Il mio cane ringhia e morde. Comunicazione canina o altro?

Al giorno d’oggi siamo molti ad amare i cani e non potrebbe essere altrimenti considerata la co-evoluzione dell’uomo e cane negli ultimi millenni. Quando ne vediamo uno per strada, spesso non riusciamo a trattenerci, però alla domanda <Posso accarezzarlo?>, rivolgendoci allo sconosciuto proprietario del cane, veniamo bloccati o perché il cane ringhia o perché il proprietario ci dice: <No! Lui “purtroppo” morde!>

Ci verrebbe subito da catalogare il cane dello sconosciuto come un cane aggressivo. Ma lo è davvero??

Il cane ringhia. Comunicazione canina

Cos’è il ringhio? Il cane ringhia per esprimere una serie di stati d’animo, di dimostrazione di intenti, di avvertimento, di gioco. Tutto in una modulazione del ringhiare che per l’uomo non è sempre facile interpretare, ma per un altro cane si. Fondamentalmente un ringhio di protezione o di aggressività o di gioco si pensava variasse nella sua frequenza (onde sonore) e capacità di dispersione, fino a qualche tempo fa. Ma non vi sono studi che confermino questo. Invece si tende a credere che un ringhio aggressivo sia più prolungato in termini temporali di uno di gioco. Inoltre l’uomo sembrerebbe percepire più aggressive le tonalità di ringhio provenienti da cani con corporatura più massiccia…

Faccio un esempio pratico: Ho portato il nuovo cucciolo di nome Ciccio, trovatello di appena 3 mesi, a casa. Conscio di come un approccio tra il nuovo cucciolo ed ogni singolo cane già presente in famiglia vada fatto (leggi l’articolo: come presentare il nuovo cucciolo al cane di casa), ho eseguito le presentazioni come da “manuale”, presentandolo subito ad Ombra, la femminuccia di casa (Pastore Tedesco).

Una volta entrati nel terrazzo di casa Ombra ha ringhiato al cucciolo con il pelo irto sulla schiena… 😮 . Se avessimo interpretato quel ringhio come un segnale di aggressività, li avremmo subito divisi. Invece siamo riusciti ad interpretare perfettamente quel ringhio per quello che voleva essere: <Sono eccitata, non vedo l’ora di giocare con te… guarda ti attacco, no scappo, facciamo un po’ per uno?!>

Il cane ringhia anche per gioco
Ombra e Ciccio a casa dell’autore

Dunque? Non sempre un ringhio equivale ad un segnale di aggressività, per Ciccio capirlo è stato facile, lui la diversa modulazione vocale del ringhio la capisce bene. Per noi umani invece è facile interpretare male, soprattutto se si ha poca esperienza, e se non si sa leggere tutto l’insieme dei segnali che un cane continuamente invia.

Ricordo che la troppa eccitazione durante il gioco può sfociare in rissa. La supervisione è d’obbligo ed il proprietario deve essere capace di smorzare l’entusiasmo quando il livello risulta troppo elevato e lo ritenga necessario.

Ma se il cane ringhia per avvertimento?

Quando il cane ringhia può essere che lo faccia per avvertimento. <Ma avvertimento di cosa? E’ arrivato dal nulla il suo ringhiare! > Affermazione alquanto stupida. Diciamoci la verità prima che il cane ringhi per avvisare noi o un suo simile, di segnali ne invia parecchi, tutti diversi. Per questo se le gerarchie di casa sono già stabilite è più facile assistere ad un cane che ringhia ad un umano, piuttosto che ad un suo simile. Un altro cane, se non vuole sfidare (credendosi magari più forte), “ascolterà” la comunicazione preventiva non vocale e si eviterà di arrivare al punto in cui sia necessario “vocalizzare” con un ringhio, l’avvertimento. L’uomo invece spesso ignora tutta la comunicazione precedente al ringhio costringendo il cane ad essere più “chiaro” ringhiando. Praticamente li forziamo spesso e volentieri ad una escalation comunicativa.

Ma perché il cane ci comunica ringhiando?

