Integrazione di Vitamine e Minerali nella dieta per cani

Integrazione Micronutrienti

Integrazione. Labrador Retriever con ciotola in bocca
Yellow labrador retriever

Integrazione

Eccoci all’argomento Integrazione. Avrai cercato specificatamente questo argomento o sei arrivato in seguito alla discussione svolta qui. Bene! Parliamone…

Che cosa vuol dire integrare? Significa aggiungere qualcosa alla dieta dei nostri cani per sopperire a una mancanza di elementi necessari per mantenere uno stato di buona salute in generale e permettere il corretto svolgimento delle funzioni biologiche normali.

Disclaimer

E’ ovvio che l’argomento è delicato e per questo non lo dividerò in più articoli per evitare la dispersione di informazioni. E’ una lettura lunga e non proprio leggerissima, ma l’argomento alimentazione in cinofilia è uno dei più controversi ed ostici da trattare. Per cui bisognerà armarsi di pazienza e valutare ogni aspetto cercando di non perdere di vista l’obiettività delle conclusioni.

Ma l’integrazione è necessaria?

Beh. Dipende! Se nella ciotola sono presenti sufficienti Macro/Micro nutrienti, allora l’integrazione non è necessaria. Qualora ciò non fosse possibile, va rivista in primis la dieta in realtà ma, allora un’integrazione potrebbe rivelarsi utile.

Nel caso di particolari condizioni come cattivo assorbimento di alcuni elementi propri del soggetto-cane specifico, rachitismo, malnutrizione, età, momenti particolari come il post-operazione o preparazione ad una stagione venatoria, allattamento, l’integrazione appare quasi indispensabile.

Con la cottura si perdono Vitamine e Minerali, ma è necessario integrare con prodotti industriali?

Anche qui la risposta esatta è: Dipende!!

Dobbiamo tenere in considerazione che la cottura dei cibi porta ad una dispersione sia di Vitamine che di Minerali. In che “misura” lo vediamo sotto…

Vitamine

La quantità di vitamine che viene persa per liscivazione (fuoriuscita della molecola proteica dal pezzo di carne, verdura, pesce , eccetera) oppure resa indisponibile per degradazione (la struttura stessa della vitamina viene alterata e dunque non più biodisponibile per l’organismo) dipende da alcuni fattori:

  • Tipo di vitamina. Alcune vitamine come la tiamina (B1) si rendono più deperibili di altre durante la cottura,altre invece si mantengono più disponibili per cui in una dieta equilibrata questo viene tenuto in considerazione. Abbiamo visto come in una dieta a crudo, che normalmente “protegge” di più la conservazione dei micronutrienti nelle carni sia importante considerare la presenza di tiaminasi invece. Per cui la dieta sia essa cotta che cruda deve ovviamente essere predisposta con cognizione di causa (ma su questo non vi erano dubbi).
  • Metodo di cottura. Nello studio “Nutrient retention in foods after earth-oven cooking compared to other forms of domestic cooking: 2. Vitamins ” si può vedere come il metodo di cottura influenzi la ritenzione più o meno alta delle vitamine nelle carni (di vario tipo). Sono state messe a confronto le metodiche di cottura al forno, arrosto, al vapore e con il microonde e si è dimostrato che Vitamine come la vitamina A- B1-B2-B3-C vengano influenzate in maniera diversa in base alla cottura. Per esempio la vitamina A veniva mantenuta meglio (perdita di solo 9%) in una cottura al microonde, al contrario di una cottura al forno (perdita del 90%). La vitamina B1, maggiormente della vitamina B2 veniva influenzata da quasi tutti i tipi di cottura e si notava una “perdita” minore solo nella cottura al microonde. La vitamina B3 si è dimostrata fondamentalmente quella con meno perdite in tutti i tipi di cottura. La vitamina C veniva persa maggiormente nella cottura a vapore (ricordiamoci che non è fondamentale come vitamina perché i cani la possono produrre da soli) piuttosto che nella cottura al forno.
  • Tipo di verdura e metodo di cottura. Stesso risultato di cui sopra sulla vitamina C è stato raggiunto da un altro studio (Effect of different cooking methods on the content of vitamins and true retention in selected vegetables) dove i protagonisti analizzati erano diverse verdure ed i metodi di cottura analizzati erano una veloce “sbollentata”, la classica bollitura, la cottura a vapore ed al microonde. Questo studio però si è limitato allo studio di β-carotene, acido ascorbico (Vit C), vitamina E e vitamina K nelle verdure ed ha dimostrato come la ritenzione o la perdita/modifica di determinate vitamine dipenda non solo dal tipo di cottura, ma anche dal tipo di verdura. Ad esempio : nella cottura a microonde si è notata la maggior perdita di Vitamina K nella Malva e Margherita, ma al contrario le Bietole e gli Spinaci ne hanno perso una minima parte.
  • Tempo di cottura. Va da sé che maggiore è il tempo a cui sottoponiamo il cibo alla cottura e maggiore sarà la degradazione dei suoi componenti.
  • Temperatura di cottura. La temperatura di cottura è fondamentalmente ciò che maggiormente inficia sulla biodisponibilità degli alimenti. Ecco perchè si suggerisce una leggera “sbollentata” per i cibi, piuttosto che una buona cottura (specialmente per le carni, infatti ricordiamo che alcuni aminoacidi come la taurina sono estremamente “sensibili” alle alte temperature). Però è anche necessario dire che come sancito nei documenti del Ministero della Sanità, i cibi cotti debbano raggiungere (in tutte le loro parti) determinate temperature (in base al tipo di cibo) per debellare portatori di patologie specifiche. Questo è il motivo essenziale per cui nelle crocchette industriali di cibo secco che vengono sottoposte ad altissime temperature , successivamente alla lavorazione si rende necessario introdurre le vitamine in forma sintetica, perché disperse quasi totalmente dalla lavorazione stessa).
  • Dimensioni degli ingredienti durante la cottura. Anche questo aspetto ha la sua importanza perché se all’interno di un pezzo di carne grossa la temperatura raggiunta potrà essere 80 gradi, a parità di condizioni un pezzo estremamente piccolo potrà raggiungere temperature ben più elevate. (quando carbonizziamo la carne sulla teglia è perché le temperature raggiunte a contatto con il ferro sono state ben superiori ai 100-200 gradi…)

