ha portato le due specie diverse (di mammiferi) cane-uomo ad una intesa ed ad un legame come nessun altro legame interspecifico l’uomo sia stato in grado di formare. Ne abbiamo parlato abbondantemente nella saga di comunicazione canina (Come parlare con il nostro cane correttamente) citando le fonti scientifiche. Abbiamo evidenziato come l’intesa e le somiglianze caratteriali siano tra cane ed uomo più forti e marcate che non tra uomo e lupo, tra uomo e scimpanzé, tra uomo e gatto. Tanto forti sia a livello caratteriale e somatico (il cane che imita il nostro sorriso, il battito del cuore che si rilassa) che a livello chimico (aumenti di ossitocina nel cane o nell’uomo inducono aumento di ossitocina e benessere nell’altro).

E’ ampiamente dimostrato [Buttner (2016) e Kotrschal (2016, 2018)] che l’apprendimento e l’imitazione sociale del cane che cresce a contatto con l’uomo, la capacità di valutazione prospettica delle cose e le forme di empatia che egli è in grado di dimostrare siano uniche. Ed è facile intuire perché il cane le abbia… si parte da una base di analogie evolutive, presenti anche nei complessi sistemi sociali del lupo e canidi in generale, e poi il tutto viene plasmato su 35.000 anni di adattamento nell’addomesticamento del cane, da parte dell’uomo.

E che dire dei percorsi neurologici e neurormonali come la riduzione di stress tramite la regolazione di cortisolo e ossitocina (Kotrschal, 20162018) o l’aumento delle capacità di apprendimento del cane se a guidarlo è una persona di cui si fida, un proprietario amorevole (Horn, Range, & Huber, 2013; Huber, 2016)?

Beh questa capacità aumentata di apprendimento si scontra con un atteggiamento esattamente opposto durante la fase dell’adolescenza del cane!!! E si… è proprio dal sesto / ottavo mese fino all’età adulta di un anno (**) che il proprietario (il genitore uomo) è proprio quello meno ascoltato.

Nota**: I cani domestici in genere subiscono la maturità sessuale tra i 6-9 mesi di età, ma la maturità comportamentale, o sociale, si considera raggiunta dai 12 ai 24 mesi di età a seconda della razza (Overall, 2013).

Nell’articolo dedicato alla socializzazione ci siamo un po’ addentrati nel percorso del cucciolo da quello prenatale a quello giovanile. Fermandoci a discutere del periodo sensibile della socializzazione. Oggi affrontiamo un altro periodo quello solitamente meno studiato, quello dell’adolescenza:

I quattro periodi di sviluppo durante il periodo “da cucciolo” sono i periodi neonatale, di transizione, di socializzazione e giovanile (Scott e Fuller, 1965). Ma il periodo che affrontiamo noi oggi è il periodo dell’adolescenza e per noi questo periodo va dai sei, otto mesi fino al conseguimento dell’anno di età. A prescindere dalla classificazione di Scott e Fuller la maggior parte degli studi pubblicati considera i cani di età inferiore ad un anno cuccioli ed i cani di un anno, o più, adulti o giovani adulti (Fratkin et al.,2013).. o come dico io ad un anno sono cuccioloni.

Questo secondo modo di classificare è quello che conoscevo io da bambino, quando ancora lo studio delle scienze biologiche e la zoologia in particolare non erano entrate a far parte del mio percorso di studi accademici: meno di un anno cucciolo, un anno o più adulto!

Gli studi adolescenziali

Allora cerchiamo di capire cosa accade al nostro cucciolo nella sua età adolescenziale. Nello studio che nominerò si sono svolti alcuni esperimenti volti proprio ad identificare su base scientifica quale fosse la fase del comportamento conflittuale tra il cane ed il proprio padrone. Differenziando gli stadi d’età del cane in:

I rottweiler ed i molossi in generale hanno un periodo di adolescenza più lungo. E maturano più tardi
  • Cucciolo di 5 mesi
  • Cucciolo di 8 mesi fino ai 12
  • Cucciolone dai 12 mesi in poi

In questo studio si è posta particolare enfasi ad identificare se questo comportamento di ribellione fosse solo nei confronti del proprio proprietario o anche nei confronti di una persona sconosciuta.

