Il linguaggio degli odori. Comunicazione Cinofila PARTE 5

Eccoci ad una delle parti relative al linguaggio dei cani più di “nicchia” se vogliamo. Il linguaggio degli odori è un aspetto della comunicazione cinofila che conosciamo un po’ tutti, ma raramente viene approfondito. Questo perché come dicevamo “nelle puntate precedenti”, è un mondo che un po’ ci esclude… come uomini, così lontani dalla nostra forma ancestrale di animali ricchi di istinti.

Il linguaggio degli odori per un cane è la comunicazione fondamentale

E’ un tipo di comunicazione che tra uomo ed uomo abbiamo ed usiamo in maniera piuttosto blanda. Si, è stato dimostrato come anche nelle relazione tra uomini l’odore dell’altro, i feromoni, abbiano una qualche influenza, ma al di là del fatto che con i deodoranti ed i profumi, ci inganniamo facilmente. Siamo molto scarsi ad usare quello che per i nostri cani rappresenta invece una forma di comunicazione fondamentale…

Parecchi studi vi sono stati sull’interazione uomo-cane sui comportamenti visivi, di comunicazione verbale e gestuale. Ma ben pochi invece su quello che è il linguaggio degli odori.

E ovvio che nella co-evoluzione con l’uomo, come abbiano imparato a guardarci negli occhi e nella parte sinistra del volto, come abbiano imparato le nostre mimiche facciali ed ad interpretare il nostro tono di voce… abbiano anche imparato a riconoscere tutta quella serie di segnali chimico-odorosi che il nostro corpo esprime.

Si. Certo che lo hanno fatto. Solo che per noi si tratta di una “lingua” sconosciuta e, come dicevo, raramente studiata.

L’olfatto… una marcia in più

Non è raro vedere cani senza udito o senza vista deambulare e vivere in maniera molto più autosufficiente che non nel caso contrario, ovvero se fosse un uomo ad avere questi deficit. Consideriamo che il cane nasce senza senso dell’udito e della vista, ma con il senso dell’olfatto già attivo.

Un cucciolo di pochissimi giorni allontanato dalla madre e messo in mezzo tra la madre ed un’altra cagna , non avrà difficoltà a strisciare verso la propria mamma, riconoscendone l’odore (grazie all’organo di Jackobsen).

Il fatto che i cani abbiano una potenza di gestione degli odori da 10.000 fino a 100.000 volte più di noi, lo lascia un argomento per cani soltanto… Ma in realtà le curiosità che addentrandoci nell’argomento potremmo scoprire possono essere alquanto interessanti.

Il linguaggio degli odori per il cane

Al giorno d’oggi, dicevamo, è poco studiata questa capacità dei cani di comunicare tramite il mondo degli odori. Si, conosciamo quanto sia potente il senso dell’olfatto nei nostri cani e spesso lo sfruttiamo a nostro vantaggio…

Il linguaggio degli odori nella capacità olfattiva dei cani è stato oggetto di selezione

Lo abbiamo fatto per millenni. Li abbiamo anche selezionati in base a questa loro capacità e caratteristica. Ma sappiamo esattamente quello che un cane percepisce quando ci annusa? Si sente dire spesso, I cani sentono la paura! I cani avvertono chi gli vuole bene! E si, lo sentono, lo avvertono e non solo questo.

Conosciamo un cane.. la buona educazione

Conosciamo l’educazione che implica l’incontrare un cane sconosciuto a casa sua?? Semplice… farsi annusare… faremmo bene a farlo, perchè dimostrerebbe il nostro lato “social” nel mondo cinofilo.

Considerate che un cane scontroso, un cane antisociale, un cane che non fa amicizia con altri cani è sempre restio a farsi annusare, a volte se non può proprio evitare si siede addirittura per non farsi annusare bene…

Dunque il passo per essere educati con un cane che non si conosce, soprattutto se stiamo entrando nel suo territorio è quello di farsi odorare. La “buona educazione” cinofila vuole che si permetta al cane di impiegarci tutto il tempo che ritiene necessario per annusarci. Una volta soddisfatto ce lo farà sapere semplicemente allontanandosi (magari per poi ritornare subito ancora incuriosito, ma già il primo allontanamento ha sentenziato: <ok puoi entrare>). Ma fino a quando il cane ci annusa con insistenza non sarebbe educato “scavalcarlo” ed entrare in casa sua.