Minerali

Uno studio della facoltà di Medicina dell’università di Kyoto (Giappone) pubblicato nel 1990 ( Cooking Losses of Minerals in Foods and Its Nutritional Significance) ha evidenziato come la cottura dei cibi provocasse una riduzione del contenuto di minerali come sodio, potassio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, zinco, manganese, rame in vari alimenti (analizzandoli prima e dopo la cottura), ma in alcuni casi invece un aumento di alcuni di loro. La media era una perdita di circa il 30% dei quantitativi con una particolare predisposizione da parte delle verdure, piuttosto che altri alimenti (valutate le tabelle dello studio per dettagli).

Le conclusioni furono che la perdita maggiore si aveva dopo aver bollito intensamente un alimento e potenzialmente “strizzato” e dunque eliminati i liquidi. Un’alta influenza l’aveva anche cuocere gli alimenti in porzioni estremamente sottili.

Ma, come dicevo, quello che è stato notato è anche un aumento in determinate condizioni di cottura di alcuni elementi come dichiarato dagli stessi autori in seguito alla domanda risultante dalla visione delle analisi:

L’aumento di sodio, calcio e ferro negli alimenti cotti può essere causato dalla contaminazione da minerali di acqua di rubinetto o padella utilizzata in cucina.

Speaker: Kimura, M. Question: Muller, H. R

Torniamo alle raccomandazioni già date per la perdita delle vitamine. E dunque:

  • Non cuocere a temperature troppo alte, per troppo tempo;
  • Variare le metodiche di cottura, tra sbollentata, veloce bollitura, microonde, vapore e forno nell’arco del tempo.
  • Non strizzare gli alimenti dopo cottura e riutilizzare il più possibile l’acqua o il sugo di cottura (se non bruciato)

Demonizzare la cottura? No!

No! è la risposta. Antropologicamente parlando, cuocere i cibo per l’uomo è stata una svolta evoluzionistica. I nostri cani si sono abituati nel corso dei millenni agli scarti della nostra tavola… scarti che sono poi diventati un fornire cibo più adatto a loro ed ai loro bisogni (quindi non si può parlare di scarti), ma sempre proveniente dalla nostra cultura del cuocere più o meno.

Si sono abituati al consumo di carboidrati con una più o meno sviluppata amilasi pancreatica (dipende dalla razza), così come ad un assorbimento migliore degli stessi carboidrati dopo una cottura (opposto per le proteine).

Inutile parlare dei vantaggi di una dieta cotta, sia di gestione che di praticità, ne approfondivamo il discorso in questo articolo QUI . Ma cercando di non andare troppo off topic (considerato che l’argomento lo affrontiamo in altri articoli) se da un lato è vero che con la cottura si può avere una perdita (grande o piccola ne abbiamo già discusso) di parte dei nutrienti, è altresì corretto dire che la cottura può anche favorire l’assorbimento di alcuni elementi, che altrimenti transiterebbero nel corpo del cane (ed anche nel nostro) senza la possibilità che l’animale possa assorbirlo a pieno.