Il cane ringhia probabilmente perché abbiamo ignorato che prima di ringhiare, lui ci abbia parlato dimostrandoci tutta una serie di segnali fisici che variano da:

  • (Se posso scappo) altrimenti…
  • Evito lo sguardo fisso
  • Tengo la bocca ben chiusa
  • Mi appiattisco “scartando lateralmente” e allontanandomi da te
  • Tiro indietro le orecchie
  • Arriccio un po’ il naso
  • “Borbotto”
  • Mi si allargano le pupille
  • Vedi il bianco dei miei occhi
  • Mostro i denti e ringhio
Prima di ringhiare e mordere il cane ci avvisa

Spesso sentiamo dire che i cani piccoli come i Chiuhuahua siano i più pestiferi ed i più aggressivi. Beh sembrerebbe essere così, ma se lo chiedete a loro probabilmente vi risponderanno: <E’ il mio umano che mi ha costretto ad esserlo!>

La taglia influisce?

Ricordiamoci che il comportamento di un cane è solo in parte determinato dalla sua selezione genetica, l’altra parte è ambiente ed educazione ricevuta.

Diciamoci la verità, lo si vede spesso: Se un Rottweiler ringhia si corre ai ripari con un po’ di preoccupazione, se lo fa un volpino, forse ci si fa una bonaria risata….

Per cui la taglia influisce? A volte Si! Perché vivere con un cane di piccola taglia ci porta ad essere più propensi nel viziarlo ed umanizzarlo (“antropomorfizzazione”). Spesso lo desideriamo proprio per questo… Ma non dargli le giuste direttive disciplinari, che invece daremmo ad un cane la cui aggressività comporterebbe un problema rilevante (per l’entità dell’eventuale danno), li rende cani senza limiti, barriere e sicuri di potersi permettere tutto perché sono loro che dettano le regole di casa e non vengono adeguatamente corretti…

Dall’altro lato però spesso la situazione è diametralmente opposta. Ovvero sono cani che esprimono un forte disagio. A volte è noia, a volte è timidezza a volte è vera e propria paura. Consideriamo che sono cagnolini che stanno bene in borsetta, ma non sono peluche.

Spesso questi cani, loro malgrado, evitano di essere espliciti nella comunicazione di questi disagi. A volte invece siamo noi che non capiamo proprio tutta l’escalation che dal girarsi dall’altro lato, tremare, appiattirsi arriva al ringhio e forse anche al morso. Ma, “parlando” con loro si capisce che abbiano ragione a dire <Il mio umano mi ha costretto a farlo!>

Il mio cane ringhia e attacca gli altri cani per strada

Escludendo problematiche comportamentali derivate da: Traumi da cucciolo con cani più grandi, scarsa o nulla socializzazione. Il cane potrebbe ringhiare ed attaccare altri cani guidato da un forte istinto predatorio; ma in questi casi raramente si parla di aggressività del cane. Potrebbe essere frustrazione per la voglia di giocare ed il non riuscire ad arrivare neppure a conoscere l’altro cane. A volte la frustrazione viene “reindirizzata” su altri cani o persone o cose che si trovano accanto, per non poter raggiungere l’oggetto o il cane di fronte. Spesso si tratta solo di timore ed insicurezza. Non mancano i casi in cui in casa si considera leader ed il proprietario un gregario ed uscendo la tendenza è quella di proteggere il proprietario da possibili rischi causati da altri cani, persone e qualunque cosa possa ritenere una minaccia. (se così è vuol dire che non ha neppure la stoffa per essere leader, ma che è stato costretto perché in casa nessuno lo ha saputo ricoprire quel ruolo).

Si lo so ha paura, ma solo se lo bacio si calma

Riporto il commento che detti in una situazione analoga al titolo di questo paragrafo per esprimere meglio come la penso. La signora diceva: <Il mio cane abbai per strada a tutti perchè ha paura, e la gente mi insulta dicendo che è aggressivo. Ma solo io so che è stato maltrattato> Ed uno dei commenti dava il messaggio più sbagliato che si potesse dare cit. : <E’ vero, solo chi ha adottato come noi ed è pratico capisce.. la mia trema, ma io la bacio e la rassicuro poi passa. Tu amala e basta e fregatene degli altri>

QUOTE: Vedo nei commenti molta solidarietà da parte di chi si trova nella stessa situazione. Io però vorrei invitare tutti quanti ad una riflessione in più. Avere un cane pauroso e che per timore reagisca abbaiando e cercando di intimorire o far allontanare la persona, l’oggetto o il cane (eccetera) di cui ha paura, non è un qualcosa di cui vergognarsi o doversi giustificare.
Ma nonostante la timidezza, le fobie e le paure siano quei tratti comportamentali più difficili da risolvere, perchè di questo si tratta e non di aggressività.. io fossi nei tanti proprietari di cui ho letto i commenti, mi farei due domandine sul corretto modo di aiutare il mio cane a superare tutto questo “vivere nella paura” che dichiarate.