Questo perchè il cane non vuole solo sapere che odore abbiamo, se abbiamo messo il profumo Trussardi o ChanelIn realtà il cane quando lo incontriamo per la prima volta in casa sua ci fa un checkup completo!!!

La potenza del messaggio odoroso

La peculiarità del messaggio odoroso, quello che spesso lasciano i nostri cani sia maschi che femmine è quella di comunicare con uno o più individui senza la necessità di incontrarsi…

Le femmine, se non molto dominanti, “non dicono spesso ed a tutti dove abitino“… tranne quando è il momento in cui “natura chiama” e l’istinto dice loro di far sapere a tutto il vicinato che sono pronte per l’accoppiamento. Questo lo dicono attraverso le secrezioni vaginali e l’urina e chiaramente è uno di quei messaggi a cui i maschi danno MOLTA importanza.

Per un cane marcare un albero è come lasciare un messaggio nel linguaggio degli odori

Quindi ribadiamo che la potenzialità delle marcature o delle pipì e feci lasciate sul territorio è la non necessaria presenza dei due individui contemporaneamente, i quali possono comunicare senza dover essere presenti nello stesso istante. Le marcature servono proprio a questo ed è un metodo estremamente efficiente poiché gli odori persistono nell’ambiente.

La gara di chi la fa più lontano

Un cane maschio che fa la pipì su un palo o su un albero dove prima l’ha fatta un altro maschio, tenterà di superare in altezza la pipì dell’altro (a volte quasi perde l’equilibrio). Ma non è che chi la fa più in alto è un dominante o controlla, è piuttosto una volontà, un desiderio di dimostrare questa voglia di superiorità…

Un maschio interessato alla pipì di una femmina in calore, probabilmente lascerà il suo “biglietto da visita” accanto o sopra la pipì della corteggiata…

Uno degli atteggiamenti che attribuiamo alle marcature è il rotolarsi con la schiena e strofinarsi con il muso, la faccia e tutto il corpo che il nostro cane fa. A volte sulle marcature o sull’urina e feci di altri cani o altri animali. Questo sembrerebbe essere un ancestrale comportamento legato nel DNA del cane come quello di girare più volte su se stesso prima di sdraiarsi. Diciamo che lo hanno ereditato dai lupi ( o forse da un comune parente 😉 ), ma se i lupi lo fanno sulle tracce odorose di un preda, per comunicare agli altri appartenenti del branco informazioni relative alla preda (tipo, età, stato di salute)… nei cani domestici è soltanto un retaggio del passato da selvatici che è rimasto in loro e non è utile nei termini evolutivi… o forse ci sfugge qualcosa?!

Camuffare il proprio odore, tentre di coprire quello di un altro individuo… Le cosidette marcature. Le telecamere nei boschi spesso riprendono animali delle più disparate specie marcare con l’urina e rotolarsi in un punto dove poco prima un altro animale aveva fatto la stessa cosa ( e parliamo di specie diverse come cani, cervi, volpi e cinghiali)

Cosa odorare?

Quando invece gli animali si incontrano fisicamente allora, insieme a tutte le altre componenti del linguaggio che abbiamo visto sino ad ora (linguaggio del corpo + energia + sguardo + vocalizzazione + comportamenti stereotipati + odori), il linguaggio degli odori viene sfruttato al massimo.

Annusano la bocca ed il naso, perché le mucose anche del naso trattengono particelle minuscole di ciò che il cane ha annusato e dunque chi annusa riceverà quelle informazioni relative anche a cosa ha mangiato ed annusato l’altro…

Con il linguaggio degli odori i cani si conoscono

In ogni caso, sia nell’uomo che negli altri cani, il cane prediligerà annusare alcune aree del corpo specifiche.. si, anche negli umani. Questo perché parti diverse del corpo sembra che rilascino odori e comunicazioni diverse e specifiche. Interessante vero? Abbiamo sempre pensato al cane che annusa il culetto dell’altro cane, ma non avevamo mai pensato che alcune parti del nostro corpo potessero essere deputate a “trattenere” informazioni diverse.

