I grassi al cane. Olio vegetale, di pesce, omega 6, omega 3. Facciamo chiarezza

Olio vegetale, Olio di fegato di merluzzo, di pesce…posso? e quanto? La domanda viene spesso posta da tanti proprietari qualunque tipo di alimentazione il proprio cane faccia. Ci si chiede spesso, se sia possibile inumidire i croccantini con olio di oliva, olio di cocco, olio di semi di lino, olio di semi di girasole, mais… chi più ne ha più ne metta… O se sulla base di una dieta casalinga si possa “condire” il cibo in ciotola con un pochino di olio. I più interessati all’uso a fini integrativi si domandano quale sia l’olio migliore per integrare:  olio di oliva, di mais, olio di fegato di merluzzo, salmone?

Facciamo chiarezza… Il titolo è un po’ pretenzioso. Chi mi legge da un po’ sa che sarò anche chiaro e completo nei miei articoli (mi è stato detto… lo giuro 😉 ), ma non ho affatto capacità di sintesi. Però reputo che entrare nei doverosi tecnicismi per tentare di fare un quadro completo e , soprattutto pratico, sia imprescindibile come atteggiamento, ma possa causare difficoltà alla padroncina adolescente di turno che… non ha tempo per informarsi a 360°. Allora cercherò di sintetizzare ancor prima di cominciare:

I grassi al cane servono! i grassi sono di diversi tipi ed in base al tipo svolgono funzioni diverse. Alcuni li forniamo con il cibo in ciotola normalmente, con i grassi dalla carne/pesce al primo posto, altri li aggiungiamo come integrazione. Integrare può essere doveroso e pericoloso. Gli acidi grassi molto importanti da fornire con alimentazione sono quelli che il cane non è capace di sintetizzare da solo… omega-6 e omega-3. Hanno (generalizzando) funzioni opposte all’interno dell’organismo e complementari allo stesso tempo.

Devono essere bilanciati in un rapporto a favore degli omega-6. Abbiamo un trucco per far si che il cane riesca a sfruttare tutta la dose integrata che è quella di usare i grassi essenziali occasionalmente EPA e DHA. Alcuni grassi li recuperiamo dalla carne, altri dal pesce, alcuni dagli oli vegetali, altri da oli di pesce. Composizioni diverse, dosi diverse utilizzo diverso sono i dettagli che affronteremo nell’articolo. I grassi fanno bene, ma fanno anche male. Bisogna stare attenti!!! Detto questo.. passiamo alla versione nerd 🙂

Il grasso… quello buono

Bene. Vediamo di seguito come distinguere, se usarlo, quando usarlo e che tipo di olio è meglio usare in base alla specifica motivazione. L’olio è grasso. I grassi hanno diverse forme e diverse composizioni (nonché derivazioni molecolari). Quelli che a noi interessano particolarmente sono gli acidi grassi.

I grassi che usiamo nell’alimentazione si possono mostrare in forma solida o in forma liquida (a temperatura ambiente), questo solitamente dipende dalla composizione. Ovvero se presentano più grassi saturi o polinsaturi. Ad esempio: Il burro contiene più grassi saturi ed a temperatura ambiente si presenta solido, l’olio di oliva al contrario ha pochi grassi saturi e si presenta in forma liquida, l’olio di mais ha moltissimi grassi polinsaturi e si presenta ancora più liquido e meno vischioso dell’olio di oliva….

Olio extra vergine di oliva nella dieta del cane

La funzione degli acidi grassi dipende dalla loro struttura e composizione. Parliamo di differenze a livello strutturale molecolare. Essi infatti vengono classificati in base alla lunghezza delle catene degli idrocarburi, al numero di doppi legami presenti nella catena ed alla posizione del primo legame relativo all’estremità iniziale (Alfa) o finale (omega) della catena.

  • Per la prima classificazione si considerano a catena corta, media e lunga. La distinzione dipende dal numero di atomi di carbonio, la diversa quantità di carbonio attribuisce diverse proprietà per quanto concerne la facilità di digestione e assorbimento da parte dell’organismo e come questo sostanzialmente lo usi.
  • Vengono definiti dicevamo anche in base ai legami in Saturi; Monoinsaturi; Polinsaturi.
  • Tra gli acidi grassi Polinsaturi troviamo i famosi omega-3 ed omega-6 (cioè il primo legame corrisponde al terzo atomo di carbonio o al sesto) che tanto ci interessano, anche nell’alimentazione umana… Ma ne parleremo più sotto.

Se guardiamo l’analisi di macro-elementi di un olio vegetale troveremo che su 100 grammi di olio di oliva 99,9gr saranno grasso, 0 proteine, 0 carboidrati, 0 fibra… L’apporto calorico è dunque notevole. Ricordiamo come per un grammo di proteina o di carboidrati avremo 4 Chilocalorie, per un grammo di grasso ne avremo 9 Kcal . Infatti 100gr di olio vegetale apportano quasi 900Kcal…

Elenco alcune delle fonti nominate durante l’articolo con il semplice acronimo:

Integrare si o no?

L’argomento integrazione per i nostri cani lo avevamo discusso abbondantemente in questo articolo: Integrazione si o no? Ma parlando solo di vitamine e minerali non eravamo entrati nel dettaglio dei grassi. Qui nel corso dell’articolo affronteremo con attenzione il discorso integrazione soprattutto degli acidi grassi essenziali omega-3 ed omega-6. Tali elementi vedremo che possiamo integrarli con una appropriata alimentazione ma, porremo attenzione anche agli effetti pericolosi di un eccesso.

Perchè se è vero che la NRC ci indica le misure minime che la dieta dei nostri cani deve contenere, allo stesso tempo gli studi di settore ci mettono in guardia sui rischi che eventuali eccessi possono provocare.

Inoltre ci sono da considerare tutta una serie di casi clinici particolari e “borderline“. Sarà sempre cura del nostro medico veterinario di fiducia darci le indicazioni in base al nostro cane ed al suo stato di salute. In generale le indicazioni di questo articolo danno per scontato di avere cani adulti e sani.

Ci concentreremo su diversi aspetti e anche qualche curiosità scientifica, ma sintetizzando i seguenti aspetti saranno il “fulcro” della discussione:

  • Quando e cosa è necessario integrare come grassi.
  • Perché i grassi sono importanti.
  • Che differenze ci sono tra omega-6 ed omega-3.
  • Dove trovare l’omega-6 e dove trovare l’omega-3.
  • Quale quantitativo di omega-6 e 3 è consigliato come minimo, quale massimo è sconsigliato superare.
  • Quale rapporto ci deve essere tra omega-6 ed omega-3.

Integrare? Distinguiamo in base all’alimentazione

Alimentazione con mangime industriale

Nel caso in cui si alimentasse il nostro cane con mangime industriale dichiarato alimento completo (non complementare) possiamo star certi che la formula chimica del mangime è completa di quegli additivi chimici che ristabiliscono la quantità di vitamine, minerali e acidi grassi che durante la preparazione del mangime erano andate perse (discorso diverso la loro scarsa bio-disponibilità rispetto alle fonti non processate, ma non è il “luogo” per discuterne).

