Vocalizzazione del cane. Comunicazione cinofila PARTE 4

Vocalizzazione del cane

Affrontiamo qui la vocalizzazione del cane come forma di comunicazione cinofila all’interno di questo excursus che stiamo facendo per imparare a capire il cane ed a farci capire.

Vocalizzazione del cane. L'Abbaiare

Le vocalizzazioni del cane sono ben conosciute da noi umani, perchè per noi quella vocale rappresenta forse la più chiara e conosciuta forma di comunicazione intraspecifica. Ma forse nel “parlare” con i cani ed ascoltarli ci è sfuggita qualche sfumatura. Quella ad esempio che vi sono diversi modi che il cane usa per vocalizzare e che quando un cane abbaia venendoci incontro non può sempre voler comunicare minaccia….

Vediamo di affrontare il discorso dividendo la vocalizzazione del cane nei canonici sei modi:

  1. Abbaiare;
  2. Ringhiare;
  3. Ululare;
  4. Guaire;
  5. Ansimare;
  6. Sospirare

Vocalizzazione del cane. L’Abbaiare

Abbaiare per i nostri cani domestici è molto comune nel quotidiano, ma non per tutti. Vi sono infatti proprietari che si chiedono perché i loro cani non abbaino mai. Beh vi sono razze più o meno predisposte ad usare l’abbaio per comunicare. Questo perché nel corso della selezione che il cane ha avuto convivendo con l’uomo, l’abbaio è sempre stato una comunicazione da incentivare (per esempio per fare la guardia, per cacciare in branco) oppure al contrario un tratto da redimere (alcune razze da caccia / combattimento).

Il cane abbaia per una vasta serie di motivi: avvisa, allarma, spaventa, gioca e scarica anche stress e tensione. L’abbaiare del cane ha una sua “forma” se vogliamo che potremmo descrivere così:

  • Numero di “abbai”, durata dunque dell’abbaio;
  • Frequenza dell’abbaio, rapido oppure lento (abbai frenetici e prolungati = angoscia o ansia / abbai acuti e brevi = eccitazione);
  • Tonalità dell’abbaio, alta o bassa e profonda (Toni alti = saluti o gioco / Toni bassi = minaccia o sospetto);
  • Inserimento di pause più o meno lunghe e ringhi o uggiolii, insomma altre forme di vocalizzazione…

E si! E’ proprio una lingua il “canese” . Aspettiamo con ansia l’app di Babilon che possa tradurre simultaneamente da Canese ad Italiano 🙂

Vocalizzazione del cane. L'Abbaiare

Ammettiamolo, non è facile riuscire a capire dal semplice abbaiare del cane (soprattutto se non nostro) quale sia la comunicazione ultima dello stesso. Ma con l’esperienza ci si può fare l’orecchio e contestualizzando con gli avvenimenti e le situazioni riuscire a capire cosa il cane ci stia dicendo.

Avete presente quando il cane “domanda” (attenzione, gioco) con quell’abbaiare a volume alto, tono acuto e abbaio persistente? Riuscireste a distinguerlo facilmente da un cane che vuole allertare i proprietari dell’avvicinarsi di un estraneo (ancora in lontananza) ??

Oppure quell’abbaiare con tono basso di sospetto che si tramuta in paura mantenendosi basso e aumentando solo in frequenza di abbaio o che,per farla ancora più complicata, si trasforma in abbaio insicuro quando si prolunga quasi a sembrare un bassissimo ululato?

No, non è semplice per un orecchio non “allenato”…

Come abbiamo detto, praticamente in tutte le “puntate” della serie Comunicazione Cinofila, stiamo affrontando uno ad uno tutti i tipi di linguaggio che il cane utilizza nella sua comunicazione ( Linguaggio dl corpo + sguardo ed energia + odori + vocalizzazione). E questi vanno visti e considerati tutti insieme per poter valutare l’effettivo significato della comunicazione. Dunque valuteremo anche cosa sta facendo il cane con il corpo e con l’atteggiamento, oltre ovviamente a contestualizzare la situazione…

Vediamo di elencare, per quanto possibile, le varie forme di comunicazione dell’abbaiare:

