Posso cambiare cibo al mio cane? Variate Variate Variate!!!


Posso cambiare cibo? Non solo possiamo… dobbiamo!!!! Questo è il consiglio che vorrei dare oggi parlando di alimentazione del cane: VARIATE!!!!!

Un po’ di storia e valutazioni

Il cane discende da un suo predecessore che come altri canidi (lupi, coyote, volpi) ha avuto un atteggiamento alimentare di tipo opportunistico. Grosse e piccole prede, carogne, contenuto stomacale di grossi erbivori, feci e chi più ne ha più ne metta. Questo ha fatto si che il cane sviluppasse un adattamento ad una dieta varia senza grossi problemi (Sheldon, 1992; Landry e Van Kruiningen,1979; Lewis et al, 1987; Beaver, 1981). Successivamente il cane co-evolvendosi con l’uomo si è sempre più adattato ad una dieta fatta di avanzi della tavola del suo amico onnivoro a due zampe (noi). Allora dai contenuti stomacali parzialmente digeriti degli erbivori si è adattato sempre più a digerire amidi di cui la nostra dieta è molto ricca, contribuendo ad arricchire la sua varietà alimentare.

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Cani primitivi e nordici continuano a mantenere una certa facilità a tollerare grossi quantitativi di grassi nella loro dieta cosa che ad altri cani può comportare dei problemi anche seri. Tale capacità però si scontra con la difficoltà alla digestione di grossi quantitativi di amidi avendo una capacità di amilasi pancreatica ancora non molto efficiente, mentre di nuovo, al contrario razze più “manipolate” tale capacità l’hanno sviluppata in maniera più efficiente, ma sempre entro certi limiti.

Dunque determinate considerazioni su alimentazione diversa in base alla razza non sono del tutto errate… ma assistiamo spesso ad estremizzazioni ridicole.

Molto dipende anche dall’abitudine, ma non è raro nei cani moderni vedere patologie legate ad un abuso di Carboidrati (soprattutto amidi) principalmente tra quelli nutriti con mangime industriale. Perchè? Beh semplice… l’utilizzo di amidi per obblighi costruttivi (ed economici) in tutti i mangimi estrusi è spesso smodato… il proprietario medio in buona fede compra al supermercato il pacco di mangime per cani e sa che per legge sia completo di tutti i nutrienti di cui un cane ha bisogno e dunque è sicuro di far bene. E qui nasce invece l’errore.

Ne ho parlato in vari articoli sopratutto in quelli più critici nei confronti del mangime industriale, ma lo ribadisco qui… la composizione del singolo pacco che acquistiamo fa la differenza tra un mangime di qualità ed un mangime adatto più ai polli che non ai cani (ed è del tutto legale). Quantitativi esagerati di carboidrati causano problemi e potenzialmente scompensi importanti ai nostri cani. Non potevo esimermi dal sensibilizzare su questo anche qui: ATTENZIONE a ciò che scegliamo.

Ma quando troviamo un pacco con una composizione decente, che al nostro cane piace e che tollera senza problemi digestivi di sorta…. ecco che compiamo un altro errore. Non la cambiamo più!

Perchè non cambiamo

Forse perchè abbiamo faticato a trovare un mangime, che piacesse, che avesse un buon rapporto qualità/prezzo e che fosse tollerato dal cane e pensiamo di essere finalmente riusciti a risolvere il “problema” alimentazione. Oppure ancor più comune… siamo convinti che variare faccia male, che non si debba cambiare mangime e “gusti”.

Le case mangimistiche ci hanno talmente tanto condizionato (per loro unico interesse) che siamo convinti che il mangime non si debba cambiare. Ci hanno fatto credere che se cambio ci deve essere… allora che non si debba variare la marca (ma guarda un po’..). Neppure a dirlo che lo sostengono proprio loro, ma che così facendo non facciamo altro probabilmente che aggiungere ai già presenti problemi dei nostri cani moderni altri problemi.

Cambiare cibo al cane si può?

Il marketing sfrenato ci mette davanti pacchi di mangime venduti per cani di una determinata razza e siamo talmente fuorviati ed “informati ad hoc”, che se finiamo il pacco di mangime indicato per Labrador Retriver dubitiamo che quello indicato per Golden Retriver possa essere usato in alternativa.

