Il cane può mangiare il riso? E perché?

Il cane è un carnivoro stretto come il gatto? No! I carboidrati complessi sono necessari nella dieta del cane? No!… Ed allora il riso al cane???

Cerchiamo di districare l’annoso dubbio sulla possibilità di aggiungere riso nella ciotola del cane. Dubbio che spesso vede sull’argomento vere e proprie battaglie mediatiche nei Social. La risposta breve alla domanda del titolo è SI! Il cane si è evoluto in maniera tale da essere capace di digerire carboidrati complessi come il riso. Però quanto, quando, quale e se per tutti i cani, lo scopriremo all’interno di questa nostra valutazione corredata da link agli studi scientifici del settore medico veterinario e della ricerca cinofila.

L’alimentazione del cane moderno e la capacità di amilasi pancreatica.

Ciotola di riso da pesare

Non affrontiamo l’argomento di “nicchia” del cane incrociato con lupi o con cani selvatici africani, o di quei cani ferali che vivono alla periferia delle aree urbane che si nutrono di scarti della spazzatura e piccole sporadiche attività di caccia.. Parliamo per il momento solo del nostro cane domestico.

Il cane domestico si alimenta al giorno d’oggi: in base alla disponibilità del proprietario, sia essa economica che logistica. In base alla filosofia del proprietario. E sì… perchè c’è il proprietario che lo vuole identico al lupo e come tale lo nutre con solo carne cruda; quello che lo vuole moderno ed inserito nel nostro mondo globalizzato fatto di consumismo e cibo processato; Il tradizionalista che lo vuole come il nonno gli ha insegnato a tenere i cani…. nutrendolo con latte e pane e le lasagne della nonna la domenica; infine c’è il proprietario che segue una dieta a crudo Barf o casalinga cotta equilibrate e complete che unisce le vecchie conoscenze d’esperienza alle nuove conoscenze scientifiche e opportunità di valutazione.

Si è vista la mia velata critica?! Ma comunque senza estremizzare…. Le possibilità si riducono a dieta fresca cruda, fresca cotta e mangimi industriali (secco estruso, pellettato o umido).

Essere a favore di un tipo di dieta piuttosto che un altra è una cosa soggettiva indubbiamente, i problemi nascono quando da fan di una dieta si diventa fanatici ed allora la possibilità di considerare il riso come ingrediente della ciotola potrebbe diventare motivo di scontro e battaglie.

L’estremismo alimentare

Il fanatismo e dunque l’estremismo porta a fare delle considerazioni tali che escludono (o meglio neppure considerano) delle ovvietà biologiche. Quando una persona è fan di qualcosa ci si può discutere e si può avere un confronto ma, quando una persona è fanatica è totalmente chiusa a qualsiasi tipo di obiettiva considerazione che possa esistere un’altra verità.

E’ tipico della nostra società moderna, lo vediamo nei confronti antropologici della religione, dello sport, della politica. Ma Madre Natura ci insegna che non dobbiamo avere difficoltà ad accettare una cosa così naturale come la biodiversità. Anche se tendiamo per forza ad accomunare, standardizzare, etichettare tutto sotto un comune profilo identico e replicabile. Spesso cerchiamo la cosa più facile e comoda anche di fronte all’evidenza (scientifica) dell’errore…

Mi sono sempre scontrato con tre tipi di scorrettezze alimentari:

  1. Colui che alimenta il proprio cane con la cucina degli scarti della nonna, con soffritti e alimenti vari (a volte davvero pericolosi) senza un minimo di cognizione… <perchè mio nonno ha avuto cani per 80 anni e sono tutti morti da anziani>. Che asserisce che il cane possa mangiare grossi quantitativi di carboidrati semplici e complessi come fosse un erbivoro. E la scienza invece ci insegna come questa sia una grossa fesseria! Che i cani di suo nonno mangiavano corni di rinoceronte e non avevano problemi di occlusioni intestinali. Ci prova la signora “Maria” ed il suo Cocker finisce in sala operatoria
  2. Colui che estremizza la dieta a crudo Barf. Il cane discende dal lupo e deve mangiare solo carne e cruda. Sicuri al 100%??? Al di là del fatto che la prova certa di tale discendenza non vi sia (al momento ci sono solo teorie), ma questo vuol dire poco ed anche se il cane fosse stato lupo più di 45000 anni fa, l’evoluzione (o meglio la co-evoluzione) con l’uomo lo ha portato nelle ultime decine di migliaia di anni ad evolversi e cambiare etologicamente e biologicamente. Il cane domestico non è un lupo.
  3. Colui che fa vincere la pubblicità sulle conoscenze scientifiche, colui che si è fatto bombardare mediaticamente dalle case mangimistiche che con logica da “Lobby del farmaco” lo hanno convinto di come “equipe di medici siano riuscite grazie alle conoscenze moderne a formulare (in laboratorio) l’alimentazione perfetta” per i nostri cani completa di tutto e migliore persino di una “vera bistecca di manzo”… Va da sé che la ricerca medica veterinaria internazionale che fa scuola al mondo veterinario ci dica esattamente il contrario… ovvero che la digeribilità del mangime industriale sia minore di quella del cibo fresco; che le forme chimiche di additivi per rendere il cibo completo siano meno bio-disponibili di quelle provenienti dal cibo fresco.