Cucinare è necessario non solo per distruggere i microrganismi, ma denatura anche molti enzimi tossici naturali, facilita le reazioni chimiche e migliora l’appetibilità del cibo (gusto, consistenza, sapore, digeribilità e l’assimilazione). Possiamo ridurre la perdita di nutrienti causata dalla cottura in una certa misura adottando metodi di cottura adeguati

Munira Hussain. Riferendosi all’alimentazione umana

Difficoltà “logistiche” obiettive

Va da sè che aumentando le quantità di cibo e dunque di oligoelementi, si ovvierebbe al problema della dispersione di questi ultimi, ma è già stato ampiamente dimostrato come il proprietario “occidentale” nutra anche troppo i propri animali e che questo abbia causato la sempre maggior presenza di casi di obesità tra i nostri animali. Dunque come è possibile ovviare nel caso in cui si abbia un cane sovrappeso?

Particolari difficoltà si incontrano con i cani obesi, con attività fisica “letargica”, per i quali si pone il problema di offrire la giusta quantità di cibo e mantenere un quantitativo di calorie al di sotto dello standard di peso, età e razza. Se vogliamo farlo dimagrire e non possiamo aumentare l’attività fisica, sarà necessario dare meno cibo. In questo caso è maggiore l’ eventualità di non riuscire a raggiungere gli standard minimi di Vitamine e Minerali necessari con il solo cibo (ovviamente su Blogdog parliamo solo di cibo non processato e non mangimi vari) e dunque farsi aiutare dal proprio veterinario per scegliere un’integrazione adatta al proprio cane.

E’ tuttavia ovvio come queste siano situazioni di compromesso. Stesse situazioni capitano nell’alimentazione umana quando una persona obesa deve diminuire l’introito calorico e dunque aiutarsi con multivitaminici per non soffrire di una mancanza di determinati oligolelementi. Oppure la situazione in cui il culturista bodybuilder di turno debba aumentare la massa muscolare e non ingrassare, per cui supplementerà la dieta con proteine derivate in polvere che non hanno presenza di grassi o carboidrati, aumentandone l’assimilazione senza dover mangiare 10 petti di pollo al giorno.

L’importante è sapere se l’alimentazione sia carente ed in che quantità.

L’ integrazione “naturale”

Molte integrazione potrai farle con alimenti naturali:

Un guscio d’uovo apporterà 2000 mg (2 gr) di Calcio; un quarto 500mg, mezzo guscio 1000mg); (Il massimo consigliato è 5 volte il minimo, ma il rapporto tra Calcio e Fosforo va anche considerato)

L’olio di semi di girasole ha una valida quantità di Vitamina E ed EPA (acidi grassi essenziali).

Il Fegato di Vitello è ricchissimo di Vit. A e tantissimi altri utilissimi microelementi(B2-3-12,Ferro, Zinco, Rame, Selenio), ma ne è talmente ricco che addirittura potremmo rischiare ipervitaminosi, per cui il quantitativo a pasto non dovrebbe mai superare il 5% del totale pasto (giusto per stare tranquilli e poterlo offrire più volte a settimane. A scopo puramente indicativo possiamo dire che una quantità 66 volte superiore ai minimi consigliati (66 X Min) equivale al massimo consigliato (Fonte NRC)

Tutte le altre frattaglie non hanno bisogno di questa particolare attenzione nonostante anch’esse siano molto ricche di microelementi, ma il fegato di vitello ha un quantitativo di Vit. A straordinario… Considera che 100gr di Fegato di Vitello apportano 11707 µg di Vitamina A contro i 3290 µg dei fegatini di pollo o i 59 µg del rene di maiale

Il pesce azzurro è fonte di Vitamina D (massimi consigliati 5,8 Volte superiori ai minimi), E B5, B2, parecchio Selenio, Potassio Fosforo, Colina, per chi lo serve crudo è consigliabile fornire quantità non superiori al 5%… a causa della presenza di Tiaminasi (presente non solo nel pesce azzurro) che inibisce l’assorbimento della Vitamia B1 Tiamina. Ne discutiamo in maniera più approfondita nell’articolo dedicato: Tiamina e Tiaminasi. Comunque ciò non toglie la grande potenzialità del pesce azzurro per integrare la dieta composta da altri alimenti che sono un pò meno ricchi di questi elementi.

Il fegato di merluzzo è un’altra fonte di Vitamina D e olii grassi essenziali.

L’ultima parola al Veterinario

Cliccando qui, troverai un calcolatore per il fabbisogno calorico e per controllare il pasto giornaliero equilibrato con le tabelle di riferimento che indicano eventuali carenze e come risolverle. Potrebbe fare al caso tuo inserendo il pasto che hai scelto oggi per il tuo cane e vedere quali siano i livelli di minerali e vitamine che hai raggiunto e se dovresti ovviare con alimenti diversi o in maggiore quantità oppure utilizzare i più comodi integratori commerciali già pronti. Ma restano comunque delle indicazioni. Solo un esperto veterinario nutrizionista può indicare con certezza cosa sia meglio per il tuo cane. Perché come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, ed in altri articoli su Blogdog i calcoli restano calcoli, ed i nostri cani sono meravigliosi esseri viventi unici nella loro soggettività.