Gli odori sono prodotti da diversi tipi di ghiandole situate in queste aree, in particolare quelle situate all’angolo della bocca, nei padiglioni auricolari, nelle ghiandole prepuziali e vaginali e nelle sacche anali. Il particolare interesse mostrato nell’annusare queste aree suggerisce che i cani possono ottenere informazioni diverse dalle regioni investigate, che possono produrre odori diversi.

Articolo su PubMed
  • Le parti del corpo “investigate” negli altri cani sono solitamente le aree del viso, del collo,la bocca ed il naso, la zona inguinale e perianale.
  • Le parti del corpo “investigate” negli uomini e soprattutto nei bambini sono il viso e gli arti superiori oltre ai genitali.

I “superpoteri” nel linguaggio degli odori… L’organo di Jacobsen

L’organo di Jacobsen è una parte speciale dell’apparato olfattivo del cane situato all’interno della cavità nasale e si apre nel tetto della bocca dietro gli incisivi superiori. Questo straordinario organo funge da sistema olfattivo secondario progettato specificamente per la comunicazione chimica. I nervi dell’organo di Jacobsen portano direttamente al cervello e sono diversi dagli altri nervi nel naso in quanto non rispondono agli odori ordinari. In effetti, queste cellule nervose rispondono a una gamma di sostanze che spesso non hanno alcun odore. In altre parole, lavorano per rilevare odori “non rilevabili”


Why Dogs Sniff Butts | VCA Animal Hospital
vcahospitals.com

Non solo i cani possiedono questo Organo Vomeronasale , ma anche altre specie animali. Spesso usato per rilevare i feromoni e dunque rilevare possibilità di accoppiamento. Quando il cane arriccia le labbra allargando le narici, apre l’organo di Jacobsen, dunque aumenta l’esposizione della cavità nasale alle particelle odorose presenti. attiva i superpoteri 🙂

La scienza a confronto

Analizzando il linguaggio dei cani, abbiamo spesso parlato di emisferi del cervello che si riflettevano sul corpo del cane e dell’uomo. Vedevamo per esempio come lo scodinzolare a destra o sinistra rifletteva (o rispondeva ad un atteggiamento osservato) di felicità o di preoccupazione. Di come il cane guardasse il nostro sguardo, i nostri occhi e si concentrasse su un lato specifico del nostro volto…

Per quanto riguarda il linguaggio degli odori e dunque le narici usate per l’olfatto è stato recentemente dimostrato che in base al contenuto emotivo degli odori contenuti in un’informazione rilasciata dalle secrezioni perianali, interdigitali e salivari, il cane si concentri di più annusando con la narice destra o sinistra. A differenza di quello che abbiamo evidenziato e discusso negli altri capitoli di questa saga qui l’uso della narice sinistra è collegata all’emisfero sinistro del cervello. Infatti se essi annusavano ad esempio un cane che aveva subito un evento negativo il cane indagava usando solo la narice destra.

Dato che le vie olfattive neurali ascendono ipsilateralmente al cervello, l’uso della narice destra riflette una principale attivazione dell’emisfero destro Ancora una volta, questi risultati supportano il ruolo principale della parte destra del cervello del cane nell’analisi di chiari segnali che destano interesse”.

Communication in Dogs. Marcello SiniscalchiSerenella d’IngeoAngelo QuarantaMichele Minunno

Diverse narici per diversi soggetti

La cosa particolare, che è stata comprovata in uno studio, è come nell’annusare gli uomini che avevano avuto esperienze di paura e comunque negative nei cani sia stata osservata una distorsione nell’uso della narice sinistra (cioè l’attività dell’emisfero sinistro). Quest’ultimo dato è alquanto peculiare perchè suggerisce che i segnali chimici odorosi che comunicano emozioni conspecifiche ed eterospecifiche usano diversi percorsi sensoriali.

Assurdo eh?!

Praticamente uno studio di un gruppo di ricerca (Siniscalchi et al. 2016) ha esaminato le asimmetrie nell’uso delle narici mentre i cani erano esposti a diversi stimoli emotivi. Gli stimoli emotivi erano odori umani (vale a dire campioni di sudore ascellare) e canini (cioè secrezioni perianali, interdigitali e salivari) prodotti in diverse condizioni emotive (paura, gioia, stress). Questa ricerca ha rivelato che l’uso della narice durante la cattura di odori canini e umani variava sistematicamente. In particolare, i cani usavano costantemente la loro narice destra (emisfero destro) per indagare gli odori di altri cani raccolti durante una evidente situazione stressante. D’altra parte, hanno preferito usare la narice sinistra per gli odori umani (emisfero sinistro) raccolti durante situazioni ugualmente di paura e stress.