Questo perché la legislazione vigente sui mangimi per i nostri cani sancisce che l’alimento debba essere prodotto seguendo (Legge 15 Febbraio 1963, n.281 Art.1 Comma 8 (c)) “la dose minima e, quando occorre, quella massima di ciascuno di detti principi attivi consentita nel mangime contenente premiscele o ipremiscele medicate, in relazione all’impiego per le varie specie animali;” e con esse anche le dosi e le modalità di somministrazione.

Chiaramente dobbiamo guardare sempre l’etichetta per assicurarci che così come per gli altri elementi, la quantità ed i rapporti dei grassi siano quello che ci aspettiamo o che il nostro veterinario di fiducia ci ha consigliato.. Va da se che aggiungere a questi mangimi, senza parere medico veterinario, qualsiasi altra integrazione è da sconsigliare per il potenziale sbilanciamento delle dosi del prodotto e rischi di ipervitaminosi o eccessi vari.

Aggiungendo olio aggiungiamo anche altro

Ad esempio, parlando di oli e vitamine…Una delle vitamine più presenti negli oli vegetali è la vitamina E (liposolubile), la quantità presente è notevole. Pensiamo ad un cane del peso di 15Kg, il suo fabbisogno giornaliero di Vit. E è di in 7,62 mg. Questo valore è stato sancito dalla NRC National Research Council (2006). Essa con linee guida fornisce le indicazioni seguite sia dai veterinari che dalle case mangimistiche . Questa quantità è possibile raggiungerla con (poco più di due cucchiaini) 11,2 grammi di olio di semi di girasole e (poco più di due cucchiai) 34 gr di olio e.v. di oliva.

1 cucchiaino corrisponde a circa 5 grammi
1 cucchiaio corrisponde a circa 14 grammi

Ciò significa che se al pasto del mattino e della sera aggiungessimo anche solo un cucchiaio di olio di semi di girasole (e dunque in totale due cucchiai )… aggiungeremmo quasi 30gr di olio e dunque grasso, OLTRE al minimo già presente nelle crocchette, un quantitativo di Vitamina E di 20,4 mg ( 7mg nel caso di olio di oliva).

Essendo una vitamina liposolubile come la vitamina A, la D e K, viene immagazzinata nel tessuto adiposo e nel fegato; Queste vitamine possono porre un rischio per sovradosaggio perchè vengono immagazzinate nel corpo. Ma anche se non c’è documentazione attestante che sovra-dosaggi (anche massicci) di Vitamina E provochino tossicità, è bene dire che crea un’interferenza con l’assunzione di vitamina K, ad alti dosaggi crea comunque iperossidazione e abbassamento delle difese immunitarie, quindi comunque qualche problema lo comporterà.

Tutta questa necessità di integrarla proprio non c’è e, diciamocelo, neppure la credenza che un eccesso nella sua somministrazione aumenti la resistenza riproduttiva è dimostrato. Anzi risulta del tutto inefficace.

Sbilanciare il prodotto

Quello che è vero, dimostrato e dimostrabile, è che dando 30 grammi di olio in soli due cucchiai stiamo dando al giorno 30gr di puro grasso in più. Questo eccesso di grasso fa aumentare la possibilità di far ingrassare inutilmente il nostro cane e, cosa molto più importante, andiamo ad aggiungere un consistente quantitativo di grassi sbilanciando le proporzioni dell’introito giornaliero.

Il punto chiave è sicuramente leggere bene le etichette del mangime industriale che forniamo ed assicurarci che la componente proteica sia alta (e sappiamo bene come questo sia non solo raro, ma anche difficile da ottenere se parliamo di crocchette estruse). Per non sbilanciare eccessivamente i macro-nutrienti verso una dieta troppo grassa e con poche proteine.

Questo aspetto è tenuto molto in considerazione nella bibliografia medico veterinaria già da moltissimi anni come si evince dalle pubblicazioni in merito (soprattutto nei casi di pancreatite):

I cani nutriti con alimenti contenenti livelli normali di proteine ​​tollerano livelli molto elevati di grassi (ad esempio i cani da slitta). Tuttavia, cibi ad alto contenuto di grassi con un contenuto proteico molto basso sono stati collegati a effetti avversi nei cani (° Lindsay S, Entenman C, Chaikoff IL. Pancreatite che accompagna malattie epatiche in cani alimentati con una dieta ricca di grassi e povera di proteine. Arch. Path.1948; 45 : 635-638)

Pancreatitis accompanying hepatic diseas in dog fed a high fat, low protein diet.

Già me lo immagino il commento su qualche Social: <Eh… però se non gli metto un “filo” di olio ai croccantini, Fufy non me li mangia> . Beh ed allora fai un favore a Fufy e nutrilo con alimentazione fresca, altamente gratificante ed etologicamente corretta 😉 Non ho saputo resistere… lo so, sono sempre il solito 🙂

Scherzi a parte. E’ davvero pericoloso esagerare con gli acidi grassi nella dieta. Parliamo di pericolosità di sovra-dosaggi in fondo all’articolo proprio per mettere in guardia chi fa cucina casalinga fresca a ponderare bene le quantità dei vari oli usati ad integrazione. Dover andare dal veterinario perchè si è stati la causa di (cito) “Importanti potenziali effetti avversi dell’integrazione di acidi grassi omega ‐ 3 includono alterazione della funzione piastrinica, effetti avversi gastrointestinali, effetti dannosi sulla guarigione delle ferite, perossidazione lipidica, potenziale eccesso di nutrienti e esposizione a tossine, aumento di peso, funzione immunitaria alterata, effetti sul controllo glicemico e insulino-sensibilità e interazioni tra farmaci e sostanze nutritive”… Non è proprio il massimo

Alimentazione casalinga o barf

Discorso diverso nell’alimentazione fresca. Qui siamo noi che dobbiamo assicurarci di raggiungere innanzitutto i minimi requisiti di tutti gli elementi come:

  • Il giusto quantitativo di proteine, che come vedevamo negli articoli dedicati, deve essere la parte dominante della dieta (50-60-70%..  in linea generale non esiste un massimo per un cane sano)
  • Il corretto quantitativo di carboidrati semplici con le verdure che ci aiuteranno a raggiungere i minimi nutrizionali di vitamine e minerali (15-20-25%)
  • Eventuali carboidrati complessi a mero scopo calorico/energetico, se necessario (ma non indispensabili, ne parlavamo QUI)
  • Il corretto quantitativo di grassi animali e vegetali…. acidi grassi essenziali, di cui ora ne parleremo più nel dettaglio (15-20-25%)

Nel fare ciò ci occuperemo di conseguenza di raggiungere i requisiti di vitamine e minerali (e… acidi grassi polinsaturi) dai più importanti fino a quelli traccia. Nulla che una dieta sana, varia ed equilibrata non sia in grado di fare integrando opportunamente con determinati elementi.