E vi assicuro che non è che lo aiutiate usando la psicologia umana e dunque non è come un bambino che va rassicurato, abbracciato coccolato e sbaciucchiato per farlo calmare.
Dovreste usare più la psicologia canina e capisco che questo possa essere difficile, per chi non è pratico, ma sarebbe questo ciò di cui il vostro cane avrebbe di bisogno.
Una figura forte e calma, sicura e protettiva, piuttosto di una (non biasimabile) figura che si dispiaccia per lui, che si dimostri piena di affetto ed amore (che sono espressioni di energia debole), ma cercando di confortare quel momento, in realtà amplificandolo dicendo espressamente al cane : <Si tesoro abbaia, anche io ho paura e tu stai facendo bene>. Perchè questo è il messaggio che lui interpreterà…

Potete, anzi DOVETE dispiacervi, ma non dimostrateglielo. Non temete non vi porterà rancore per questo anzi, tutt’altro… (ricordate psicologia canina non umana)

E credetemi che forse a voi sembrerà che il cane si calmi sbaciucchiandolo e dimostrandogli affetto ed amore, ma non è così.
Per chi fa commenti per strada, senza conoscere il cane, il suo stato d’animo e le motivazioni e si permette di essere offensivo… beh lasciateli pure nella loro aura di “onniscenza” e fregatevene, ma dovete convenire con me che dovrete lavorare anche sul vostro modo di approcciarvi al vostro cane, perchè solo voi potete aiutarlo, lui da solo è ormai entrato in un circolo vizioso di paure e risposte causa effetto (abbaio/si allontanano), avallate dalle vostre coccole, e non potrà uscirne da solo.
E se volete bene al vostro cane (e sicuramente più di voi non gli potrà volere bene nessuno) lavorate su voi stessi per aiutare così il vostro cane e fargli vivere una vita migliore con meno ansia, meno stress, meno…paura

Concludo dicendo che capisco che sapere che il cane abbia subito maltrattamenti o venga da situazioni poco felici ci possa far empatizzare ancora di più con lui e rendere ancora più difficile quel sano comportamento di figura leader calma e composta. Ma non “antropomorfizzateli” più di tanto (buono per noi, meno per loro).

Per loro buttarsi tutto alle spalle ed andare avanti è molto più facile di ciò che crediamo, hanno solo bisogno del nostro aiuto, che non è amarli soltanto all’umana maniera. Con la nostra psicologia umana ci sembra quasi impossibile sia così… ma… non sono umani, sono migliori… sono cani ❤️❤️

UNQUOTE

Consideriamo di più le loro necessità

Non sono peluche!!! Eppure spesso li trattiamo come se lo fossero. Non li facciamo socializzare da piccoli con altri cani anche di taglia diversa, non diamo loro il giusto movimento fisico e stimolo mentale. Eppure li esponiamo a situazioni stressanti, situazioni che li annoiano, li intimidiscono o addirittura terrorizzano. Forzandoli ad essere accarezzati da persone che non conoscono e non sanno approcciarsi, che se è il caso li intimidiscono o terrorizzano. Forzandoli a situazioni di caos, (supermercato, traffico cittadino) senza essere stati abituati gradualmente.

Avere un cane socializzato non vuol dire avere un cane con una vita sociale. Significa che nel periodo dalla seconda settimana di vita fino alla tredicesima ha avuto modo di socializzare (conoscere, annusare, giocare) con persone diverse (adulti con cappello, bastone, ombrello, divisa, chiassosi bambini), cani diversi (per razza, sesso, taglia) e stimoli vari (aspirapolvere, rumori di strada, motorini, macchine in movimento etc etc). E’ una fase delicata dello sviluppo psicologico e sociale di un cane.

