Mangime per cani: I pressati a freddo. Diciamola tutta!

Ultimamente i miei articoli stanno nascendo dopo alcuni miei post su Facebook nel fare determinate affermazioni. A questi post si susseguono ringraziamenti, critiche e domande. E nell’ottica di rispondere alle domande ed alle critiche esce fuori un’argomentazione degna di essere riportata su “carta” ed essere messa al servizio di più proprietari possibile. Ultimo argomento affrontato? Mangime per cani: I pressati a freddo

Ormai, scrutando sui vari gruppi Social dedicati sia alla cinofilia in generale, che alle razze ed alle attività cinofile più disparate ci si trova sempre, in un modo o nell’altro, a discutere di alimentazione. L’argomento è di importanza fondamentale, questo è indiscutibile, ma spesso viene strumentalizzato in maniera paradossale. Se ne fa una questione fanatica, quasi religiosa; attorno all’alimentazione “girano” interessi economici importanti di svariate centinaia di milioni di euro; è uno degli aspetti salutistici fondamentali dei nostri cani; è il carburante che può fare la differenza durante una competizione o una attività venatoria.

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Ma soprattutto (per come la vedo io) è il modo di dire al nostro cane: <TI VOGLIO BENE e nutrendoti al meglio delle mie possibilità ti ripago di tutto quell’amore ed effetto terapeutico che sai donarmi>.

Cercherò di non essere troppo critico (impossibile per me) discutendo di alimentazione industriale in questo articolo. lo sono spesso… lo sono sempre, ma oggi vorrei semplicemente portare alla luce alcune ovvietà che spesso passano inosservate. Erano gli anni ’90 quando indicavo il cibo industriale come “il diavolo”… Non sapevo ancora perchè, ma tra i cinofili più esperti era risaputo che fosse una forma scadente per nutrire i propri cani… è anche vero che la maggior parte nutriva ancora con la cucina della “nonna” sbilanciata e fatta di soffritti di cipolla e aglio, ossa cotte, biscotti zuccherati ed altre leccornie umane altamente deleterie per la salute dei nostri cani e che tanto migliore non risultava in fin dei conti. Da allora la cucina fresca per i cani ha fatto un salto qualitativo importante grazie agli studi ed alle conoscenze sempre più diffuse ed alla portata un po’ di tutti.

Non possiamo sottovalutare che il numero di animali da compagnia è aumentato moltissimo. Che non si tiene più il cane solo se si ha un giardino o la campagna dietro casa, anzi, forse ci sono più cani in città adesso che nelle campagne. Questa è una cosa che ha fatto aumentare esponenzialmente il numero di cani repressi, frustrati, non “capiti” e dunque… problematici; Da qui la necessità di molti proprietari di andare ad “aggiustare” il cane dall’educatore, perchè… “non funziona bene” (sarcastico).

Beh ne parleremo sicuramente in altri articoli, ed in parte lo abbiamo già fatto, ma leggo sempre più spesso delle meravigliose prese di coscienza da parte dei proprietari che di fronte ad un percorso con un educatore si rendono conto di come “prima fossero ciechi e dopo avessero aperto gli occhi”. E questa meravigliosa presa di coscienza ribalta in positivo in maniera impressionante la qualità di vita di entrambi: cane e proprietario. E parlando di alimentazione, parliamo proprio di qualità di vita.

Ci sono proprietari che avendo molti cani di taglia grossa devono ovviare alla spesa economica sull’alimentazione e optano per il commerciale, cercando di barcamenarsi tra formulazioni diverse, aziende diverse, ripartizioni di nutrienti diversi. Alcuni usano il commerciale per problematiche cliniche del proprio cane, trovano più comodo l’utilizzo di mangimi medicamentosi, oppure perché più comodi dal punto di vista di determinate patologie.