I grassi. L’importanza

Appurato che stiamo affrontando l’argomento integrazione grassi e dunque anche oli vegetali, nutrendo con alimentazione fresca, vediamo più nel dettaglio perché è importante la presenza di determinati ingredienti ed in che quantità.

I grassi sono utilissimi per la salute della cute e del pelo, “giocano” un ruolo importante nella struttura cellulare e nelle funzioni cellulari. Sono importanti come trasportatori delle vitamine liposolubili.. Carenze nella dieta possono portare a problemi di vista e difficoltà di apprendimento, più altre disfunzioni. Forse la maggior parte dei proprietari conosce come disfunzioni quelle legate al manto del proprio cane ed alla pelle, ma ve ne sono svariate.  

Esaspero ricordando che l’eccesso di grassi deve essere evitato perché quelli non utilizzati vengono immagazzinati come tessuto adiposo che porta il cane a tendere al sovrappeso, con tutta una serie di complicanze mediche (patologie varie) annesse. Alcuni cani non si possono proprio guardare, il proprietario non riesce a dire di “no” al premietto , al biscottino, il cane (figuriamoci) di no non lo dice quasi mai e… vediamo cani che sembrano palloncini gonfiati. Il padrone crede di amarli tanto non badando al peso e poi nascono le problematiche come diabete, pressione del sangue fuori dal normale, problemi a deambulare, problemi cardiaci, digestivi, endocrini, ecc, ecc

I grassi, i lipidi sono fondamentali nel ruolo che hanno all’interno dell’organismo dicevamo…. L’organismo del cane è capace di assimilare dai grassi (ed anche dalle proteine e dai carboidrati) l’energia di cui necessità.

Tra i grassi individuiamo dunque anche i cosiddetti essenziali. Gli acidi grassi omega-6 e omega-3 che hanno ricevuto ampia attenzione nella letteratura di medicina umana e veterinaria.

Quando fare molta attenzione ai grassi?

Nonostante gli acidi grassi siano nutrienti essenziali e forniscano parecchi benefici, vedremo come parecchi omega-6 siano già presenti nei tessuti animali e dunque nella carne che offriamo, mentre gli omega-3 siano più difficili da reperire e di solito li troveremo negli animali (ed alghe) di origine ittica. Però attenzione perché l’uso di troppo olio di pesce (ω-3) può avere effetti dannosi. L’argomento olio di pesce lo tratteremo in fondo all’articolo, ma cominciamo subito con il dire che bisogna prestare attenzione alle integrazioni di questo tipo nei casi in cui il nostro cane:

  • Sia incline all’iperlipidemia
  • Sia intollerante ai grassi
  • Ci rendiamo conto che dopo aver somministrato dei grassi aggiuntivi vi siano eventi come vomito o diarrea.
  • Il cane è obeso o tendente al sovrappeso
  • Abbiano una qualsiasi problematica (DOVRA’ DIRLO IL VETERINARIO) come diminuzione dell’aggregazione piastrinica, alterazioni della funzione immunitaria, pancreatite , trombocitopenia, ferite grandi o non cicatrizzanti o malattie gastrointestinali.
  • oppure che sia sotto effetto di cure terapeutiche con farmaci.

Omega-3 ed omega-6

Olio di semi di girasole nella dieta del cane

La maggior parte dei mammiferi sintetizza i grassi saturi, ma non ha la capacità di produrre gli acidi grassi polinsaturi omega-3 e omega-6. Pertanto, sono richieste fonti dietetiche di questi acidi grassi essenziali. Assimilabili dunque solo attraverso l’integrazione dagli alimenti, sono decisamente molto importanti nell’alimentazione per cani, mantengono infatti l’equilibrio lipidico ed hanno il valore di antiossidanti, antinfiammatori ed altri processi organici endocrini. Sono infatti i precursori degli eicosanoidi come le Prostaglandine, la Prostaciclina ed i Trombossani, insomma… è abbastanza ovvio quanto siano importanti.

Parlando di ruolo strutturale delle cellule a cui i grassi partecipano, ci si riferisce proprio agli ω-6 e ω-3 dove i primi tendono a mantenere la membrana cellulare (che è la struttura più esterna alla cellula) rigida, mentre gli omega-3 (EPA+DHA) aiutano a mantenerla più fluida. Gli omega-6 partecipano indirettamente alla costruzione delle membrane cellulari, hanno un utile effetto infiammatorio che, al di là di ciò che si pensa, se nelle giuste quantità, questo effetto d’infiammazione è un processo positivo all’interno dell’organismo.

Ammettiamo che il cane si ferisca, l’infiammazione che ne deriverà sarà propedeutica per l’aumento di fluidi in arrivo sul luogo dell’infiammazione che porteranno con se piastrine, leucociti, sostanze nutritive e tutto ciò che servirà all’organismo per difendersi dagli agenti esterni e ricostruire le difese… Quando invece l’effetto omega-6 è eccessivo allora il discorso è diverso, così come l’eccesso di omega-3.

Molto importante è il rapporto ideale tra ω-6 e ω-3. Ne pacchi di croccantini lo vediamo spesso espresso tale rapporto in 10:1 o 5:1

L’ideale sembrerebbe essere più verso un rapporto di 5:1, ma la difficoltà nel mantenerlo è che la quantità di omega-6 presente nel cibo di origine animale è ben più alta di quella di omega-3. Per questo spesso si ricorre ad integrazione più di omega-3 che 6.

Ma quali sono gli omega-3 e 6?

Volendo entrare più nel dettaglio vediamo che gli omega-3 (ω-3) e gli omega-6 (ω-6) che bisogna tenere in considerazione nell’alimentazione del cane sono:

  • Linoleic Acid (18:2) ω-6 (Acido linoleico) LA
  • Alpha-linoleic acid (18:3) ω-3 (Acido alfa-linoleico) ALA
  • Eicosapentaenoic Acid EPA (20:5) + Docosahexaenoic Acid DHA (22:6) ω-3 (Acido eicosapentaenoico + Acido docosaesanoico) detti anche “essenziali condizionali”

Arachidonic Acid (20:4) ω-6 ( Acido arachidonico AA)v essenziale per il gatto ma non per il cane che riesce a sintetizzarlo da solo dall’acido Linoleico AL.

Quando parliamo di integrazione, dunque, dovremmo concentrarci ad offrire più acido Alpha-linoleico e EPA+DHA. Il primo è più indicato per i problemi cutanei e del manto dei nostri cani, mentre il secondo è più indicato per i suoi effetti antinfiammatori e, aggiungo ma lo vedremo a breve… quando dobbiamo ristabilire il rapporto con l’acido omega-6 senza aggiungere acidi grassi che necessitino di enzimi ( Desaturasi).

Questo è un dato da tenere in grossa considerazione anche nell’ottica di offrire determinati oli e non altri per uno specifico motivo. Perché abbiamo visto che nella composizione ci possono essere parecchie differenze. Nell’ottica di mantenere un certo rapporto tra omega-6 e 3 dovremo anche tenere in considerazione il rapporto tra i due contenuto nell’olio offerto. Andiamo da un rapporto come 9,3: 1 tra LA e ALA nell’olio e.v. di oliva ad un 150:1 nell’olio di semi di girasole

Teoricamente, a livello chimico l’acido alfa-linoleico potrebbe (allungandosi) diventare un acido EPA o DHA, ma la capacità di convertirlo è davvero molto scarsa per i mammiferi, incluso l’uomo. Per cui la dieta dovrà variare anche nell’apporto tra questi che proverranno in maniera più o meno consistente da diverse fonti alimentari.