Il mio cane odia i Veterinario?

Il cervello del cane lavora per associazione e per causa/effetto. Anche l’associazione di odori ad esperienze fa parte di questo meccanismo. Dunque se ha conosciuto una persona il cui odore (della persona così come del luogo) è stato associato ad un evento negativo, quello sarà il ricordo che porterà con se e dunque assocerà al momento di rincontrare la stessa persona o odore… Avrete ben presente la scena del cane che davanti al veterinario entra in panico o che si aspetta il biscotto dalla nonna, perchè ogni volta che la incontra lei glielo da?

Non stresseremo mai abbastanza nell’importanza di abituare il cane sin da cucciolo ad essere manipolato e di non fargli associare il nostro stato di preoccupazione o paura nello studio veterinario. Anzi un bel biscottino ed un pò di gioco, per associare positività al momento della visita veterinaria.

[…] inoltre, altri risultati mostrano che i cani possono estrarre e integrare informazioni sensoriali-emozionali bimodali. In effetti, i cani hanno guardato significativamente più a lungo verso l’espressione di volti umani (felici / giocosi contro arrabbiati / aggressivi) che erano congruenti in valenza espressiva a vocalizzazioni positive o negative (). Inoltre, ci sono indicazioni che i cani, oltre a riconoscere le emozioni umane, adattano il loro comportamento in base all’emozione espressa (). Sono sensibili e rispondono di conseguenza alle differenze nel contenuto emotivo di una voce (gentile o aspra) usata dagli esseri umani nei compiti di obbedienza ().

Albu-querque et al. 2016 – Merola et al. 2012, 2013 – Fuku-zawa et al. 2005

Ecco cosa ne pensate se a questo ci aggiungiamo anche la loro capacità di sentire se abbiamo paura, se siamo felici, se siamo persone empatiche o se siamo fredde. Se abbiamo appena avuto una bella esperienza oppure un’esperienza che ci ha turbato? Eh si… altro che lettura del palmo della mano 🙂

Con il linguaggio degli odori i cani ci leggono dentro meglio di un sensitivo

Lo studio (italiano)

Di studi sulle capacità dei cani nel riscontrare i livelli di adrenalina oppure ossitocina o altri ormoni nell’uomo ne abbiamo già elencati diversi negli altri capitoli ed altri li menzioneremo nel prossimo capitolo di comunicazione cinofila PARTE 6. Dove vedremo la comunicazione del linguaggio degli odori anche da parte dell’uomo che vuol parlare al cane.

Ma non ci esimiamo di citarne qualcuno anche in questa occasione. In particolare vorrei proporvi lo studio: Trasmissione di informazioni emotive interspecifiche tramite segnali chimici: dall’uomo ai cani (Canis lupus familiaris)

Interspecies transmission of emotional information via chemosignals: from humans to dogs (Canis lupus familiaris)

Può il cane riconoscere l’odore della paura? E quello della felicità?

Come ben sappiamo i nostri cani sanno leggere molto bene il nostro linguaggio del corpo, le nostre espressioni facciali, il tono della nostra voce e sanno decifrare tutte queste informazioni della nostra comunicazione ed accorgersi anche se esse sono in contrasto l’una con l’altra.

Vi sono due teorie del perché i cani siano così bravi a seguire i nostri gesti ed il nostro modo di comunicare. Uno è quello che si siano selezionati nel tempo con questa capacità nella fase di co-evoluzione con l’uomo e l’altro è quello che nella fase di crescita da cucciolo ad adulto, vivendo a contatto con ‘uomo essi imparino. Beh entrambe potrebbero essere vere e non escludersi a vicenda come teorie. E se anche il mondo dei segnali chimici fosse incluso? Se si fossero evoluti per riconoscere il nostro linguaggio degli odori?

Come si è svolto l’esperimento?

Lo studio si è focalizzato sulla trasmissione di stati emotivi dall’uomo ai cani attraverso gli odori del corpo umano prodotti durante la felicità e la paura di volontari che hanno guardato dei video che inducevano questi due stati (astenendosi nei giorni precedenti al consumo di alcool, sigarette ed evitando eccessivo sforzo fisico). Si è svolto nell’Università di Napoli “Federico II” in uno spazio dove i cani potevano muoversi liberamente alla presenza del proprietario e di uno sconosciuto.