Ma torniamo a noi… I pressati a freddo sono una delle ultime forme di alimentazione industriale che ritroviamo disponibili per i nostri cani nei negozi specializzati e nei reparti di cibo per cani. Sono un tipo di mangime che si differenzia dai “vecchi” croccantini per una diversa tipologia di fabbricazione. Lo dico subito così nel corso dell’articolo potrò facilmente distinguerli citando la fabbricazione:

  • Estrusi. I “vecchi” croccantini secchi
  • Pellettati: I “nuovi” pressati a freddo

I pellet. I pressati a freddo

I pressati a freddo… è inutile tentare di “addolcire la pillola”… Sono l’ennesima prova di come la pubblicità vinca sulla scienza, di come il marketing e la semantica possano fuorviare la buonafede del proprietario.

Ohhh l’ho detto!!! 🙂

Non indugio e passo subito a dire il perché di questa mia affermazione così contro tendenza.

La pubblicità sfrutta esempi visivi e nomenclature appropriate, fantomatici esperimenti e mezze verità per far giungere “all’orecchio” del consumatore solo ciò che possa far emergere il proprio prodotto come qualcosa di migliore sul mercato, attribuirgli proprietà migliori, stupire con “effetti speciali” (recitava una pubblicità anni ’80). Queste sono tecniche di vendita (marketing) ben consolidate e di sicuro successo. Io invece sono uno che al bello e buono ci crede poco se semplicemente sponsorizzato e vado sempre a cercare la prova provata prima di cedere alle carezze mediatiche.

Come ci pubblicizzano i pellettati (pressati a freddo)?

  • Prodotto tecnologico nuovo ed innovativo
  • Migliore qualitativamente
  • Più digeribile rispetto ai vecchi croccantini

Prodotto tecnologico nuovo ed innovativo?

Beh, se ci riferiamo ai pellettati per cani, si è vero, prima non si producevano, ma i pellettati per altri animali si. L’industria mangimistica non fa soldi… ehm non produce solo mangimi per i cani, ma per tutti quegli animali da compagnia e da reddito che da tempo vivono e vengono nutriti dall’uomo. Gli allevamenti di erbivori ed avicoli, sfruttano il mangime pellettato da moltissimo tempo. Dunque, prodotto tecnologico nuovo ed innovativo? Un corno! Nuovo sui banchi di cibo per cani? Si!

Diciamoci la verità. Il costo di una macchina per estrusione è 100 volte di più di quello di una pellettatrice. Tant’è vero che sono le grosse aziende che producono più di 30000 quintali al mese di mangime che le hanno… Riporto una slide dal corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari

Aziende che producono croccantini estrusi e pressati a freddo

Quindi appare chiaro che i piccoli produttori puntino sull’impatto mediatico e sulla pubblicità per poter competere con un prodotto così affermato come il mangime estruso.

Prodotto migliore qualitativamente?

Ed eccoci al fulcro dell’argomentazione. La cultura del proprietario medio è aumentata parecchio nell’ultimo decennio ed ormai le pubblicità che volevano i mangimi come il risultato di moderni studi sull’alimentazione, progettati da equipe di medici veterinari ricercatori e che fosse il modo completo, più bilanciato ed in definitiva migliore per nutrire i nostri cani è decaduto. Non ci crede più nessuno, ed è normale che sia così, semplicemente perché la verità è venuta a galla.

Non vorrei essere frainteso: E’ vero che in sede di laboratorio si sono creati dei prodotti che racchiudono in sé delle formulazioni equilibrate; è vero che la legislazione provvede a “legiferare” e gli organi di controllo a “controllare” la produzione e la messa in vendita dei prodotti: dall’approvvigionamento, conservazione e controllo delle materie prime, al loro utilizzo, trasformazione, successivo stoccaggio e vendita.

Ma è anche vero che sotto molti punti di vista la legislazione è carente, che i trucchi utilizzati dai produttori possono fuorviare e che i metodi per bypassare i controlli o le dichiarazioni vi siano… Uno su tutti? L’etichetta del mangime deve riportare la presenza di additivi come i cancerogeni conservanti BHA (E320) & BHT (E321) se il produttore li usa nel fabbricare il mangime…. Però può non indicarlo, se l’additivo era stato messo nella materia prima ricevuta (farine) ancor prima dell’arrivo nella sua fabbrica….