Sostanzialmente Il punto è che la capacità dell’organismo di utilizzare questi acidi grassi, per le loro importanti funzioni, è limitato. E lo è dalla presenza di un enzima il Delta-6-Desaturasi. Entrambi lo usano e se “la scorta” finisce, gli omega-6 e 3 non vengono “lavorati” progredendo nella loro forma e dunque vengono semplicemente immagazzinati come grasso (da qui i problemi di sovrappeso e l’inutilità dell’integrazione).

Il “trucco” dell’utilizzo di EPA e DHA

Come abbiamo visto la dose di omega-6 è spesso sempre presente, quella di omega-3 spesso va aggiunta, ma se la aggiungiamo preferendo un omega-3 come l’acido alfa-linoleico non risolviamo nulla, perchè questo acido dovrà essere “lavorato” dall’enzima Desaturasi, che come abbiamo detto è limitato…

Ecco che entrano in gioco gli EPA e DHA che sostanzialmente il cane adulto è capace di produrre, ma che se introdotti con l’alimentazione il nostro cane se li ritroverà già pronti senza la necessità di utilizzare alcune enzima per produrli.

Nel cane adulto la NRC non sancisce dosi minime di mantenimento per questi EPA e DHA, mentre nei cuccioli in accrescimento si, il perchè lo vediamo subito. Ciò non toglie che sappiamo che vi sono dei limiti suggeriti di minimo e massimo che affronteremo più sotto.

La bibliografia veterinaria è concorde nel distinguere le necessità (e capacità di assimilazione) tra i cuccioli / le mamme in gravidanza ed i cani adulti. Mentre tra i primi la NRC indica anche le quantità minime rispetto al’ ALA, EPA e DHA, nei cani adulti solo la quantità ALA è indicata. Gli ultimi due li abbiamo definiti “essenziali condizionati” proprio perché durante la gestazione delle femmine e la crescita dei cuccioli (soprattutto nelle prime 14 settimane di vita) la loro presenza nella dieta è fondamentale. Sebbene il corpo possa produrli, in realtà in queste fasi critiche non se ne riesce a produrre abbastanza e… servono (capacità cognitive del cucciolo, sviluppo della retina, ecc)!

L’integrazione

Ok… e come li integriamo? In che quantità?

Come? Beh, nel modo più semplice… con il cibo. Alcuni studi sono stati condotti sull’uomo per valutare la migliore fonte di assorbimento di acidi grassi offerti con oli emulsionati (ad esempio olio di pesce) e capsule di omega-3 come integrazione orale. Al di là della facilità di utilizzo degli oli, per i nostri cani, gli studi hanno evidenziato come l’assorbimento da parte dell’organismo umano (e pensiamo dunque anche quello del cane) è decisamente migliore con l’utilizzo degli oli e non con le capsule.

È stato condotto uno studio in cui 10 volontari sani hanno ricevuto per via orale olio di pesce emulsionato e olio di pesce trigliceride capsulare. I campioni di sangue sono stati raccolti a 0, 2, 4, 8, 24 e 48 ore per determinare l’assorbimento dei singoli acidi grassi negli acidi grassi fosfolipidi plasmatici […]

[…] I nostri risultati indicano che una singola dose di olio di pesce emulsionato ha determinato un maggiore assorbimento dell’acido eicosapentaenoico totale n-3 e dell’acido docosaesaenoico, come evidenziato dai cambiamenti nella composizione degli acidi grassi fosfolipidi rispetto all’olio di pesce trigliceride capsulare durante il periodo di osservazione di 48 ore.

Enhanced absorption of n-3 fatty acids from emulsified compared with encapsulated fish oil

Un altro studio condotto, questa volta su 13 volontari è arrivato sostanzialmente alla stessa conclusione

Conclusione: la pre-emulsificazione di una miscela di oli prima dell’ingestione aumenta l’assorbimento degli acidi grassi a catena più lunga più altamente insaturi (specialmente l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaesaenoico) ma non influisce sull’assorbimento degli acidi grassi a catena più corta e meno saturi, suggerendo che la pre-emulsificazione degli oli di pesce possono essere un mezzo utile per aumentare l’assorbimento di questi acidi grassi benefici.

A randomised cross-over trial in healthy adults indicating improved absorption of omega-3 fatty acids by pre-emulsification

Le quantità? Parlando di cani adulti:

[…]nonostante le prove sempre più valide dei benefici dei grassi omega-3, le attuali informazioni non sono sufficienti per raccomandare un livello specifico di acidi grassi omega-3 per cani adulti. (FEDIAF)

Acidi grassi omega-3 vs 6 (cani adulti). Gli effetti degli acidi grassi omega-3 dipendono dal livello e dal rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3. Livelli molto elevati di acidi grassi omega-3 a catena lunga possono diminuire l’immunità cellulare, in particolare in presenza di un basso livello di acidi grassi omega-6

(Hall JA et al. 1999, Wander RC et al. 1997).

Dunque leggendo tali dichiarazioni… non è che sia poi così facile integrare con la certezza di far bene. Altro aspetto “pericoloso” è che spesso le quantità indicate che si trovano su internet fanno riferimento a dosi utilizzate a scopo terapeutico. Va da se che se si chiama terapeutico va usato in quelle dosi solo nel caso di problematiche appurate e tali dosi le dovrà calcolare un medico veterinario.

Consideriamo che quando le dosi di omega-3 sono consigliate per problemi come l’artrite la dose è pericolosamente vicina al massimo consigliato per un qualsiasi cane.

Direttive NRC

Inserisco le indicazioni di mantenimento minime per i nostri cani sulla base del peso metabolico indicato dalla NRC. Che ricordo ha sancito le dosi minime, di mantenimento, massime, di tutte le componenti della dieta dei nostri cani (e gatti). Sono quelle stesse indicazioni, che abbiamo visto seguono solitamente le case mangimistiche (FEDIAF, AAFCO) ed anche noi nella dieta casalinga.

Se ti sei perso l’articolo su come utilizzare le tabelle FEDIAF per la cucina casalinga puoi trovarlo qui: Tabelle FEDIAF e AAFCO come usarle nella dieta casalinga.

Dunque, secondo la NRC e di conseguenza la FEDIAF la dose di mantenimento minima indicata è di 1,51 grammi di grasso per ogni chilogrammo di peso metabolico del cane. Il minimo dei famosi acidi grassi polinsaturi è indicato solo per acido linoleico (omega-6) 0,36 grammi (360mg) per ogni chilogrammo di peso metabolico del cane.

