La scelta del cucciolo. I consigli per non sbagliare

Tra qualche giorno sarà Dicembre… si avvicina Natale. Per molti è il periodo dei regali per eccellenza e forse hai pensato di regalare quest’anno un bel batuffolo peloso? Un cucciolo di cane? Oppure per tanto tempo hai desiderato avere un cane e finalmente è arrivato il momento in cui puoi permetterti di averlo? Cerchi un cucciolo con caratteristiche particolari da regalare o da portare a casa tua?

Bene leggi i consigli e gli spunti di riflessione per la migliore scelta del cucciolo presenti in questo articolo. Perché al di là della scelta in sé del cucciolo come batuffolo di pelo… esso resta tale in casa un manciata di mesi, poi per 10-20 anni (si spera sempre il più a lungo possibile) sarà il tuo cane….adulto!. La scelta del cucciolo ideale non è scevra da errori, ma puoi evitare parecchie problematiche future se la farai con giudizio e potrai non precluderti così una delle esperienze più belle che l’uomo trae dalla convivenza con una altro essere vivente.

Le metodiche per la scelta del cucciolo

Le metodiche di scelta del cucciolo migliore sono sempre state prese in considerazione. E come non si potrebbe?! Conviviamo con i nostri cani da decine di migliaia di anni ed è normale che si sia da sempre cercato di capirli, conoscerli ed essere in grado di saper riconoscere il cucciolo migliore.

Siamo passati da canoni di scelta del 1400 come quelli che volevano il cucciolo dalla testa grossa o che non guaisse se tirato e dondolato dalle orecchie a quelli degli inizi del 1500 quando vi erano i test con il cerchio di fuoco… Mettendo in “controllato pericolo” i cuccioli e vedendo quale fosse salvato per primo dalla madre. Nel 1600 la distinzione fu in base al colore (maschio con il colore della madre e viceversa). Ultimamente molti veterinari e psicologi canini si sono cimentati nello sviluppo dei puppy test che grazie ai passi da gigante fatti negli ultimi tempi hanno basi più valide. Così come è accaduto in altri aspetti cinofili, come quello legato all’alimentazione. Alimentazione che dagli scarti della tavola degli umani è diventata più consapevole delle necessità e tolleranze dei nostri amici a quattro zampe, con cibi freschi crudi (barf) o cucinati ad hoc (casalinga).

Fondamentalmente vi sono alcuni test che in base alla risposta del cucciolo ne possono far scoprire alcune tendenze di carattere e morfologia. Ma non sopravvalutiamoli, la scelta del cucciolo ideale è un qualcosa che va al di là del saperne riconoscere SOLO il carattere. Per quanto questo sia da tenere in GRANDE considerazione per capire che adulto potenzialmente ci troveremo davanti una volta cresciuto.

Scegliere il cucciolo senza cognizione

La scelta del cucciolo deve essere fatta con cognizione
cucciolo di qualche settimana

Purtroppo spesso scegliamo solo in base all’aspetto fisico di un cane, perché ci è piaciuto il cucciolo di un vicino o perché da adulto lo abbiamo incontrato per strada e ci siamo innamorati… Beh nulla vieta che tu non scelga quella razza di cane o che non vada alla ricerca di quelle caratteristiche, ma… Fallo con la testa (sii consapevole di ciò che significa).

Mettiti nella miglior condizione di fare la scelta del cucciolo corretto. Quello ideale per te… il “match perfetto”!

La maggior parte delle problematiche riscontrabili nelle famiglie con cani è dovuto alla non conoscenza di particolari dettagli, che “a saperlo prima” avrebbero fatto la differenza (se leggi questo articolo… sappi di non poter affermare che non te lo abbiano detto prima 🙂 )

“A saperlo prima”… Avrebbero fatto la differenza tra una famiglia terrorizzata da un cane aggressivo ed una famiglia con un cane felice; tra un cane al canile ed un cane che dorme sul divano di casa; tra una famiglia esasperata dal vivere in una casa con giardino che sembra un campo minato e i mobili semidistrutti alla famiglia che sorseggia the in giardino con il cane che gioca sereno più in là con i bambini.

Nota sul “regalo di Natale”

Se vuoi acquistare un cucciolo di cane per i tuoi figli, sii consapevole che entrambi, sia il cucciolo che i tuoi figli, andranno educati alla convivenza ed al reciproco rispetto. Rispetto che include i tempi, luoghi ed azioni loro e del cucciolo. L’educazione del cucciolo deve coinvolgere tutti i membri del branco-famiglia, bambini compresi. I bambini spesso vedono nel cucciolo il nuovo meraviglioso giocattolo, ma dobbiamo sensibilizzare le loro coscienze che si tratta di un essere vivente senziente che va rispettato, difeso ed educato.