Per dare meglio l’idea del fatto che un semplice calcolo non possa tenere conto di ciò che un Veterinario con visita e risultati di laboratorio alla mano considera, ti riporto di seguito qualche esempio già citato nel Calcolatore Blogdog dove è disponibile il software, ma che non vuole servire come deterrente bensi come “eyes opener”. Voglio solo aprire una “finestra” virtuale, su ciò che un medico potrebbe valutare senza la nostra consapevolezza:

… Sappiamo benissimo che nel complesso di assorbimento e fabbisogni di vitamine, questi possono variare, non solo in base alla soggettività del cane, ma anche in maniera se vogliamo più “nascosta” perché legati ad altri nutrienti…. La quantità di Cobalamina richiesta dall’individuo è correlata alla quantità di Acido Folico, di Colina e Metionina presenti; questi nutrienti sono dipendenti l’uno dall’altro. Altro esempio è l’influenza sui fabbisogni di Niacina legata alla quantità di Triptofano che ne è il precursore.

Seguendo con esempi più semplici, alcune vitamine necessitano della presenza di altre per il loro assorbimento ottimale come la Vit.B6 per la Vit. B12. Di contro un elevato livello di una vitamina può interferire con il corretto assorbimento di un’altra come è il caso della Vitamina E che interferisce con la vitamina K; la Vitamina B6 interferisce con la Niacina; la Tiamina interferisce con la Riboflavina. Altre proporzioni possono essere favorevoli, perché una vitamina può proteggerne un’altra da perdite urinarie o eccessivo metabolismo come la vitamina C che protegge la vitamina E e la vitamina A, eccetera, eccetera

Le analisi periodiche dal veterinario sono suggerite come nel campo medico per gli uomini. Un elevato livello di una vitamina potrebbe celare la diagnosi della deficienza di un’altra… ad esempio una carenza di Folato potrebbe celare una carenza di vitamina B 12…

Alessio Palleschi https://alessiopalleschi.com/calcolatore-blogdog/

Niente panico però

Da Blogdog articolo “Calcolo pasto equilibrato. Calcolatore Blogdog”

L’errore più comune

Vorrei richiamare l’attenzione su un particolare che magari a molti può sfuggire. La maggior parte delle tabelle ad esempio quelle stilate dalla AAFCO e FEDIAF prendono spunto da quanto sancito dalla NRC, danno delle indicazioni sui quantitativi di vitamine e minerali necessari che però fanno riferimento al peso di mangime secco (non naturale), non in rapporto al peso del cane direttamente. Quindi fai attenzione a dar per scontato che un determinato quantitativo di Calcio, Fosforo, Vitamina E, D… sia necessario perchè trovato nella tabella AAFCO, se nutri il tuo cane con cibo non secco ma naturale….

Il calcolo va fatto prendendo i valori NRC e calcolandoli in base al peso metabolico (che smorza le differenze tra Chiuhuahua ed Alano) e che quindi non è direttamente proporzionale al peso del cane (un cane di 20 chili non avrà un bisogno pari al doppio di uno di 10 chili).

Ecco come spesso vengono rappresentate le tabelle in generale: VALORI MINIMI DI ELEMENTI NUTRITIVI RACCOMANDATI DA NRC PER CANI E GATTI (PERCENTUALE E QUANTITA’ PER kg DI DIETA, DIETA ASCIUTTA)

Faccio un esempio: La vitamina E !!!

Il giusto quantitativo di vitamina E da somministrare è ancora oggetto di discussione. Ciò che è indubbio, invece, è la sua importanza nella dieta del cane. Insieme al Selenio infatti, la vitamina E protegge le cellule dalla perossidazione e dai radicali liberi (vd. Chow e Tappel, 1974)

La necessità di Vitamina E fu dimostrata da Anderson et al. nel 1939, le relazioni tra questa e la concentrazione di selenio nella dieta sono state studiate più recentemente (Van Vleet, 1972). Da quando il Selenio fu identificato come una sostanza essenziale nel 1957 (Schwarz e Foltz, 1957), pochi studi sulla Vit.E per i cani hanno tenuto questo in considerazione.

Vi sono stati molti studi condotti negli anni: Elvehjem et al. 1944; Schaefer nel 1954, Harris e Embree nel 1963, Kaspar e Lombard nel 1963,  Hayes et al. nel 1969, Bieri e Evart, 1973 con la somministrazione di diversi quantitativi di Vit. E nei cani. Alla fine tenuto conto che tutte le ricerche svolte non abbiano riportato le concentrazioni di Selenio presenti nella dieta dei cani, allora… è un dato di fatto che non ci siano state adeguate ricerche che possano con certezza stabilire un minimo valore di Vit. E necessario.

Quindi?!