Quindi va da se che potremmo calcolare il minimo per omega-6 Integrare quest’ultimo qualora con la dieta non fossimo in grado di raggiungerlo e di conseguenza mantenere un rapporto con l’omega-3 che offriremo sulla base proprio dell’oculatezza nel mantenerne il rapporto a favore di omega-6 (in che “magnitudo” lo vedremo sotto).

Il peso metabolico

Il peso metabolico è calcolato elevando alla potenza di 0,75 il reale peso in chilogrammi del nostro cane. In questo articolo QUI avevo messo a disposizione un semplice calcolo excel che aiutava a calcolarlo (poi nei calcolatore di vitamine e minerali e nel calcolo del pasto blogdog avevo inserito le ben più comprensive tabelle inerenti…)

Un cane del peso di 15Kg avrà un peso metabolico di 7,62Kg moltiplicato per 1,51gr necessiterà di un minimo di 11,5 grammi di grasso totale. Invece moltiplicato per 0,36 grammi avrà bisogno di 2,736 gr di acido alfa-linoleico omega-6… Espresso in milligrammi avremo 2736mg ω-6. Teoricamente dividendo per cinque (547mg) potremmo avere il rapporto ideale di omega-3 e questa sarà la base minima di apporto giornaliero.

Attenzione! Come già discusso in altri articoli, evidenzio che il calcolo che tiene conto del peso metabolico del cane non è direttamente proporzionale. Per cui una dose di qualsiasi elemento indicata come minimo valore per un cane di 15Kg non sarà la metà di quello per un cane da 30Kg…

Esempio: se il peso metabolico di un cane da 15Kg è 7,62, il peso metabolico di un cane di 30Kg sarà non 15,24 bensì 12,82.

Più sotto inserirò quanto la NRC consigli come minima dose di mantenimento sulla base delle Kcal di cibo introdotte. Vedremo che sulla base del calcolo di fabbisogno calorico (Blogdog) sono praticamente le stesse dosi.

FEDIAF

Mamme e cuccioli una categoria “protetta”

Nei cuccioli invece le indicazioni offerte dalla FEDIAF includono anche i valori per tutte le forme di omega-6 e 3. Per calcolare la corretta quantità di omega-3 e dunque stabilire la dose di (EPA+DHA) olio di pesce (nella maggior parte dei casi) vi sono diversi metodi. Infatti le tabelle della FEDIAF si riportano anche calcoli per poter utilizzare il mangime commerciale sulla base di:

  • Milligrammi EPA + DHA (combinati) per kg di peso metabolico (peso corporeo elevato a 0,75) o per kg di peso corporeo metabolico (peso corporeo elevato a 0,67)
  • Grammi per 100 g di cibo sulla base di alimentazione con cibo secco (commerciale)
  • Grammi per 1000 o 100 kcal di alimento (commerciale)

Io per scelta personale tendo nei miei articoli a non dare mai indicazioni neppure generiche per quanto riguarda i cuccioli e le femmine in gravidanza… le ritengo categorie “protette” e non vorrei che indicazioni generali possano essere prese alla lettera su casi anche diversissimi tra loro. Ho molta fiducia nei lettori, ma comunque evito (che è meglio) e invito sempre alla ovvia raccomandazione di consultarsi con il proprio veterinario di fiducia, prima di fare scelte che possano inficiare la salute dei propri animali (soprattutto in alimentazione)…

Ed il rapporto omega-6/3?

  • Per la Association of American Feed Control Officials (AAFCO) il limite sicuro del rapporto tra omega-6 ed omega-3 è 30:1.

Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma in realtà non è così difficile raggiungerlo e superarlo, sostanzialmente perchè la dose di omega-3 è sempre quella meno presente nelle diete. Mentre abbiamo visto che è bene assestarsi intorno al rapporto 5:1 10:1.

Ok! Abbiamo detto che un cane di 15Kg ha necessità di almeno 2736mg di omega-6… e quanto di omega-3? Il limite massimo sicuro è di 30:1 dunque 2736 : 91 . Dunque 91mg di omega-3 ??? NO!.. in realtà i 2736mg è il minimo ed il 30:1 è il massimo rapporto… E si! non è proprio immediata la calibrazione corretta. In realtà ci si attesterà solitamente più sui 2736:273 (rapporto di 10:1) o 2736:547 (rapporto di 5:1). Valore minimo e si tende a salire con entrambi i valori… ma dipende 😉

Ricordo che l’utilizzo a scopo medico di omega-3 (EPA+DHA) in medicina veterinaria è solitamente tra i 50 ed i 220mg per chilo corporeo. dove la dose più alta è data dall’assunzione in caso di artrosi o nei pazienti con ipertrigliceridemia. Dunque a Scopo Medico un cane di 15Kg potrebbe dover assumere dai 750 ai 3300mg (0,75 – 3,3 gr).

Riporto da uno studio del 2013:

Attualmente, ci sono pochi alimenti per animali domestici commerciali con concentrazioni di EPA e DHA adeguate per il trattamento della malattia. Diete articolari, diete renali e diete per condizioni dermatologiche contengono tipicamente più acidi grassi omega ‐ 3 rispetto alle diete di mantenimento, ma anche le diete terapeutiche potrebbero non fornire abbastanza acidi grassi omega ‐ 3 per il trattamento della malattia.

Gli intervalli target per EPA e DHA variano notevolmente a seconda delle condizioni, ma in genere rientrano tra 50 e 220 mg / kg di peso corporeo. I dosaggi più alti sono spesso usati per abbassare le concentrazioni sieriche di trigliceridi nei pazienti con ipertrigliceridemia, mentre i dosaggi più bassi sono più comunemente usati per condizioni infiammatorie, malattie renali e malattie cardiache. Le diete commerciali contenenti acidi grassi omega ‐ 3 in genere forniscono meno EPA e DHA di quanto desiderabile e possono essere pubblicizzate come contenenti acidi grassi omega ‐ 3 ma contengono olio di semi di lino o di canola (ricco di acido alfa ‐ linolenico [ALA]) invece di olio di pesce. In questa recensione è inclusa una discussione sui vantaggi di EPA e DHA rispetto ad ALA. A causa delle concentrazioni più basse di EPA e DHA rispetto ad altri acidi grassi omega ‐ 3 e alle concentrazioni target, gli autori raccomandano spesso di integrare EPA e DHA oltre a utilizzare una dieta contenente acidi grassi omega ‐ 3

C.E. Lenox 
 J.E. Bauer

Quale olio usare?

Olio di mais nella dieta del cane

Qualsiasi nutrizionista formulando una dieta sia umana che per i nostri amici a quattro zampe non avrà dubbi nel dire che la forma vincente e salutare (nell’ovvio caso non vi siano particolari problematiche cliniche) ruota attorno alla ciclizzazione e variabilità delle diete. Cioè più una dieta alimentare è varia è più l’organismo avrà modo di sfruttare al meglio le varie componenti necessarie che saranno disponibili in varie “forme” e con una facilità di utilizzo che può essere davvero molto soggettiva tra cane e cane.