Do per scontato che si sappia che è probabile siano pressoché uguali, come quelle delle altre razze se non con qualche piccola variazione giustificata da una qualsiasi fonte scientifica, anche banale. Questa è una strategia commerciale ovviamente… E’ sufficiente una fonte scientifica che abbia appurato ad esempio che l’aggiunta del rosmarino in un gruppo di Pastori Tedeschi abbia fatto bene all’alitosi e così si ha per legge la possibilità di nominare l’alimento adatto al Pastore Tedesco aggiungendo alla composizione del Labrador lo 0,5 % di rosmarino … non lo sapevate ?! Beh è così.

Ciò non toglie che ci potrebbero essere delle composizioni adatte al Labrador ed altre al Chihuahua, ma di solito varia solo la dimensione della crocchetta… questa è la realtà ed è per questo che le composizioni vanno lette e sapute interpretare…

I veterinari esperti in nutrizione sono concordi che il variare spesso l’alimentazione e la fonte proteica di ciò che forniamo è una delle prevenzioni più efficaci per non incorrere nell’insorgenza di reazioni avverse al cibo come le allergie.

Così come ci mettono in guardia rispetto alla possibilità che il mangime proposto si sia irrancidito (perchè esposto alla luce, al calore o all’aria) e dunque diventato sgradevole per il cane nella migliore delle ipotesi, pericoloso per la salute (come addirittura cancerogeno) nella peggiore.

E chi fa dieta casalinga? DEVE VARIARE anch’egli!!! Variate Variate Variate!!!!

Quando non variare?

Mi sembra ovvio, ma non posso darlo per scontato, che i consigli di Blogdog sono sulla base della comprensione da parte del lettore che ci si riferisce sempre a cani sani in uno stato di vita normale. E se per 8 anni hai alimentato in un determinato modo il tuo cane ed oggi il veterinario ti dice che è meglio non variare… beh è ovvio che non devi variare.

Se il nostro medico veterinario di fiducia ci ha consigliato uno stretto regime alimentare, mi sembra più che ovvio che i consigli del nostro medico siano ciò che dobbiamo seguire. Magari “il danno” lo abbiamo già fatto senza volerlo proprio alimentando negli ultimi anni il nostro cane sempre con quel mangime. Se abbiamo dubbi chiediamogli perchè. Se non ci convince.. beh come in umana… sentiamo un altro parere.

Il cibo commerciale che io tanto critico ha anche dei pregi che molti veterinari apprezzano. Uno di questi è quello di aiutare il medico nelle diagnosi non dovendo preoccuparsi di importanti sbilanciamenti di una dieta fatta a caso dal proprietario. Uno molto più utile è la terapia di determinate malattie che possono ovviamente essere trattate anche con una dieta appropriata e specifica, cosa che a volte può non essere neppure evidente al proprietario. Nello specifico ecco alcune problematiche che il veterinario potrebbe trattare con specifici alimenti industriali:

  • Reazioni avverse al cibo (allergia o intolleranza alimentare). Anche se un dieta fresca ad esclusione è decisamente da preferire… ma sorvoliamo.
  • Anemia
  • Anoressia
  • Ascite/edema
  • Cancro
  • Malattia cardiovascolare
  • Disfunzione cognitiva
  • Colite
  • Stipsi
  • Convalescenza
  • Placca dentale, tartaro e macchie
  • Diabete mellito
  • Diarrea
  • Insufficienza pancreatica esocrina
  • Gastroenterite
  • Gengivite
  • Insufficienza cardiaca
  • Malattia epatica
  • Iperlipidemia
  • Stati ipermetabolici
  • Ipertensione
  • Obesità
  • Alitosi
  • Osteoartrite
  • Pancreatite
  • Insufficienza renale
  • Recupero chirurgico
  • Urolitiasi

Ma la scienza veterinaria cosa dice?

Come si evince da “Small Animal Clinical Nutrition” (Craig D. Thatcher ; Michael S. Hand ;Rebecca L. Remillard) teoricamente un cibo completo potrebbe non essere mai cambiato e l’animale nutrito con una formula che soddisfi tutti i requisiti nutrizionali.

Questo ovviamente non include quei casi in cui un cane passi da uno stato di vita ad un altro, dunque da cucciolo appena nato a cucciolone, ad adulto ad anziano. Non si applica di base alle cagne in gravidanza ed allattamento.