Allora basandosi sulle ricerche svolte su altre specie e assumendo la presenza nella dieta di un 0,1mg/Kg di Selenio, e la presenza nel cibo di acidi grassi polinsaturi:

la dose raccomandata per un cane adulto è di:

  • 1,1 IU di Vitamina E per Kg metabolico del peso corporeo del cane adulto (2,2IU/Kg durante la crescita).
  • 2,5 IU per Mega Joule di energia metabolizzabile (cane adulto)
  • 10,4 IU per 1000 Kcal di energia metabolizzabile (cane adulto)
  • 4,17 IU per 100gr di mangime secco (cane adulto)

L’errore in cui in tanti cadono è quello di utilizzare i riferimenti FEDIAF, AAFCA (NRC) sbagliati per il cibo naturale. E ci credo che si fatichi a raggiungere quei valori…

Nei calcolo di pasto equilibrato pubblicato in altro articolo c’è la tabella dei valori minimi e massimi consigliati dalla NRC “tradotti” in peso metabolico che sono un riferimento per tutti noi ma… Attenzione!! Sono riferimenti e quindi non assoluti o perfetti per ogni cane e per ogni situazione, ma sono delle basi valide per ognuno e dalle quali non bisognerebbe discostarsi troppo.

Cibo industriale Vs Cibo naturale

Cibo naturale

In questo articolo parliamo di integrazione sulla base di una alimentazione casalinga, vista la ben nota inclinazione del blog, come ormai avrai imparato leggendomi, ma è giusto dare uno sguardo anche al cibo industriale

Mangimi industriali

Il cibo industriale ha una presenza di additivi a volte esagerata, resasi necessaria dal processo di fabbricazione del cibo industriale stesso, che porta spesso ad una denaturalizzazione delle materie prime. Se non sai perchè tutte le vitamine ed i minerali vengono aggiunti come additivi sul pacco di croccantini che vengono proposti ai cani, ti consiglio di leggere questo articolo “L’alimentazione di qualità del cane”.  Alcuni veterinari di contro affermano che le scarse qualità del cibo industriale necessitano di una integrazione costante. Quello che è certo è che un’esagerazione nel fornire (soprattutto certi minerali) può essere molto deleteria.

Dal web

Recentemente (18 Dicembre 2018) decine di marche di mangime per animali hanno ritirato dal commercio alcuni prodotti secchi per eccessive quantità di vitamina D presenti ed alcuni cibi umidi per lo sbilanciamento dei micronutrienti… tutte queste si rifornivano probabilmente dallo stesso fornitore:

L’argomento è molto discusso tra veterinari e nutrizionisti ed ancora oggi non vi è una reale idea di quale sia il miglior punto di vista, considerando anche che in ben pochi conoscono l’esatta composizione degli alimenti del mangime industriale. Senza contare che non pochi veterinari e medici (umani) affermano che persino gli alimenti che finiscono sulla nostra tavola a consumo umano siano carenti di nutrienti, visti i processi di coltivazione a cui oggigiorno sono sottoposti.

Le paure dell’integrazione

Paura di dover integrare: A volte proprio il dover integrare una dieta sbilanciata è quello che spaventa chi è in dubbio se alimentare i propri cani con una dieta naturale casalinga o meno. In tanti più facilmente credono alla favoletta che il mangime industriale sia completo e salutare e soprattutto non necessiti di nulla… Piuttosto che credere che non ci sia niente di più facile che nutrire un altro membro della famiglia, che però non si siede a tavola con noi, ma che mangia cibo naturale. Infatti spesso le carenze (se presenti) possono essere risolvibili con l’aggiunta di elementi naturali, come guscio d’uovo frantumato per il calcio, olio di fegato di merluzzo per la vitamina A e D, asparagi, ortica, come accennavo prima.

Paura dei cibi commerciali: Sempre più proprietari di cani si stanno rendendo conto di cosa ci sia dietro l’industria dei mangimi. Diversi report scioccanti sono stati presentati in Tv; ricerche scientifiche fatte senza finalità di lucro hanno detto la propria; gli scandali a cui si è assistito globalmente nel mondo con il ritiro di prodotti dal commercio; ed infine, ma non da ultimo la tragedia del 2007 quando più di 5300 prodotti furono eliminati dal mercato per aver causato la morte di migliaia di animali da compagnia tra gatti e cani (stranamente non c’è l’argomento su wikipedia in italiano, ma in inglese si) https://en.wikipedia.org/wiki/2007_pet_food_recalls

Integrazione. Dare dei supplementi non è una regola fissa dell'alimentazione casalinga

La semplicità:

Credimi, stilare un pasto bilanciato non è per nulla difficile; una volta individuati quegli alimenti che possiamo e non possiamo dare al cane (“La spesa per il cane”), le sue specifiche tolleranze ed assorbimenti dei vari alimenti. Considerate le qualità organolettiche di tali alimenti ed una loro ciclizzazione, basterà predisporre una tabella di quello che sarà il menu della settimana, tabella che non dovrai ricordare a memoria o appuntare sull’anta del frigo, ma diverrà alquanto automatica da riproporre nella ciotola in breve tempo.