E’ anche vero che studi scientifici, ricerche, prove e controprove hanno, con dati tangibili alla mano, dimostrato come un prodotto trasformato in fabbrica per quanto comodo e completo non avrà mai lo stesso valore biologico di un prodotto fresco. Le vitamine aggiunte ai croccantini (ad esempio) per far si che il prodotto sia bilanciato come legge vuole, sono di tipo sintetico, fatte in laboratorio e non saranno mai assimilabili come quelle provenienti dalla verdura fresca.

Gli amidi utilizzati in grande quantità perché con i processi di lavorazione la gelatinizzazione a cui vengono sottoposti li rende molto più digeribili per i nostri cani, hanno fatto ingrassare le tasche delle aziende, sostituendo le proteine della carne con quelle del mais o dei legumi (esempio) visto il costo differente delle materie prime. E nutrendo cani con mangimi che contengono più del 50% di carboidrati (per gli estrusi è quasi la regola).

Le proteine contenute nel cibo industriale e di fondamentale importanza nella dieta di un carnivoro opportunista come il cane, sono meno digeribili di quelle provenienti dal cibo fresco (e spesso questo è concausa dell’insorgenza di reazioni avverse al cibo come le allergie).

Sui pacchi si scrive 70% di carne di manzo fresca… Però abbiamo avuto cani che pur di recuperare cibo il più vero possibile, sono sempre affamati ed arrivano a mangiarsi il cuoio delle custodie degli attrezzi agricoli; perché andando a controllare le etichette, difficili da interpretare, ma difficilmente camuffabili grazie alla legislazione, in realtà di carne di manzo ce ne sarà un 14% e stavamo nutrendo il cane con riso e patate… (che per carità… nelle giuste quantità, vanno anche bene)

Dipende da formulazione a formulazione, dalla serietà della casa mangimistica, da molti fattori. Come dico spesso, non tutte le linee di produzione sono da condannare, BISOGNA IMPARARE A LEGGERE LE ETICHETTE!!! Però… il cibo industriale processato, non è qualitativamente paragonabile al cibo fresco.

Prodotto migliore, rispetto ai vecchi croccantini?

Dunque, considerando che la pubblicità non possa dire che i pellet i cosidetti “pressati a freddo” siano meglio del cibo fresco, vi sono due strade: 1) denigrare la produzione “vecchia” dei croccantini classici, gli estrusi. 2) paragonare il pressato a freddo al cibo crudo di una dieta barf.

BARF: è l’acronimo di Biologically Appropriated Raw Food. Ovvero cibo crudo biologicamente appropriato (Born Again Raw Food- Bone and Raw Food). E’ una forma di alimentazione che prevede l’utilizzo di alimenti da offrire crudi al cane.

Entrambi i tentativi sono errati nel concetto base: I pressati a freddo sono pressati (tecnica del pellet) a temperature fredde 45°C DOPO ESSERE STATI COTTI almeno a 90°C!!!! (o nel caso dei pellettati provenienti da materie prime disidratate a 70°C). Dunque va da se che se cuocio un alimento questi non sarà crudo (BARF). Va da sé che se nel produrre il pellettato uso materie prime di eccellente qualità e questo lo confronto con una ciotola di cibo fresco come una ciotola di fagioli soffritti con la cipolla oppure un estruso di pessima qualità avrò vinto facilmente… Ma il punto è che io proprietario informato so che la cipolla fa male ai cani e so come comporre una ciotola di altissimo valore qualitativo; so come leggere l’etichetta dei pacchi di croccantini e saprò scegliere il “male minore” 😉

Fondamentalmente:

  • Nell’estrusore vengono inseriti i prodotti freschi pre-cotti a 70 gradi Centigradi, inseriti nell’estrusore che li porta a temperature di 120-170°C, essiccati con aria calda a 170-180°C e messi in commercio.
  • Nel “pellettatore” arrivano gli ingredienti già cotti a 90° ( gli amidi per consentire la gelatinizzazione è probabile subiscano una cottura a temperature più elevate, oppure non ci sono, oppure sono poco digeribili) vengono aggiunti gli amalgamanti (addensanti) ed il tutto viene pressato a temperature dichiarate a “freddo” 35-45°C. Se si utilizzano materie prime disidratate il processo del calore potrebbe arrestarsi sui 70°Ce non 90°C.