Piccolo inciso sul cibo industriale.

Come si evince da molti articoli che trattano l’alimentazione su Blogdog… “questo sito” è sfavorevole all’uso dell’alimentazione industriale quando sia possibile evitarla (80% dei casi). Per cui un invito ad essere prudenti per noi è d’obbligo:

Le investigazioni eseguite nel corso degli anni ha fatto chiarezza sulle contraffazioni di questi cibi, sulle dichiarazioni mendaci, fuorvianti, sugli errori produttivi, eccetera eccetera. Ma riconosciamo anche che in determinati casi anche questa forma di alimentazioni possa risultare comoda, non bisogna essere del tutto ciechi alla comodità che può comportare. In quest’ultimo caso è bene studiare e farsi una cultura su ciò che la legge sancisce in merito all’etichettatura di questi mangimi e come interpretare le varie etichette e capirne la qualità. Perchè la maggior parte delle volte siamo di fronte a composizioni scandalose per un cane. Per questi aspetti rimando all’articolo dedicato. Come leggere le etichette dei croccantini

Spesso e volentieri il quantitativo di carboidrati è esagerato, sia per convenienza economica dei produttori, sia per necessità del processo industriale di fabbricazione (se parliamo degli estrusi secchi…croccantini). Lasciamo per il momento le critiche sui potenziali rischi… di questo ne abbiamo parlato abbondantemente QUI.

Allora? Cosa può mangiare il cane moderno?

Il punto di partenza (ground zero) secondo me dovrebbe essere questo:

  • Il cane originario (discendente dal lupo, da un antenato comune, dallo sciacallo dorato, dal coyote… insomma quel selvatico di decine di migliaia di anni fa) non esiste più. Il fatto che il cane sia un meraviglioso essere diverso da altri canidi con una fisiologia ed adattamento diversi e che tra diverse razze ci sia un carico genetico ed un’adattamento differente è un dato di fatto.
  • Il cane ha intrapreso una co-evoluzione con l’uomo ed ha cambiato la sua fisiologia e forma di adattamento all’alimentazione nel corso di 20.000-40.000 anni, Per 40000 anni lancio al cane scarti della mia tavola che contengono frutta, carne, verdura,patate ed una pappetta molliccia fata di acqua e semi che poi diventerà pane (carboidrati complessi: pasta-riso)… Vogliamo che l’organismo del cane non si sia abituato per evoluzione (Darwin docet) a digerire ed assimilare anche gli amidi?! Si certo. Non come noi, ma certi quantitativi si.
  • Il mangime industriale nasce negli anni 30 (soli 80 anni contro 40.000), all’inizio era visto con parecchio disgusto dai proprietari dei cani, ma poi, complice anche un bombardamento mediatico e convincimento da svariati fronti, diventa sempre più in uso. Al giorno d’oggi è diventato forse il metodo PIU’ in uso. Indubbiamente comodo per la facilità di utilizzo e conservazione può risultare in alcuni casi un mezzo per potersi permettere di nutrire un elevato numero di cani soprattutto di taglie grandi senza “svenarsi economicamente“. Imparare a riconoscerne di qualità più alta rispetto alla media scadente non è sempre facile per il proprietario comune e poco informato.

Gli studi

Cosa ci dice la scienza riguardo al cane e la sua capacità di digerire i carboidrati complessi?

Il cane nel corso di questa evoluzione non si è del tutto snaturato diventando un erbivoro, infatti egli mantiene l’assenza di amilasi salivare (e dunque la capacità di predigerire l’amido con la saliva) ha sviluppato però, come dicevamo, una sempre più grande capacità di amilasi pancreatica con la quale digerisce quantitativi vari di amidi.
Carboidrati complessi come riso e pasta (o patate) possono essere mangiati e digeriti… Le quantità? Dipende tutto da quanto sia abituato il cane ed anche dalla razza. (razze nordiche, come i Siberian Husky,hanno una bassissima capacità di digerirli).
Tutto ciò lo spiega bene lo studio pubblicato su PubMEd (è in inglese) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5061917/

Riporto per comodità un estratto delle conclusioni (AMY2B è la codifica del gene per l’amilasi pancreatica deputata alla digestione degli amidi):