Una nostra lettrice alleva (anche) Chiuhuahua. Al di là dell’evidente bellezza e selezione dei soggetti, lei ha l’abitudine di far interagire i piccoli (all’età giusta) con la corretta socializzazione a cani ben più grandi, rumori, traffico, persone.
I suoi cuccioli partono, al momento di essere adottati, con una “marcia in più”… https://www.villandrei.it

La socializzazione questa importantissima fase della crescita del cucciolo
 Allevamento Villa Andrei Pastore Tedesco 
Allevamento Chihuahua di Villa Andrei

Il mio cane ringhia e attacca persone, bambini e cani per strada

Nel caso in cui attaccare sia indistintamente un atteggiamento contro tutto e contro tutti allora le basi della ragione perchè il cane attacchi vanno ricercate più su una causa interna allo stato del cane ed alla relazione con la famiglia, piuttosto che ad una semplice conclamata aggressività intraspecifica (cioè solo con altri cani). Riporto il caso di una signora il cui cane mix Amstaff (la mamma)-Pastore Tedesco (il papà) raggiunta l’età matura di 14 mesi da cane buono e dolce con tutti si è trasformato in un cane probabilmente iperprotettivo con i familiari aggredendo chiunque per strada.

Come fatto più su riporto interamente il messaggio dato alla signora che contestualizzandolo è molto più rapido che perdermi in lunghi e contorti paragrafi (già l’articolo è un pò troppo lungo e dovrò spezzettarlo)

Il caso del mix Amstaff / Pastore Tedesco aggressivo.

La signora afferma:

[…] Fin da cucciolo abituato ad altri cani, socializzato moltissimo, lunghe passeggiate e sgambate.Infatti era ipercoccolone. Chiunque vedesse cercava di avvicinarsi per ricevere carezze e si metteva a pancia in sú. In particolare con i bambini.Da circa 1 mese, ringhia a tutti i cani (maschi principalmente) e ho pensato fosse perché crescendo entra in competizione. Comunque ora ha iniziato a ringhiare e abbaiare anche alle persone, bambini compresi.. E non capisco come mai. […] con i miei nipoti non abbaia (tranne se vuole le loro attenzioni), anzi,è proprio cozza. Anche con noi, è molto molto attaccato e cerca sempre contatto fisico.Il problema è tenerlo quando siamo fuori. Non riesco ad ottenere la sua attenzione con NIENTE, ho provato con giochini, cibo, legnetti (i suoi preferiti), un richiamo.. Ma niente. Come posso fare? Lui ha 1 anno e 5 mesi.

Il mio commento:

[…] l’unico consiglio idoneo è quello di farti aiutare dal vivo da una persona di esperienza che sia un professionista serio e bravo.

Mix Pastore Tedesco + Amstaff. Due cani tosti, ma per caratteristiche differenti. Quello che bisogna capire per prima cosa è da dove nasca questa necessità di ringhiare ed abbaiare e attaccare, cani, persone e bambini.

Come era fino a prima di compiere un anno (per il tuo un po’ di più, per alcuni anche 24 mesi), non vuol dire nulla. Era un cucciolo, adesso è un adulto. Quindi dimentica la visione cucciolino buono buono. Pur restando molto probabilmente un cane dolcissimo adesso ha un carattere da adulto, delle necessità da adulto e per necessità intendo anche ormonali, gerarchiche, territoriali e di razza (tra le altre).

La castrazione aiuta?

Alcuni spesso in questi casi suggeriscono la castrazione, ma io al momento ti dico di non prenderla neppure in considerazione come soluzione, perchè prima devi capire quale sia la causa scatenante. Ad esempio se il tutto nasce da una profonda insicurezza del cane allora andando a castrarlo gli elimini la produzione di testosterone che è proprio un ormone che potrebbe aiutarlo nel renderlo più sicuro. Se tu lo togli (il testosterone) aumenta l’insicurezza e dunque aumenta il problema. Ovviamente se il problema è legato alla troppa dominanza di tipo ormonale è l’esatto contrario. Ma PRIMA devi capire se eventualmente può essere un aiuto. E comunque è una cosa da valutare come estremo tentativo (se solo per problema comportamentale).

La genetica

Considerato che l’aggressività si dimostra non solo con i cani, il che mi avrebbe fatto pensare ai geni della mamma come potenziale causa (che non è escluso che comunque abbiano la loro rilevanza), in realtà il comportamento è anche verso persone e bambini. Ammesso che conosca i bambini, con i quali è stato socializzato e con i quali ci vive, ammesso non abbia avuto brutte esperienze in merito, per lui rappresentano persone a tutti gli effetti e dunque non si tratta di istinto di predazione o di mancata socializzazione.

Il che ci porta all’aggressività nei confronti delle persone in generale.

Non dimentichiamo che il problema si vede fuori casa, dove fuori controllo, non segue direttive, non si lascia distrarre dal gioco, non si lascia distrarre dal cibo, non vi ascolta.

