Mangime per cani: I pressati a freddo. Diciamola tutta!

Ultimamente i miei articoli stanno nascendo dopo alcuni miei post su Facebook nel fare determinate affermazioni. A questi post si susseguono ringraziamenti, critiche e domande. E nell’ottica di rispondere alle domande ed alle critiche esce fuori un’argomentazione degna di essere riportata su “carta” ed essere messa al servizio di più proprietari possibile. Ultimo argomento affrontato? Mangime per cani: I pressati a freddo

Ormai, scrutando sui vari gruppi Social dedicati sia alla cinofilia in generale, che alle razze ed alle attività cinofile più disparate ci si trova sempre, in un modo o nell’altro, a discutere di alimentazione. L’argomento è di importanza fondamentale, questo è indiscutibile, ma spesso viene strumentalizzato in maniera paradossale. Se ne fa una questione fanatica, quasi religiosa; attorno all’alimentazione “girano” interessi economici importanti di svariate centinaia di milioni di euro; è uno degli aspetti salutistici fondamentali dei nostri cani; è il carburante che può fare la differenza durante una competizione o una attività venatoria.

Ma soprattutto (per come la vedo io) è il modo di dire al nostro cane: <TI VOGLIO BENE e nutrendoti al meglio delle mie possibilità ti ripago di tutto quell’amore ed effetto terapeutico che sai donarmi>.

Cercherò di non essere troppo critico (impossibile per me) discutendo di alimentazione industriale in questo articolo. lo sono spesso… lo sono sempre, ma oggi vorrei semplicemente portare alla luce alcune ovvietà che spesso passano inosservate. Erano gli anni ’90 quando indicavo il cibo industriale come “il diavolo”… Non sapevo ancora perchè, ma tra i cinofili più esperti era risaputo che fosse una forma scadente per nutrire i propri cani… è anche vero che la maggior parte nutriva ancora con la cucina della “nonna” sbilanciata e fatta di soffritti di cipolla e aglio, ossa cotte, biscotti zuccherati ed altre leccornie umane altamente deleterie per la salute dei nostri cani e che tanto migliore non risultava in fin dei conti. Da allora la cucina fresca per i cani ha fatto un salto qualitativo importante grazie agli studi ed alle conoscenze sempre più diffuse ed alla portata un po’ di tutti.

Non possiamo sottovalutare che il numero di animali da compagnia è aumentato moltissimo. Che non si tiene più il cane solo se si ha un giardino o la campagna dietro casa, anzi, forse ci sono più cani in città adesso che nelle campagne. Questa è una cosa che ha fatto aumentare esponenzialmente il numero di cani repressi, frustrati, non “capiti” e dunque… problematici; Da qui la necessità di molti proprietari di andare ad “aggiustare” il cane dall’educatore, perchè… “non funziona bene” (sarcastico).

Beh ne parleremo sicuramente in altri articoli, ed in parte lo abbiamo già fatto, ma leggo sempre più spesso delle meravigliose prese di coscienza da parte dei proprietari che di fronte ad un percorso con un educatore si rendono conto di come “prima fossero ciechi e dopo avessero aperto gli occhi”. E questa meravigliosa presa di coscienza ribalta in positivo in maniera impressionante la qualità di vita di entrambi: cane e proprietario. E parlando di alimentazione, parliamo proprio di qualità di vita.

Ci sono proprietari che avendo molti cani di taglia grossa devono ovviare alla spesa economica sull’alimentazione e optano per il commerciale, cercando di barcamenarsi tra formulazioni diverse, aziende diverse, ripartizioni di nutrienti diversi. Alcuni usano il commerciale per problematiche cliniche del proprio cane, trovano più comodo l’utilizzo di mangimi medicamentosi, oppure perché più comodi dal punto di vista di determinate patologie.

Ma torniamo a noi… I pressati a freddo sono una delle ultime forme di alimentazione industriale che ritroviamo disponibili per i nostri cani nei negozi specializzati e nei reparti di cibo per cani. Sono un tipo di mangime che si differenzia dai “vecchi” croccantini per una diversa tipologia di fabbricazione. Lo dico subito così nel corso dell’articolo potrò facilmente distinguerli citando la fabbricazione:

  • Estrusi. I “vecchi” croccantini secchi
  • Pellettati: I “nuovi” pressati a freddo

I pellet. I pressati a freddo

I pressati a freddo… è inutile tentare di “addolcire la pillola”… Sono l’ennesima prova di come la pubblicità vinca sulla scienza, di come il marketing e la semantica possano fuorviare la buonafede del proprietario.

Ohhh l’ho detto!!! 🙂

Non indugio e passo subito a dire il perché di questa mia affermazione così contro tendenza.

La pubblicità sfrutta esempi visivi e nomenclature appropriate, fantomatici esperimenti e mezze verità per far giungere “all’orecchio” del consumatore solo ciò che possa far emergere il proprio prodotto come qualcosa di migliore sul mercato, attribuirgli proprietà migliori, stupire con “effetti speciali” (recitava una pubblicità anni ’80). Queste sono tecniche di vendita (marketing) ben consolidate e di sicuro successo. Io invece sono uno che al bello e buono ci crede poco se semplicemente sponsorizzato e vado sempre a cercare la prova provata prima di cedere alle carezze mediatiche.

Come ci pubblicizzano i pellettati (pressati a freddo)?

  • Prodotto tecnologico nuovo ed innovativo
  • Migliore qualitativamente
  • Più digeribile rispetto ai vecchi croccantini

Prodotto tecnologico nuovo ed innovativo?

Beh, se ci riferiamo ai pellettati per cani, si è vero, prima non si producevano, ma i pellettati per altri animali si. L’industria mangimistica non fa soldi… ehm non produce solo mangimi per i cani, ma per tutti quegli animali da compagnia e da reddito che da tempo vivono e vengono nutriti dall’uomo. Gli allevamenti di erbivori ed avicoli, sfruttano il mangime pellettato da moltissimo tempo. Dunque, prodotto tecnologico nuovo ed innovativo? Un corno! Nuovo sui banchi di cibo per cani? Si!

Diciamoci la verità. Il costo di una macchina per estrusione è 100 volte di più di quello di una pellettatrice. Tant’è vero che sono le grosse aziende che producono più di 30000 quintali al mese di mangime che le hanno… Riporto una slide dal corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari

Aziende che producono croccantini estrusi e pressati a freddo

Quindi appare chiaro che i piccoli produttori puntino sull’impatto mediatico e sulla pubblicità per poter competere con un prodotto così affermato come il mangime estruso.

Prodotto migliore qualitativamente?

Ed eccoci al fulcro dell’argomentazione. La cultura del proprietario medio è aumentata parecchio nell’ultimo decennio ed ormai le pubblicità che volevano i mangimi come il risultato di moderni studi sull’alimentazione, progettati da equipe di medici veterinari ricercatori e che fosse il modo completo, più bilanciato ed in definitiva migliore per nutrire i nostri cani è decaduto. Non ci crede più nessuno, ed è normale che sia così, semplicemente perché la verità è venuta a galla.

Non vorrei essere frainteso: E’ vero che in sede di laboratorio si sono creati dei prodotti che racchiudono in sé delle formulazioni equilibrate; è vero che la legislazione provvede a “legiferare” e gli organi di controllo a “controllare” la produzione e la messa in vendita dei prodotti: dall’approvvigionamento, conservazione e controllo delle materie prime, al loro utilizzo, trasformazione, successivo stoccaggio e vendita.

Ma è anche vero che sotto molti punti di vista la legislazione è carente, che i trucchi utilizzati dai produttori possono fuorviare e che i metodi per bypassare i controlli o le dichiarazioni vi siano… Uno su tutti? L’etichetta del mangime deve riportare la presenza di additivi come i cancerogeni conservanti BHA se il produttore li usa nel fabbricare il mangime…. Però può non indicarlo, se l’additivo era stato messo nella materia prima ricevuta (farine) ancor prima dell’arrivo nella sua fabbrica….

E’ anche vero che studi scientifici, ricerche, prove e controprove hanno, con dati tangibili alla mano, dimostrato come un prodotto trasformato in fabbrica per quanto comodo e completo non avrà mai lo stesso valore biologico di un prodotto fresco. Le vitamine aggiunte ai croccantini (ad esempio) per far si che il prodotto sia bilanciato come legge vuole, sono di tipo sintetico, fatte in laboratorio e non saranno mai assimilabili come quelle provenienti dalla verdura fresca.

Gli amidi utilizzati in grande quantità perché con i processi di lavorazione la gelatinizzazione a cui vengono sottoposti li rende molto più digeribili per i nostri cani, hanno fatto ingrassare le tasche delle aziende, sostituendo le proteine della carne con quelle del mais o dei legumi (esempio) visto il costo differente delle materie prime. E nutrendo cani con mangimi che contengono più del 50% di carboidrati (per gli estrusi è quasi la regola).

Le proteine contenute nel cibo industriale e di fondamentale importanza nella dieta di un carnivoro opportunista come il cane, sono meno digeribili di quelle provenienti dal cibo fresco (e spesso questo è concausa dell’insorgenza di reazioni avverse al cibo come le allergie).

Sui pacchi si scrive 70% di carne di manzo fresca… Però abbiamo avuto cani che pur di recuperare cibo il più vero possibile, sono sempre affamati ed arrivano a mangiarsi il cuoio delle custodie degli attrezzi agricoli; perché andando a controllare le etichette, difficili da interpretare, ma difficilmente camuffabili grazie alla legislazione, in realtà di carne di manzo ce ne sarà un 14% e stavamo nutrendo il cane con riso e patate… (che per carità… nelle giuste quantità, vanno anche bene)

Dipende da formulazione a formulazione, dalla serietà della casa mangimistica, da molti fattori. Come dico spesso, non tutte le linee di produzione sono da condannare, BISOGNA IMPARARE A LEGGERE LE ETICHETTE!!! Però… il cibo industriale processato, non è qualitativamente paragonabile al cibo fresco.

Prodotto migliore, rispetto ai vecchi croccantini?

Dunque, considerando che la pubblicità non possa dire che i pellet i cosidetti “pressati a freddo” siano meglio del cibo fresco, vi sono due strade: 1) denigrare la produzione “vecchia” dei croccantini classici, gli estrusi. 2) paragonare il pressato a freddo al cibo crudo di una dieta barf.

BARF: è l’acronimo di Biologically Appropriated Raw Food. Ovvero cibo crudo biologicamente appropriato (Born Again Raw Food- Bone and Raw Food). E’ una forma di alimentazione che prevede l’utilizzo di alimenti da offrire crudi al cane.

Entrambi i tentativi sono errati nel concetto base: I pressati a freddo sono pressati (tecnica del pellet) a temperature fredde 45°C DOPO ESSERE STATI COTTI almeno a 90°C!!!! (o nel caso dei pellettati provenienti da materie prime disidratate a 70°C). Dunque va da se che se cuocio un alimento questi non sarà crudo (BARF). Va da sé che se nel produrre il pellettato uso materie prime di eccellente qualità e questo lo confronto con una ciotola di cibo fresco come una ciotola di fagioli soffritti con la cipolla oppure un estruso di pessima qualità avrò vinto facilmente… Ma il punto è che io proprietario informato so che la cipolla fa male ai cani e so come comporre una ciotola di altissimo valore qualitativo; so come leggere l’etichetta dei pacchi di croccantini e saprò scegliere il “male minore” 😉

Fondamentalmente:

  • Nell’estrusore vengono inseriti i prodotti freschi pre-cotti a 70 gradi Centigradi, inseriti nell’estrusore che li porta a temperature di 120-170°C, essiccati con aria calda a 170-180°C e messi in commercio.
  • Nel “pellettatore” arrivano gli ingredienti già cotti a 90° ( gli amidi per consentire la gelatinizzazione è probabile subiscano una cottura a temperature più elevate, oppure non ci sono, oppure sono poco digeribili) vengono aggiunti gli amalgamanti (addensanti) ed il tutto viene pressato a temperature dichiarate a “freddo” 35-45°C. Se si utilizzano materie prime disidratate il processo del calore potrebbe arrestarsi sui 70°Ce non 90°C.

Il paragone Estruso Vs Pellettato

Il mangime estruso. E’ vero, gli estrusi rientrano nel discorso che ho fatto precedentemente sulla perdita dei nutrienti in maniera più “prepotente” e dunque il loro reintegro in forma chimica; l’utilizzo di amidi in grosse quantità; i trucchi, le scorciatoie, appartengono anche e forse soprattutto al mondo degli estrusi. Le temperature altissime a cui vengono sottoposti gli alimenti li rende… beh lo sappiamo. La vera critica l’avevo già fatta in questo articolo: Cosa sono i croccantini?

Docente: prof.Pasquale Caparra. Tecnica Mangimistica e Qualità degli Alimenti Zootecnici

Allora i pellettati sono migliori? Beh è vero che vengano cotti a temperature più basse (70-90°C). Ma comunque vengono cotti e determinate proprietà nutritive degli alimenti vengono perse in ogni caso. Abbiamo le vitamine come la A, la D estremamente termolabili, così come parecchi aminoacidi. Abbiamo la facile ossidazione degli acidi grassi come omega-6 ed omega-3. La denaturazione delle proteine (buona per l’uomo, meno per il cane) inizia a temperature di circa 60-70°C.

Il potenziale vantaggio degli amidi

Il croccantino estruso tradizionale per far si che esso stesso non si sbricioli ha bisogno di una quantitativo di amidi abbastanza alto. Insomma NON si può fare una croccantino estruso che non abbia almeno 40% di amido nella sua composizione. Questo è un vantaggio (se sfruttato) dei pellettati… Per un croccantino pressato non sarà obbligatoria la presenza di questi quantitativi di amido, verranno utilizzate altre sostanze amalgamanti, potenzialmente amidi diversi come la pectina, o altre sostanze. Questo è un vantaggio… forse! BISOGNA LEGGERE L’ETICHETTA!!

Solo leggendo l’etichetta ed assicurandoci di cosa ci sia dentro potremmo stare sicuri che questo lato positivo sia sfruttato.

Il potenziale vantaggio di pochi additivi

Se un pressato ha un numero elevato di additivi come vitamine aggiunte, vorrà dire che a fine produzione non era arrivato a raggiungere i valori minimi stabiliti dalla legge (Legge 15 Febbraio 1963, n.281 Art.1 Comma 8 (c)). Significa che il processo di cottura sarà stato talmente lungo in termini di tempo o a temperature talmente alte che si saranno perse quelle sostanze. Lo avevamo già visto nell’articolo sull’integrazione, di come la perdita dei nutrienti sia proporzionale al tempo di cottura, alla temperatura di cottura, così come anche al metodo di cottura.

Ma attenzione, se non ci sono additivi aggiunti, non vuol dire che ci troviamo di fronte ad un mangime crudo che abbia mantenuto le qualità nutrizionali intatte, come un pezzo di CSO (Carne Senza Osso) della quota proteica di una dieta BARF o casalinga. Non perchè lo dico io… Lo dice la legge:

La legge

Di seguito l’estratto del Regolamento dell’Unione Europea recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano che sancisce che tutte le materie prime utilizzate per fabbricare i mangimi per i nostri cani devono essere cotte al “cuore” a 90°C. Allegato XIII CAPO II 3.b) i) ii) iii)

i) sottoposti ad un trattamento termico nel corso del quale la temperatura di tutta la massa del prodotto finale ha raggiunto almeno 90 °C;ii) sottoposti a trattamento termico fino al raggiungimento di una temperatura di almeno 90 °C degli ingredienti di origine animale; oppure iii) prodotti, per quanto riguarda i materiali di origine animale, utilizzando esclusivamente: — sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati di carne o prodotti a base di carne che sono stati sottoposti ad un trattamento termico nel corso del quale la temperatura di tutta la massa ha raggiunto almeno 90 °C;

REGOLAMENTO (UE) N. 142/2011 25 Febbraio 2011
Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea, estratto sulla regolamentazione materie prime mangimi per animali

Il punto .iv offre la possibilità di evitare la cottura fino a 90°C, nel caso in cui venga utilizzata la tecnica dell’essicazione. Tale processo si ottiene con metodi meccanici o naturali togliendo l’umidità (l’acqua) al cibo. Potremmo essere portati a pensare che allora quando l’azienda dichiari che il suo cibo non viene cotto perché usa la tecnica dell’essicazione stia usando questa possibilità…. Ed invece no. Perché come recita il punto 4. “Gli articoli devono essere sottoposti ad un trattamento tale da distruggere ed uccidere gli organismi patogeni come la salmonella. E’ vero che la salmonella muore in breve tempo se esposta al calore, ma tale calore, deve essere di almeno 70°C.

Più digeribile rispetto ai vecchi croccantini?

Altro punto ingannevole sui cui fanno forza le pubblicità dei pellet è quello che il pellet sia più digeribile dell’estruso. Se bazzichiamo su internet in pagine dedicate alla cinofilia, ci sarà sicuramente stato proposto il famoso video. Riporto una delle foto che troviamo in internet del paragone dei due tipi di mangime immersi in un bicchiere d’acqua.

paragone bicchiere con acqua crocchette estruse e pressati a freddo

L’esperimento fa forza sul fatto che lasciando in acqua delle crocchette “vecchio stampo” estruse (bicchiere a sinistra), queste si gonfieranno così, dicono, come si gonfieranno nello stomaco del cane, mentre (a destra) quelle di nuova concezione pellet, diventeranno una morbida massa più facilmente digeribile. Beh… no! non è così. Quello che vediamo come risultato dell’immersione in acqua è la differenza di tecnica (o meglio ingrediente) utilizzato per mantenere il croccantino in forma.

Lo abbiamo già detto, una delle grosse differenze che ci sono tra estruso e pelletato è che quest’ultimo può essere prodotto non utilizzando grosse quantità di amidi (possono essere utilizzati amidi meno agglomeranti come le pectine). Dunque mentre il tipo ed il quantitativo di amidi usati nel processo di fabbricazione dell’estruso, tendono a permettere l’entrata dell’acqua (gonfiandosi). E dunque gli permettono di mantenere più unità la forma finale (senza amidi il croccantino si sgretolerebbe). Invece nel pellet gli amidi delle pectine (ad esempio) si sciolgono e tutti i componenti della crocchetta sono più liberi di liberarsi in acqua, formando una poltiglia.

Il pressato è più digeribile rispetto all’estruso… No! Per valutare la digeribilità di un prodotto alimentare, quello che serve è uno studio strutturato, la raccolta delle feci dell’animale, la valutazione degli stati di salute, moltiplicare il tutto per tot animali e fare una media… non due bicchieri d’acqua!! Questo le aziende che pubblicizzano non lo sanno? Certo che lo sanno, ma…che lo dico a fare 😉

Io che non mi fermo a guardare il bicchiere d’acqua leggo: Prove e test di laboratorio hanno identificato che il pressato non sia molto digeribile non solo rispetto al cibo fresco, ma anche rispetto al mangime estruso. E già quest’ultimo era meno digeribile del cibo fresco. Riporto alcune tabelle esplicative dallo studio: Using of Pelleted and Extruded Foods in Dog Feeding. Questo studio è stato promosso dal Scientific and Technological Research Council of Turkey e presentato nel congresso 25-29 Ottobre 2017 al “International Congress on Advances in Bioscience and Biotechnology (ICABB)”

Tabelle comparative studio tra mangimi per cani pressati a freddo ed estrusi
Using of Pelleted and Extruded Foods in Dog Feeding

E’ ovvio che le analisi sono state fatte partendo dallo stesso tipo di ingredienti mischiati nelle stesse quantità….Nello stesso studio venivano messi 30 cani nella possibilità di scegliere tra mangime estruso e pellettato e per quattro giorni si è provveduto a controllare quanto cibo di uno o dell’altro mangime i cani avessero scelto ed il risultato è stato a favore dei croccantini estrusi… (che che se ne potrebbe parlare.. pensiamo se nella stessa prova avessimo messo del cibo fresco insieme quale sarebbe stato il risultato?!). In totale i cani hanno mangiato in media 199,85 grammi di cibo pellettato e 380,33 grammi di cibo estruso.

Ricapitolando:

Prodotto tecnologico innovativo?

Una trovata pubblicitaria

  • I mangimi in pellet esistono da tantissimo tempo. usati nel mangime per erbivori (mucche suini), avicoli (galline, oche) e nel campo ittico (pesci).

La dicitura “Pressato a freddo” adducendo che le temperature raggiunte nel processo di produzione siano di 40°C è una bufala semantica:

Il punto “iv” dell’allegato XIII CAPO II 3.b) del Regolamento dell’unione europea lascia spazio alla possibilità di non cuocere i singoli alimenti almeno a 90°C al cuore dell’alimento, ma di utilizzare la tecnica dell’essicatura:

  • Questo processo raggiunge temperature più basse , ad esempio 70°C, con l’ulteriore garanzia che il tempo di permanenza del prodotto a quella temperatura sia aumentato.
  • Come ben sappiamo la dispersione dei nutrienti all’interno di un alimento cotto, varia non soltanto in base alla temperatura di cottura, ma anche in base al TEMPO di cottura… Dunque i nutrienti saranno più preservati rispetto alla cottura degli estrusi (130-170°), ma non è paragonabile comunque all’alimento crudo che vogliono farci credere.
  • La disidratazione/essiccatura è un processo che viene utilizzato in fase di fabbricazione dove i prodotti vengono convogliati con una serie di nastri o tappeti trasportatori all’interno del disidratatore dove rimane per circa 20 minuti alla temperatura di 130-200 °C a seconda dell’essenza foraggera e del suo contenuto in acqua; Va da se che se abbassiamo questa temperatura a 70°C i tempi saranno mooolto più lunghi.
  • La temperatura minima deve essere 70°C in questo caso, perchè è necessario abbassare la carica di salmonella presente nell’alimento come evidenziato al punto 4 del Regolamento Comunità Europea che da le disposizioni del CE n°1069/2009 e 92/78/CE del Consiglio : 4. Gli articoli da masticare sono sottoposti a un trattamento in grado di distruggere gli organismi patogeni, inclusa la salmonella”. E la salmonella viene uccisa dal calore portando il cibo, in ogni sua parte, a 70°C.

La migliore digeribilità dimostrata da due bicchieri di acqua è una bufala pubblicitaria.

La digeribilità si dimostra con tecniche che prendono in considerazione un numero rilevante di soggetti “cani”, il mangime, i processi di digestione e gli scarti (feci). L’equipe che ha fatto uno studio sulla digeribilità serio ha riscontrato che i pellet sono meno digeribili dei vecchi estrusi. Questo lo abbiamo visto nel “L’uso di cibo estruso e pelletato nell’alimentazione del cane” (tradotto)

  • Si è evidenziata la minore digeribilità proteica (e non solo ) 76% del pellettato rispetto, non solo al cibo fresco crudo o cucinato, ma addirittura rispetto ai “vecchi” croccantini estrusi (79%)…

Conclusione

La scarsa digeribilità dei cibi commerciali è un argomento molto studiato nel campo della ricerca medico-veterinaria. Ma parlandone inevitabilmente contribuirei alla mia benevola propaganda sulla cucina casalinga, dunque mi riservo di analizzare la questione in un articolo dedicato. Questo articolo è nato solo per dirla tutta sui tanto pubblicizzati “pressati a freddo” che vengono proposti anche da ignari proprietari come la panacea di tutti i mali… ed abbiamo visto che così proprio non è…

Per concludere? Non possiamo fare un tipo di cucina casalinga cruda o cotta o semicotta? Allora impariamo a leggere le etichette dei pacchi, districhiamoci tra le nomenclature e non facciamoci fuorviare dai trucchi del marketing e del profitto… L’alimentazione è una forma di amore verso i nostri cani, essere informati sulla lettura delle etichette è un nostro dovere… glielo dobbiamo.

Propongo qui qualche articolo che possa aiutare a capire i trucchi dei produttori non corretti e come leggere la nomenclatura delle etichette. Se ti è piaciuto l’articolo, lascia un commento e fammelo sapere.

Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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