Su Blogdog troverai come creare il menù del tuo cane in maniera equilibrata, facile ed immediata. Qualcosa che ancora sul WEB mancava, (qualcosa di simile viene utilizzato dai veterinari nutrizionisti 😉 ) e poiché la volevo…. me la sono fatta da solo … Calcolo Blogdog.

Discuti del menù che hai creato con il tuo Veterinario che è l’unico a poterti consigliare e redigere una dieta equilibrata per il tuo caso specifico.

L’informazione è necessaria

Ma attenzione, non voglio dire che non serva informarsi. E’ importante sapere cosa mettere nella ciotola perché potremmo creare scompensi o al contrario intossicazioni.

Non è raro trovare anche sul web parecchie diete formulate con evidenti scompensi. Nello studio Evaluation of Recipes of home-prepared maintenance diets for dogs (Valutazione delle ricette delle diete di mantenimento preparate in casa per i cani) , si prendevano in riferimento più di un centinaio di diete scritte in portoghese e si evidenziava proprio questo:

Il presente studio ha valutato le ricette di diete preparate in casa per cani e gatti pubblicate in portoghese. Sono state valutate in totale 106 diete: ottanta per cani, ventiquattro per gatti e due destinate a entrambe le specie. È stato utilizzato un pacchetto software commerciale per analizzare le diete e un database di composizione chimica degli ingredienti è stato costruito sulla base delle Tabelle brasiliane della composizione degli alimenti e del Database dei nutrienti del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. La composizione chimica stimata di ciascuna ricetta è stata confrontata con le Linee guida nutrizionali per alimenti per animali domestici completi e complementari per cani e gatti (Fédération Européenne de L'industrie des Aliments Pour Animaux Familiers; FEDIAF, 2014) per le raccomandazioni di manutenzione (come unità / MJ). La maggior parte delle ricette (48%) non ha determinato con precisione ingredienti e quantità. Tutte le diete avevano almeno un nutriente al di sotto delle raccomandazioni e tutti i nutrienti studiati erano carenti in almeno una dieta. I nutrienti più frequenti sotto la raccomandazione erano: Fe (68,3% delle ricette per cani; 100% delle ricette per gatti); vitamina E (82 · 9% delle ricette per cani; 84 · 6% delle ricette per gatti); Zn (75 · 6% per i cani; 88 · 4% per i gatti); Ca (73 · 2% per i cani; 73% per i gatti); Cu (85 · 4% per i cani; 69 · 2% per i gatti); colina (85 · 4% per cani; 69 · 2% per gatti); riboflavina (65 · 8% per i cani; 11 · 5% per i gatti); tiamina (39% per i cani; 80 · 7% per i gatti); e vitamina B 12 (61% per i cani; 34 · 6% per i gatti). Queste ricette possono potenzialmente esporre gli animali a carenze nutrizionali ed è importante informare i proprietari dei rischi di fornire diete preparate in casa. 

Nell’applicazione che ti ho menzionato sopra inserisco i valori di riferimento per controllare l’apporto di vitamine e minerali e confrontarli con quanto consigliato per il tuo cane. In caso di scompensi apparirà un messaggio nelle note con i suggerimenti per ovviare.

Mi sembra ovvio che per chi possa permetterselo economicamente, avere un consulto con il nutrizionista e/o il veterinario sarà un valore aggiunto non di poco conto. E’ altresì chiaro che nel caso di patologie, o in caso di dubbi, queste figure vadano assolutamente interpellate.

I consigli regalati sui social

Nei forum e sui social di gruppo troviamo tante persone che (a volte a ragione a volte a torto) consigliano e danno indicazioni su come integrare alcune diete basandosi sull’esperienza diretta con i propri cuccioli. Ma spesso non sufficientemente informati, magari perché consigliati dal veterinario e quindi “forti” di un autorevole giudizio scientifico, ignorano come quell’integrazione fosse perfetta per il loro caso, ma non applicabile al vostro. Faccio un esempio pratico (che ho vissuto personalmente 😊):

L’olio di Merluzzo

Spesso sentiamo dire come l’olio di merluzzo sia un’integratore ottimo per le diete naturali ed abbiamo l’utente del ForumX “@cagnolinasimpatica” che lo consiglia dandone anche le dosi perché il veterinario glielo aveva consigliato per il suo labrador e lei ne ha subito notato i tangibili miglioramenti… Forse però l’utente in questione non ha considerato che il suo fosse un cane anziano, mentre il ricevente il consiglio fosse possessore di un maschio di labrador di due anni…. Dove voglio arrivare? Lo spiego subito:

L’esempio:

L’olio di merluzzo è il caso di fornirlo a un cane adulto con un’alimentazione equilibrata? No. È utile fornirlo ad un cucciolo? Dipende. È utile fornirlo ad un cane anziano? Si.