Il paragone Estruso Vs Pellettato

Il mangime estruso. E’ vero, gli estrusi rientrano nel discorso che ho fatto precedentemente sulla perdita dei nutrienti in maniera più “prepotente” e dunque il loro reintegro in forma chimica; l’utilizzo di amidi in grosse quantità; i trucchi, le scorciatoie, appartengono anche e forse soprattutto al mondo degli estrusi. Le temperature altissime a cui vengono sottoposti gli alimenti li rende… beh lo sappiamo. La vera critica l’avevo già fatta in questo articolo: Cosa sono i croccantini?

Docente: prof.Pasquale Caparra. Tecnica Mangimistica e Qualità degli Alimenti Zootecnici

Allora i pellettati sono migliori? Beh è vero che vengano cotti a temperature più basse (70-90°C). Ma comunque vengono cotti e determinate proprietà nutritive degli alimenti vengono perse in ogni caso. Abbiamo le vitamine come la A, la D estremamente termolabili, così come parecchi aminoacidi. Abbiamo la facile ossidazione degli acidi grassi come omega-6 ed omega-3. La denaturazione delle proteine (buona per l’uomo, meno per il cane) inizia a temperature di circa 60-70°C.

Il potenziale vantaggio degli amidi

Il croccantino estruso tradizionale per far si che esso stesso non si sbricioli ha bisogno di una quantitativo di amidi abbastanza alto. Insomma NON si può fare una croccantino estruso che non abbia almeno 40% di amido nella sua composizione. Questo è un vantaggio (se sfruttato) dei pellettati… Per un croccantino pressato non sarà obbligatoria la presenza di questi quantitativi di amido, verranno utilizzate altre sostanze amalgamanti, potenzialmente amidi diversi come la pectina, o altre sostanze. Questo è un vantaggio… forse! BISOGNA LEGGERE L’ETICHETTA!!

Solo leggendo l’etichetta ed assicurandoci di cosa ci sia dentro potremmo stare sicuri che questo lato positivo sia sfruttato.

Il potenziale vantaggio di pochi additivi

Se un pressato ha un numero elevato di additivi come vitamine aggiunte, vorrà dire che a fine produzione non era arrivato a raggiungere i valori minimi stabiliti dalla legge (Legge 15 Febbraio 1963, n.281 Art.1 Comma 8 (c)). Significa che il processo di cottura sarà stato talmente lungo in termini di tempo o a temperature talmente alte che si saranno perse quelle sostanze. Lo avevamo già visto nell’articolo sull’integrazione, di come la perdita dei nutrienti sia proporzionale al tempo di cottura, alla temperatura di cottura, così come anche al metodo di cottura.

Ma attenzione, se non ci sono additivi aggiunti, non vuol dire che ci troviamo di fronte ad un mangime crudo che abbia mantenuto le qualità nutrizionali intatte, come un pezzo di CSO (Carne Senza Osso) della quota proteica di una dieta BARF o casalinga. Non perchè lo dico io… Lo dice la legge:

La legge

Di seguito l’estratto del Regolamento dell’Unione Europea recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano che sancisce che tutte le materie prime utilizzate per fabbricare i mangimi per i nostri cani devono essere cotte al “cuore” a 90°C. Allegato XIII CAPO II 3.b) i) ii) iii)

i) sottoposti ad un trattamento termico nel corso del quale la temperatura di tutta la massa del prodotto finale ha raggiunto almeno 90 °C;ii) sottoposti a trattamento termico fino al raggiungimento di una temperatura di almeno 90 °C degli ingredienti di origine animale; oppure iii) prodotti, per quanto riguarda i materiali di origine animale, utilizzando esclusivamente: — sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati di carne o prodotti a base di carne che sono stati sottoposti ad un trattamento termico nel corso del quale la temperatura di tutta la massa ha raggiunto almeno 90 °C;

REGOLAMENTO (UE) N. 142/2011 25 Febbraio 2011
Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea, estratto sulla regolamentazione materie prime mangimi per animali