In altri articoli parlavamo spesso di come l’offrire sempre il solito pasto sia come croccantini che come cucina fresca esponesse il cane all’aumento probabilistico di una sensibilizzazione a reazioni avverse al cibo, come ad esempio l’allergia nei confronti di una determinata proteina. Una dieta varia, abbassa anche tali probabilità.

Dunque piuttosto che decidere di offrire un tipo di olio vegetale e sempre e solo quello, sarà bene tentare di ciclizzare, variando ogni tanto tra un olio ed un altro. Perché anche se molto simili, in realtà la composizione tra loro varia anche di molto. Però vi sono alcuni oli che per le loro caratteristiche sono da doversi usare più frequentemente di altri o che sulla base di una integrazione oculata, siano da preferire su altri, dipende molto anche da quali altri ingredienti sono presenti in ciotola…

Fonte CREA

Come possiamo notare dalla tabella sopra, nell’ottica di voler offrire un buon quantitativo di acido linoleico (18:2) opteremo per un buon olio biologico di girasole o di mais, mentre nell’ottica sempre della ciclizzazione quando offriremo un olio extra vergine di oliva offriremo più alfa-linoleico (18:3) rispetto ai suddetti oli in un rapporto con il precedente ed in un rapporto più basso tra Omega6 e 3.

Lo so, sembra un giro di parole, ma guardando la tabella sopra è evidente che la differenza non è solo nella quantità di uno tipo di acido rispetto all’altro, ma anche nel loro rapporto e ricordo che il rapporto tra omega-6 Acido linoleico e omega-3 Acido alfa-linoleico è anch’esso molto importante.

Spicca su tutti l’olio di semi di girasole e l’olio di mais come quelli con più alta percentuale di acidi grassi omega-6 (LA) ed infatti sono quelli maggiormente consigliati quando si parla di integrare omega-6, però…

L’olio di oliva potrebbe sembrare che vada usato solo per un quantitativo maggiore di acido alfa linoleico (omega-3), ma in realtà contiene tanti altri componenti minori come polifenoli, tocofenoli, steroli, fenoli importanti per l’organismo.

L’olio di arachidi potremmo non prenderlo in considerazione, ed invece è un’ottimo stabilizzatore del rapporto omega-6:3

L’olio di cocco...

Fonte CREA
Fonte CREA

Sempre nell’ottica di variare, vedremo come l’olio di cocco a differenza degli altri non ha omega-3, ma ha una notevole quantità di acidi grassi saturi. Sono gli acidi con parecchie molecole di idrogeno nella loro composizione e sono quelli che il corpo del cane utilizza immediatamente come “carburante energetico”.

L’olio di cocco non possiede acido alfa-linoleico ω-3, però si è riscontrato un ottimo nutriente per la mucosa gastrica. Inoltre è ricco di acidi grassi a media catena (MTC) e tra i benefici effetti di quest’ultimi sembrerebbe proprio vi sia addirittura la capacità di ridurre le crisi epilettiche. Riporto gli studi scientifici in calce all’articolo.

E gli oli dal pesce??

Eicosapentaenoic Acid EPA (C20:5) + Docosahexaenoic Acid DHA (C22:6) ω-3 non erano presenti nelle tabelle degli oli vegetali che ho presentato.

La CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) identifica negli oli vegetali un quantitativo di questi elementi pari a 0. Essi sono però presenti negli alimenti come il pesce, nelle alghe e negli oli di origine ittica in grosse quantità. Quindi parliamo di pesci grassi e oli…olio di salmone, olio di merluzzo, olio di krill. Vediamo un pochino quali sono le caratteristiche di tali oli.

Ricordando che anche se l’omega-3 ha una funzione antinfiammatoria e l’omega-6 di contro ha una funzione infiammatoria, bisogna stare attenti alle esagerazioni: inserisco il link di questo studio che mette in guardia sull’abuso di oli di pesce e dei potenziali effetti negativi:

Potential Adverse Effects of omega‐3 Fatty Acids in Dogs and Cats Gli acidi grassi omega-3 dell’olio di pesce, principalmente l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaesaenoico, sono utilizzati nella gestione di numerose malattie nella medicina degli animali da compagnia, molte delle quali di natura infiammatoria. Questa revisione descrive le differenze metaboliche tra gli acidi grassi omega ‐ 3 e delinea i potenziali effetti avversi che possono verificarsi con la loro integrazione in cani e gatti, con particolare attenzione agli acidi grassi omega ‐ 3 dall’olio di pesce. Importanti potenziali effetti avversi dell’integrazione di acidi grassi omega ‐ 3 includono alterazione della funzione piastrinica, effetti avversi gastrointestinali, effetti dannosi sulla guarigione delle ferite, perossidazione lipidica, potenziale eccesso di nutrienti e esposizione a tossine, aumento di peso, funzione immunitaria alterata, effetti sul controllo glicemico e insulino-sensibilità e interazioni tra farmaci e sostanze nutritive.

Ma non per aver citato questo studio voglio far spaventare chi li usa…ricordiamo che in medicina veterinaria hanno anche un uso terapeutico per condizioni infiammatorie, ad esempio nelle malattie infiammatorie della pelle, nelle artrosi, cancro, malattie cardiache. Nei cuccioli è importantissimo per il supporto della funzione retinica e lo sviluppo neuronale. Usati per migliorare la qualità del pelo, contro alcune malattie dermatologiche… Ma tutto con misura…

Valori di mantenimento per un cane adulto

Per la NRC il:

  • Valore di mantenimento del totale di grassi è di 13,8gr ogni 1000Kcal
  • Valore di mantenimento dell’acido linoleico (omega-6) è di 2,8gr ogni 1000Kcal
  • Valore di mantenimento dell’acido alfa-linoleico (omega-3) è di 0,11gr ogni 1000Kcal
  • Valore di mantenimento degli acidi sommati EPA+DHA (omega-3) è di 0,11gr ogni 1000Kcal

Secondo il calcolo del fabbisogno calorico che utilizzo io, che abbiamo visto QUI, per un cane di 15Kg di razza non nordica, ma media, normopeso e con attività fisica media, vivendo a temperature intorno ai 25 gradi, il fabbisogno mediamente è di 1110 Kcal (c.a) dunque secondo la NRC i suoi valori di mantenimento dovrebbero essere:

  • Grassi: 1000Kca:13,8=1110:X Dunque X= (1110X13,8)/1000 = 15,31gr
  • Acido linoleico omega-6: 1000Kca:2,8=1110:X Dunque X= (1110X2,8)/1000 = 3,108gr
  • Acido Alfa-linoleico omega-3: 1000Kca:0,11=1110:X X= (1110X0,11)/1000 = 0,122gr (122mg)
  • DHA+EPA omega-3: 1000Kca:0,11=1110:X X= (1110X0,11)/1000 = 0,122gr (122mg)

Se sommiamo i vari omega-3 avremo: omega-6= 3,108gr e omega-3= 0,244gr. Il loro rapporto è di 12:1

Diciamoci la verità… ulteriori ricerche sono necessarie per determinare sia la dose che il metodo di dosaggio migliori. Solitamente il dosaggio di olio di pesce ai cani è da 50 a 75 mg di EPA + DHA (combinati) X Kg di peso corporeo.