Ma in generale in realtà non viene preso come pratica consigliata perchè come evidenziato da diverse investigazioni e survey, è molto difficile che un mangime possa essere considerato completo al 100% sia da un punto di vista prettamente “costruttivo” che dal punto di vista della capacità dell’animale di assorbire correttamente tutti i nutrienti come proposti da un’unica formula che spesso ha anche limitazioni digestive importanti. Le prove? Eccole…

Nel Mineral analysis of complete dog and cat foods in the UK and compliance with European guidelines 177 differenti mangimi di 48 diversi marchi produttori per cuccioli, adulti e anziani (Cit.:Ogni prodotto è stato designato come alimento “a marchio proprio del supermercato” o come dieta prescritta/veterinaria/terapeutica” in base all’etichetta e alla popolazione target) sono stati analizzati per controllare se rispecchiassero il corretto bilanciamento di tutti i requisiti nutrizionali per quanto concerne i valori minimi e massimi dei minerali… Risultato? Beh lo riporto tradotto ma al link è possibile vedere l’intero studio:

<<L’analisi di tutti gli alimenti felini o canini ha rivelato un’ampia non conformità con tutte le linee guida dell’UE (FEDIAF); Il 94% (91/97) e il 61% (46/80) degli alimenti umidi e secchi, rispettivamente, non hanno rispettato tutte le linee guida (Fig. 2a,b). Mentre la maggior parte degli alimenti rispettava ≥8 su 11 linee guida (cibo secco, 99% (79/80); cibo umido, 83% (81/97)), molti, in particolare il cibo umido, non sono riusciti a fornire il minimo (ad es. rame, 20% di cibo umido; Fig. 1c) o superato i livelli massimi (es. per il selenio, 76% di cibo umido; Fig. 1d) di almeno un minerale essenziale. Molti avevano un marcato squilibrio minerale (es. 29% di umido, 20% di secco per rapporto Ca:P; Fig. 1a) e alcuni singoli prodotti avevano una composizione minerale marcatamente variabile (es. cinque diete rappresentate in Fig. 2c). L’analisi ripetuta di un sottoinsieme di alimenti umidi con un diverso ID di lotto ha nuovamente mostrato un’ampia non conformità in linea con il set di dati originale, indicando che la nostra analisi non era un effetto isolato di un singolo lotto (Fig. 2d). La rappresentazione pittorica della conformità di tutti gli alimenti umidi e secchi analizzati, secondo le linee guida FEDIAF, è presentata nelle Informazioni supplementari (Figura S3, alimenti secchi; Figura S4, alimenti umidi)>>

Mineral analysis of complete dog and cat foods in the UK and compliance with European guidelines
Cambiare cibo al cane si può?

Stesso discorso su altri controlli e ricordiamo che ci sono da mantenere anche i livelli di Vitamine, i macroelementi e vari rapporti tra loro… primo tra tutti Calcio:Fosforo. Ecco che quando si asserisce che il cibo commerciale sia completo e poi si scopre che solo l’8% dei cibi umidi ed il 38% dei cibi secchi risulti davvero completo… beh bisogna incrociare le dita e sperare che l’unico cibo scelto da noi rientri nella minoranza di quelle formule davvero complete?! E… non è detto che il mese prossimo non esca incompleto dallo stabilimento (limiti costruttivi).

Cosa succede se c’è uno scompenso nel cibo offerto? Oggi nulla, domani neppure, ma se tale scompenso c’è e rimane, perchè non cambiamo mai pacco di mangime, per mesi, anni, per sempre… beh ecco che i problemi possono esserci. Il punto è che ce ne accorgiamo troppo tardi o affatto. Ma il problema non si limita a questo.

Di questi survey e studi ve ne sono stati parecchi, mi sembra inutile fare copia ed incolla di ognuno di essi, sono disponibili in rete, basta cercarli.

Variare è meglio

La bibliografia è concorde sul fatto che per il bene dei nostri cani una dieta varia sia non da preferire, ma da seguire (e questo vale anche per noi umani). E’ il corpo stesso a richiederlo… ed a ragione. Sono dei meccanismi biologici che hanno permesso durante il corso della nostra evoluzione e dei nostri cani che ci fossero dei “campanelli d’allarme” che ci aiutassero a mantenere una dieta varia atta a prevenire e scongiurare non solo carenze nutrizionali, ma anche sensibilizzazioni e funzionalità biologiche. Se il cane ti rifiuta sempre le stesse crocchette si è stufato… Si!! Ed a suggerirglielo è il suo stesso corpo!!!