Un totale di 40 cani (17 maschi e 23 femmine) di Labrador e Golden Retrivers sono stati esposti in maniera casuale alle tre condizioni odorose:

  1. Felicità.
  2. Paura.
  3. Vuoto (controllo).

Il cane, monitorato con un cardiofrequenzimetro, ed il padrone sono in una stanza dove è presente anche una persona sconosciuta che inizialmente non interagisce con il proprietario o il cane e legge una rivista. Dopo che il cane si è rilassato (dall’eccitazione del nuovo ambiente) gli è stato presentato per due minuti un’odore (dei tre) sconosciuto alle due persone presenti (così da non poter influenzare accidentalmente il cane)

Cosa si voleva osservare?

Lo scopo era quello di vedere se quando i cani venissero esposti all’odore umano prodotto da una persona in stato di paura o di felicità questi mostrassero delle differenze di comportamento sociale tra il “proprio” umano e lo sconosciuto.

Quindi si sono monitorati e classificati tutti quei comportamenti come la risultante del cardiofrequenzimetro, l’avvicinamento, l’interazione e l’osservazione nei confronti dell’apparato odoroso, del proprietario e dello sconosciuto. Sono state osservate e registrate frequenza e durata di comportamenti stressati (vedi figura sotto).

Cosa ci si aspettava?

Che i cani manifestino una sorta di attaccamento come i “figli alla mamma” con gli appartenenti al proprio branco/famiglia è palesemente davanti agli occhi di tutti. Che in condizioni di stress o di preoccupazione cerchino la figura del proprietario è anche questo palese. Ma… questo stesso attaccamento lo dimostrano anche se esposti “all’odore della paura”?

Con l’esperimento ci si aspettava di osservare che il cane esposto all’odore della paura si mostrasse più attaccato al proprio umano e che invece esposto all’odore della felicità fosse più sicuro nell’ambiente e più ben disposto verso lo sconosciuto…

Il risultato

Alcune curiosità sul linguaggio degli odori

  • I cani maschi possono riconoscere i parenti, probabilmente per evitare la consanguineità (Hamilton e Vonk 2015);
  • Possono discriminare gli odori da diverse parti del corpo dello stesso figlio o da gemelli umani (Hepper 1988; Schoon e De Bruin 1994);
  • È stato dimostrato che gli odori sociali attivano in modo differenziato aree cerebrali specifiche nei cani, come il nucleo caudato (Berns et al. 2015), che è coinvolto in aspettative positive . Il nucleo caudato di un cane si attiva più fortemente quando viene esposto all’odore corporeo di un essere umano o cane familiare rispetto agli odori di un cane essere umano sconosciuto (Berns et al. 2015) che suggerisce un risposta emotiva positiva all’odore di un essere umano familiare (Panksepp 2004; Beko ff 2007).
  • Vi sono cani addestrati a rilevare il cancro del colon dal semplice respiro delle persone o dalle feci con elevatissimi livelli di precisione, anche quando i tumori si trovano allo stadio iniziale. Altri cani sono stati addestrati a riconoscere la presenza di tumore ai polmoni solo dal respiro del paziente. Con campioni di urina li si è potuti addestrare a rilevare il cancro ovarico o il carcinoma prostatico.

Conclusioni

Il linguaggio degli odori di un cane è una delle sue forme più importanti e complesse che rappresenta un iceberg di conoscenze che al giorno d’oggi noi possiamo soltanto scoprire in piccolissima parte.

Come abbiamo detto pochi sono gli studi scientifici mirati sul decifrarne il complesso “vocabolario”, ma possiamo senza ombra di dubbio descrivere il linguaggio degli odori per un cane come il linguaggio della parola parlata per gli uomini.

Ed a proposito di uomini e di come ci esprimiamo noi nei confronti del nostro cane (o meglio come dovremmo)… beh questo sarà l’argomento del prossimo articolo. Articolo che per questo mese conclude la saga dedicata alla comunicazione prima della pausa solita che mi vedrà tornare alla mia città di residenza a godere dei miei cani e della mia famiglia dopo un altro turno di lavoro nel paese delle volpi artiche 🙂

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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