Ne parleremo più sotto ma, dal giorno in cui entra in casa il cucciolo, se preso subito dopo la scadenza dei termini obbligatori di 60 giorni (meglio 70) e per i prossimi due mesi di vita, avrà bisogno di un’attenzione particolare e gli errori (se ci saranno) si pagheranno nella versione adulta del piccolo. E’ un periodo delicatissimo per la loro crescita psichica e caratteriale/comportamentale. Periodo che se affrontato con cognizione ci farà con molta probabilità aumentare esponenzialmente le possibilità di ottenere il cane ideale per noi ed il nostro nucleo familiare.

Se hai un altro cane in casa e ti preoccupano la presentazione e l’accettazione del nuovo cucciolo leggi l’articolo dedicato cliccando qui.

Cosa considerare nella scelta del cucciolo?

I fattori che concorrono a creare il match perfetto tra cucciolo e proprietario, tra cucciolo e famiglia di adozione sono vari, sono molteplici e fra di loro si intersecano incidendo in maniera più o meno influente. Ma vi sono degli aspetti che vanno guardati “senza se e senza ma”. Vediamo di seguito di fare una sorta di vademecum che possa dare le prime nozioni per fare la scelta del cucciolo o meglio cominciare a valutare “la direzione” ancor prima di averlo visto.

C’è una regola che regna principe su tutte le altre. E’ imprescindibile dalla razza scelta, dal tempo da dedicare, dal sesso, dalle possibilità economiche. E’ il match perfetto dell’energia (anche intesa come carattere) e dello stile di vita tra il futuro membro del branco-famiglia e la famiglia stessa.

Il match per energia (carattere) è un qualcosa che discuteremo dopo perché qualora la scelta fosse possibile… allora prima ridurremo il campo di possibilità in base ad altri fattori e poi faremo “matchare” perfettamente anche l’energia. Come? Beh riconoscendo la nostra energia e quella del cucciolo. Vi sono anche diversi test da poter usare, ma… li vedremo in seguito.

Dove prendere o acquistare il cucciolo

Il negozio

E’ una scelta che sconsiglio vivamente a meno che il commerciante non sia un amico o un parente che sappia darci rassicurazioni, dettagli e documentazione relativa ai cuccioli ed ai genitori.

Io la sconsiglio perchè:

  • I cuccioli non si trovano con la mamma ed i fratellini;
  • Non sappiamo per certo quando siano stati allontanati dalla mamma;
  • Non sappiamo chi siano i genitori in realtà, la documentazione è sempre potenzialmente camuffabile.

Vi sono negozianti onesti, che magari si appoggiano per la fornitura ad allevamenti conosciuti, ma altri potrebbero rifornirsi da “mercati diversi”. Mercati che prevedono cuccioli importati dall’estero da allevamenti lager, i cui cuccioli risultano avere a volte problematiche di salute, di selezione, di genetica importantissime. Allevamenti nei quali sono presenti maltrattamenti assurdi per le fattrici, impensabili per un amante dei cani e della vita in generale.

L’allevamento

Sicuramente è la scelta migliore ma, anche gli allevamenti vanno scansionati per bene. Ma ci verrà più facile capire se l’allevamento è uno di quelli da “garanzia di qualità” oppure uno di quelli che operano con la mentalità dei grandi magazzini. Diffidiamo da quegli allevatori che hanno un numero impressionante di cuccioli e di razze per tutto l’anno…. Invece focalizziamoci su quegli allevatori, che curano la selezione di una o due razze. Al massimo tre razze, ma qui ci andremo con “la lente di ingrandimento” alla mano. Scegliamo quegli allevatori che hanno poche e selezionate cucciolate all’anno. Solitamente sono presenti nell’elenco ENCI.

L’allevatore si deve dimostrare disposto a rispondere alle nostre domande, curioso rispetto al nostro stile di vita ed indagherà anch’egli su di noi.

Un allevatore che tiene particolarmente ai propri cani vuole anche accertarsi che finiscano in buone mani. Egli sarà anche il primo a cui affidarsi per ottenere informazioni dettagliate.

Come ci dimostra la nostra lettrice del Allevamento De Moncoeur – Pastore Tedesco a Pelo Lungo che alleva cuccioli di Pastore Tedesco a pelo lungo e che grazie alla sua passione ha ottenuto pochi mesi fa il ragguardevole traguardo di una cucciolata di quarta generazione di pastore tedesco a pelo lungo. Traguardi che solo la passione e l’impegno intenso possono portare. I cuccioli da questo allevamento escono con microchip, puppy kit allevamento, documentazione sanitaria e iscrizione ENCI /FCI. Il puppy kit prevede anche due “paginette” di consigli scritte, redatte dall’allevatrice ed una montagna di informazioni che rendono il momento della partenza di questa avventura del piccolo con la nuova famiglia più facile. Come lei stessa ha dichiarato:

Ai piccoli facciamo fare varie esperienze, perché tutto quello che si impara a 2 mesi e con la mamma… diventa facile. Fanno le prime esperienze di obbedienza e soprattutto il richiamo!!! Quando partono loro sanno già rispondere al <vieni qui!>. Quando una famiglia prende un cucciolo dei miei, io chiedo che leggano un piccolo libro di istruzioni, oltre alle mie note, (“I Segreti Per Avere Un Cucciolo Educato” di Valeria Rossi -Paco Editore), perché devono sapere come farsi capire dal cucciolo, devono imparare a comunicare in canese.