Credere che il cane si renda conto di mangiare un cibo carente non è supportato dalla scienza al momento, anzi un cane sarebbe capace di mangiare un mangime carente per tutta la vita, è il suo adattamento evolutivo che spesso gli suggerisce che variare è meglio. Vi sono dei fattori che agiscono in questo e contro di questo e sono infatti contrastanti tra di loro. L’effetto primario e l’affetto novità come vengono chiamati in nutrizione (Canine and Feline Nutrition. A Resource for Companion Animal) La cui inter-relazione essendo opposta non è stata neppure ben compresa ancora.

L’effetto primario spesso (più evidente nei gatti) è quella tendenza “fobica” nei confronti della cosa nuova, del cibo nuovo. Questo è dipendente dal cibo che il cucciolo ha sempre avuto a disposizione nella prima parte della sua infanzia spesso, che gli fa evitare cibi sconosciuti da adulto o la preferenza ad un certo cibo (se nutriti a lungo solo con quello).

L’altro è esattamente l’opposto, ovvero il fattore evolutivo di cui parlavo, che tende a far apprezzare al cane la cosa nuova (effetto novità) ed il conseguente rifiuto per la solita pappa (effetto monotonia). Alcune razze sembrano più sensibili a accettare o rifiutare cibi nuovi, ma al momento si tratta di dati speculativi per quello che ne so io (non ho trovato ancora alcuno studio a riguardo).

Perchè variare?

Perché variare? I motivi perché bisogna variare sono:

  • per evitare carenze nutrizionali
  • prevenire problematiche mediche come l’insorgenza di allergie ed intolleranze
  • prevenire disfunzioni comportamentali
  • per migliorare la qualità di vita dei nostri cani

Dunque… Variamo per compensare le carenze e gli eccessi di una dieta monotona presenti anche all’interno di una cosìddetta alimentazione industriale dichiarata completa o di una monotona dieta casalinga che utilizzi sempre gli stessi alimenti.

Variamo l’alimentazione offerta, evitiamo proprio lo spauracchio con il quale interessi economici ci dicono che variando si sviluppino le reazioni avverse al cibo come le allergie. E’ vero esattamente il contrario ed a dirlo è la medicina veterinaria!!!

Una risposta di ipersensibilità rappresenta una sensibilizzazione ad un antigene durante una esposizione ripetuta spesso e nel corso del tempo. Una volta che l’individuo si è sensibilizzato una successiva ri-esposizione a quell’antigene può provocare una risposta immunitaria eccessiva ed inappropriata, chiamata reazione ipersensitiva. La ipersensibilità comporta spesso una allergia quando l’esposizione ripetuta all’antigene (chiamato allergene) comporta una sensibilizzazione immunologica ed una risposta allergica inappropriata quando esposti nuovamente. I rischi di contrarre una allergia per il nostro cane sono: 1) Predisposizione di razza o familiare; 2) Età. Nei primi due anni la probabilità è più alta rispetto al resto della vita da adulto. (75%) ; 3) Esposizione ripetuta agli allergeni. (Proporre sempre lo stesso pacco di croccantini, senza variare) ; 4) Benessere intestinale ; 5) Presenza di malattie infettive. Veterinary Immunology Principle and Practice (Cap. 17)


Variamo per prevenire quei disturbi comportamentali determinati da una carenza nella varietà di aminoacidi e del microbioma intestinale che non permette la corretta creazione e funzionalità dei neurotrasmettitori deputati alle risposte comportamentali. Variamo nel cucciolo per prevenire rifiuto di particolari cibi una volta adulto.