Nello stesso studio si sono valutati anche altri aspetti legati alla fase adolescenziale del cucciolo. Cioè sull’incidenza che il rapporto con il proprio umano potesse influenzare il tempo del primo estro sessuale. E sull’incidenza che il periodo adolescenziale avesse sui disturbi di stress da separazione che non possiamo ancora identificarlo come i conclamati disturbi di ansia da separazione, che abbiamo affrontato per i cani adulti in un altro articolo.

Voglio rimarcare come questo singolare esperimento sia stato fatto su 70 cani, ma che appartenevano a uno stadio neotenico “medio” non estremo come quello dei “molossoidi” (primo) o dei “nordici” (ultimo). Erano tutti cuccioli di Pastore Tedesco, Golden e Labrador Retriever ed incroci fra queste razze (erano tutti soggetti potenzialmente selezionabili come cani guida). Questa specificazione è importante per quanto concerne l’arco temporale, perchè spesso i molossi maturano dopo ed nordici, maturano prima…

In breve?! Riporto le conclusioni che reputo abbia evidenziato questo studio. Potete trovarlo in lingua originale a questo link: Teenage dogs? Evidence for adolescent-phase conflict behaviour and an association between attachment to humans and pubertal timing in the domestic dog

  • I cuccioli di 5 mesi erano indifferentemente propensi a farsi addestrare sia dai proprietari che dagli estranei con la stessa facilità. Subivano uno stress dovuto alla separazione maggiore rispetto ai cani adulti, ma minore rispetto ai cani adolescenti.
  • I cuccioli di 8 mesi erano meno propensi ad ascoltare il proprietario rispetto ai cuccioli ed ai cani adulti, ma più propensi ad ascoltare un estraneo rispetto sia ai cuccioli che ai cani adulti. Essi erano quelli che dimostravano però più ansia da separazione verso i propri proprietari, più che i cuccioli (5 mesi) che i cani adulti (12 mesi).
  • I cani adulti dai 12 mesi in su erano molto (ma parecchio) più propensi a seguire i comandi dei proprietari rispetto sia ai cuccioli che agli adolescenti; “ascoltavano” di buon grado i comandi di un estraneo, in maniera leggermente inferiore di un cucciolo adolescente, ma superiore a quella di un cucciolo di 5 mesi. Manifestavano il minor grado di disagio se allontanati dal proprietario.

Checchè se ne dica, i risultati portano a pensare che i cuccioli adolescenti siano un bel grattacapo per i proprietari, proprio come gli adolescenti umani per i propri genitori. Si ribellano di più ai genitori, ma sono pronti a seguire le direttive di un esterno al nucleo familiare. Però se allontanati dai propri “genitori” umani, sono quelli che ne soffrono di più... Analogia alquanto singolare.

Parlando nello specifico dei nostri cani, purtroppo questo comportamento dei cani adolescenti è meno compreso dai proprietari nei confronti dei propri cuccioli che non dei propri figli umani. Questi sono i proprietari che entrano in una fase di depressa sensazione di fallimento, e contemporaneamente distacco emotivo. Questo porta ad un aumento dell’abbandono dei cuccioli, un aumento dell’abbandono della motivazione educatrice e ad un distacco sentimentale che comporta l’entrare in un circolo vizioso. Circolo vizioso si, perché questa fase dura solo per il periodo di adolescenza… il tutto solitamente si risolve con il passaggio all’età adulta a meno che:

  1. non si “alzino le braccia” e si smetta di educare, soprattutto quando il cane diventa adulto ed ha ancor più bisogno della nostra sicura leadership;
  2. oppure non ci si distacchi emotivamente dal cane trattandolo come un fallimento, diminuendo drasticamente quella forma di attaccamento e collaborazione con il cane;
  3. non lo si umanizzi trattandolo come un “bimbo” viziato, rovinando il rapporto e la guida che il proprietario dovrebbe rappresentare…sempre;
  4. nel tentativo di educarlo si usino metodiche violente;
  5. non lo si abbandoni. E che lo dico a fare?! E’ un fallimento abbastanza evidente più facile di quanto si pensi…