Il punto .iv offre la possibilità di evitare la cottura fino a 90°C, nel caso in cui venga utilizzata la tecnica dell’essicazione. Tale processo si ottiene con metodi meccanici o naturali togliendo l’umidità (l’acqua) al cibo. Potremmo essere portati a pensare che allora quando l’azienda dichiari che il suo cibo non viene cotto perché usa la tecnica dell’essicazione stia usando questa possibilità…. Ed invece no. Perché come recita il punto 4. “Gli articoli devono essere sottoposti ad un trattamento tale da distruggere ed uccidere gli organismi patogeni come la salmonella. E’ vero che la salmonella muore in breve tempo se esposta al calore, ma tale calore, deve essere di almeno 70°C.

Più digeribile rispetto ai vecchi croccantini?

Altro punto ingannevole sui cui fanno forza le pubblicità dei pellet è quello che il pellet sia più digeribile dell’estruso. Se bazzichiamo su internet in pagine dedicate alla cinofilia, ci sarà sicuramente stato proposto il famoso video. Riporto una delle foto che troviamo in internet del paragone dei due tipi di mangime immersi in un bicchiere d’acqua.

paragone bicchiere con acqua crocchette estruse e pressati a freddo

L’esperimento fa forza sul fatto che lasciando in acqua delle crocchette “vecchio stampo” estruse (bicchiere a sinistra), queste si gonfieranno così, dicono, come si gonfieranno nello stomaco del cane, mentre (a destra) quelle di nuova concezione pellet, diventeranno una morbida massa più facilmente digeribile. Beh… no! non è così. Quello che vediamo come risultato dell’immersione in acqua è la differenza di tecnica (o meglio ingrediente) utilizzato per mantenere il croccantino in forma.

Lo abbiamo già detto, una delle grosse differenze che ci sono tra estruso e pelletato è che quest’ultimo può essere prodotto non utilizzando grosse quantità di amidi (possono essere utilizzati amidi meno agglomeranti come le pectine). Dunque mentre il tipo ed il quantitativo di amidi usati nel processo di fabbricazione dell’estruso, tendono a permettere l’entrata dell’acqua (gonfiandosi). E dunque gli permettono di mantenere più unità la forma finale (senza amidi il croccantino si sgretolerebbe). Invece nel pellet gli amidi delle pectine (ad esempio) si sciolgono e tutti i componenti della crocchetta sono più liberi di liberarsi in acqua, formando una poltiglia.

Il pressato è più digeribile rispetto all’estruso… No! Per valutare la digeribilità di un prodotto alimentare, quello che serve è uno studio strutturato, la raccolta delle feci dell’animale, la valutazione degli stati di salute, moltiplicare il tutto per tot animali e fare una media… non due bicchieri d’acqua!! Questo le aziende che pubblicizzano non lo sanno? Certo che lo sanno, ma…che lo dico a fare 😉

Io che non mi fermo a guardare il bicchiere d’acqua leggo: Prove e test di laboratorio hanno identificato che il pressato non sia molto digeribile non solo rispetto al cibo fresco, ma anche rispetto al mangime estruso. E già quest’ultimo era meno digeribile del cibo fresco. Riporto alcune tabelle esplicative dallo studio: Using of Pelleted and Extruded Foods in Dog Feeding. Questo studio è stato promosso dal Scientific and Technological Research Council of Turkey e presentato nel congresso 25-29 Ottobre 2017 al “International Congress on Advances in Bioscience and Biotechnology (ICABB)”

Tabelle comparative studio tra mangimi per cani pressati a freddo ed estrusi
Using of Pelleted and Extruded Foods in Dog Feeding

E’ ovvio che le analisi sono state fatte partendo dallo stesso tipo di ingredienti mischiati nelle stesse quantità….Nello stesso studio venivano messi 30 cani nella possibilità di scegliere tra mangime estruso e pellettato e per quattro giorni si è provveduto a controllare quanto cibo di uno o dell’altro mangime i cani avessero scelto ed il risultato è stato a favore dei croccantini estrusi… (che che se ne potrebbe parlare.. pensiamo se nella stessa prova avessimo messo del cibo fresco insieme quale sarebbe stato il risultato?!). In totale i cani hanno mangiato in media 199,85 grammi di cibo pellettato e 380,33 grammi di cibo estruso.