La psicodietetica è lo studio del comportamento e dieta. Di maggior interesse al momento attuale è l’influenza dietetica degli amminoacidi sui neurotrasmettitori. Il triptofano diventa 5-idrossitriptofano, che diventa serotonina. La tirosina viene modificata in diidrossifenilalanina e poi in dopamina, che può cambiare in noradrenalina e quello in adrenalina. La terza via è l’istidina, che diventa la sua tamina. L’ultima via è la lecitina, la colina, la toacetilcolina e di nuovo in colina. Dall’aminoacidi di triptofano, tirosina, lecitina e istidina vengono sei neurotrasmettitori: serotonina, dopamina, noradrenalina, adrenalina, acetilcolina e istamina (vedi capitolo 2, riquadro 2 )

Canine Behavior, Insights and Answers, 2nd Edition
Canine Behavior, Insights and Answers, 2nd Edition

Variamo per prevenire i meccanismi di rifiuto del cibo automatici nei nostri cani e ben noti in nutrizione animale. Il cibo industriale è completo, ma il cane deve mangiare tutta la razione, altrimenti anche se fosse totalmente completo saremmo comunque in carenza se ne mangiasse troppo poco. Ma variamo anche come gesto d’amore, per soddisfare il piacere stesso del cibo nuovo.


Quando variare?

Insomma è necessario variare. Ed è necessario farlo da subito, ancor prima che il cucciolo nasca in realtà. Andrebbe fatto già sulla madre in gravidanza, sia per i benefici alla madre, ma anche perchè tramite il cordone ombelicale prima ed il latte dopo, le varie molecole provenienti da alimenti diversi cominciano ad abituare il feto alla varietà di cibi. Andrebbe fatto nei cuccioli allo svezzamento.. si proprio i cuccioli che sono i più soggetti a sensibilizzarsi alle allergie alimentari (da cuccioli fino ai due anni di età è la maggior incidenza), andrebbe fatto affinchè una proteina mai assaggiata da piccoli non venga riconosciuta dal corpo del cane ormai adulto come pericolosa e dunque attaccata dal suo sistema di difesa causando diarrea e problemi digestivi. Andrebbe fatto proprio per l’effetto primario di cui parlavamo prima.

Le scuse

Si dice che variare faccia male. Fatevi dare dimostrazione delle prove scientifiche di ciò e vedrete che non ve ne daranno… le bufale e le conclusioni di studi fatti dalle case mangimistiche non contano ovviamente. L’esperienza dell’allevatore che basa il suo sapere solo sulla valutazione soggettiva e non quantificabile/qualificabile non conta neppure… Conta solo la bibliografia medico veterinaria e gli studi dei ricercatori non appartenenti ad aziende mangimistiche.

Una scusa di chi alimenta con mangime industriale è che esso sia completo (quello definito proprio completo e non complementare), ma in realtà spesso (al di la che bisognerebbe variare a prescindere) sempre e comunque completo non lo è, e lo abbiamo visto.

Come abbiamo visto piccole carenze ed eccessi sono stati presenti nel 62% degli alimenti industriali secchi testati (ed è del tutto normale, in quelli umidi ricordo fossero addirittura mooolti di più… 92%). Dunque variare elimina il problema di sottoporre il nostro cane sempre alla stessa carenza che se nel giro di un mese non fa nulla, nel giro di qualche anno potrebbe invece risultare un problema importante. Non dimentichiamo che il mangime industriale è anche meno digeribile e dunque con l’aggravante di proporre sempre la stessa composizione il rischio di sviluppare reazioni avverse come le allergie è quanto mai elevato nei confronti delle stesse proteine proposte e la minore assunzione proprio di quegli aminoacidi tanto importanti.


Un’altra scusa è quella che il cane vada in diarrea se si cambia mangime… beh intanto io due domandine me le farei sul perchè il cane vada così facilmente in diarrea ed è probabile che la colpa sia proprio la nostra scelta alimentare, ma potrebbe anche essere ilun soggetto delicato di stomaco. In ogni caso ciò non toglie che dovremmo tentare di riuscire a trovare almeno quelle due o tre composizioni (Composizioni, non marche) tollerate e fare un turnover tra esse.

A tal proposito si legge…Dal libro di nutrizione clinica veterinaria “Small Animal Clinical Nutrition”:

Alcuni proprietari cambiano per i loro animali domestici da un alimento a un altro quotidianamente. La maggior parte dei cani e dei gatti tollera questi cambiamenti.Tuttavia, vomito, diarrea, eruttazione, flatulenza o una combinazione di segni possono verificarsi con un improvviso e rapido cambiamento di alimenti, probabilmente a causa delle differenze tra gli ingredienti. E’ prudente, quindi, raccomandare ai proprietari di cambiare il cibo del loro animale domestico nel corso di almeno tre giorni. Un periodo di sette giorni è anche meglio, affinché i proprietari aumentino la proporzione di nuovo cibo e diminuiscano la percentuale di cibo vecchio (Tabella 1-1). Quasi tutti gli animali domestici tollerano prontamente con un periodo di transizione di sette giorni. Il periodo transitorio è raccomandato più a lungo nei casi in cui il cambiamento di cibo si sappia essere significativo e l’animale abbia dimostrato una scarsa tolleranza a tali cambiamenti nel passato o è previsto rifiuto del nuovo cibo (Tabella 1-1).