Voglio dimostrare come sia semplice sbagliare: Ipotizzando di offrire 60mg ogni chilogrammo di peso del cane su un cane di 15Kg saranno 900mg di EPA + DHA, aggiungiamo dell’acido alfa-linoleico, che è sempre omega -3, con tre cucchiai di olio di semi di mais 264mg arriviamo a 1164mg di omega-3 (1,2gr).

Consideriamo però che contemporaneamente con i due cucchiai di olio abbiamo anche aggiunto 22 grammi di omega-6 acido linoleico.Con questa integrazione dal punto di vista del rapporto siamo a 22 grammi di omega-6 e 1,16g di omega-3 dunque circa 18:1.

Tale rapporto varierà nel momento in cui nel conteggio totale considereremo gli apporti di acidi grassi derivanti dal cibo (carne-pesce-verdure) e probabilmente tenderà a sbilanciarsi ulteriormente verso una quantità maggiore di Omega-6, va da se che in realtà dovremmo considerare l’utilizzo di un olio diverso e quantità diverse. Qualora l’apporto con la dieta sarà già alto in ω-6 diventa addirittura un obbligo. Ecco che appare evidente che al momento di dover calibrare una dieta, i fattori da tenere in considerazione si palesano ben più complicati che fare una moltiplicazione ed una addizione….

Ma i 900gr di ω-3 da cui siamo partiti da dove li prendiamo? Beh, o dal pesce o dall’olio di pesce…

Limite massimo di EPA + DHA

  • Il limite massimo di omega-3 proveniente dall’olio di pesce (EPA + DHA) è di:
  • 280mg ogni 100Kcal.
  • 0,37mg per ogni chilo di peso metabolico (0,37 X (motliplicato)= Peso del cane (elevato) ^0,75

Su un cane di 15Kg dunque diciamo che:

  • un apporto adeguato di ω-3 è 0,03X15^0,75= 229mg
  • un apporto consigliato di ω-3 è tra 750 e 1125mg
  • l’apporto massimo di ω-3 è di 2820 mg

Ma dove li troviamo 900mg di EPA + DHA?

Inserisco una tabella che riporta un pesce di comune utilizzo come il Tonno in quattro sue diverse “versioni”, solo per dare un metro di giudizio sulle quantità che potremmo trovarvi di questi acidi grassi e successivamente la tabella degli oli di pesce più comuni usati per l’integrazione delle diete casalinghe.

Come possiamo notare in realtà le quantità sono abbastanza basse in questo pesce (magro). Non basta offrire pesce, come spesso si pensa, dipende da pesce e pesce…. Infatti qualora in ciotola ci fosse, immaginando un pasto a base di tonno per questo nostro immaginario cane di 15Kg avremo presumibilmente un quantitativo di Tonno (è solo un esempio) di 300gr. In questo caso, solo dal tonno cotto al vapore avremo fornito 72mg di omega-6 (AL) e 300mg di omega-3 (ALA+EPA+DHA). Il rapporto che pensavamo fosse a favore di Omega-6 quando questi proveniva dal cibo, in realtà è sbilanciato a favore di omega-3. In questo caso un buon olio di semi di girasole, potrà ribaltare il rapporto. Ma comunque anche con 300gr di tonno abbiamo aggiunto solo 300mg… non 900mg.

Piccolo inciso: Ho detto di usare olio di semi di girasole, ma come abbiamo notato sopra, non è sempre la scelta giusta, ogni composizione del pasto va valutata. Nulla di così scomodo o complicato. Lo faremo una volta (se è il caso con l’aiuto di uno specialista), poi sarà sufficiente sapere che quando Fufy mangia tonno, glielo condisco con olio di semi di girasole, quando mangia pollo preferirò un olio di oliva…

Adesso vediamo che per integrare la dose di omega-3 da EPA e DHA per raggiungere i mediamente consigliati 1gr di questi acidi mancano ancora 600mg.

Avremmo potuto usare in realtà un pesce più grasso con un contenuto di EPA+DHA parecchio più “marcato”, ad esempio 300gr di sardine (invece del tonno) avrebbero apportato un quantitativo di 10,6gr di omega-6 (Acido Linoleico), 1,5gr di omega-3 Acido alfa-linoleico e 2,9gr di omega-3 EPA+DHA. E’ evidente che (siamo ben oltre l’apporto massimo) dovremmo pensare ad offrirne di meno di sarde e mischiare con qualche pesce più magro la dose giornaliera….

Qualora il pasto fosse stato addirittura solo di carne, avremmo avuto ancora meno EPA e DHA ed a nulla sarebbe servito integrare con olio vegetale… Ecco che intervengono in nostro aiuto gli oli di pesce… Ma attenzione!!

Olio di pesce tabella valori acidi grassi omega 3 ed omega 6

Come ricordo un cucchiaio di olio è cirga 14gr. Con un semplice cucchiaio di olio di pesce (salmone) saremmo vicini ad offrire: 216mg di omega-6 (LA) e… udite udite 4375,7 mg (4,4gr di EPA+DHA). Ecco che adesso gli eccessi di cui parlavamo si fanno reali. Ricordo che il massimo limite di sicurezza per il nostro cane di 15Kg era di 2,82gr

Spesso si pensa di fare bene e non si valuta che anche una semplice sostituzione di un olio rispetto ad un altro, indicato dal proprio medico veterinario di fiducia o nutrizionista, possa stravolgere completamente la dieta del nostro cane.

Parecchi veterinari sconsigliano la cucina casalinga ai proprietari proprio perché non si fidano che questi la seguano alla lettera. Ed hanno ragione… alcune investigazioni hanno dimostrato che il 75% dei proprietari di cani che “esce” dallo studio veterinario con una dieta bilanciata per il proprio cane, arriva a casa e la sbilancia, sostituendo alimenti, cambiandone le quantità… non c’è da stupirsi se si esaspera sempre nel dire che la dieta casalinga fresca è la migliore quando essa è bilanciata!

Olio di cocco ed epilessia?

I due casi studiati

In uno studio che comparava due casi clinici Dietary intervention for canine epilepsy: Two case reports si identificava un potenziale beneficio sul trattamento dei casi di epilessia correlato alla terapia dietetica

[…] Insieme, questi casi clinici evidenziano il potenziale della terapia dietetica come opzione di trattamento per l’epilessia nei cani. Inoltre, le strette relazioni sociali tra esseri umani e cani hanno vantaggi reciproci nel sostenere cambiamenti che migliorano la salute e il controllo delle crisi,

Dietary intervention for canine epilepsy: Two case reports

Il sondaggio

Un sondaggio (Link: Investigating owner use of dietary supplements in dogs with idiopathic epilepsy) sulle diete di più di 290 proprietari con cani che soffrivano di epilessia idiopatica ha dimostrato come oltre due terzi degli intervistati avesse cambiato regime alimentare dopo le prime crisi epilettiche e che la maggior parte aveva introdotto nella dieta olio di cocco o l’olio derivato di trigliceridi a catena media MTC (71,3%). I vantaggi riscontrati includevano il miglioramento della frequenza delle crisi (88,2%), la gravità delle crisi (61,8%) e la protezione dai potenziali effetti collaterali del farmaco (62,5%).