Dalla morfologia sembra aver preso molto dalla mamma, per cui con altri cani io “il giochino” di lasciarlo libero insieme ad altri adulti al momento non ci penserei proprio. Ma questo della compatibilità intraspecifica è un qualcosa che sarà possibile vedere in futuro se necessario. Adesso preme un altro problema aggressività verso cani, persone e bambini quando al guinzaglio con voi in passeggiata.

L’istinto di protezione

Tornando al capire le cause (o tentare) che portano il tuo cane a ringhiare ed abbaiare contro le persone per strada, qui penso che sia più l’istinto del Pastore Tedesco ad entrare in gioco. Ma il Pastore Tedesco se ben socializzato non ha interesse ad attaccare persone, l’unica cosa che lo farebbe “mollare” anche a rischio di vita propria è la protezione del suo proprietario (e di se stesso).

Se questo è il caso, ovvero che sia l’indole del PT ad entrare in azione è necessario comprendere se il tutto nasce, da una sua insicurezza determinata da traumi vissuti (anche in vostra assenza), o da carattere del singolo e dunque bassa tempra.

Se di insicurezza non si tratta allora possiamo ipotizzare una protezione nei confronti di chi lo porta al guinzaglio e qui le cause possibili sono due:

  1. Chi lo porta ha un modo di trasmettere insicurezza al cane, tramite guinzaglio, postura, andatura ecc ecc.
  2. Oppure non c’è assolutamente leadership (il caso più comune) ed il cane essendo colui che guida e protegge ma, non essendone capace… perchè l’indole probabilmente (98%) non è del cane cosiddetto alpha (uso il termine solo perchè è divenuto di uso e dominio comune) e dunque la sua guida è più insicura, paurosa, estrema… insomma ci sta male nel ruolo del capo…. e però deve proteggervi contemporaneamente.

Detto tutto questo è più che ovvio che ogni possibile sfaccettatura vada provata e dimostrata, con test controllati (sia come logistica che come lettura delle risposte) e questo lo può fare un educatore osservando il cane ma osservando anche e soprattutto voi. Facendo una anamnesi della situazione ed identificando nello storico del cane eventuali esperienze che abbiano potuto contribuire e dunque propendere già solo con il colloquio per una posizione oppure per un’altra. Sarebbe ad esempio interessante notare come si comporterebbe con degli estranei umani in casa, o se per strada al guinzaglio fosse una persona sconosciuta a portarlo.

La supposizione

Io alla luce della genetica del tuo mix e di come lo hai descritto, dall’empatia estrema che trafila dalle tue parole e la tendenza a proteggerne la sua visione nei nostri confronti ti dico che sarei quasi sicuro che lui in casa sia il padrone del divano, del cibo, delle coccole, e che creda di comandare lui, che in strada sia nervoso e concentrato nel suo lavoro di capo ed in voi vedendo solo debolezza (non quella che intendiamo noi umani) il suo scopo è solo quello di proteggervi contro tutto e contro tutti . Ed essendo un soggetto che il capo non dovrebbe farlo la sua leadership fa acqua da tutti i lati non riuscendo a distinguere la vera minaccia dalla persona che passa accanto.

Il consiglio

Oltre che usare la museruola in strada per un ovvio fattore di sicurezza e affidarti ad un professionista che ti possa aiutare… Io ti consiglio di studiare cosa sia la gerarchia casalinga per un cane, cosa sia la figura del leader del proprietario e di come sia corretto gestire le risorse in casa e dare al cane regole, limiti e barriere…

Il mio cane ringhia e morde. E’ aggressivo in casa!

Ma se questa aggressività avviene tra le mura di casa, con i componenti familiari e si arriva al morso?

Quando dall’avvertimento si passa ai fatti è quando dopo il ringhiare non si è ottenuta una risposta consona ed allora “parte il morso”. All’inizio potrebbe essere solo un pizzicotto, ma l’escalation a lite furiosa è dietro l’angolo. A causarla possono essere tanti fattori, fattori che hanno scatenato la lite (paura, protezione) così come fattori di razza (razze testarde e “fisiche”), di stress e frustrazione (cani che non svolgono abbastanza esercizio fisico e mentale), eccetera eccetera.

Partiamo subito con l’avvertimento che se ci sembra che il nostro cane, così dal nulla, si esibisca in comportamenti eccessivamente aggressivi… Allora le possibilità di un dolore fisico, di un malessere od un problema neurologico sono le prime a dover essere valutate ed eventualmente indagate (il veterinario per questo sarà la figura da contattare).