L’educatore ci riesce ed io no

Vediamo di rassicurare subito i proprietari che pensano di non essere capaci, soprattutto quando vanno dall’educatore ed il cucciolo nelle mani dell’estraneo si trasforma in un soldatino… Non c’è trucco e non c’è inganno, non sei tu incapace è il tuo cucciolo che fa lo stronzo 🙂

DISCLAIMER: Mi sembra alquanto ovvio e scontato che se una problematica di leadership o mancanza di educazione corretta è presente… il problema di base è da cercare proprio nella mancanza da parte del proprietario. Troppo facile sarebbe attribuire sempre il comportamento errato del cucciolo alla sua fase adolescenziale 🙂

Lo studio che nominavo rivela che anche quando a richiedere l’esecuzione di un comando come il “seduto” o il “terra” , che il cucciolo aveva già imparato all’età di 5 mesi (e lo svolgeva bene), era non un addestratore formato ma, uno sperimentatore senza esperienza di addestramento, il cucciolo rispondeva allo stesso modo: Disobbediendo al proprietario ed eseguendo con lo sconosciuto.

La natura specifico-sociale di questo comportamento nei cani (ridotta obbedienza nei confronti del proprietario) suggerisce che questo cambio di comportamento riflette più del semplice generale percorso ormonale, cerebrale e della ricompensa, durante l’adolescenza. In alcune parti di questo studio, l’estraneo era un addestratore di cani guida che potrebbe essere stato più capace di convincere un cane a eseguire un comando; invece, i risultati sono stati gli stessi di quelli ottenuti nelle parti dello studio quando l’estraneo era uno sperimentatore senza esperienza di educatore o addestratore. E’ stato anche riscontrato che la riduzione dell’obbedienza al proprietario e non nei confronti di un estraneo era specificatamente notata solo nella fase di sviluppo del cane e più pronunciata nei cani con insicurezza affettiva, che non è riconducibile alle differenze nella capacità di addestramento del cane tra il proprietario e l’estraneo

Lucy Asher , Gary C. W. England, Rebecca Sommerville and Naomi D. Harvey

Se dunque a questa fase caratteristica dello sviluppo adolescenziale ci uniamo anche l’aumento ormonale e la formazione del carattere, capiamo che è normale che il cane adolescente si ribelli al proprietario… è un periodo quello dell’adolescenza in cui il cucciolo deve “testare” il suo proprietario, testare quanto resistano gli altri e così capire quale sia il suo posto gerarchico, capire chi è lui come individuo.

Ma, come dicevamo, è un discorso che va anche oltre la sua carica ormonale o la sua sicurezza /insicurezza a casa; al campo di lavoro, o comunque con l’educatore, non avrà ancora quella sicurezza in sé da potersi imporre ribellandosi. E’ l’istinto stesso di sopravvivenza che lo spinge a seguire una figura più forte… che non conoscendolo come uno del branco/famiglia istiga ancora più reverenziale obbedienza. Non dimentichiamoci che è un cucciolotto ancora…

Il test dei cani guida

Un altro studio (Test retest reliability and predictive validity of a juvenile guide dog behavior test) effettuato su 93 cani (52 femmine 42 maschi) di 5 e 8 mesi nel quale i cuccioli sono stati esposti a 11 diversi stimoli (lo studio doveva determinarne l’attitudine al lavoro come guide). Gli stimoli usati erano: incontro con uno sconosciuto, comandi di obbedienza, sensibilità corporea, ricerca e distrazioni come cibo, umane ed animali. I risultati sono stati molto soddisfacenti, questo studio ha gettato le basi per una “nuova” metodologia di scelta attitudinale dei cuccioli, per prevedere quali fossero predisposti ad essere buoni cani da guida sin da cuccioli. Tra quelli non scartati, il comportamento dei cuccioli è stato consistente sia a 5 mesi che a 8 mesi. Solo un dato esaminato andava in totale contrasto con tutte le variabili…. COMANDI DI OBBEDIENZA… e che lo dico a fare?! I cuccioli di 8 mesi da questo punto di vista erano disobbedienti…

Insomma. Cosa fare?