I casi dunque possono essere ben diversi in base all’età, al peso, allo stato fisico e condizioni generali del cane in questione. Se un cane non presenta carenze vitaminiche che senso ha dare un’integrazione?! Se riesci a raggiungere il livello minimo degli oligoelementi consigliati, non ti serve, se hai scelto alimenti e quantità che non soddisfano i minimi…beh allora si.

A volte no

Se la nostra cagna ha avuto una cucciolata ed ha allattato i suoi cuccioli che dopo lo svezzamento abbiamo seguito con una dieta casalinga bilanciata e stanno avendo una crescita perfetta… Ovviamente sbaglieremmo ad integrare perché l’olio potrebbe essere dannoso e favorire una crescita accelerata facilitando l’insorgenza di problematiche articolari e (come non insolito in alcune razze) della displasia dell’anca.

A volte si

Al contrario se il cucciolo è stato raccolto per strada in evidente stato di malnutrizione, oltre a fornirgli un’alimentazione corretta, l’integrazione con l’olio di merluzzo può aiutare ad integrare le vitamine di cui è carente e quindi aiutarlo a crescere in modo corretto, senza che la denutrizione che ha subito da cucciolo rappresenti un problema per la sua vita futura.

L’olio di fegato di merluzzo può essere anche utile per le cagne in gravidanza, e in allattamento, per sopperire alle sostanze che i cuccioli, ancora feti o già nati, portano via dal corpo della madre. In questo caso è essenziale, di base, anche una variazione dell’alimentazione della cagnetta, ma di questo magari ne parleremo in un articolo dedicato alle cagne in gravidanza e allattamento 😉.

L’aspetto pratico.

Io utilizzo integrare solo quei pasti dove, vuoi per fretta, vuoi per scelta degli alimenti di quel giorno osservo una carenza di acidi grassi o vitamine/minerali (ma sempre controllando il quantitativo proposto con i requisiti richiesti) e se non riesco ad integrare con cibi naturali allora mi affido ad integratori da negozi specializzati a questi prodotti che reperisco su Amazon.

I cani anziani a volte necessitano di prodotti di integrazione minerale o vitaminica

Tornando alla signora che consigliava l’integrazione così benefica per il suo cane analizziamo la sua situazione e notiamo che i cani anziani, soprattutto se sofferenti di problematiche alle articolazioni, beneficiano di questa integrazione sopratutto per la componente degli acidi grassi polinsaturi e quindi per la loro naturale azione antinfiammatoria. Consideriamo inoltre che i problemi nei cani anziani possono essere causati dall’artrite dovuta dallo sfregamento delle articolazioni che le infiamma causando dolore e disagio inutile per il nostro amico.

La tendenza

La tendenza degli inizi anni ’90 fu quella di parlare di integrazioni ed elementi salutari nella dieta umana, uno dietro l’altro prima quell’erba, poi quella vitamina diventarono l’integrazione miracolosa del momento. Poi tutto pian piano svanì e la gente comincio a disinteressarsene, buttando via flaconi di integratori che nel giro di due settimane non avevano dato i “miracolosi” effetti desiderati. Ecco adesso quello stesso atteggiamento lo vediamo nei proprietari di animali domestici, sia sull’integrazione che sulla dieta in generale.

Se leggi le riviste per cani, esse sono piene di pubblicità di integratori per cani che promettono miracoli. Quasi tutte le pubblicità promettono nel 90% delle volte di migliorare la salute dei nostri cani, il più delle volte asserendo di risolvere i problemi di pelle irritata e pelo non lucido, il 50% delle volte asseriscono di aiutare la digestione del cane.

Insomma, diciamoci la verità

Le mode del momento (cavalcate dalle industrie) spesso hanno portato più a problemi che a risoluzioni. Per integrare ci deve essere un motivo. Il tuo cane ha effettivamente carenze (anziano, debilitato, sta recuperando da una patologia, è altamente stressato)? Il tuo cane deve prepararsi ad una sfida impegnativa (stagione di caccia, allattamento, esposizione a malattie infettive)? Beh quando necessario le integrazioni possono sicuramente migliorare la qualità di vita se non addirittura salvarla. Altrimenti? Altrimenti sono inutili ed anche dannose.

Il punto di partenza

Se stai ad ascoltare le pubblicità e le industrie mangimistiche sei fuori strada. Quello che può indicare le carenze nutrizionali è soltanto un veterinario che svolga una anamnesi del cane, lo sottoponga a visita e lo esamini, che magari si appoggi a test specifici di laboratorio ed in base ad i risultati, lui o un nutrizionista valido ti darà le raccomandazioni del caso.