La leadership casalinga

Appurato che non vi siano problematiche di base di cui sopra sarà allora il momento giusto di rivedere la metodologia di confronto comunicativo che abbiamo con il nostro cane. La leadership che forniamo. Perché il nostro caso potrebbe rientrare tra il ringhio per possessività (l’osso è mio e non si tocca), oppure dominanza (sul divano ci sono io e non mi muovo)…

Se il cane ringhia al momento della pappa, ringhia se vogliamo si sposti sul divano eccetera eccetera, con Tutti i componenti della famiglia, allora si crede il capo indiscusso e la leadership è mancata da parte di tutti i componenti del branco/famiglia. Allora é il caso che si ristabiliscano i ruoli e le gerarchie casalinghe. Il cane ne ha bisogno. Di come fare ne parliamo abbondantemente all’interno del blog (segui i link inseriti nei vari articoli)

Potrebbero essersi formati più “branchi” in casa. Il cane potrebbe formarne uno in cui lui è il capo e la “mamma” è roba sua e poi ci sono “gli altri“.

Questo è quello che spesso succede quando la donna di casa sposta le attenzioni e cure parentali per i i figli umani ormai cresciuti sul cucciolo di casa. Coccolandolo, viziandolo senza impartire alcuna educazione e rispetto dei limiti, giustificandolo sempre perché <e’ piccolino>. Senza accorgersi che potrebbe creare una sbagliata consapevolezza nel cane che tutto gli è dovuto perché è lui che detta le regole del branco, che la “mamma” gli appartiene e gli altri devono semplicemente accettarlo.

D: Il mio cucciolo di Chihuahua ringhia verso di noi. Abbiamo scelto la razza sbagliata?
R: Solitamente la razza c’entra ben poco con il tipo di relazione che il cane instaura con i membri della famiglia. Una giusta leadership e l’assoluta chiarezza nei comportamenti, unita alla presenza di regole ferree, di limiti e barriere (alle quali mai, neppure una volta bisogna, chiudendo un occhio, rinunciare) creano il giusto ambiente in cui tutti i membri del Branco-Famiglia si trovano a loro agio.

Solitamente con le razze piccole e toy si ha difficoltà ad avere una leadership ed impartire un’educazione che fa bene alla relazione in primis, ma anche all’equilibrio e tranquillità del nostro cane. Sono troppo graziosi? Beh leadership non vuol dire violenza, leadership vuol dire essere “genitori” affettuosi ed anche autoritari. Chihuahua o Mastino Napoletano ci devono essere regole, limiti e barriere da rispettare.

Ma se è “socialmente” accettato, se si è disposti a chiudere un occhio per cani come il Maltese o il Barboncino… Ben altra storia è nei confronti del Pastore Tedesco, del Dogo Argentino, del Rottweiler e potremmo continuare a lungo… Ed è effettivamente un MUST, un obbligo morale avere la consapevolezza di ospitare in casa una razza forte. La cui socializzazione, come abbiamo visto, il cui equilibrio la cui serenità dipende anche e soprattutto da una nostra corretta comunicazione con lui.

Altrimenti il rischio di finire in cronaca nera esiste

Conclusioni

Non voglio dilungarmi oltre in questa occasione sulle tecniche, sulla buona educazione e su come evitare determinati comportamenti, lo abbiamo fatto e lo continueremo a fare in altri articoli. Ma concludo riportando la mia risposta in una situazione in cui un uomo consigliava ad una signora, per ovviare a comportamenti non voluti del cane, di essere il Capobranco… L’alpha del branco-famiglia.

La figura del capobranco, l’alpha del branco… espressioni un po’ svalutate nel loro significato che danno quel senso di relax sulle varie problematiche cinofile, be parliamo meglio in questo articolo qui sulla terminologia di alpha, capobranco e cane dominante… Un po’ come dire al nostro amico al bar… <e va beh ma il maschio in casa sei tu e ti devi fare valere>… quando la moglie dimostra molta più capacità di gestione delle risorse familiari, guadagna tre volte tanto ed è l’unica a cui l’intera famiglia possa affidarsi…facile a dirsi.

Insomma, il rapporto con il nostro cane domestico nel branco-famiglia non è relegato al semplice: “seguire la figura del capobranco una volta averglielo detto“. Le dinamiche sono diverse da quelle del capobranco alpha dei lupi a cui spesso li paragoniamo.