Ricapitolando:

Prodotto tecnologico innovativo?

Una trovata pubblicitaria

  • I mangimi in pellet esistono da tantissimo tempo. usati nel mangime per erbivori (mucche suini), avicoli (galline, oche) e nel campo ittico (pesci).

La dicitura “Pressato a freddo” adducendo che le temperature raggiunte nel processo di produzione siano di 40°C è una bufala semantica:

Il punto “iv” dell’allegato XIII CAPO II 3.b) del Regolamento dell’unione europea lascia spazio alla possibilità di non cuocere i singoli alimenti almeno a 90°C al cuore dell’alimento, ma di utilizzare la tecnica dell’essicatura:

  • Questo processo raggiunge temperature più basse , ad esempio 70°C, con l’ulteriore garanzia che il tempo di permanenza del prodotto a quella temperatura sia aumentato.
  • Come ben sappiamo la dispersione dei nutrienti all’interno di un alimento cotto, varia non soltanto in base alla temperatura di cottura, ma anche in base al TEMPO di cottura… Dunque i nutrienti saranno più preservati rispetto alla cottura degli estrusi (130-170°), ma non è paragonabile comunque all’alimento crudo che vogliono farci credere.
  • La disidratazione/essiccatura è un processo che viene utilizzato in fase di fabbricazione dove i prodotti vengono convogliati con una serie di nastri o tappeti trasportatori all’interno del disidratatore dove rimane per circa 20 minuti alla temperatura di 130-200 °C a seconda dell’essenza foraggera e del suo contenuto in acqua; Va da se che se abbassiamo questa temperatura a 70°C i tempi saranno mooolto più lunghi.
  • La temperatura minima deve essere 70°C in questo caso, perchè è necessario abbassare la carica di salmonella presente nell’alimento come evidenziato al punto 4 del Regolamento Comunità Europea che da le disposizioni del CE n°1069/2009 e 92/78/CE del Consiglio : 4. Gli articoli da masticare sono sottoposti a un trattamento in grado di distruggere gli organismi patogeni, inclusa la salmonella”. E la salmonella viene uccisa dal calore portando il cibo, in ogni sua parte, a 70°C.

La migliore digeribilità dimostrata da due bicchieri di acqua è una bufala pubblicitaria.

La digeribilità si dimostra con tecniche che prendono in considerazione un numero rilevante di soggetti “cani”, il mangime, i processi di digestione e gli scarti (feci). L’equipe che ha fatto uno studio sulla digeribilità serio ha riscontrato che i pellet sono meno digeribili dei vecchi estrusi. Questo lo abbiamo visto nel “L’uso di cibo estruso e pelletato nell’alimentazione del cane” (tradotto)

  • Si è evidenziata la minore digeribilità proteica (e non solo ) 76% del pellettato rispetto, non solo al cibo fresco crudo o cucinato, ma addirittura rispetto ai “vecchi” croccantini estrusi (79%)…

Conclusione

La scarsa digeribilità dei cibi commerciali è un argomento molto studiato nel campo della ricerca medico-veterinaria. Ma parlandone inevitabilmente contribuirei alla mia benevola propaganda sulla cucina casalinga, dunque mi riservo di analizzare la questione in un articolo dedicato. Questo articolo è nato solo per dirla tutta sui tanto pubblicizzati “pressati a freddo” che vengono proposti anche da ignari proprietari come la panacea di tutti i mali… ed abbiamo visto che così proprio non è…

Per concludere? Non possiamo fare un tipo di cucina casalinga cruda o cotta o semicotta? Allora impariamo a leggere le etichette dei pacchi, districhiamoci tra le nomenclature e non facciamoci fuorviare dai trucchi del marketing e del profitto… L’alimentazione è una forma di amore verso i nostri cani, essere informati sulla lettura delle etichette è un nostro dovere… glielo dobbiamo.