Ha dichiarato Manuela Nottolini alla redazione di Blogdog

Un allevatore serio si rende disponibile ad elargire consigli anche dopo la vendita dei cuccioli, come asserisce una cliente del su menzionato allevamento

Lei è più di una allevatrice lei per il mio cane è “Nonna” . Chi è la nonna? È quella persona che li ha allevati con amore mentre noi non c’eravamo. Che ancora oggi è pronta a darti i consigli e prendersi cura di loro anche a distanza. Gli vuole bene come ai propri figli e non smette mai di credere in quello che fa. Chi prende un cane da Manu entra in un circolo di Famiglia perché ancora oggi con gli altri proprietari ci sentiamo e ci scambiamo gioie e dolori. Opinioni e consigli.
Tutto con la supervisione della nostra nonna
💗grazie Manu

S.R.

Il privato

Può essere un’alternativa. Senza andare a parlare delle cucciolate nate per “errore”, potrebbe essere che un privato che abbia una femmina di razza pura con genealogia di tutto rispetto voglia farla accoppiare con un maschio di alto “lignaggio”. Ma come nel caso degli allevatori la sua competenza deve essere al top.

Allevare cani e portare dunque la cucciolata dai 0 ai 60-70 gg non è un compito scevro da impegno. I cuccioli in quel periodo vengono educati ed esposti dalla madre, così come dai fratellini e dall’allevatore a diverse esperienze che serviranno al futuro cucciolo diventato adulto. Molto probabilmente la madre essendo la “cocca” di casa sarà ben nutrita. Mamma trattata bene e con lei i cuccioli, che dunque avranno ricevuto cure veterinarie, prime vaccinazioni, eccetera…

Il canile

Il canile è un’opzione. Prendere un cane al canile rappresenta sicuramente un’azione d’amore di grande valore. Eviteremo al cucciolo adottato una vita infelice se paragonata a quella vissuta in una famiglia. Purtroppo è più comune trovare cani adulti che trovare cuccioli in un canile. Per questi cuccioli valgono spesso le regole del dubbio riguardo alla loro provenienza, ai loro genitori ed alla loro selezione, ma a volte si può essere fortunati anche in tal senso.

E’ una scelta indubbiamente ammirevole, ma per quanto il cuore possa essere coinvolto, anche qui la scelta del cucciolo dovrà essere fatta in maniera oculata, andando a considerare tutti i parametri di cui nei prossimi paragrafi. Non è raro vedere cuccioli adottati tornare in canile una e due volte se non di più, perché “non compatibili” con la famiglia di adozione. Di contro, un cane adulto saremo sicuri non abbbia sviluppato alcune malattie degenerative della razza, come ad esempio la displasia dell’anca, ancora molto comune nei cani di media e grossa taglia.

La razza

Caratteristiche di razza, predisposizioni e dimensioni son le cose che dovremo scegliere accuratamente. E’ vero che il singolo individuo è un universo a sé e possa avere anche zero somiglianze con il comportamento di un suo fratellino… Ma, la memoria di razza, le dimensioni e l’indole sono intrinseche del DNA e difficilmente si possono ignorare.

Per esempio avere un cucciolo maschio di razze Terrier tipo bull vorrà dire precludersi la possibilità di avere altri cani maschi in casa (senza giusta conoscenza, esperienza e giusti compromessi). Scegliere uno Yorkshire perché carino con il fiocco in testa disconoscendo le peculiarità di un terrier e che siano stati selezionati per la caccia ai topi certo non si addice a determinate dinamiche “calme”, così come un border collie. Avere un cane a pelo lungo con anche il sottopelo, vorrà dire vivere spazzando peli… eccetera

Tra le più di 400 razze di cane presenti potremmo trovare sicuramente quello che fa per noi. Ma non potremmo non stare attenti a quelle che sono le caratteristiche per le quali la stessa razza, ad esempio, è stata selezionata nel corso degli anni. Per comodità si usa solitamente la suddivisione ideata alla fine dell’800, dal francese Pierre Megnin, nel linguaggio cinofilo colloquiale indicandoli in:

  • Lupoidi. Testa piramidale, orecchie diritte (generalmente), muso stretto ed allungato, labbra piccole e serrate che non superano la base della mandibola;
  • Molossoidi . Testa cuboide o rotonda, massiccia, orecchie piccole e pendenti, muso corto, labbra lunghe e spesse. Corpo massiccio di taglia molto grande, arti generalmente con cinque dita davanti e dietro;
  • Braccoidi. Testa prismatica, stop marcato, orecchie pen­denti, labbra lunghe e cadenti che superano la base della mandibola;
  • Graioidi. Testa a cono allungato, cranio stretto, orecchi piccoli coricati all’indietro o diritti. Muso lungo e stretto in tutti i sensi, in linea retta con la fronte, naso aggettato e spigoloso, sporgente sulla bocca; labbra strette corte e serrate, corpo slanciato, membra sottili e ventre molto retratto.

Oltre a tale classificazione lo stesso Megnin li divide in cani da guardia, difesa ed utilità; cani da caccia, comprendenti terriers, segugi, cani da ferma, spaniels e retrievers; cani da compagnia.

Altrimenti ci si riferisce alla più dettagliata Classificazione FCI

Detto questo comunque sono tutti Cani, con predisposizioni diverse ed un “abito” diverso, ma restano tutti cani e di questo ne discuteremo più sotto parlando di carattere o energia.

Meticcio o cucciolo “razza fantasia”

Se opteremo per accogliere a casa un cane razza “fantasia” o meglio definito meticcio per supporne l’indole genetica di predisposizione si dovrà (qualora non si conoscano i genitori) osservare la conformazione morfologica e posizionarlo in uno dei quattro gruppi ideati da Pierre Megnin.

Questa è anche la teoria di due biologi che supponevano che la predisposizione genetica e caratteriale fosse determinata dall’aspetto e struttura del corpo del cane. Per chi ha dimestichezza con l’inglese vi riporto l’articolo: “Associations between Domestic-Dog Morphology and Behaviour Scores in the Dog Mentality Assessment”        

La taglia

I trovatello diventa un'incognita
Trovatello “Razza fantasia” taglia da adulto ignota

La razza ha caratteristiche di selezione ben precise, ma ha anche degli standard in termini di dimensioni, in termini di taglia che può andare da una borsetta (razze toy) ad un divano a due posti (San Bernardo-Mastini). Escludi tranquillamente le voci che circolano secondo cui un cane di taglia grande abbia bisogno del giardino, mentre uno di taglia piccola possa vivere tranquillamente in appartamento. No. Non puoi generalizzare così.

Il cane grande o piccolo ha più bisogno di vivere il suo branco-famiglia che l’ambiente o altro. Grande o piccolo che sia avrà bisogno di esercizio fisico e psicologico (razza-specifico possibilmente). Grande o piccolo, una volta in casa (tranne per particolari casi che vedremo scegliendo l’energia del cane) sarà un cane cozza, ovvero lo avrai sempre incollato vicino. Considerate ovviamente che se abitate in uno stretto monolocale, avere un cane come un San Bernardo che vi occupa mezzo salotto e che non si sposta (perché se dorme non lo disturberete… ma lo scavalcherete credetemi…) è una cosa da considerare, ma più che per le sue esigenze di spazio casalingo… per le vostre 🙂

L’aspetto logistico

Un aspetto da non sottovalutare è che un cane di taglia medio grande difficilmente lo potrete portare ovunque con voi (supermercati- sale di aspetto- cabina in areo-eccetera). Inoltre se il cane resterà con persone di una certa età o con noti problemi fisici… è da considerare che il cucciolo di un paio di chili potrebbe arrivare a pesarne 30-40-50 di chilogrammi e potrebbe esserci la necessità di doverlo prendere di peso e montare in macchina per andare dal veterinario (cane malato, anziano, problemi articolari, incidenti); Potrebbe non entrare in ascensore o in macchina se avete utilitarie piccole. Un cane piccolo potrebbe non essere adatto ad una vita che non sia in casa protetto da predatori naturali ed intemperie.

Cucciolo femmina o maschio?

Beh in entrambi i casi abbiamo pro e contro rispetto all’altro sesso.Cercherò di sintetizzare in questo aspetto il più possibile, perchè se da un lato è vero che un maschio è più portato a mettere in dubbio la nostra posizione di leader in generale.. potremmo avere una femmina molto dominante ed un maschio molto sottomesso. Dunque ogni caso può essere la regola o l’eccezione alla stessa. Se si sceglie un sesso piuttosto che un altro per queste caratteristiche, sarebbe meglio affidarsi più ad una valutazione da Test Volhard che al fatto di essere una femminuccia. Detto questo…

Femmina

La femmina di indole solitamente più coccolona”, più remissiva ad ascoltare le nostre direttive. Più “chioccia” con i bambini e gli altri animali, più protettiva nei confronti dei componenti della famiglia. E’ soggetta due volte l’anno al calore del ciclo riproduttivo, ha delle perdite che possono essere più o meno evidenti (aspetto molto soggettivo), ma che si possono risolvere con delle mutandine che indossano senza grossi problemi.

Attirano i maschietti in questo periodo (che potrebbero “bussare” alla porta di casa o farle il filo fuori dal recinto del giardino (attenzione agli accoppiamenti attraverso le sbarre) e per questo non è possibile portarle nell’area cani (per evitare di scatenare il caos) e se di indole soggette ad aver bisogno di costante attività fisica ne potrebbero risentire innervosendosi, ma dura solo pochi giorni il trambusto….

A volte soffrono di gravidanze isteriche per evitare le quali alcuni proprietari optano per la sterilizzazione. Quest’ultima ha dei risvolti positivi e negativi, bisogna confrontarsi con il proprio veterinario per farsi consigliare. Non marca il territorio come i maschi e dunque dal punto di vista di gestione del giardino è meno “scomoda”.

Maschio

I maschi, solitamente sono più grossi e dall’aspetto più fiero, con un pelo più maestoso. Sono più vivaci e pronti al lavoro (addestramento). Sono più difficili da convincere sul loro ruolo di gregari nel branco-famiglia ( a seconda del carattere) e mettono alla prova la famiglia (membro per membro approfittando delle debolezze).

Nelle coccole, mentre la femmina ti segue per ottenerle, il maschio le pretende proprio 🙂 (sto generalizzando molto), insomma manifesta i suoi stati d’animo con più irruenza, fa sfoggio della sua prestanza fisica se può. Se avverte una femmina in calore “perde la testa”, potrebbe fuggire per raggiungerla o rischiare di farsi male nel tentativo di farlo.

Tempo a disposizione

Un aspetto da non sottovalutare è il tempo che si ha a disposizione. Vi sono razze di cane che difficilmente si abituano a periodi lunghi di solitudine o di non interazione con il proprio umano. Altre che hanno necessità di toelettatura costante ed anche giornaliera. Informarsi bene sulla razza e le caratteristiche del cucciolo da questo punto di vista è una scelta saggia. Consideriamo inoltre che un cane anche con 3000 mq di giardino è un cane che ha necessità di uscire, passeggiare, esplorare, conoscere essere stimolato fisicamente e mentalmente e per questo ci vuole… tempo!

Possibilità economiche

Un breve inciso sulla disponibilità economica della futura famiglia. Le spese mediche e veterinarie dovranno essere considerate.

La spesa annuale totale per gli animali domestici era valutata intorno ai 4 milioni di euro nel 2002 (Fonte studio Eurispes 2002) e così distribuita: 42 % Prestazioni veterinarie; 38 % Alimentazione; 26% medicinali e prodotti igienici; 20% Accessori ed altro.

Come potete notare, una buona fetta di budget veniva e viene impiegata per l’alimentazione e questi dati non hanno fatto altro che aumentare, come risulta dallo studio Eurispes 2018… per cibo, vaccini e spese veterinarie, igiene e pulizia, il 57,7% di chi possiede un animale domestico mantiene al di sotto dei 50 euro le spese mensili per prendersene cura. Aumenta invece “considerevolmente” il numero di chi spende da 51 a 100 euro mensili (31,4% a dispetto del 15,4% nel 2017). Sempre meno diffusa l’abitudine di preparare i pasti con alimenti freschi, piuttosto che offrire cibo per animali già pronto (37,3%). Ad oggi nel mondo la spesa per animali domestici è più di 110 miliardi di dollari…

Un cane di 60Kg avrà un fabbisogno calorico giornaliero ben diverso di quello di un chihuahua di 3 chili. Parliamo di un quantitativo di carne (generalizzando) che va dai 700gr al giorno ai 70gr…

Età del cucciolo

Un cucciolo andrà portato a casa o comunque allontanato dalla madre e dai cuccioli non prima del compimento dei 60-70 giorni.

Lo sviluppo comportamentale del cane si può dividere in 5 periodi se includiamo il periodo prenatale. Ma dopo la nascita sono: periodo neonatale, periodo di transizione, periodo di socializzazione e periodo della gioventù. In ognuna di queste fasi il cane acquisisce elementi sensoriali, abilità ed insegnamenti che gli saranno utili per tutta la vita. Il periodo di socializzazione si può considerare senza ombra di dubbio il periodo più complesso della vita del cucciolo. In questo periodo si ha l’acquisizione di quattro elementi importanti: gli autocontrolli, la comunicazione, le regole della vita di gruppo ( la gerarchizzazione ) ed il distacco.

Si può dire che durante i precedenti periodi della vita del cucciolo il comportamento dello stesso funziona secondo lo schema stimolo- risposta, mentre durante il periodo di socializzazione il cucciolo impara ad associare ed articolare varie azioni e non più uno stimolo semplice, fino a produrre una sequenza comportamentale. Un esempio tipico e rappresentato dall’inibizione del morso: il cucciolo blocca il suo morso se si grida ( durante il gioco ).

IL COMPORTAMENTO DEL CANE E LE PRINCIPALI ANOMALIE COMPORTAMENTALI DOTT. Orazio Costa – Medico Veterinario- Etologo

La socializzazione è fondamentale. L’imprinting

Sarà dunque opportuno adottare il cucciolo non prima degli usuali due mesi (8 settimane), reputati il periodo minimo ed indispensabile prima dell’allontanamento dalla madre e dai fratellini.