La gerarchia all’interno dei branchi di cani è in continua evoluzione il cane non esita a tentare la “scalata sociale” in qualsiasi momento. Perché? Perché è nel suo DNA assicurarsi di seguire un vero leader, altrimenti spetterà a lui il privilegio (onere e dovere). Giusto! Ma le dinamiche del branco di cani sono più “slegate” da quella forma “geriarcale lupesca”. Diverse, non così categoriche, ma comunque presenti…

Per non parlare della diverso atteggiamento nei confronti del branco-famiglia e come viene valutata la figura di leader tra razze lupus e razze aureus.

Negli anni ‟50 il premio Nobel Konrad Lorenz ipotizzò che alcune razze discendessero principalmente dai lupi ed altre dagli sciacalli e in particolare dallo sciacallo dorato C. aureus

Secondo Konrad Lorenz, nel suo “E l’uomo incontrò il cane”, sta proprio qui la differenza tra cani che cercano la figura del capobranco o del genitore. Per Lorenz quei cani che hanno una discendenza dallo sciacallo non avvertono in maniera così forte quel senso di appartenenza al branco. Essi hanno più che altro un morboso attaccamento infantile, risultando infantilmente devoti. Mentre i cani di origine lupina hanno una fedeltà più marcata nei confronti di chi li guida, hanno bisogno di poter contare sulla solidarietà del branco.

Quindi più che spiegargli “chi è che comanda”… è necessario avere un atteggiamento che rifletta tutti i giorni che noi siamo fonte di cibo (Amore), coccole (Amore), ma prima di tutto fonte di protezione (Fiducia) e ferma autorevolezza (Fedeltà). E’ un messaggio che va dato tutti i giorni... Come? Con linguaggio del corpo, energia, regole, limiti, barriere, coccole, attenzioni. E’ uno stile di vita. Un matrimonio con Madre Natura.

E tutto ciò che ci rende compagni, complici, amici, genitori, di questi meravigliosi esseri pelosi a quattro zampe che se ne hanno la possibilità non fanno altro che renderci pieni di affettuosa gioia.

Se ti è piaciuto il mio punto di vista e la pensi come me condivi questo articolo oppure lascia un commento per discuterne insieme.

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

6 pensieri riguardo “Il mio cane ringhia e morde. Comunicazione canina o altro?

  • 9 Marzo 2021 in 11:15 PM
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    Buonasera. Ho un jack Russell di 5 anni. È un cane che nn ama essere sottoposto a comandi, a regole. Da un po’ di tempo quando mio marito si avvicina al divano o al letto lo ringhia e molte volte lo morde. È diventato imprevedibile. Mangia tutto quel che trova e oggi x cercare di non fargli mangiare un oggetto di acciaio (piccolo) ho cercato di levarglielo con la conseguenza che mi ha dato un morso al labbro facendomi una brutta ferita. Con ne nn l’aveva mai fatto. Lo amiamo moltissimo e nn vogliamo prendere in considerazione l’idea di lasciarlo ad altri, però così nn di può andare avanti. C’è da dire che oltre a sgridarlo lo picchio un po’ sul musino. Sbagliato? Consigli su come comportarci. Grazie mille

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    • 10 Marzo 2021 in 6:28 AM
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      Buongiorno Carmela,
      il Jack Russel è un cane da caccia del tipo terrier e come saprai se possiede una marcata memoria di razza, un atteggiamento molto temerario e forte oltre ad una necessità intensa di esercizio fisico. Il comportamento del tuo cane è quello di credere di essere il leader in casa e dunque poter gestire qualsiasi tipo di risorsa, sia essa, divano, cibo, gioco. Dovete interrompere questo suo “lavoro” (fare il capo è un “lavoraccio”) e riposizionarlo gerarchicamente ad un livello più basso, dove dovrà solo seguire la vostra guida. Va da sè che il cane deve essere appagato da sufficiente esercizio fisico, in base alla sua energi.
      Ormai siete arrivati al livello in cui dal ringhio si è passati al morso. Non credo potrai mai ottenere nulla con la violenza, nulla che sia effettivo nell’insieme di tutto il rapporto. Dubito siate decisi con questo picchiare sul musino, sicuramente non vorrete fargli male, ma non ha molto senso ricambiare con la stessa moneta in ogni caso. Un percorso con un professionista potrà facilmente togliervi di impiccio impostando una strategia in cui riprenderete possesso delle vostre cose e riequilibrerete il giusto rapporto. Avere un cane in casa di cui dover aver paura può essere molto stressante, dovrebbe invece essere solo coccole ed accudimento.
      Il professionista con molta probabilità comincerà facendovi fare un dietrofront importante. Togliere tutte le risorse ad uso del cane, completamente e concederle con modi e tempi stabiliti da voi. Non permettergli di salire sul letto o sul divano, gestire il cibo ed i giochi in una determinata maniera, così come coccole e manipolazione. Nessuno dice che il cane non debba salire sul divano, ma solo quando sarà chiaro che la risorsa divano è degli umani. All’interno del blog trovi molti argomenti che trattano leadership e gestione. Te ne “linko” due qui giusto per aiutarti nella loro lettura se ti può interessare approfondire.
      Non esitare a chiedere delucidazioni eventualmente.
      Saluti