Propongo qui qualche articolo che possa aiutare a capire i trucchi dei produttori non corretti e come leggere la nomenclatura delle etichette. Se ti è piaciuto l’articolo, lascia un commento e fammelo sapere.

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10 pensieri riguardo “Mangime per cani: I pressati a freddo. Diciamola tutta!

  • 26 Agosto 2022 in 8:50 AM
    Permalink

    Ciao Alessio, sono uno dei tanti che in questi giorni sta cercando, come hai premesso nell’articolo, di trovare il modo, attraverso il cibo, di ripagare il mio cane di tutto quanto mi da ogni giorno (arrabbiature a parte 🙂 ). Ovviamente faccio parte, anche, di quello stuolo di persone che stanno annegando nella miriade di tipologie e marche di alimenti, senza riuscire a capire (pur leggendo attentamente le etichette) quale sia davvero “la meno peggio”.
    Ero quasi arrivato alla conclusione di prendere in considerazione un semiumido di alta qualità o un pressato a freddo…. ed ecco imbattermi nel tuo articolo che mi ha tarpato le ali…. ma mi ha anche ricondotto sulla strada che anche io considero la più giusta, ossia l’alimentazione “naturale” o al massimo a un umido di qualità. Ma puntiamo in alto e prendiamo in considerazione la prima di queste due ultime ipotesi. Da quanto ho capito in rete, in questi giorni, un ottimo umido, alla fine, non si allontana di molto da una dieta casalinga, in termini di costi, considerando che una confezione da 400 grammi (che neanche basterebbe) può arrivare a sfiorare i 5€, Sono abbastanza convinto (e correggimi se dico un’eresia) con con un importo simile e un po’ più di tempo da dedicare alla preparazione, ci si possa arrivare.
    La mia perplessità ora è un’altra: so di molti che hanno investito su nutrizionisti veterinari con diete su misura ma che comprendono riso, pasta ricotta… addirittura fiocchi di latte. Quì si apre un’altro scenario, ossia, la giusta scelta del nutrizionista…. come dipanare l’ultima matassa?
    Ti ringrazio anticipatamente se vorrai rispondermi e darmi qualche consiglio.

    Rispondi
    • 28 Agosto 2022 in 9:51 AM
      Permalink

      Salve Riccardo,
      grazie per il tuo commento.
      Si, è comprensibile lo scontro tra il voler dare il meglio al proprio cane e districarsi tra le varie opzioni dove la possibilità di non fare bene come si spera sia sempre “dietro l’angolo”. Come avrai ben capito sono un fautore della cucina casalinga equilibrata e completa se questa è una possibile scelta. La scelta del nutrizionista giusto passa, come del resto in umana, dall’approccio che usiamo anche per scegliere un medico specialista per noi. Non possiamo far altro che basarci sulle recensioni, sui feedback di persone che conosciamo, sull’idea che ci facciamo incontrando il professionista ed infine ma non per ultimo, sulla risposta che vediamo in termini di salute del nostro cane. Basarsi su un professionista che sia anche un valido medico veterinario di esperienza specializzato in nutrizione credo sia l’approccio che da le maggiori garanzie.
      Spero vivamente tu possa trovare la soluzione ideale per te ed il tuo compagno a quattro zampe.
      Saluti

      Rispondi
      • 29 Agosto 2022 in 12:49 PM
        Permalink

        Grazie, buon proseguimento sul blog.👍

        Rispondi
  • 27 Maggio 2021 in 9:42 PM
    Permalink

    Salve io ho un cucciolone di 11 mesi al quale ho cambiato crocchette per tre volte, ora la quarta con le pressare a freddo…ma non mangia neanche queste. Le altre le mangiava per un po’ poi smetteva, queste proprio non ne vuol sapere! Mi hanno consigliato di aggiungere un prodotto umido, ma devo mischiarle bene perché se no mangia quello lasciando le crocchette! Ora non so proprio che fare. Ho scoperto oggi il suo blog ed è stato molto utile leggere questo articolo. La veterinaria mi ha sconsigliato di dare al mio cane cibo fresco perché poi non si torna indietro e bisogna essere sicuri di poterlo garantire sempre (io ora son disoccupata per scelta ma il prossimo anno forse tornerò a insegnare a scuola…). Lei che ne pensa? Mi può consigliare sul cibo fresco? Anche rimandando a suoi articoli. La vet ha detto che dovrei rivolgermi a un nutrizionista per cani, è vero? Grazie mille