[…]Concludiamo che un numero di copie significativamente elevato di AMY2B nei cani provenienti da regioni con agricoltura preistorica indica che il cambiamento della dieta del cane è probabilmente associato al neolitico, ma si noti che è prematuro escludere del tutto sia un esordio precedente di questo cambiamento, data la prova di un aumento consumo di amido umano prima di questo episodio, così come un esordio successivo basato sulla mancanza di duplicazioni di AMY2B in Dingo.
Data un’associazione neolitica del cambiamento della dieta e il fatto che le stime attuali dei tempi di addomesticamento del cane sono antecedenti allo sviluppo dell’agricoltura, una diffusa mancanza di espansioni del numero di copie nei cani artici e australiani è coerente con l’inizio della selezione per un’efficiente digestione dell’amido dopo l’iniziale addomesticamento […]

Diet adaptation in dog reflects spread of prehistoric agriculture ( L’adattamento alimentare nel cane riflette la diffusione dell’agricoltura preistorica)

Dunque non estremizziamo i nostri concetti. Carne cruda? certo! Ma anche cotta (in base al tipo di cottura perderemo un po’ di nutrienti 20-40% dipende anche dal nutriente ed altri fattori). Anche riso, anche pasta, verdure, frattaglie, olii animali e vegetali ecc, ecc
Facciamo invece più caso alle cose che umanizzandoli ci piace dargli come la cioccolata ed i salatini che DOBBIAMO evitare invece di dare. Lo vedevamo nel dettaglio nella lista delle cose che il cane può o non può mangiare.

Ma il riso è davvero utile?

riso bollito nella ciotola del cane

Riso e pasta sono essenziali nella dieta del cane? No!
Si possono dare? Si! E sono utili per aumentare il transito intestinale, fornire energia subito disponibile, preservando le proteine al solo ruolo di mattoncini e non anche glucosio (il cane a differenza nostra può usare le proteine anche a scopo energetico). In cani soprattutto di una certa mole a volte ci troviamo costretti a fornire carboidrati complessi per mantenere un apporto calorico sufficiente a permetterci di non esagerare con i quantitativi costosi (se di qualità) di proteine animali (una volta raggiunti i minimi nutrizionali di aminoacidi, vitamine e minerali per la taglia del cane) e far si che il cane non dimagrisca consumando più calorie di quelle ingerite.

Come cuocerlo?

Il riso (tutti i carboidrati complessi) va cotto bene, lo cuociamo per creare l’effetto della gelatinizzazione dell’amido che è quell’effetto che rende il carboidrato complesso digeribile al cane.

Riporto la definizione di gelatinizzazione dal sito www.cibo360.it che la spiega in maniera abbastanza semplice:

L’amido è formato da due molecole complesse, l’amilosio e l’amilopectina. L’amilosio è formato da lunghe catene lineari di glucosio, che si avvolgono ad elica, invece l’amilopectina presenta una struttura ramificata. Queste due molecole si aggregano a formare dei granuli insolubili in acqua a temperatura ambiente, e difficilmente attaccabili dagli enzimi digestivi. Per diventare digeribili, i granuli di amido devono essere portati a temperatura elevata, in ambiente acquoso: in queste condizioni essi si idratano, perdono la struttura ordinata e assumono una struttura disordinata, con le caratteristiche di un gel: è il processo di gelatinizzazione degli amidi, che li rende attaccabili dagli enzimi digestivi. La gelatinizzazione degli amidi avviene dunque grazie al riscaldamento in ambiente acquoso. I granuli di amido si idratano progressivamente, gonfiandosi e perdendo la struttura cristallina, amilosio e amilopectina entrano in soluzione con l’acqua, formando legami con essa, di conseguenza l’acqua libera diminuisce e la viscosità della soluzione aumenta

https://www.cibo360.it/alimentazione/chimica/trasf_nutrienti/gelatinizzazione_retrogradazione_amido.htm

Come offrirlo?

Dunque il riso va offerto caldo (non da ustionarsi 

) perché all’abbassarsi della temperatura, quando cioè il riso si raffredda, si crea l’effetto inverso alla gelatinizzazione ovvero la retrogradazione dell’amido (la definizione nello stesso link riportato nella citazione) che non è altro che il processo inverso (o quasi) della gelatinizzazione, dove le molecole si cristallinizzano nuovamente. Dunque anche se lo avevamo messo da parte in frigo, sarà bene riscaldarlo prima di servirlo (riscaldandolo le molecole saranno nuovamente digeribili)


Non va sciacquato e lavato dopo la cottura perché:
1) Sciacquiamo per togliere l’amido? Se diamo riso vogliamo dare amido (il riso è composto principalmente da amido) ed allora se sciacquiamo per togliere l’amido… che diamo a fare il riso??? 

😉 Tra parentesi quello che andiamo a togliere è quello più digeribile.
2) Sciacquando con acqua (immagino fredda-fresca) andiamo ad abbassare la temperatura del chicco di riso (ad esempio) andando così ad inficiare la sua digeribilità (retrogradazione dell’amido).