Small animal Clinical Nutrition

Come cambiare?

Come abbiamo appena letto alcuni cani non hanno problema a cambiare pacco di croccantini o alimenti freschi dall’oggi al domani, vuoi perchè abituati o perchè particolarmente poco sensibili al cambio. Volendo dare qualche indicazione possiamo dividere così:

Alimenti da cucina casalinga sulla base di una dieta a fresco sia crudo che cotto:

Variamo la sola fonte proteica e testiamola per qualche giorno, poi variamo la fonte di carboidrati complessi e testiamola qualche giorno (solo per la digeribilità… le allergie non centrano nulla), poi facciamo un turnover di verdure che sappiamo siano tollerate e piacciano. Il tutto all’interno di una dieta equilibrata e completa che avremmo avuto cura di condividere con il nostro veterinario di fiducia o nutrizionista. Se pensi che la tua dieta casalinga possa avere scompensi valutala con il Calcolatore di nutrienti di Blogdog.

Cambio tra pacchi di cibo industriale:

In realtà parlando sopratutto di mangime industriale le stesse case produttrici dicono di variare con un periodo di transizione e dunque un caso potrebbe essere questo: 1° giorno 25% alimento nuovo-75% alimento vecchio; 2° giorno 50%-50%; 3°giorno 75%-25%. 4°giorno 100% alimento nuovo. O anche quantità più “dilazionate”, in base al caso.

Cambio di ingredienti che aggiungiamo ai croccantini:

Qui ci vuole una “tiratina di orecchie” 😉 o meglio una precisazione in più… Il mangime industriale per quanto abbiamo visto che possa avere piccole carenze e che abbia una bassa percentuale di digeribilità è anche vero che è bilanciato nella sua formulazione in un determinato modo. Aggiungere cibi freschi o addirittura integratori porta al pericolo (probabile per i primi e quasi sicuro per i secondi) di sbilanciarlo con effetti anche gravi come ipervitaminosi. Inoltre il processo digestivo viene “caricato”, dunque per cani sensibili nei processi di digestione dovremmo aiutarli in questo e non affaticare ancor di più tutto il processo…

Come dicevo ad una amica in un commento su Facebook: L’aggiunta di cibo fresco sul commerciale può essere utile per invogliarli a mangiare e per andare a sopperire eventuali carenze o perchè presenti o perchè non assimilate, però c’è sempre il rischio 1) di abituare il cane a ricevere cibo più succulento del semplice secco e dunque a richiedere sempre delle aggiunte, rifiutandosi di mangiare solo secco e 2) di sbilanciare un mangime che esce di fabbrica con determinati bilanciamenti:

Se il bilanciamento Proteine/Grassi è quasi impossible da ribaltare è vero però che quello Calcio/Fosforo sopratutto con l’aggiunta di Carne sia l’esatto opposto. E’ vero che ad una già grande quota di carboidrati ne andiamo ad aggiungere altri con fonti di carboidrati semplici o complessi(Verdure-Pasta). Ovviamente dipende dalle dosi, se le aggiunte sono di pochi grammi il rischio è minore ovviamente.
Un altro bilanciamento importante è quello tra acidi grassi omega 6 ed omega 3, anche qui sopratutto se si aggiungono olii in particolar modo quelli di pesce il rischio di sbilanciare il rapporto è “dietro l’angolo”, con l’aggravante di rischiare ipervitaminosi (sopratutto per la Vit.A e la vit D ed E).
Dunque moderazione è la parola chiave ed inutilità di integrazione di olii ed integratori multivitaminici o minerali. Che sono tutte integrazioni che dovrebbe vedere, valutare e prescrivere un medico veterinario…

Per i casi limite di stravolgimenti dieta per stagione venatoria?

Se cambio importante stagionale c’è allora al metabolismo del cane va dato il tempo di adattarsi affinchè egli possa assorbire al meglio tutti i nutrienti.