Lo studio più “strutturato”

Efficacia dell’integrazione alimentare con olio di trigliceridi a catena media nel ridurre la frequenza delle crisi nei cani con epilessia idiopatica senza crisi multiple: uno studio clinico prospettico

Efficacy of medium chain triglyceride oil dietary supplementation in reducing seizure frequency in dogs with idiopathic epilepsy without cluster seizures: a non-blinded, prospective clinical trial


Contesto:

Nonostante un appropriato trattamento con farmaci anti-convulsivi (ASD), circa due terzi dei cani con epilessia idiopatica (IE) hanno convulsioni a lungo termine e il 20-30% dei cani affetti rimane scarsamente controllato.

Metodi

L’attuale scopo dello studio è testare in una sperimentazione sul campo l’efficacia e la tollerabilità di una dieta disponibile in commercio arricchita con olio di trigliceridi a catena media (MCT) al 6,5% nei cani (n = 21) con almeno una diagnosi di epilessia idiopatica di livello 1, senza convulsioni multiple, in 10 studi veterinari in tutta Europa. La qualità della vita (QoL) di ogni cane, l’atassia, la sedazione e la frequenza e la gravità delle crisi sono state registrate dai proprietari durante lo studio.

Risultati

La frequenza media mensile di crisi epilettiche, mediata sull’intero studio di 84 giorni, è diminuita in modo significativo (P = 0,04) del 32% rispetto alla frequenza di crisi mensile di base registrata durante il mese immediatamente precedente al cambio di alimentazione della dieta. Allo stesso modo, anche il tasso di attacchi nei giorni (giorni / mese) è diminuito (P <0,001) del 42%. La qualità della vita è stata segnalata da molto buona a eccellente (> 8,5 / 10) in 20 dei 21 cani prima di iniziare la dieta e questa è rimasta invariata durante lo studio.

Conclusioni

Questo studio dimostra che l’uso di una dieta arricchita con MCT in aggiunta al trattamento con ASD può avere alcune proprietà antiepilettiche per cani con diagnosi di EI, come già dimostrato in studi precedenti.

L’utilizzo farmacologico degli acidi grassi ed oli essenziali

Giusto per curiosità indico un articolo che analizza l’utilizzo di oli a scopo farmacologico, topico (creme-unguenti-spray).

Sette cani con dermatite atopica e sei cani normali sono stati trattati con un prodotto spot-on contenente oli essenziali e acidi grassi insaturi ogni 7 giorni per 8 settimane. Altri sette cani atopici hanno ricevuto uno spray giornaliero contenente ingredienti simili a quelli spot-on. In tutti i cani, la perdita di acqua transepidermica (TEWL) è stata misurata prima e dopo il trattamento. Nei cani atopici, è stato determinato un punteggio di lesione convalidato (estensione e indice di gravità della dermatite atopica canina, CADESI) ed è stato valutato il prurito con una scala analogica visiva prima e dopo il trattamento. I punteggi CADESI medi nei cani atopici sono diminuiti con lo spot-on (P = 0,0043) e con lo spray (P = 0,0366). Allo stesso modo, i punteggi del prurito sono diminuiti con lo spot-on (P = 0,266) e con lo spray (P = 0,0177). C’era una differenza significativa tra i valori TEWL di cani sani e atopici sull’addome (P = 0,0181) e sulla schiena (P = 0,0123). Il TEWL è diminuito significativamente sulla schiena dopo il trattamento con lo spray (P = 0,016), ma non sull’addome (P = 0,078). Non sono stati osservati effetti avversi. I risultati di questo studio pilota indicano che gli acidi grassi topici e gli oli essenziali sono un’utile opzione di trattamento per la dermatite atopica canina.

The Influence of Topical Unsaturated Fatty Acids and Essential Oils on Normal and Atopic Dogs

Conclusione

So di essere stato forse prolisso in questa spiegazione, ma l’aspetto alimentazione credo che troppo spesso sia sottovalutato e preso alla leggera. Questo nostro (di noi proprietari) prenderlo alla leggera ha portato (per esasperazione) tanti veterinari a fare gli interessi dei nostri cani scegliendo “il male minore” tra un mangime ben formulato ed una dieta alla “Cannavacciuolo dei poveri” e consigliando ai proprietari di nutrire con cibo pronto confezionato e comodo.

Sanno benissimo che non c’è nulla di meglio di una alimentazione fresca come la cucina casalinga, ma se poi (io proprietario medio) non ho tempo di informarmi correttamente.. <tanto mio nonno gli dava la pasta al pomodoro con soffritto di cipolla ed i cani son vissuti 15 anni>; o preso dall’estrosità della cucina di “nonna papera” invento una ricetta per il mio cane mettendo tre cucchiai di olio di salmone, invece di olio di lino, non è solo la diarrea del giorno dopo che causerò…

Se invece mi informo per bene, faccio del preparare il pasto al mio cane un rispettoso atto d’amore e riesco appagandolo ad offrirgli il meglio delle mie possibilità, beh allora mi informerò e cercherò di fare bene. Quando possibile o in caso di dubbi mi farò aiutare da una figura ideale come il mio medico veterinario di fiducia o cercherò un adeguato nutrizionista. Allora si che farò ciò che lui farebbe per me,per i componenti del suo branco/famiglia… si “spaccherebbe” in quattro per offrirci il meglio, così come il suo amore incondizionato tanto decantato dai proprietari dimostra.

Se ti è piaciuto l’articolo, se sono riuscito a fare un pochino di chiarezza o se invece la pensi diversamente, fammelo sapere lasciando il tuo parere nei commenti

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

2 pensieri riguardo “I grassi al cane. Olio vegetale, di pesce, omega 6, omega 3. Facciamo chiarezza

  • 5 Ottobre 2020 in 3:41 PM
    Permalink

    Excursus Superiore alle capacità dei comuni mortali…. ma contenta di fare le cose giuste x i miei peloni , per esperienza confermo che la regola “ vario e’ meglio” funziona; sarei quasi tentata di chiedere se i cani a pelo lungo ha no necessita più specifiche…. grazie in anticipo

    Rispondi
    • 6 Ottobre 2020 in 5:49 AM
      Permalink

      Grazie Manuela, Si me ne rendo conto! L’articolo era nato con l’idea di dare alcune indicazioni, ma considerata la delicatezza dell’argomento (per comuni sovradosaggi), ho deciso di dare un più ampio quadro e non lasciare dubbi e domande non risposte. Che io sappia non vi sono differenze di necessità tra pelo lungo e pelo corto, dal punto di vista alimentare. La salute del pelo in entrambi i casi è deputata dalla salute del soggetto. Per un eventuale riscontro medico è chiaro vada consultato un medico veterinario 🙂

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto è protetto da Copyright !!

ASPETTA!! Aiutaci a fare Cinofilia informata.

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo !!