L’alimentazione di qualità per cani. Cosa sono i croccantini ?

Guida alla scelta del cibo e come scegliere i croccantini

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Volete sapere come si fa a leggere nelle etichette del cibo per cani comprendendole? Tra nome dei croccantini, composizione, ingredienti ed additivi è un labirinto? Siete nel posto giusto ma… armatevi di pazienza perché non sarà una lettura veloce. Ma dopo questa lettura se sopravvivrete…sarete super-esperti 😊

In un altro articolo, che trovate qui; abbiamo affrontato il problema dell’antropomorfizzazione diffusa ed incontrollata che rischia di non essere rispettosa dell’alterità animale. Vedere nel proprio animale domestico una figura umanizzata è molto comune ed allora a maggior ragione dovremmo rispettarne le esigenze dietetiche e più in generale quelle funzionali di specie, per non parlare di quelle etologiche.

Cane e padrone a letto

Indiscutibile il senso comune, quasi il ‘dovere’, di considerare il nostro cane come un membro della famiglia. Li definiamo ‘figli’, ‘fratelli’ e altri appellativi dolcissimi e comprensibilissimi. Ma allora nasce spontaneo pensare: <Se per te è come un figlio…. vorrai nutrirlo al meglio delle tue possibilità…>.

Perchè dico questo? Perchè sono un forte sostenitore del cibo naturale al contrario di quello industriale. Ma comprendo che a volte possa essere anche un “must” dover alimentare con cibo industriale sia per motivazioni cliniche (sarà il nostro veterinario a consigliarci), sia logistiche che economiche. Per cui cercando di essere il più obiettivo possibile darò una “overview” completa dell’argomento

Questo articolo non è per tutti, ma solo per coloro i quali in una sola lettura (ovviamente lunga per essere inclusiva di tutte le nozioni necessarie) vogliono imparare a conoscere il mondo del mangime per animali domestici, capirne le dinamiche, la fabbricazione, come leggere le etichette, le tabelle ed i valori riportati e (spero di riuscirci) far optare, color che possono, a nutrire diversamente i propri amici a quattro zampe con cibo naturale e non commerciale.

Per gli altri che non vogliono oppure obiettivamente non possono cercherò di dare quelle indicazioni per fare la scelta che sia “il male minore”.

Ma prima…un pò di dati oggettivi

Nel mondo consumistico occidentale, il fatto che (indagine multi scopo sulle famiglie italiane dall’ ISTAT 2006) il 36,0% delle famiglie possiede uno o più animali, ci fa capire come quello che gira attorno alla cura e mantenimento degli animali domestici sia un business importante.

La spesa annuale totale per gli animali domestici era valutata intorno ai 4 milioni di euro nel 2002 (Fonte studio Eurispes 2002) e così distribuita: 42 % Prestazioni veterinarie; 38 % Alimentazione; 26% medicinali e prodotti igienici; 20% Accessori ed altro.

Come potete notare, una buona fetta di budget veniva e viene impiegata per l’alimentazione e questi dati non hanno fatto altro che aumentare, come risulta dallo studio Eurispes 2018 (per cibo, vaccini e spese veterinarie, igiene e pulizia, il 57,7% di chi possiede un animale domestico mantiene al di sotto dei 50 euro le spese mensili per prendersene cura. Aumenta invece “considerevolmente” il numero di chi spende da 51 a 100 euro mensili (31,4% a dispetto del 15,4% nel 2017). Sempre meno diffusa l’abitudine di preparare i pasti con alimenti freschi, piuttosto che offrire cibo per animali già pronto (37,3%). Ad oggi nel mondo la spesa per animali domestici è più di 110 miliardi di dollari…

L’interesse non è poco…

E’ chiaro che le industrie mangimistiche abbiano parecchio interesse a mantenere ed incrementare tale tendenza ed è per questo che assistiamo quotidianamente al bombardamento mediatico rivolto proprio da questo settore e manipolazioni del settore in generale (logica delle lobby del farmaco).

Il proprietario del proprio cane ovviamente vuole dare il meglio che il mercato possa offrire, cercando di bilanciare costo-qualità dei mangimi in commercio ed ogni industria si è sbizzarrita nel produrre le più disparate varietà di cibi, convincendo la massa che il cibo commerciale sia migliore di quello casalingo. Non sono rare le occasioni in cui parecchi proprietari asseriscano che una ciotola di croccantini sia superiore, come qualità organolettiche, a un pasto casalingo che comprenda una (vera) bistecca di manzo.

Per ogni età, razza e predisposizione esiste una variante speciale anche se (seppure con minime variazioni nella composizione) sono in linea di principio quasi tutte uguali.

Pacchi di croccantini al supermercato
Ce n’è per tutti i tipi

Esistono alimenti specifici per cani obesi, per cani con problemi alle articolazioni, con patologie epatiche e renali, per cani con stomaco e intestino sensibili, per cani con allergie e chi più ne ha più ne metta. In genere si può ormai comprare anche un cibo specifico per ogni razza canina, per cani sterilizzati e non, insomma, c’è il cibo “giusto per ogni esigenza”, tutti con una composizione specifica. Aspettiamo con curiosità il mangime per i cani con occhi marroni e quello per cani con occhi azzurri.

Ma cosa cerchiamo per i nostri cani?

Cosa cerca il padrone più coscienzioso utilizzatore di mangimi? La qualità! Parola chiave che identifica il percorso da intraprendere per migliorare le condizioni di vita degli animali che gestiamo, non limitandoci solo al mantenimento di standard minimi di benessere, ma operando per un innalzamento della qualità delle condizioni di gestione.

Un approccio olistico alla convivenza con gli animali implica anche che il loro punto di vista entri a pieno titolo nei parametri d’indagine e di valutazione. Il punto di vista animale può essere indagato prima di tutto chiedendo agli animali che cosa ‘vogliono’.

Questo è’ quanto facciamo applicando test di preferenza e di avversione, valutando il grado di motivazione esibito ed identificando attitudini, inclinazioni e ‘personalità’. Provate a mettere due ciotole davanti ad un cane, una con croccantini ed una con la famosa bistecca di manzo… e lasciate che scelga lui…

L’Informazione è necessaria

Ma cerchiamo di non cadere nell’errore dell’estremismo sciocco e, prima di esprimere un giudizio, informiamoci ed esaminiamo per bene quelle che sono le opzioni di dieta disponibili per il nostro cane.

Acquistare uno o più libri dedicati all’argomento è una scelta matura e coscienziosa… li avrete sempre a portata di mano come il “ricettario della nonna” e sarà un ”reminder” per le conoscenze che acquisirete leggendoli, pensateci bene…quante volte avrete acquistato riviste sui cani, libri per l’addestramento, avrete guardato programmi dedicati alla cinofilia, libri per ricette di dolci? Ed allora perché non spendere qualche euro anche per far mangiare i vostri cani come volete che meritino?!

Quali sono le alternative?

Nella scelta delle diete potremmo dividere le opzioni in due categorie: Preparazione pasto fatto in casa e cibo commerciale.

Vi sono svariate forme di diete esaltate per la loro forma più “naturale” (barf, casalinga, etc) piuttosto che commerciale, come il cibo secco (crocchette) o umido (scatolette varie). Prendiamo ad esempio il classico caso della famiglia con figli che prepara il pranzo per sé e nel frattempo pensa anche all’amico a quattro zampe (in altri articoli esamineremo tipi di diete diverse, da quella commerciale, in maniera più completa) e poi confrontiamola con una rappresentanza generale di mangime industriale (oppure ancora meglio, cerchiamo di capire cosa sia e come venga prodotto quest’ultimo).

Cerchiamo la qualità

Potremmo cercare parametri per coadiuvare la naturalezza, completezza organolettica, velocità di esecuzione, praticità di conservazione, facilità per essere mantenuta in termini di approvvigionamento della materia prima ed impegno conoscitivo, ma al di là delle più disparate ragioni, che siano esse logistiche, economico-culturali per la scelta di un tipo di dieta rispetto ad un’altra, soffermiamoci solo sulla qualità (quella di cui parlavamo prima).

Quello che qui mi propongo di fare è dare un aiuto a comprendere cosa ci sia dentro un pacco di crocchette per cani. Dare le indicazioni per una scelta oculata di quest’ultimo in base alle proposte del mercato scegliendo tra l’enorme quantità di possibili scelte quella che è più appropriata al nostro rapporto Qualità/Prezzo. Cercherò anche di indirizzare coloro i quali possono permetterselo e sono ancora indecisi, ad optare per una dieta naturale di cui parlerò nel dettaglio negli articoli dedicati.

Preparazione piatto casalingo cotto

cane chef

Generalmente chi utilizza questo tipo di alimentazione per il proprio cane si rifornisce negli stessi posti che riforniscono l’utenza di cibo per consumo umano (supermercato, fruttivendolo, macellaio, pescivendolo, etc). Una tipica porzione pasto, in linea di massima, generalizzando potrebbe essere così strutturata: 60% carne (Proteine) / 25% Verdure/Riso (Carboidrati-Minerali-Vitamine) / 15% (Grassi)/ Frutta (Minerali e vitamine).

Nota:

il quantitativo di proteine può raggiungere anche il 70% in relazione alla razza ed all’attività fisica o dover scendere al 50% per difficoltà renali o problemi al fegato. Per esempio cani da caccia utilizzano livelli molto alti di Proteine durante la stagione venatoria. Mentre in altri casi il quantitativo di carboidrati può scendere fino al 10%… Ogni cane ha un’esigenza particolare.

Per cui per un cane di taglia media del peso di 28Kg con un’attività fisica normale (che quindi include due ore di passeggiata ed almeno un’ora di gioco) secondo le linee guida della WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) ha un fabbisogno calorico giornaliero di 1020 Kcalorie Per i fattori moltiplicativi di cui discuteremo in altri articoli, arriviamo a circa 1500Kcal al giorno. suddivideremo il tutto in proteine, carboidrati, grassi; verdure e frutta.

Gli alimenti che finiscono nello stomaco del vostro cane

Carne /Pesce /Frattaglie/Uovo + verdure cotte (in primis carote e zucchine) + (se è il caso) Riso (molto cotto…energia velocemente disponibile) + un filo d’olio se tale quota non è già compresa nel quantitativo grasso animale presente nella carne (meglio se di semi di girasole, olio di salmone o evo gusto non forte) e frutta. Extra ciotola: yogurt

Tali alimenti hanno dato un apporto organolettico di: Carboidraiti – Proteine – Grassi – Omega 3 / 6 – Vitamine – Minerali – Pro-biotici.

Qualità, ma con giudizio

Per le quantità e la ciclizzazione ogni proprietario sarà informato su come suddividere tali ingredienti. Vuoi per esperienza o perché effettivamente informatosi attivamente tramite letture sull’argomento o perché (ancora meglio) non solo informato, ma anche accompagnato nelle scelte (sopratutto se alla prima esperienza) da un veterinario/nutrizionista, saprà ad esempio che eccessivi quantitativi di fegato di manzo sarebbero controproducenti per l’elevata quantità di vitamina A presente, così come controproducenti eccessive quantità di pesce (se offerti crudi) che contengono la Tiaminasi , che è un anti-vitamina (per citarne alcuni) e si regolerebbe di conseguenza.

La dieta casalinga DEVE essere equilibrata

Io affronto l’argomento alimentazione casalinga nel dettaglio qui “La dieta casalinga equilibrata”. E metto sul blog a disposizione un calcolatore di tutti i micronutrienti necessari per paragonare a quello che offrite scegliendo una determinata quantità di cibi. Lo trovate qui: “Calcolo Blogdog”

Avere le basi è obbligatorio prima di effettuare un’integrazione. Il veterinario è senza ombra di dubbio la figura a cui rivolgersi in questi casi, se non si possiedono le specifiche conoscenze. Nei forum e sui social troviamo tante persone che (senza cognizione) consigliano e danno indicazioni su come integrare alcune diete basandosi sull’esperienza diretta con i propri cuccioli, magari perché consigliati dal veterinario e quindi “forti” di un’autorevole giudizio scientifico, ma non sufficientemente consapevoli di come quell’integrazione fosse perfetta per il loro caso, ma non applicabile al vostro. Avremo modo di trattare la questione ‘integratori’ in un articolo dedicato. Intanto è bene sottolineare quanto sia importante NON GENERALIZZARE quando si parla di integrazioni alla dieta. Qui sì che è necessario differenziare razze, sesso, età dell’animale, dispendio fisico e stato (gravidanza/allattamento/cuccioli/ecc.)! “Integrazione si o no?”

Veterinario…la “figura” amica

Come dicevamo: Il veterinario è sicuramente la figura più adatta da consultare in caso di dubbi.

I veterinari intervistati nel servizio televisivo di Report (“Troppa Trippa http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Report-Troppa-trippa-inchiesta-su-mercato-cibo-per-cani-e-gatti-in-italia-croccantini-video-9b47ed6b-76f0-4435-b0fb-0ae03334e117.html) consigliano di scegliere per i nostri animali una dieta casalinga basata su alimenti freschi, che sia ben bilanciata per gli animali. Una dieta casalinga corretta è benefica per la salute degli animali e fa risparmiare. Ma voglio ribadire che se non si ha la preparazione necessaria bisogna documentarsi e/o farsi seguire.

Qualità decisamente alta

La qualità della dieta casalinga ovviamente è abbastanza alta considerando che lo stesso cibo lo troviamo sulla tavola del proprietario. I metodi di cottura leggermente diversi, consideriamo che per un cane i carboidrati devono essere ben cotti, mentre le proteine della carne meno cotte per una migliore assimilazione e digeribilità dei nutrienti.

Preparazione croccantini

croccantini

E qui si apre un mondo… consideriamo innanzitutto che le fasi di preparazione non sono proprio da “cucina della mamma”. Gli ingredienti per alimenti per cani secchi vengono lavorati a temperature molto elevate (con conseguenti problematiche di cui vi parlerò). L’ottenimento delle carni non deve essere specificato dalla casa produttrice, quindi non prescinde che la carne non sia separata meccanicamente ma denaturalizzata. Quindi prima di parlare di materie prime dovremmo capire il processo di “lavorazione” che c’è dietro la preparazione del cibo.

Quindi cos’è la carne separata meccanicamente? E come è separata?

Carne separata meccanicamente:

Questo è un processo utilizzato sia nella produzione di cibo umano che nella produzione di alimenti per animali domestici. La carcassa è macinata fino a un prodotto pastoso. Questo è passato attraverso alta pressione e setaccio per estrarre la carne dalle ossa. Eventuali particelle ossee dovrebbero essere catturate dal setaccio. Con questo processo vengono macinati anche tendini, vene e arterie. La carne separata meccanicamente è un prodotto denso molto nutriente.

Gli ingredienti artificiali

Per rendere la carne separata attraente e darne sapore e colore, vengono aggiunti ingredienti artificiali. Qui è dove sorgono problemi ed ha a che fare con ciò che i produttori possono aggiungere legalmente per rendere i prodotti “più accattivanti”. Legalmente, i produttori di alimenti per animali domestici possono aggiungere nuovi colori. Questo è fatto in modo che la carne appaia fresca e rosa invece del colore grigio. Questo colore grigio deriva dal processo di separazione della carne.

Il risultato finale è una melma rosa molto poco appetitosa.

Carne denaturata:

Nel mondo alimentare il termine denaturato si utilizza per due scopi: 1) denaturare le proteine; 2) Prevenirne il consumo umano. Ovviamente qui parleremo del secondo caso.

Esistono diversi modi per creare un prodotto denaturato. Dal punto di vista del produttore di carne, denaturare significa aggiungere qualcosa per marcare carne o prodotti a base di carne. Questo è fatto in modo che siano facilmente identificati come “non commestibili: non destinati agli alimenti umani”.

Il Dipartimento dell’Agricoltura consente di identificare la carne con un colore, un odore o un sapore distinti, in modo tale che il prodotto non possa mai essere scambiato per cibo umano.

ATTENZIONE!!

Ma ciò non impedisce di usarli come carne negli alimenti per animali domestici.

L’USDA consente ai seguenti ” agenti identificativi ” di essere utilizzati come agenti denaturanti. (E nessuno di loro suona come le cose che vogliamo che i nostri cani mangino):

  • -Acido carbolico grezzo; Disinfettante crisico; FD & C green No. 3 colorazione; Colorazione FD & C blu n. 1 e n. 2; Carbone finemente in polvere o coloranti neri; Qualsiasi disinfettante fenolico conforme alle norme commerciali CS 70-41 o CS 71-41 che deve essere utilizzato in almeno due percento di emulsione o soluzione; Una formula composta da 1 parte FD & C colorante verde n. 3, 40 parti di acqua, 40 parti di detergente liquido e 40 parti di olio di citronella; Una soluzione al 6% di acido tannico per 1 minuto, seguita dall’immersione in un bagno d’acqua, quindi immergendola per 1 minuto in una soluzione di colorante giallo n. 5 FD & C dello 0,022%; Una soluzione di acido tannico 0,0625%, seguita da immersione in un bagno d’acqua, quindi immergendolo in una soluzione di acido ferrico 0,0625%; N ° 2 olio combustibile, brucina sciolta in una miscela di alcool e olio di pino o olio di rosmarino, carbone finemente polverizzato; Un 4% o 6% in peso di osso duro grossolanamente macinato; “Altre sostanze di proprietà” approvate dall’USDA
Come viene ottenuta la carne resta un mistero


Proprio come la carne separata meccanicamente, il colore artificiale può essere aggiunto alla carne denaturata per farlo sembrare normale e le aziende di alimenti per animali domestici non devono elencare in nessuna parte dell’etichetta che sia stata utilizzata carne separata meccanicamente o denaturata.

La brutta verità è che molti produttori oggi si preoccupano solo dei loro profitti e dei loro margini di profitto. E la popolazione animale ne sta pagando il prezzo.

Le strutture dell’USDA che producono carne per l’uomo sono tenute a denaturare qualsiasi prodotto a base di carne destinato al cibo per animali domestici. Non dovrebbe esserci alcuna possibilità che una persona possa mangiarlo.

Allora?! Cosa c’è solitamente in una ciotola di croccantini per cani?

Vediamo di seguito cosa andranno a mangiare i nostri amici a quattro zampe.

Munitevi di pazienza e di voglia di imparare (alla fine siete arrivati a leggere fin qui, quindi i presupposti ci sono). Perché c’è tutto un mondo da conoscere e…. riconoscere.

I “rumori” e le strategie

Sicuramente avrete sentito “storie” di prodotti chimici, conservanti, esaltatori di sapidità. Ormai esistono anche numerose marche che dopo questi rumori hanno cominciato a sostenere di fare a meno di elementi nocivi. Gli stessi produttori però non ci dicono come il loro cibo possa risultare con scadenze di almeno un anno.

Il fatto è che molte case mangimistiche comprano sostanze di base che già contengono conservanti, dunque non devono aggiungere altri additivi al prodotto che trasformano, quindi non li devono neppure dichiarare. In altre parole se su un sacco di mangime per cani c’è scritto senza additivi ciò significa solo che nella fase di preparazione del mangime il produttore non ne ha aggiunti.

Leggiamo l’etichetta

Secondo le direttive della Federazione Europea dell’industria per il cibo da animali di compagnia FEDIAF, l’etichetta è essenziale e dovrebbe essere scritta in modo chiaro. Questo dovrebbe permettere, a chi acquista il prodotto, di capire facilmente cosa si trovi al suo interno. In realtà bisogna essere informati sul modo giusto di interpretarne le voci e di seguito vedrete il perché.

Nome del prodotto

Diciture generiche sul nome del prodotto:

Agnello/pollo/tacchino: se davanti non vi è la dicitura “carne di” si è di fronte ad una materia prima “generica” ovvero, non sappiamo che parte dell’animale venga usata.

Con pollo, manzo, salmone: significa che almeno il 4% deve essere pollo/manzo/salmone…un po’ pochino no?!

Con alto contenuto di pollo, o ricco di pollo, o con extra pollo: tale percentuale deve salire al 14%… a me sembra comunque ancora poco..

Cibo al gusto di… oppure Aroma di… oppure Cibo con…: significa carne contenuta inferiore al 4%. Oppure a volte proprio assente, perché questa dicitura non impedisce che non ci sia la carne di.. , ma soltanto una sostanza che ne ricrei il sapore, gusto o l’odore.

La Tabella di analisi del prodotto

E’ una delle cose che guarda chi sa come dovrebbe essere la composizione di un cibo equilibrato o cerca riscontro su quelle che sono le indicazioni ricevute dal nutrizionista o dal veterinario.

Qui sono presenti non gli ingredienti, ma quel tipo di informazioni legate al contenuto del pacco in termini di nutrienti e quindi umidità, proteine, grassi, fibre, ceneri, acidi grassi omega 3 ed omega 6. Tali indicazioni come quantità minima di grassi grezzi o cenere, in realtà non corrispondono al valore effettivo:
Se abbiamo un’indicazione come quantità minima di grassi grezzi del 7% vuol dire che bene che vada ce n’è il 7%, ma non per questo possiamo mettere la mano sul fuoco che non ve ne sia il 10 o 14%. Serve però come dato di riferimento per il confronto con altri prodotti, magari di altre marche.

Umidità

Umidità al x%: quantitativo di acqua presente nel cibo. Non sottovalutate questo dato perché ha un influenza di grande rilevanza su quelli che sono i calcoli dei valori della tabella stessa. Confrontare due mangimi dal punto di vista delle analisi quando riportano valori di umidità diversi non è intuitivo, ci potrebbe essere un divario enorme. Perché una cosa è calcolare il valore nutriente su massa umida ed un altro è farlo su massa secca. In realtà per poter confrontare i valori di nutrienti di due marche diverse, andrebbero convertiti entrambi in quantità per massa secca allo stesso valore. Facile no?! ☹

Le ceneri… il mito da sfatare

Ceneri: leggendo gli ingredienti del pacco di croccantini vi sarete chiesti: <come mai ci sono ceneri?>. Secondo i produttori di crocchette: i cani hanno un fabbisogno di circa il 2% di ceneri (i minerali non combustibili lasciati dopo la combustione del cibo) in questo 2% ci saranno tracce di minerali di calcio / fosforo di cui hanno bisogno.

Alcune campagne pubblicitarie di alcune case produttrici dichiarano che se pur dalle linee guida sull’etichettatura stabilite da AAFCO non è richiesta l’inclusione del quantitativo di cenere loro lo hanno fatto per dimostrare di avere un mangime di qualità con appena il 7% di ceneri e che pochissime altre società hanno scelto di elencarlo. La cenere al 7% o meno è l’obiettivo nella costruzione di un cibo definito di qualità, dai produttori.

Indicatore insufficiente

I produttori giustificano che il costo dell’uso di proteine ​​di qualità più elevata, quindi con quantitativo di cenere inferiore, entra in gioco e per questo a volte il costo elevato di un tipo di crocchette giustifica una migliore qualità delle proteine utilizzate. Praticamente affermano che i croccantini di pollo con basso contenuto di cenere è costituito da carne di pollo e un po’ di ossa di accompagnamento, la “cenere” quindi indica la quantità di osso che viene macinata nella produzione del pasto. Un contenuto di ceneri basso indica un pasto di grado più elevato a causa di più proteine ​​incluse e meno ossa.

La verità fondamentalmente non sta neppure qui. Se da un lato le ceneri sono la percentuale di sostanze inorganiche presente nel cibo, più sono presenti e meno il mangime è digeribile (per l’alto contenuto di sottoprodotti della macellazione come piume, ossa e connettivo..), dall’altro lato il quantitativo di ceneri non denota la qualità di un ingrediente proteico.

Molti considerano la cenere come la chiave per capire se una proteina di qualità superiore viene utilizzata nella produzione di un cibo per cani o gatti. Ma sulla base di quali dati?! Il calcolo del contenuto di ceneri è eseguito secondo calcoli energetici, praticamente una sottrazione tra apporto energetico del cibo meno rapporto energetico degli scarti (feci + urine)= scarti residui non “bruciati” dall’organismo.

Nè buono nè cattivo…

In America, l’amministrazione “Food and Drug” dichiara che non vi è ragione di credere che un basso contenuto di ceneri dichiarate nel pacco possa indicare una buona qualità del prodotto ed aggiunge che potrebbe essere l’esatto contrario ed essere addirittura nocivo.

Valutate bene che troppa cenere può essere un impedimento, così come nel tratto gastrointestinale una sovrabbondanza di un tipo di minerale può inibire l’assorbimento di un altro, sia direttamente che legandosi con l’altro minerale.

Un bel dilemma eh?! Beh per semplificare il tutto per coloro i quali si ostinano a volerlo ritenere un termine di paragone tra marche, possiamo semplicemente dire che un contenuto superiore all’8% deve essere un campanello di allarme perché evidenzia troppi scarti presenti… Adesso, visto che non è obbligatorio inserire questo dato… trovatemi un produttore che dichiara il 10%…. 😉

FEDIAF

Tutte queste informazioni e tante altre si possono trovare sul sito della FEDIAF, la Federazione Europea dell’Industria degli Alimenti per Animali Familiari.

Parliamo adesso di ingredienti

Facile… penserete, ed invece no! Primo di tutto sebbene la lista degli ingredienti possa dare un aiuto a capire che tipo di ingredienti vi siano, in realtà capirne la qualità è praticamente quasi impossibile e capirne le quantità ci porta a sforzi matematici complessi. In più la capacità di “mimetizzare” le porzioni ed i valori rende tutto più complicato:

  1. Non è regolato stabilire la quantità di ingrediente su massa secca. Quindi se troviamo la dicitura carne fresca, dobbiamo sapere che la percentuale si riferisce al prodotto prima della lavorazione, considerando che il 75% è acqua, vi sarà una riduzione notevole una volta ridotto in farina (un quarto).
  2. I produttori possono separare gli ingredienti elencandoli in svariate forme, camuffando l’esatto contenuto. Ad esempio, possono mettere lo stesso ingrediente sotto forma di nomi diversi solo perché la granulometria è diversa (pensate alla semola di grano ed alla farina di grano). Li possono mettere in fondo alla lista, ma se li andrete a sommare con l’ingrediente base che era all’inizio della lista il valore aumenta notevolmente.

Considerazione:

I produttori utilizzano il trucchetto di frazionare i carboidrati in varie percentuali (per esempio scrivono “farina di grano”, “crusca di grano” ecc…) in modo da non farli comparire al primo posto. Alcuni produttori hanno messo in commercio mangimi “grain free” cioè senza cereali, ma il cane fatica a digerire non solo i cereali ma i carboidrati e amidi in genere. E comunque anche se presenta la capacità data dalla amilasi pancreatica (capacità che varia in base all’abitudine, all’età ed alla razza) di digerire un certo quantitativo di amidi… questi devono essere solo in minima parte presenti.

Ingredienti (tipicamente):

Carboidrati:

Mais:

Nel 1950 la percentuale di prodotti del grano utilizzati nelle crocchette aumenta drammaticamente e da allora ha continuato a regnare come l’ingrediente più comune nel cibo secco industriale.

Questi cereali vengono aggiunti come riempitivi a basso costo e per legare insieme gli ingredienti della crocchetta (la crocchetta senza carboidrati si sgretola 😉 ), ma non hanno alcun valore nutrizionale per il cane.

I cereali di per se non sono dannosi, ma il cane non si è evoluto per digerirli in grosse quantità.

L’amilasi salivari Vs amilasi pancreatica

L’amilasi salivare non è presente nella bocca dei cani. L’amilasi pancreatica è presente in percentuali differenti a seconda della razza e dell’adattamento del singolo alla digestione del carboidrato complesso. L’amilasi salivare, serve per la digestione preliminare dei carboidrati e questa i cani non la hanno, ma l’amilasi pancreatica si…. I carboidrati non sono da bannare nella dieta del cane, anzi se parliamo di verdure esse hanno un ruolo fondamentale per l’assunzione di determinati principi nutritivi, ma un loro quantitativo accettabile è attorno al 20% / 30% (varia da caso a caso) non certo l’80%

Come calcolare il quantitativo di carboidrati?

La percentuale di carboidrati non risulta mai indicata nei pacchi di crocchette ( per un buon motivo), ma calcolarla non è complicato, basta fare 100 – tutte le varie percentuali indicate nella tabella analitica non in quella degli ingredienti (di proteine, grassi, fibre e umidità o altre percentuali dichiarate presenti). Ad esempio: Proteine grezze 30%, grassi grezzi:17%, fibre grezze 2,5%, ceneri 8,2%. CARBOIDRATI = 100- (30+17+2,5+8,2)= 42,3%

Attenzione: non è possibile fare una crocchetta con meno del 40% di amidi (cioè carboidrati), la crocchetta si sgretolerebbe.

Essi possono causare sovrappeso e scompensi metabolici di una certa entità. Non solo i cereali non sono ben assimilati dall’intestino del cane ma molto spesso vengono utilizzati derivati ​​degli scarti dalla lavorazione alimentare umana che possono essere contaminati da aflatossine, possibile causa di cancro al fegato e altri grossi problemi di salute.

Quando vengono alimentati con grandi quantità di mais, i bovini (che, a differenza dei cani, sono destinati a mangiare grossi quantitativi di amidi), sviluppano accumuli di acido e ulcere che possono deteriorare il rivestimento dell’intestino e questo può causare gas, gonfiore e zoppia. Il mais può divorare parte dello stomaco di una mucca, afferma Allen Williams, un ex proprietario di mangimi e specialista del bestiame presso l’Università statale del Mississippi.

Quasi tutti i cibi industriali per cani sono costituiti per la maggior parte da cereali al 60-90%. Questo nella lista degli ingredienti si riesce a mascherare poiché i tipi di cereali sono elencati singolarmente. Dunque è possibile inserire come primo ingrediente la farina animale anche se facendo la somma delle singole voci l’ingrediente principale è dato dai cereali misti.

Riso/Avena/Patate:

Tra le fonti di carboidrati sono sicuramente quelle migliori e più digeribili. Fonte di energia rapidamente utilizzabile. Il problema è nelle quantità utilizzate.

Quinoa/amaranto/grano saraceno:

Non sono cereali. La quinoa per esempio è uno pseudocereale che botanicamente si accomuna agli spinaci. Non presenta dunque glutine, ma anche se ha un buon livello proteico (14 grammi su 100gr di prodotto. Proteine vegetali, però… non il massimo) è poco digeribile per i cani.

Farina di glutine di mais:

modo economico per aumentare il contenuto proteico delle crocchette. Aiuta anche ad assorbire le tossine presenti nelle fonti di cibo contaminate che possono entrare nel cibo. (Il glutine di mais uccide le erbacce)

Quindi sostanzialmente, un mangime che ha il 50% di patata o altro, anche non contenendo nessun cereale (Grain free), non è un mangime di qualità.

Proteine:

Carne di….:

Questo è un ottimo indicatore di scelta. Il codice FEDIAF lo sancisce come: “tutte le parti di specie animale autorizzate ad eccezione di sangue, farina di carne e di ossa, frazione ossea, artigli, piume, corna, peli, denti, becchi, zoccoli, contenuto intestinale, grassi aggiunti. Almeno il 15% deve essere rappresentato da carne (buona) tessuti muscolari lisci o striati. Il resto può essere rappresentato da organi, come il cuore, il fegato, il rene, polmone, e carne della carcassa. Vi ricordo che un quantitativo minimo di frattaglie è auspicabile perché ottime dal punto di vista organolettico in termini di minerali e vitamine*. Certo solo frattaglie…no! Ad ogni modo, ricordate che il quantitativo di carne fresca è calcolato con l’umidità dell’acqua compresa…

Carne disidratata:

Dà una percentuale esatta del contenuto del mangime (non è necessario eliminare l’acqua dal calcolo).

Proteina di…Trasformate:

vuol dire che non c’è carne, ma la sola proteina estratta dalla carcassa dell’animale o del pesce o dei vegetali. Nello specifico (Regolamento Comunità Europea N48 03/10/2000) sono proteine animali di categoria 3, trattate per poter essere utilizzate nei mangimi o in altri alimenti per animali, sia da compagnia che non. In questa categoria non rientrano le proteine idrolizzate, il latte ed i prodotti a base di latte, la gelatina ed il sanguigno.

Proteina di…Idrolizzata:

[agg. e sm. [pp. di idrolizzare]. Che ha subito l’idrolisi: idrolizzato proteico, prodotto di struttura chimica non definita, che si ottiene per digestione acida o enzimatica delle proteine] Sono proteine idrolizzate ottenute mediante calore, pressione, idrolisi chimica, microbiologica o enzimatica di proteine animali.

Immaginate che se la provenienza è dalle piume, setole, becchi, eccetera saranno scadentissime dal punto di vista biologico e prive di amminoacidi essenziali (metiotina, lisina, istidina e triptofano)

Idrolizzato di…:

Si tratterebbe di carne dalla quale è stato tolto tutto ciò che potrebbe creare intolleranze o problemi digestivi (ma non è vero). Inoltre così facendo vengono escluse anche le sostanze nutritive.Gli idrolizzati sono considerati “anallergici” perché a livello statistico hanno mostrato meno reazioni. Questo sistema è utilizzato anche per rendere edibile ciò che non lo è, come gli scarti

Sottoprodotto o derivato di…:

Ecco i sottoprodotti Categoria 3. Cosa sono? Teste, zampe, pulcini, ossa, sangue, pelli, setole, zoccoli, corna, piume, carcasse o parti di animali non dichiarati idonei al consumo umano, sottoprodotti derivanti dalla fabbricazione di prodotti per uso umano scartati come ciccioli, ossa sgrassate, fanghi da centrifuga o da separatore dalla lavorazione del latte, sottoprodotti di animali acquatici, rifiuti di cucina e ristorazione e altre parti non consumate in genere da esseri umani è quanto usato in alimenti per animali domestici.

Faccio notare che oltretutto vegetali, zampe e zoccoli, becchi, eccetera contengono una gran quantità di azoto che viene incluso nel calcolo delle proteine grezze. Letteralmente sono corpi interi o parti o prodotti di origine animale che non possono essere destinati al consumo umano.

Farine animali (Carne o Pesce):

Vengono prodotti dalle carcasse degli animali….. Secondo il regolamento europeo, questo prodotto deve risultare esente da zampe,becchi, piume, sangue, pelo, zoccoli, corna e dal contenuto dell’apparato digerente. E’ un prodotto ottenuto dal riscaldamento, essiccamento e successiva macinazione. Non è dato sapere che tipo di parti della carcassa vengano utilizzati. Per esempio nel caso di farina di pollo l’utilizzo è dei sottoprodotti del pollame, ma senza piume.

Farina di ossa:

ovvero tessuti disidratati comprensivi del tessuto osseo. Questa combinazione è ricca di calcio e fosforo, ma ha un valore proteico inferiore alle semplici farine di carni prive di ossa.

Carni e derivati:

Sono (secondo la direttiva della Commissione Europea 23/06/1982) “tutte le parti carnose di animali terrestri a sangue caldo e tutti i prodotti e sottoprodotti provenienti dalla trasformazione del loro corpo o di parti del corpo”.

Additivi:

Vitamine:

Lo stato intrinseco delle crocchette trasformate è innaturale a causa del calore intenso che subisce per scopi di sterilizzazione. Anche se gli ingredienti originali che andavano nelle crocchette fossero stati di qualità superiore (cosa che non si verifica quasi mai), il calore uccide importanti nutrienti, inclusi amminoacidi, vitamine e enzimi alimentari. Quindi, affinché gli alimenti per animali domestici soddisfino gli standard minimi AAFCO (Association of American Feed Control Officials un’associazione volontaria di enti locali, statali e federali incaricati dalla legge di regolamentare la vendita e la distribuzione di alimenti per animali), i produttori devono aggiungere una miscela sintetica di vitamine e minerali chiamata premix, che a sua volta presenta una serie di problemi.

Il processo del calore ad alte temperature

Quindi come detto, avendo distrutto con il processo di calore praticamente quasi tutte le vitamine, gli aminoacidi ecc, ecc. Queste vanno integrate in maniera sintetica, la natura sintetica di queste premiscele rende più difficile per il corpo dell’animale domestico usarle e può stressare i reni e il fegato. Le vitamine sintetiche sono “isolate” in un laboratorio. Mancano i cofattori e trasportatori trovati in vitamine naturali. La Organic Consumers Organization lo riconosce e sottolinea che le vitamine sintetiche non sono riconosciute e utilizzate dalle cellule nello stesso modo delle loro controparti presenti in natura. La maggior parte degli alimenti per cani secchi si basa su vitamine e minerali sintetici per la nutrizione, quindi se stai somministrando crocchette, il tuo cane potrebbe non ottenere il nutrimento di cui ha bisogno per la salute.

Glicole propilenico:

Il glicole propilenico è usato per mantenere l’umidità nel cibo. Uccide i globuli rossi nei gatti (e quindi uccide i gatti), quindi è vietato nei loro alimenti – forse perché è fondamentalmente un antigelo. Ma è ritenuto perfettamente sicuro per il cibo per cani perché nessuna morte è stata apertamente ancora attribuita a questo. Tuttavia nessuno ha osservato l’effetto cumulativo di mangiare piccole quantità di questa sostanza velenosa, giorno dopo giorno.. Di media gli animali nutriti con cibo commerciale hanno un’aspettativa di vita di 32 mesi inferiore a quelli nutriti diversamente.

Lo studio Belga

Ciò è quanto emerge da uno Studio Belga realizzato tra il 1998 ed il 2002: “Relazione tra benessere dei cani domestici e aspettativa di vita, un saggio statistico” che ha analizzato i dati raccolti da oltre 500 cani domestici per un periodo consecutivo di cinque anni. Un altro studio condotto a Stoccolma (Svezia) dal dottor Kollath ha dimostrato che animali in età giovanile alimentati con una dieta cotta e lavorata inizialmente sembravano esser sani, ma una volta raggiunta la maturità, hanno iniziato a invecchiare rapidamente e sviluppare sintomi di malattia degenerativa. Il gruppo di controllo che è stato allevato con una dieta (addirittura) cruda e non cotta non è invecchiato così velocemente e non ha mostrato sintomi di malattia degenerativa, rimanendo in buona salute.

Polpa di barbabietola:

come materia di carica… (guarda caso) colora di scuro gli escrementi e rimane a lungo nell’intestino, cosa che rende le feci scure e compatte segno di una digestione “sana”, anche quando non lo è.

L’acqua

Avete mai visto un pacco di croccantini che non citasse di mettere a disposizione del cane abbondante acqua? La sete è il prodotto della disidratazione. E non è per nulla il primo campanello di allarme. In pratica non si può fare affidamento alla sete per dire di essere disidratati, meglio guardare il colore delle urine, quello si che è un primo campanello di allarme…

La disidratazione sistemica a lungo termine può causare problemi di salute devastanti tra cui rene metabolico e malattie del fegato.

Gli alimenti secchi contengono naturalmente livelli di proteine ​​più alti rispetto agli alimenti umidi. Questo lo potete scoprire se confrontate le analisi nutrizionali di diete secche, disidratate, in scatola e crude. I reni hanno il compito di abbattere la maggior parte delle proteine ​​alimentari, che crea l’urea e l’azoto che circolano nel sangue. I reni filtrano anche questi prodotti di scarto che vengono escreti nelle urine, ma quando i reni non funzionano correttamente, questi livelli possono diventare elevati nel sangue. Ne consegue affaticamento di reni e fegato.

La disidratazione

Dopo aver mangiato cibo secco, un cane diventa disidratato e assetato, e quindi ha bisogno di bere acqua per riempire il liquido all’interno e intorno alle cellule. Richiede energia e tempo per riequilibrare le cellule. Ciò pone uno stress inutile sull’intero organismo. Gli alimenti freschi hanno un contenuto di umidità del 70-80%, che protegge l’omeostasi dallo stress della disidratazione. Ciò consente all’animale di mantenere l’acqua uniformemente distribuita in tutto il corpo in ogni momento, non solo a volte. Non dimenticare che l’acqua è in realtà il nutriente più importante di tutti.

Sostanze cancerogene? Davvero?! Continuiamo con gli additivi…

Coloranti alimentari:

I tre coloranti più usati, Red 40, Yellow 5 e Yellow 6, sono contaminati da cancerogeni noti … Un altro colorante, Red 3, è stato riconosciuto per anni dalla FDA americana come cancerogeno, eppure è ancora presente nella fornitura di cibo per cani.

Conservanti:

Ma lo sapevate che alcuni dei conservanti usati negli alimenti per animali domestici come l’etossichina sono vietati nel cibo umano a causa di rischi per la salute? L’idrossianisolo butilato (BHA) e l’idrossitoluene butilato (BHT) non sono neanche i migliori. Il BHA è elencato come cancerogeno noto e il BHT è stato trovato come causa di problemi al fegato e ai reni.

Metalli pesanti:

Recentemente, le notizie di alimenti per animali domestici contenenti metalli pesanti hanno colpito la cronaca. Alcuni dei metalli che si trovano negli alimenti per animali domestici includono mercurio, cadmio e condurre. La FDA deve ancora stabilire i livelli tossici di oligoelementi trovati negli alimenti per animali domestici.

Argilla:

Tra gli additivi nelle etichette a volte leggiamo la parola “argilla” tra parentesi. Cos’è? beh sicuramente non è un nutriente, ma forse serve per asciugare le feci e far credere che il cane abbia avuto una buona digestione?!

Sostanze cancerogene:

Un esempio di un composto cancerogeno trovato negli alimenti per animali domestici è l’acrilammide. Questa è una sostanza prodotta quando gli alimenti amidacei (vedi il Mais) vengono lavorati a temperature molto elevate.

Un altro è l’aflatossina. Un gruppo di agenti cancerogeni prodotti da muffe che contaminano i cereali (mais, grano, riso), noci e legumi a causa di cattive condizioni di crescita o di stoccaggio inferiore alla media. La parte spaventosa di tutto questo è  che l’alta temperatura di elaborazione delle crocchette non ucciderà le aflatossine perché sono molto stabili. L’esposizione può causare anemia, insufficienza epatica o renale, cancro e morte prematura. (Il Consumer Council di Hong Kong ha eseguito test su quasi 40 alimenti popolari per animali domestici e ha scoperto che tre famosi produttori di alimenti statunitensi avevano tutti alimenti che contenevano aflatossine).

Spero di avervi fatto fare un bel po’ di chiarezza su ciò che comporta saper leggere le tabelle e le indicazioni riportate sui mangimi, lo so! E’ scioccante!

Croccantini Verità o Leggenda?

Tanti si lasciano incantare dalla leggenda del “cibo pronto sano” ed a prescindere dalla composizione delle crocchette nutrono i loro animali fino a farli ammalare e, quando poi sono malati, cambiano tipo di crocchette in un continuo susseguirsi di problematiche e cambio croccantini. Naturalmente per queste malattie non viene individuata una relazione causale con l’alimentazione… La scorciatoia al sorgere dei primi problemi (dermatiti, rash cutanei, feci non formate, inappetenza, smisurata sete dovuta a disidratazione, zoppia, allergie, problemi articolari, ai reni, al fegato) spesso consigliata da chi non riscontra problemi con il proprio cane (o meglio effetti collaterali) è il semplice cambio della marca dei croccantini propagandando la loro (ma sarà stato in grado di leggerne bene l’etichetta?)..

I monoproteici… gli anallergici

Purtroppo ci troviamo di fronte spesso ad alterazioni ed incomprensioni, in alcuni casi addirittura frode. Se pensiamo che cibi etichettati monoproteici e che dunque vengono indicati per escludere determinate allergie ad una proteina, in realtà contengono (ovviamente) più proteine e dunque non sono proprio adatti ad escludere eventuali allergie o intolleranze… Se pensiamo a quegli studi che hanno rivelato la presenza di carni provenienti da animali diversi rispetto a quanto dichiarato sull’etichetta… Non sto a tediarvi con i dettagli, ma menziono tali saggi, studi ed esperimenti brevemente qui sotto:

Saggio di identificazione di specie di carne negli alimenti per animali domestici mediante un test di reazione a catena della polimerasi (RCP) in tempo reale

Dei 52 prodotti alimentari per animali domestici testati, 20 erano potenzialmente etichettati erroneamente.

• Sono stati rilevati tre casi di possibile sostituzione di specie.

• Non ci sono state tendenze importanti per la sostituzione di una specie con un’altra.

• Sono necessari ulteriori studi per identificare i punti in cui si verifica l’etichetta errata.

Identification of Meat Species in Pet Foods Using a Real-time Polymerase Chain Reaction (PCR) Assay

Test ELISA per antigeni alimentari comuni in quattro alimenti per cani secchi utilizzati nelle prove di eliminazione dietetica.

Questo studio ha valutato quattro alimenti per cani secchi da carne di cervo disponibili presso un fornitore al dettaglio online per potenziali contaminazioni con allergeni alimentari noti comuni: soia, pollame o manzo

Tre dei quattro alimenti secchi canino di cervo da banco (OTC) senza prodotti di soia indicati nell’elenco degli ingredienti erano ELISA positivi per la soia; inoltre una dieta OTC si è rivelata positiva per le proteine ​​di manzo senza prodotti di carne bovina elencati nell’elenco degli ingredienti. Una dieta di cervo OTC non è risultata positiva per proteine ​​di soia, pollame o manzo. Tuttavia, nessuna delle quattro diete da carne di cervo OTC potrebbe essere considerata adatta per una sperimentazione di eliminazione diagnostica in quanto contenevano tutte proteine ​​comuni di alimenti per animali domestici, alcune delle quali erano prontamente identificabili sull’etichetta e altre rilevate solo dall’ELISA. Pertanto, se i quattro prodotti a base di cervo OTC selezionati in questo studio sono rappresentativi dei prodotti OTC in generale, l’uso di alimenti secchi per cani da caccia a base di cervo OTC non dovrebbe essere usato durante le prove di eliminazione in pazienti con sospetta allergia alimentare

ELISA testing for common food antigens in four dry dog foods used in dietary elimination trials

Rilevazione di DNA da specie animali non dichiarate nelle diete commerciali di eliminazione per cani mediante PCR

RISULTATI

In nove di 10 diete da banco, è stato identificato il DNA di una o più specie animali diverse da quelle dichiarate sull’etichetta. Il DNA più frequentemente rilevato è stato derivato da manzo (n = 8) e maiale (n = 6). Due diete idrolizzate contenevano solo DNA della fonte animale dichiarata.

CONCLUSIONI E IMPORTANZA CLINICA

Le “diete proteiche singole” da banco o i prodotti a base di carne in scatola non possono essere raccomandati per la diagnosi di cani con AFR perché la contaminazione può causare il fallimento della dieta di eliminazione.

Detection of DNA from undeclared animal species in commercial elimination diets for dogs using PCR

Riflessione sui pressati a freddo

I pressati a freddo, a differenza degli estrusi, hanno un tipo di pressatura che li compone e li rende crocchette che non necessita del raggiungimento di temperature che superino i 120/140 gradi, ma restano intorno ai 90 gradi preservando più i nutrienti di vitamine e minerali che non è necessario reintegrare come additivi.  Aldilà di questo, tutto il processo precedente è identico a quello degli estrusi, hanno la possibilità di avere un quantitativo minore o nullo di amidi ( utilizzando altri addensanti per mantenere i componenti uniti) a favore delle proteine, ma non è detto che sia effettivamente così. Ed anche la qualità delle materie prime non è detto che sia il top, come dicevamo.

Ed i veterinari?

Perché alcuni veterinari non consigliano mai un’alimentazione casalinga, ma suggeriscono solo prodotti industriali, si chiede il già citato programma Report?

Beh i veterinari che ho consultato io sono sempre stati ben contenti di aiutarmi e consigliarmi alimenti di tipo naturale, quindi son cascato bene 😉

Il mio consiglio? Se non avete esperienze familiari o specifiche sull’allevamento e su quale sia la giusta dieta per il vostro animale consultatevi con il vostro veterinario. Questi sarà sicuramente ben lieto di aiutarvi a stilare una dieta casalinga bilanciata, a seguirvi ed “aggiustare il tiro” in caso di scompensi creati dalla non perfetta somministrazione degli alimenti.

Se siete abituati a fare da voi potreste confrontare inserendo nel software dieta bilanciata Blogdog i quantitativi di cibo e vedere che proprietà di Vitamine e Minerali raggiungete, confrontandoli con i requisiti minimi richiesti per il peso del vostro cane.

Conclusioni

Prima di citare le fonti in cui potrete trarre tutti i dettagli della documentazione discussa vorrei chiudere con una efficace espressione di J. Bentham:

“Crea tutta la felicità che sei in grado di creare, elimina tutta l’infelicità che sei in grado di eliminare: ogni giorno ti darà l’occasione, ti inviterà ad aggiungere qualcosa ai piaceri altrui, o a diminuire qualcosa delle loro sofferenze… ogni dispiacere che toglierai dai pensieri e sentimenti di un’altra creatura sarà sostituito da meravigliosa pace e gioia nel santuario della tua anima”.

Bibliografia: Jutta Ziegler, medico veterinario ; Organic Consumers Organization ; Consumer Council di Hong Kong ; Research in Veterinary Science Belgium ; Jordan Walker lead content curator for Coops And Cages as well as a couple of other pet related blogs ; Facebook Page “Barfando Barfando” ; Dana Scott Founder and Editor in Chief at Dogs Naturally Magazine ; Sarah Griffiths, DCH, CPN classical homeopath and clinical pet nutritionist with an extensive background in the husbandry of wild canines and felines ; Amy Budd BS in Animal Science and is a Tellington Touch Practitioner. Owner of Colorado based Big Bear Pet Company ; Gabriele Bono Professore emerito Università di Padova. ANTHROZOOLOGY & ANIMAL WELFARE : OPEN WORKSHOP ; FEDIAF Federazione Europea dell’Industria degli Alimenti per Animali Familiari ; https://www.sciencedirect.com/ ; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

2 thoughts on “L’alimentazione di qualità per cani. Cosa sono i croccantini ?

  • 16 Luglio 2019 in 9:41 AM
    Permalink

    bell’articolo ,ma io ho uno shitzu che ha avuto problemi di insufficienza panceatica ,forse perché un anno fa faceva la dieta casalinga e probabilmente ho dato un po troppe volte le sardine .adesso è sterilizzato e non so che crocchette dare o fargli fare la casalinga ,in quanto ha le pareti della gastrite inspessite il fegato un po ingrandito ,perché ha avuto una prostatite ormonale e preso un mare di antibiotici . adesso do le gastrointestinal della virbac o brit care ,ma sono più confusa che mai su cosa dare meglio ,per lui

    Rispondi
    • 22 Luglio 2019 in 8:20 AM
      Permalink

      Buongiorno Salvatrice. Beh effettivamente la quantità di pesce azzurro, gruppo cui appartengono le sardine, non dovrebbe superare il 5% del pasto giornaliero, i problemi sorgono più per la presenza di “antivitamine” che per disturbi gastrici. Ad ogni modo, in casi particolari come il tuo, e in tutti i casi in cui il cane soffra di disturbi specifici, il mio consiglio è sempre quello di seguire una dieta casalinga, con il supporto di un medico veterinario specializzato nutrizionista. Se non ne conosci, su internet trovi molti siti di medici che possono consigliare una alimentazione mirata. Grazie per aver letto e condiviso!! Ti auguro di trovare la soluzione migliore!

      Rispondi

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