Per i cani sportivi leggiamo addirittura:

<<I cani hanno bisogno di tempo per adattarsi a un nuovo cibo ogni volta che viene effettuato un cambio nella dieta. Quando si hanno drammatici cambiamenti di proporzione di grassi e carboidrati di conseguenza si verificano adattamenti gastrointestinali e metabolici. Gli aggiustamenti GI (ndr.Gastrointestinali) di solito avvengono in pochi giorni purché il passaggio al nuovo alimento sia graduale. I cambiamenti metabolici richiedono generalmente più tempo. Il Glicogeno muscolare risponde all’alimentazione di un alimento ad alto contenuto di carboidrati in pochi giorni per poche settimane (Reynolds et al, 1995). Cambiamenti negli enzimi muscolari e la capacità ossidativa si verificano in risposta a razioni ad alto contenuto di grassi in sei-otto settimane. Concedere il tempo appropriato affinché questi adattamenti si verifichino è particolarmente importante per gli atleti stagionali che può essere nutrito con un alimento ad alto contenuto di grassi solo una parte dell’anno e un alimento di mantenimento per il resto dell’anno (Reynolds et al, 1994). Sia l’allenamento che il cambiamento nella dieta dovrebbero avvenire sei settimane prima della stagione di allenamento (ad es. stagione di caccia)>>

Small Animal Clinical Nutrition

Da una alimentazione ad un’altra

Lascio l’ultimo trafiletto al caso in cui siamo portati a fare quelle variazioni di alimentazione da casalinga ad industriale e viceversa perchè magari dobbiamo andare in viaggio per le vacanze e ci viene più comodo un tipo piuttosto che un altro. Beh al di là del fatto che è probabile ci si scontri con una resistenza ed inappetenza da parte del cane nel caso di cambio da cibo fresco a secco… Detto ciò intuiamo bene che se un cambio da dieta casalinga a dieta industriale deve essere effettuato dovremo dare al nostro cane un tempo decisamente più lungo per adattarsi rispetto ad un cambio di semplice fonte proteica come variare da pollo a manzo. E’ del tutto soggettivo e lo abbiamo capito, potremmo provare un cambio rapido, la prima volta e poi regolarci di conseguenza se siamo abbastanza confidenti.

Consideriamo che una crocchetta di mangime industriale per essere creata ha bisogno di un quantitativo importante di amido (Carboidrati), si arriva a trovare composizioni di crocchette con un contenuto quasi del 60% di carboidrati… va da sè che un cambio graduale sia più che necessario. I tempi di digestione del mangime secco sono molto più lunghi ed in generale è un cambio di alimentazione che andrebbe evitato di frequente se non c’è una abitudine instaurata del cane. Diciamo che variare sia salutare, ma variare alimenti (con tutte le considerazioni che abbiamo comunque fatto sopra) non è la stessa cosa che variare tipologia di alimentazione.

Conclusione

Moltissimi sono i proprietari che lamentano che dopo un certo periodo i propri cani rifiutano il mangime e diventino inappetenti. Beh sono creature biologiche come noi… immaginiamo di mangiare pasta al pomodoro con polpette di carne oggi, domani, dopodomani, tutte le settimane, tutti i mesi, tutti gli anni a pranzo ed a cena, “daremmo di matto” anche noi. Ed i croccantini per quanti appetizzanti possano spruzzarci sopra non son proprio polpette di carne (anche la preferenza all’umido e non al secco è scientificamente provata e confermata). Ed è il loro stesso organismo che gli suggerisce di non continuare a mangiare sempre la stessa cosa ed abbiamo visto perchè.

Insomma se posso darvi un consiglio: Variate… lo so è comodo entrare in una routine di alimentazione standardizzata, ma mettetevi nei panni dei vostri cani, se potessero siete sicuri che sceglierebbero di mangiare quello che gli propiniamo?
Diciamo di amarli e che son meglio delle persone… dimostriamo di crederci e ricambiamoli con un minimo piccolo sforzo. Glielo dobbiamo ❤️

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Ribadisco che qui parliamo di cani sani….per quei cani affetti da patologie dove viene consigliato dal proprio medico veterinario uno stretto regime alimentare… beh che ve lo dico a fare. Si segue l’indicazione del proprio medico di fiducia.