Nel corso dell’articolo ho spiegato perchè è assolutamente normale che il cucciolo si ribelli e si rifiuti di collaborare nell’età della adolescenza, alcune analogie che ho fatto potrebbero cozzare tra di loro agli occhi di un proprietario che ha un cucciolo di 6 mesi da quello che ha un cucciolo di 10 mesi. Questo fondamentalmente perché più il cucciolo cresce in questa fase di adolescenza e più il suo carattere si forma e “scalpita” più modula la sua forma di esprimersi.

Dunque, cerchiamo di fare il punto della situazione e dare qualche indicazione a carattere generale. Perché se è vero che potremmo aspettare che questo periodo passi è anche vero che se stai leggendo vuoi fare le cose per bene ed i rischi di non fare nulla, o peggio ancora, fare male in questo periodo ci sono. E possono compromettere la riuscita del perfetto binomio che invece vogliamo avere con il nostro cane.

Se il tuo cane sembra regredire e comportarsi male, non ti ascolta e ti sfida:

Cose da fare:

  1. Per quanto difficile e frustrante, continua a mantenere le regole e l’educazione che hai impartito fino ad ora. Anche se un comando sembrerà di ripeterlo all’infinito e lui fa finta di non sentirlo o di non conoscerlo (lo conosce, lo conosce), non perdere la pazienza. E’ l’unico periodo di vita di un cane in cui la ripetizione del comando è non solo ammessa, ma anche spesso necessaria.
  2. Aumenta l’attività fisica e quella mentale, mettilo alla prova su nuovi “ostacoli” di vita, senza forzarlo;
  3. Fallo socializzare con cani, di sesso differente se maschio, tranquilli, cani equilibrati con i quali vedi che va d’accordo, non gli precludere ogni tipo di socializzazione solo perché ultimamente è più rissoso. Scegli bene le compagnie.

Cose da non fare:

  1. Ignorarlo, non allentare quella combinazione di coccole e collaborazione che fino ad ora hai avuto con lui. so che è frustrante… ma passerà 😉
  2. Aspettare passivamente, permettendogli di rompere le regole ed i limiti che fino ad ora avevi imposto. Non dargli possibilità di ergersi a capo indiscusso. Anzi guidalo a trovare la sua posizione nel branco, nel suo ruolo naturale che è quello (si spera) dietro gli esseri umani della famiglia, che invece rappresenteranno una guida sempre presente.
  3. Usare metodi violenti (naso nella pipì, botte di giornale sul muso, o peggio) nel tentativo di farlo tornare sulla “retta via”. E’ controproducente e deleterio.

Conclusioni

Spero che l’articolo ti abbia dato un pò di senso di giustizia e ti abbia tolto quella sensazione di non capirci più niente “di punto e in bianco”. Tieni però sempre a mente che un cane può dimostrare segni di disagio sempre e comunque, anche da adulto, se non sufficientemente stimolato, con esercizio fisico e mentale.

Se la tua leadership fa “acqua” non ti servirà rifugiarti nella scusa che Fuffy è un adolescente. Era indisciplinato, è indisciplinato e sarà indisciplinato… a meno che tu non sia disposto a dargli ciò di cui ha bisogno: esercizio fisico e mentale, una guida calma e sicura e tanto affetto

Ogni cane è un meraviglioso universo a sé, ed ha una necessità di più o meno stimolo fisico e più o meno stimolo mentale, sta a te capirlo. Così come capire come calibrare i tuoi rimproveri e le tue coccole, affinché non siano troppo forti per un cane timido troppo blandi per un cane dal carattere forte. Leadership e regole, esercizio e costanza, pazienza e limiti… queste sono le cose che ti aiuteranno a formare il miglior binomio tra te ed il tuo cane, che si possa sperare.

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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