      https://alessiopalleschi.com/il-cane-alpha-il-cane-dominante-il-capobranco-labuso-dei-termini/
      https://alessiopalleschi.com/regalo-di-natale-per-cani-questanno-regaliamo-leadership/

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  • 15 Luglio 2020 in 10:47 PM
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    Ciao, abbiamo una maltesina di un anno. Da qualche tempo è diventata piuttosto irrequieta. Ad esempio se è distesa a terra e qualcunole passa vicino inizia a ringhiare piuttosto forte, oppure se è messa vicino a me sul divano anche se non siamo a contatto appena mi muovo per alzarmi lei inizia a ringhiare come infastidita. Ammetto di non sapere cosa fare prima che questo atteggiamento inizi a peggiorare e come correggerlo.

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    • 17 Luglio 2020 in 3:47 PM
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      Ciao Matteo, capita spesso che i proprietari riscontrino un cambio di atteggiamento nei propri cani quando questi superano l’età “adolescenziale” e formano il carattere da adulti. Il periodo varia in base alla razza, ad esempio se parliamo di razze medio/grandi come i Rottweiler, solitamente questo cambio si nota intorno ai due anni di età. Per i Maltesi al compimento dell’anno e facile notare questo cambio. Il compito di noi “genitori/educatori” è quello di stabilire delle regole e delle gerarchie casalinghe e mantenerle attraverso coerenza, esercizio, disciplina e tanto amore. Prova a leggere gli articoli dedicati al’argomento, sono certo che troverai buoni spunti di riflessione e consigli. Te ne indico giusto due come: https://alessiopalleschi.com/regalo-di-natale-per-cani-questanno-regaliamo-leadership/ e https://alessiopalleschi.com/il-cane-alpha-il-cane-dominante-il-capobranco-labuso-dei-termini/ .
      Fammi pure sapere se posso esserti di aiuto ulteriormente 🙂

      Rispondi
  • 10 Maggio 2020 in 11:14 AM
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    Ciao abbiamo un maltese di quasi 2 anni, siamo i dispetati, e bravissimo giocherellone, ma quando si tratta di essere toelettato, essere pulito perché si è sporcato, iniziano i problemi, ringhia e morde, addirittura fa fatica a farsu accarezzare.
    Cosa occorre fare?

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    • 11 Maggio 2020 in 9:16 AM
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      Ciro, un cane solitamente deve essere abituato a farsi manipolare e dunque controllare, pulire, toilettare sin da cucciolo. La pratica deve essere associata ad un qualcosa di positivo e normale. Se il cane adulto non tollera il fatto di essere toccato e manipolato, escludendo problematiche di tipo traumatico, potrebbe essere che si creda il “numero uno” della casa. Può essere che la vostra leadership non sia molto chiara. Per questo ti consiglio la lettura dell’articolo relativo alla leadership sul blog : Regalo di natale. Quest’anno regaliamo leadership”. Un educatore è sicuramente il metodo migliore e più rapido per risolvere il problema. Egli infatti potrà mostrarvi alcune piccole basilari manovre di manipolazione e erudirvi sul ruolo di guida assertiva che dovreste ottenere per il vostro cane. Fondamentalmente, non dovreste essere insicuri o, peggio ancora, paurosi, mostrare al vostro cane che deve stare calmo ed accettare le pratiche di pulizia. Non rinforzare con le carezze (cercando di calmarlo), ma rasserenarlo con la vostra calma autorità. A tal proposito consiglio anche la lettura dell’articolo: “Quando le coccole fanno male al cane”. Buona lettura

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