Quale riso offrire

Il riso che spesso viene consigliato dai nutrizionisti e veterinari è il riso bianco di tipo basmati o originario. Questo perchè è più digeribile, perchè l’amido subisce più facilmente il processo della gelatinizzazione. Questo perchè non è trattato come il parboiled per esempio, che è ottimo (ma non per il cane) per i nostri risotti , non scuocendo permettendo una minore idratazione dell’amido e mantenendo meglio la sua struttura cristallina a discapito della digestione del cane. Il Riso integrale ha un quantitativo di fibra maggiore, sebbene abbia valori nutrizionali più alti rispetto al riso bianco ed un indice glicemico più basso, è anche meno digeribile, quindi meglio optare per il riso bianco comunque.

I valori nutrizionali

Ottima fonte di Niacina (Vitamina B3 ), Acido Panthothenico (Vitamina B5), Acido Folico (Vitamina B9 ) Magnesio, Rame e Ferro da poter utilizzare a complemento della ciotola, proprio per raggiungere i quantitativi minimi consigliati di questi elementi… Per conoscere i quantitativi minimi consigliati dalla NRC per il tuo cane in base al peso metabolico puoi usare il software a questo Link.

Valori nutrizionali per 100gr di riso bianco

  • Energia (kcal) 358
  • Proteine (g) 6,5
  • Lipidi (g) 0,52
  • Carboidrati disponibili (g) 79,15
  • Fibra totale (g) 2,8
  • Sodio (mg) 1
  • Potassio (mg) 76
  • Ferro (mg) 4,23
  • Calcio (mg) 3
  • Fosforo (mg) 95
  • Magnesio (mg) 23
  • Zinco (mg) 1,1
  • Rame (mg) 0,21
  • Selenio (µg) 15,1
  • Manganese (mg) 1,04
  • Tiamina Vit.B1 (mg) 0,56
  • Riboflavina Vit. B2 (mg) 0,05
  • Niacina Vit. B3 (mg) 4,11
  • Piridossina Vit. B6 0,17
  • Acido Folico Vit. B9 (µg) 225
  • Acido panthothenico Vit. B5 (mg) 1,29

Conclusioni

Offrire riso ai propri cani si può. Le motivazioni possono variare da caso a caso. Per esempio potremmo avere un cane che fa molta attività fisica, che nonostante i quantitativi offerti di proteine e grassi animali provenienti da carne di muscolo e carboidrati semplici provenienti da verdure e frutta, saranno sufficienti a raggiungere i requisiti nutrizionali… potremmo assistere comunque ad una perdita di peso consistente. In quel caso l’utilizzo di carboidrati complessi potrebbe rappresentare un vantaggio.

Al contrario sarà da evitare nei casi di obesità, in caso di cani diabetici ed in tutte quelle occasioni cliniche che sarà cura del nostro medico veterinario di fiducia indicarci nel caso si abbia un cane con problemi medici.

50 grammi di riso crudo sono il contenuto di una tazzina
50 grammi di riso crudo sono il contenuto di una tazzina

Le dosi saranno sempre variabili, come abbiamo visto, sia in base all’abitudine del cane che in base alla razza. Lo studio che abbiamo nominato ad inizio articolo teneva conto proprio di come le razze nordiche (come il Siberian Husky) avessero una capacità di amilasi pancreatica ridotta rispetto ad altre razze. Se a questo ci uniamo la possibilità di avere un cane proveniente anche da incroci con razze selvatiche africane o cani lupo come il Cane Lupo Cecoslovacco il cui corredo genetico è proveniente dal Pastore Tedesco e dal Lupo (vero) Cecoslovacco ci rendiamo conto che tale capacità di amilasi si riduce ancora di molto. Dunque la dose è soggetto-dipendente, sarà al nostro occhio valutare quanto e quando inserire questo alimento nella dieta del nostro cane, facendoci aiutare eventualmente da una figura come il nostro veterinario di fiducia o il nutrizionista. Ma anche senza queste due figure (importantissime) sapremo valutare se il riso passa indigerito attraverso l’organismo del nostro cane, ritrovandolo intatto nelle feci o qualora per osmosi si procurasse diarrea per difficoltà di digestione ed allora sarà evidente che ne stiamo offrendo troppo…

Se non ti piace l’idea di dar da mangiare riso, pasta e patate al tuo cane… beh non sei costretto a farlo, come dicevamo non è strettamente necessario. Ma assicurati che il quantitativo di alimenti che offri sia sufficiente sia dal punto di vista energetico, che del fabbisogno calorico, che dei minimi quantitativi di minerali e vitamine. Questo lo puoi ottenere anche con il corretto apporto di carboidrati semplici come le verdure.

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Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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