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Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

5 pensieri riguardo “Posso cambiare cibo al mio cane? Variate Variate Variate!!!

  • 11 Ottobre 2022 in 3:32 PM
    Permalink

    Finalmente sento dire di variare il cibo del cane. Spesso le crocchette, per buone che siano, portano, col tempo, intolleranze che riscontriamo da vari sintomi (grattamento, disturbi di stomaco o intestino). Ho una cagnolina anziana (12 anni – 4 kg) con problemi di digestione e collegati, che hanno richiesto varie volte cambio di crocchette (per eliminare qualche ingrediente che creava, con il tempo, disturbi). Faccio sempre studi, nel limite, purtroppo, delle mie poche competenze, sulla composizione e cerco di darle il meglio (evitando cereali o ingredienti poco digeribili). Ha un Veterinario che la segue bene, ma per l’alimentazione ciò che mi ha suggerito non mi convince. Esprimo il mio apprezzamento per l’articolo riportato.

    Rispondi
  • 27 Giugno 2022 in 10:59 AM
    Permalink

    Buongiorno, trovo l’articolo molto interessante. Ho un cucciolo di bassotto nano di 5 mesi che è stato svezzato con crocchette Royal Canin. Fin da subito la composizione non mi convinceva e ho fatto qualche ricerca per trovare del cibo secco migliore, senza cereali e mais e dalla buona formulazione. Ne ho selezionati 3/4. Li ho provati. E il cucciolo li ha rifiutati tutti. Vuole solo royal canin. Immagino come alcuni bambini preferiscono il mc Donald a una bella bistecca. Il veterinario. Anzi i veterinari che ho sentito mi hanno tutti detto che royal canin è ottimo, di non cambiare per non irritarlo. Ovviamente non sono d’accordo e non mi arrendo, ma capisce che quando lei dice di fidarsi del vet be’ ecco non è sempre così semplice. Soprattutto per l’alimentazione. Io non mi arrendo. Credo che il cibo faccia la differenza e vorrei dargli prodotti di qualità e che a lui piacciano e lo rendano felice. Per ora nessuna delle due cose è stata possibile. Quindi intanto mi sto concentrando sulla prima: voglio che innanzitutto smetta di mangiare quelle crocchette schifezze e inizi a mangiare quelle di qualità. ( sto tentando la tecnica che molti definiscono “dell’ affamarlo”: 15 minuti poi via, se ne parla al prossimo pasto). Poi mi concentrerò sulla variazione e di conseguenza sulla sua felicità. È giusto? Grazie

    Rispondi
    • 27 Giugno 2022 in 8:26 PM
      Permalink

      Salve Susanna,
      capisco perfettamente la tua voglia di offrire il meglio che puoi con una scelta oculata. Al di là della bontà delle composizioni dei pacchi di croccantini che confido tu abbia scelto con molta attenzione, ma su cui non posso confermare, direi che l’approccio è quello corretto. A 5 mesi capita comunque spesso che vi sia poca golosità e un certo essere restii al cambiamento. Sono sicuro che con le attenzioni e gli sforzi che stai avendo riuscirai a breve nel tuo intento. Ti consiglio di proporre i pasti dopo aver avuto una sessione di gioco o di attività fisica (adeguata all’età) che spesso funziona per aumentare appetito e stimolo a nutrirsi.

      Rispondi
  • 5 Marzo 2022 in 8:51 PM
    Permalink

    La mia cucciola di due anni, è piuttosto inappetente, ogni tanto per variare, le do un pò di ricotta di pecora, oppure l’uovo, oppure un pò di parmigiano. Faccio male?

    Rispondi
    • 6 Marzo 2022 in 3:36 AM
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      Reply: Salve Ada, come dicevo nell’articolo, l’aggiunta una tantum può essere irrilevante, mentre fatta in maniera quotidiana potrebbe sbilanciare la formulazione del mangime. In questo caso è necessario vedere le quantità usate. Come tipo di alimenti si sconsiglia il parmigiano ricchissimo di sodio ed altamente calorico, mentre per la ricotta se ben digerita non vi sono controindicazioni di sorta, anche se solitamente si preferisce ricotta di capra che è maggiormente digeribile. In ogni caso per i quantitativi valgono le premesse di cui sopra. Il consiglio in caso di dubbi è sempre quello di rivolgersi al proprio medico veterinario di fiducia. Alessio P.

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