Per questo è fondamentale:

  1. Osservare e conoscere il proprio cane (che lo dico a fare?!).
  2. Sapere cosa andrai a mettere nella ciotola (quantità e qualità delle materie prime)
  3. Valutare l’effettiva necessità di integrazione “preventiva” (gara, stagione intensa di caccia, eccetera).
  4. Valutare l’effettiva necessità di integrazione immediata (rachitismo, denutrizione, eccetera)

Partirai dai consigli del veterinario (che potrai consultare in qualsiasi momento in caso di dubbi) e semplicemente valuterai ed osserverai i risultati di eventuali integrazioni (qualora necessarie)

Il punto di vista del veterinario/nutrizionista

L’American College of Veterinary Nutrition (acvn.org)  che dà le linee guida per veterinari e nutrizionisti in America indica che non esistano studi specifici sulla psicologia dei proprietari che spinge al consumo di integratori per animali domestici. Ma che i dati economici rivelino che sia una pratica diffusa.

Le spese annuali stimate dei proprietari americani hanno raggiunto oltre $ 1 miliardo nel 2010, con il 31% dei proprietari di cani e il 22% di proprietari di gatti che segnalano l’uso di tali prodotti. Un sondaggio nutrizionale del 2006 ha rilevato che il 9,9% dei proprietari di animali domestici somministrava integratori alimentari; i più prevalenti erano multi-vitaminici, integratori articolari e acidi grassi.

Le motivazioni

Le esperienze riportate da moltissimi veterinari suggerisce che la motivazione che porta all’uso di tali additivi sia:

  1. La percezione di Carenze presente in alimenti commerciali per animali domestici e / o sfiducia nella formulazione di tali alimenti
  2. Preferenza per trattamenti commercializzati come derivati ​​”naturali” e sicuri, con pochi effetti collaterali
  3. Credere che l’integrazione di integratori alimentari piuttosto che di farmaci sia più efficace dei farmaci stessi  e che questi integratori possano prevenire effetti collaterali
  4. Percezione della riduzione di danno o mortalità di una malattia, come i condroprotettori per prevenire/curare malattie articolari ed integratori alimentari per aumentare l’aspettativa di vita degli animali.

Conclusioni:

Ciò che è certo è che la maggior parte dei cibi commerciali abbiano dosi di vitamine e minerali tali da non dover supplementare nulla e che anzi farlo sarebbe molto rischioso (basti pensare ai cuccioli di taglie grosse che fossero sottoposti ad “importanti” dosi di Calcio). Mentre una dieta casalinga se sbilanciata può trarre giovamento da tali integrazioni, però in generale, sono raccomandabili i multi-vitaminici umani perché progettati per integrare gli alimenti utilizzati in queste diete. I multi-vitaminici progettati per gli animali domestici sono generalmente formulati per integrare gli alimenti commerciali per animali domestici e per prevenire la tossicità fornendo quantità inferiori di nutrienti.

Le quantità

I veterinari globalmente sono tutti d’accordo sulle quantità di vitamine di cui un cane abbia bisogno, mentre discorso contrario per quanto riguarda i minerali, anche perché ti renderai conto che la grande varietà di razze così diverse morfologicamente tra loro abbiano necessità differenti (considerate ad esempio il peso di un molossoide gigante e quello che le sue articolazioni debbano sopportare rispetto ad uno snellissimo levriero…)

La dieta equilibrata

In questo articolo qui parlavo di quello che una dieta di cibo naturale e casalingo deve tener conto per evitare eccessi e scompensi e proprio in quell’articolo rimandavo qui per discutere solo di microelementi perché per quanto allarmistiche possano sembrare in alcuni casi le mie parole, in realtà non è difficile avere un equilibrio senza molto sforzo. Fondamentalmente tenderò ad evidenziare il perché la giusta quantità di elementi sia utile ed a volte necessaria, mentre esagerare con le integrazioni possa essere diametralmente opposto e dannoso.

Buon proseguimento

Quindi assodato che integrare una dieta ben bilanciata per un cane adulto sano, in normale fase della sua vita senza particolari stress, sforzi o patologie non sia necessario e che il proprietario debba sempre osservare eventuali segnali di squilibrio e ulteriormente che solo il veterinario possa dirvi se il cane necessiti di integrazione.

Ti rimando a questo articolo qui dove con scrupolo analizziamo tutte quelle vitamine e minerali che sono oggetto di interesse e nello stesso articolo inserirò una sorta di lista della spesa dove indicherò quali alimenti debbano essere presenti affinché tutte le vitamine ed i minerali siano inclusi nel cibo del vostro cane. Ribadisco che ciclizzare, ovvero alternare tali alimenti sarà necessario, perché non tutte le vitamine ed i minerali saranno presenti in un semplice frutto o in una semplice zucchina 😉. Buon proseguimento…

Bibliografia

Se interessato a conoscere le fonti per approfondimenti puoi cliccare qui. (la maggior parte dei documenti sono in lingua inglese)

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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