In questo periodo il cucciolo deve continuare (perché avrà già cominciato l’allevatore) ad essere esposto a diversi stimoli. L’imprinting che ha già ricevuto in tenerissima età è stato necessario per comprendere di essere un cane e che l’uomo, nonostante sia una specie

diversa, rappresenta parte del branco/ famiglia… La socializzazione servirà per un domani quando il cane più grosso/piccolo, l’uomo con il cappello, la donna con la divisa, il bambino che schiamazza, il tizio che passa con l’ombrello aperto non siano fonte di disagio e timore, ma cose già viste nel suo periodo di socializzazione.

L’imprinting che al giorno d’oggi si intende per i cani è un processo lievemente diverso rispetto a quello che aveva sancito l’etologo K.Lorenz. Ne parlavamo meglio nell’articolo dedicato alla socializzazione del cucciolo.

Imprinting: rapido e di solito stabile apprendimento di schemi comportamentali che appaiono presto nella vita di un membro di una specie sociale. Coinvolge il riconoscimento della propria specie e può coinvolgere l’attrazione per il primo oggetto che si è visto muovere.

Il fenomeno dell’imprinting fu notato già nel I secolo d.C. dal naturalista romano Plinio il Vecchio, che scrisse di “un’oca che seguiva Lacydes come un cane fedele”. Konrad Lorenz fu il primo a studiare l’imprinting in modo scientifico e sistematico. […[ Nel 1973, tre zoologi, K von Frisch, N. Timbergern e K.Lorenz, ricevettero il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia. La motivazione adduceva che questi tre scienziati erano stati i maggiori artefici della nuova scienza, l’etologia, lo studio scientifico del comportamento animale, soprattutto in condizioni naturali.

Hickman, Roberts, Keen, Eisenhour, Larson, L’Anson

Il fenomeno dell’imprinting è limitato ad un breve periodo sensibile, nelle prime fasi della vita di un animale. Una volta stabilito un legame o un’esperienza di imprinting, essa normalmente è mantenuta per tutta la vita.

Capiremo benissimo che se il piccolo viene allontanato dalla madre e dai fratellini prima di aver acquisito quella conoscenza del comportamento corretto con gli altri cani, lo sviluppo della comunicazione con linguaggio del corpo, l’inibizione e la modulazione del morso eccetera, sarà un cane adulto che potrà reagire in maniera aggressiva o paurosa contro esseri della propria specie. Nella stessa misura un cucciolo che non avrà contatti con l’uomo resterà sempre diffidente/pauroso nei confronti del genere umano e potremmo continuare con questi esempi a lungo. Inoltre portare a casa il cucciolo dopo le prima sverminazione ed almeno il primo vaccino è un valore aggiunto da non tralasciare.

Allevamento Villa Andrei. Cani socializzati da cuccioli con “taglie diverse” hanno una marcia in più

Energia, carattere e stile di vita

Eccoci al punto cruciale della scelta del cucciolo, il “match perfetto”.

Parlando di energia io la distinguo sotto due classificazioni:

  1. L’energia comunicativa
  2. L’energia fisica

Energia comunicativa

L’energia comunicativa ce l’abbiamo “incollata addosso” continuamente, è quella parte di sé intrinseca nell’individuo, è quella forma di linguaggio universale che fa ben comunicare tutti gli esseri viventi, anche di specie diverse, tra loro.

Anche noi umani siamo in grado di leggerla, chi più chi meno abbiamo ancora quel legame con le nostre ancestrali abitudini comunicative più legate a Madre Natura. Adesso nella società moderna le chiamiamo sesto senso, intuito, conoscenza degli animali… Tale “conoscenza” può essere più o meno coltivata sin dall’infanzia, vivendo a stretto contatto con la natura o assopita in quello che è stata una crescita nella grande metropoli urbana ma è comunque dentro di noi. Basta ricollegarci a quelle che sono le basi.

L’energia determina il carattere, o il carattere determina l’energia? Mi piace pensare che l’energia si potrebbe definire l’espressione del carattere del singolo. Faccio un esempio un cane dal carattere dominante porterà con se sempre quell’energia, quell’atteggiamento di fiera e prorompente determinazione. Al contrario un cane dal carattere timido porterà sempre con se un bassa energia, una debole proiezione di se stesso e delle sue intenzioni.

Molti test sono nati e sono stati usati nel tempo (Test dello Specchio di Bretau, Test del gioco animato, Test della cucciolata di Toman, Test di Campbell, Test Di Volhart proprio per determinare il carattere, l’energia del cane e le sue attitudini così da scegliere il cucciolo ideale per il proprio caso

Energia fisica

L’energia intesa invece come “carica in corpo” ha diversi livelli: Molto alta, alta, media e bassa. Per andare sul sicuro bisognerebbe scegliere il cane che abbia la nostra stessa energia oppure un livello di energia più bassa rispetto al nostro.

Capiamo che un cane che non sta fermo un attimo è bene non affidarlo ad una coppia di anziani, ma meglio affidarlo a “Carlo” che va a correre tutti i giorni, fa trekking, scampagnate e “chi più ne ha più ne metta“. Mentre a Carlo potremmo dare anche un cane tutto coccole e divano, che quando Carlo è a fare jogging lo aspetta paziente ai piedi del letto.

Parliamo di stile di vita ed energia della famiglia

Che il cucciolo finisca in famiglia oppure in casa del single, il discorso non cambia (abbiamo visto che nella gestione del cucciolo prima e del cane adulto dopo dovrà partecipare tutta la famiglia), l’energia e le caratteristiche di razza dovranno essere in accordo con quelle della famiglia.

Se la famiglia adora viaggiare spesso, un cane come un mastino napoletano, potrebbe causare qualche problema logistico. Se il singolo è una persona sedentaria, un cane da pastore non sarà l’ideale. Parlando di energia come abbiamo visto possiamo avere anche un cane da pastore con energia bassa, ma le caratteristiche di razza genetiche influiranno probabilmente comunque. L’energia, il carattere del cucciolo influisce molto nella relazione futura tra il cane e la sua famiglia, dunque se pensiamo di non avere “polso” un carattere dominante ad alta energia non farà al caso nostro. Se abbiamo conoscenza e cerchiamo un cane da guardia, magari sarà invece perfetta la scelta contraria.

Ci sono altri cani in famiglia?

Se ci sono altri cani in famiglia presenteremo il nuovo cucciolo ad ognuno di loro singolarmente. Se non sai come fare ecco la guida:

Andiamo a sceglierlo

Abbiamo seguito tutte le premesse per restringere il campo di scelta ed ora dobbiamo capire come scegliere il singolo cucciolo all’interno di una cucciolata più o meno numerosa. Ovviamente se stiamo prendendo un cucciolo da un allevatore cerchiamo di aumentare la possibilità di trovare il nostro cane ideale, il nostro “match perfetto” scegliendo quando ancora nessun cucciolo sia stato scelto da altri o comunque quando vi sia una scelta in un numero il più alto possibile di cuccioli.

In un altro articolo, che consiglio di consultare, presentavamo il Test Volhard attitudinale per cuccioli (clicca per raggiungerlo) creato da Joachim e Wendy Volhard. Nell’articolo riporto la fedele traduzione ad opera della (DMV) Dottoressa Rossella Di Palma inserendo il test all’interno di un calcolatore excel, che facilità l’utilizzo e la “lettura” dei risultati.

Se non si è esperti il consiglio è sempre quello di farsi accompagnare da una persona che “conosca i cani”, che abbia basi di cinofilia e sappia intravedere nella cucciolata il soggetto più adatto a noi, proprio in base ad alcune delle caratteristiche che abbiamo visto nei precedenti paragrafi. Se ci sentiamo capaci potremmo utilizzare il test Volhart. Un allevatore serio vi permetterà di passare tempo con i cuccioli che, come abbiamo visto, anche se non li sceglierete per i cuccioli stessi è sempre una forma di socializzazione ed apprendimento.

Il cucciolo deve possedere un libretto sanitario. Possibilmente un certificato di visita veterinaria. Chiaramente la prima cosa da fare non appena con noi, sarà di portarlo dal nostro veterinario di fiducia, per il controllo o l’inserimento del microchip (obbligatorio e da impiantare entro i 60gg), dello stato di salute, delle varie registrazioni e per ricevere tutte quelle utili istruzioni su come comportarsi nelle settimane successive.

Il pedigree (certificato di registrazione ai libri genealogici tenuti dall’ ENCI) se richiesto verrà prodotto dopo. L’allevatore avrà prodotto i moduli A (DENUNCIA DI MONTA E DI NASCITA CUCCIOLATE) e B (DENUNCIA DI ISCRIZIONE CUCCIOLATA) necessari, nel frattempo potrebbe darvi un’attestazione sostitutiva con l’indicazione della genealogia del cane

  • MICROCHIP già inserito nel cucciolo e certificato per iscritto (dalla ASL o da un veterinario abilitato) ASL – Si informa che in base all’ordinanza Martini n° 194 del 06/08/2008, tutti i cuccioli devono essere microchippati direttamente dalle ASL o da veterinari abilitati dalle stesse entro 2 mesi dalla nascita(60 giorni)
  • EVENTUALE NUOVO PROPRIETARIO – I cuccioli non possono essere venduti prima dei 60 giorni e devono, per Legge, essere ceduti microchippati. NB. I cuccioli POSSONO essere intestati solo a MAGGIORENNI.

L’allevatore probabilmente insieme al cucciolo vi darà un po’ del mangime con cui è stato svezzato o comunque vi dovrebbe dare indicazioni su che tipo di mangime sia. Starà a voi dopo esservi consultati con il veterinario di fiducia scegliere l’alimentazione per il cucciolo ed il cane adulto che se differente avverrà con le giuste tempistiche di transizione. Ricordo che siamo su Blogdog un blog che “condanna” il mangime secco per cani e “sponsorizza” l’alimentazione del tipo casalinga cotta o eventualmente BARF (fatta con “giudizio”), ma ognuno ha ovviamente la possibilità di documentarsi, confrontarsi e scegliere l’opzione migliore per il proprio caso specifico.

Cosa guardare

Al di là di quanto discusso fino ad ora vi sono alcune osservazioni da fare imprescindibili dal match perfetto. Ecco di seguito quello che bisognerebbe in ogni caso valutare.

  • Il cucciolo deve essere vivace.
  • Non deve mostrare segni di dolore quando viene accarezzato e manipolato. Non deve avere ferite ne tosse.
  • deve avere gli occhi, il naso e le orecchie pulite (tranne ovviamente la sporcizia “innocua”. Le gengive, la lingua e l’area interna delle palpebre rosa.
  • Il pelo deve essere folto e senza chiazze e forfora
  • La zona perianale non deve avere segni di diarrea (i peli, le zampe non devono presentare tracce di feci liquide).
  • L’addome non deve essere gonfio, a meno che non abbia appena finito di mangiare.
  • Se maschio, i testicoli saranno ancora mobili e messo a pancia in su potrebbero scomparire, ma toccando delicatamente lo scroto dovremmo essere in grado (se ha compiuto già i due mesi) di assicurarci che siano entrambi presenti.

la morfologia varia molto in base alla razza, per cui volendo mantenere l’aspetto generale di questo articolo non mi soffermerò su quelle caratteristiche di dimensioni e forme” che potrebbero differire molto da razza a razza.

Va da se che al momento di scegliere un cucciolo ci potrà essere molto d’aiuto conoscere il linguaggio canino e vedere cosa il cucciolino, per quanto piccolo, stia comunicando. Se non hai esperienza in merito meglio dare un’occhiata all’articolo dedicato

I Puppy Test

Scelta del cucciolo. La manipolazione nel Volhard test

Come anticipavamo nei paragrafi precedenti, conoscere le attitudini del cucciolo che si sceglierà potrebbe fare la differenza per avere un cucciolo facilmente addestrabile, rispetto ad un fratello della stessa cucciolata più predisposto alla guardia del territorio o ad un’altro molto pauroso da evitare se si ricerca una caratteristica forte.

Un test potrebbe essere quello dell’oggetto sconosciuto da presentare ai cuccioli e annotarne le reazioni. Dunque avremo il cucciolo che spavaldo “indagherà” l’oggetto, quello curioso che ci vorrà fare “amicizia” e quello che “scapperà” alla sola vista…. E così via, con il test dell’abbandono su un tavolo, il test del palloncino scoppiato, il test dello specchio… ed altri che nominavamo già prima.

Test utili, ma che non possono avere la certezza matematica di azzeccarci al 100%. Faccio un esempio di alcuni dei risultati del test Volhard di cui davamo il link nei precedenti paragrafi:

  • Un cucciolo che totalizza una maggioranza di 1 ha il forte desiderio di essere il capobranco e non ha paura di sgomitare per ottenere una posizione di primo piano. È predisposto ad avere atteggiamenti aggressivi nei confronti di cani e persone, potrebbe mordere. Un soggetto di questo tipo deve essere affidato a proprietari molto esperti, che lo addestreranno e faranno lavorare regolarmente. Se non vi sentite pronti state lontani da cuccioli che collezionano una maggioranza di 1 e di 2, hanno aspirazioni al comando e possono essere difficili da gestire. Sono animali che hanno bisogno di padroni esperti e non sono ideali in caso vi siano bambini.
  • Un cucciolo che totalizza una maggioranza di 3 è tendenzialmente un cane “ad alta energia”, che ha bisogno di fare molto moto. È bravo con le persone e con gli altri animali, ma può essere un po’ impegnativo. Ha bisogno di addestramento, ma apprende bene e rapidamente. È un ottimo cane per chi ne ha già posseduti.
  • Il cucciolo che totalizza una maggioranza di 6 è talmente indipendente da non aver bisogno di voi o di altre persone. L’addestramento è irrilevante, lui è quello che è. Potrebbe non legarsi al padrone, non ritiene di averne bisogno. Può essere un buon cane da guardia. Non adottate cucciolo simile, sperando di trasformarlo in un adulto affettuoso, questo non è possibile quindi lasciatelo dov’è.

Clicca qui sotto per vedere il Volhard Test… Immagina come avrebbe reagito il tuo cane ad un test del genere e se il risultato “fa scopa” con il cane che è diventato. Lascia un messaggio nei commenti.

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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