    Rispondi
    • 28 Maggio 2021 in 8:29 AM
      Permalink

      Buongiorno. Beh l’argomento alimentazione è quanto mai vasto e singolare. Ogni cane ha i propri gusti e le proprie preferenze ma ha anche una risposta fisiologica e delle necessità tutte sue che lo possono accomunare o distinguere totalmente da un suo simile, in razza, età e peso con lo stesso stile di vita. Che trovare il mangime adatto che sia tollerato dal punto di vista digestivo ed anche che piaccia sia a volte un processo complicato è vero. Così come sarebbe consigliato variare spesso, ma con le difficoltà che è facile intuire si possano presentare. Di contro è anche corretto dire che il cibo fresco, sia esso cotto che crudo, debba essere fornito partendo da una base di conoscenze nutrizionali che rispecchino i requisiti nutrizionali del proprio cane e la sua singolarità di cui parlavo prima. E dunque si, affidarsi ad un nutrizionista o ad un medico veterinario esperto in nutrizione dei piccoli animali è una scelta senz’altro saggia e corretta. Redigere una dieta ad hoc non è complicato se si hanno le basi di studio corrette, ma in ogni caso il controllo medico anche con esami ematici mirati a distanza di mesi è senz’altro un ottimo mezzo per garantirsi la corretta scelta degli alimenti e delle quantità. Diciamocelo, la comodità delle crocchette è senz’altro notevole, ma la bontà di un pasto fresco non ha paragoni. Ma se questo non è equilibrato e completo diventa controproducente.

      Sotto il menù alimentazione troverà sicuramente molto materiale per farsi un’idea più chiara. E’ disponibile un calcolatore che non ha la pretesa di sostituirsi ad un nutrizionista ma può dare un aiuto soprattutto nel rendersi conto di quanto carente possa essere la formulazione di una dieta inserendo un tipico pasto giornaliero creato senza le corrette nozioni.
      Cucinare per i propri cani trovo che sia anche molto appagante per noi oltre che per loro. Il mio consiglio è quello di investire in una visita con uno specialista in nutrizione e farsi redigere un piano dietetico per il suo ormai quasi cane adulto, magari da iniziare dopo il compimento dell’anno di età. Verissimo che capita spesso che il rifiuto delle crocchette aumenti dopo aver assaggiato il cibo fresco, ma è anche vero che il cane non si lascerebbe morire di fame se il mangime fosse l’unica risorsa disponibile, per cui tornare indietro è sempre fattibile, complicato forse, ma fattibile.

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  • 28 Aprile 2021 in 6:36 PM
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    Grazi grazie grazie! sto usando da 4 mesi il pressato a freddo e il mio setter pur se in buona salute (1 anno) resta magro , ogni tanto rigurgita e spesso ha meteorismo e tra l’altro gli devo aggiungere sempre un pò di carne/pesce altrimenti non lo mangia. Credo che ritornerò al classico estruso cercandone uno di buona qualità.

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  • 11 Aprile 2021 in 7:23 AM
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    Oltre all’Estruso Classico e al Pressato a Freddo oggi esistono anche:
    Disidratato
    liofilizzato
    Cotto al forno
    SemiUmido
    Di questi cosa ne pensi?

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    • 11 Aprile 2021 in 11:45 AM
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      Ritengo che l’utilizzo dei disidratati sia un buon compromesso per evitare il raggiungimento di alte temperature che disperderebbero molti nutrienti dalle materie prime. In ogni caso ritengo che le regole sulla qualità finale restino valide per tutti i prodotti, dove l’interpretazione delle etichette rimane l’unico metodo per discernerne in maniera oculata. Come si evince dagli articoli del blog, parlando di qualità protendo sempre verso una scelta di alimentazione fresca e non commerciale. Saluti

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