  1. 3 o 4 abbai rapidi con pause intermedie ed una media tonalità. Viene identificato come un avvisare. Il cane avvisa che c’è qualcosa, ma questa ancora non è stata identificata come una minaccia.
  2. L’abbaiare rapido con una tonalità media è il tipico abbaio di allarme generale. Questo capita quando fuori dal cancello del giardino (porta di casa) c’è uno sconosciuto.
  3. L’abbaiare può proseguire, in modo continuativo, ma un po’ più lento e più basso. Questo avviene quando la persona si è avvicinata “troppo” al cancello o alla porta e viene identificata come una minaccia imminente ed il cane è pronto ad attaccare.
  4. Una serie prolungata di abbai, con intervalli da moderati a lunghi tra loro identifica un cane che magari è rimasto solo ed ha bisogno di compagnia.
  5. Una o due abbaiate acute e brevi di tonalità alta o media. Sono solitamente il seguito dall’abbaiare tipico di allarme del punto uno a quando la persona viene riconosciuta come amichevole.
  6. Singolo abbaio corto, tono medio-basso. Può accadere in caso di fastidio e può capitare quando la mamma educa i cuccioli.
  7. Singolo abbaio corto, tono medio più alto può indicare sorpresa e può capitare quando un cane viene corretto da un umano o altro cane e si “ribella” alla correzione essendone rimasto sorpreso.
  8. Abbaiare in maniera intermittente con tonalità media viene usato per iniziare il gioco.
  9. Un abbaiare che va “in crescendo” viene usato durante il gioco della lotta tra cani o quando con il proprietario il cane gioca al lancio della “pallina”. Oppure per attirare l’attenzione del proprietario in una fase di concitata eccitazione.
  10. Abbaiare con brevi abbai ma frequenti a tonalità alta ed alto volume possono essere dimostrazione di ansia, stress e frustrazione. Solitamente sono tipici di cani che fanno poco movimento fisico e non hanno sufficiente stimolo mentale quotidiano.

Vocalizzazione… Il TROPPO abbaiare

Vi sono, per selezione effettuata, alcune razze predisposte alla comunicazione vocale più di altre e così avremo grandi differenze tra il chiassoso Barboncino o Yorkshire ed i comunicativi cani da caccia come Beagle e Segugio ed i silenziosi Shar-pei, Chow-Chow, Amstaff o Levriero.

Vi sono proprietari che letteralmente “impazziscono” per il troppo abbaiare del proprio cane ed altri che si chiedono se sia normale che il loro cane non abbai mai….

https://alessiopalleschi.com/come-parlare-con-il-nostro-cane-correttamente/

Nei casi in cui l’abbaiare del cane sia la manifestazione di un disagio, dovremmo capire quale sia il disagio ed eliminarlo, piuttosto che tentare di eliminare l’abbaiare. Perché se è vero che alcuni usino mezzi e mezzucci (collare con citronella – collare elettrico – farmaci) per evitare che il cane abbai, ciò non significa che sia corretto continuarlo a farlo vivere in una situazione di ansia, stress o qualsiasi disagio rappresenti il problema. Perché in quel caso l’abbaiare è la manifestazione del problema e non il problema stesso.

Se il problema è l’abbaiare al nostro rientro in casa lavoreremo sul non fomentare eccitazione. Se il problema è l’eccessivo abbaiare contro altri (cani o persone) oppure al suono del campanello, lavoreremo sulla desensibilizzazione ed sul prevenire pochi istanti prima (prima che vi sia l’escalation dell “crisi” di abbaio che poi diventa più difficile da fermare).

Mi si potrebbe obiettare: <Eh! ma io non so quando suona il campanello… come faccio a correggerlo prima?>. Beh la desensibilizzazione non va “spiegata” al cane. Ci si lavora. In due ci si coordina ed uno fa suonare i campanello e l’altro corregge e desensibilizza il cane… eh!!!

Vocalizzazione del cane. L'Ululare

La via di mezzo dei segugi

Ci sono alcune razze da caccia che a volte usano un abbaiare che viene interpretato come una via di mezzo tra abbaio e ululato. Questo è un abbaiare profondo e prolungato, spesso lo si sente quando il cane è alla ricerca o inseguimento di una preda ed ha in sè quel misto di avviso+eccitazione+richiamo.

Vocalizzazione del cane. L’Ululare

Ci sarà capitato di ascoltare un ululato di lupo in qualche film e la cosa ci ha fatto sentire quell’ancestrale paura dell’uomo attorno al fuoco nella foresta a proteggersi dagli animali della notte… Siamo condizionati dai troppi film 🙂 . Invece quando ulula il nostro cane sentiamo forse ancor di più un richiamo della natura. Il richiamo della foresta di Jack London.

Quando nelle lunghe notti gelate levava il muso alle stelle gettando lunghi ululati nello stile dei lupi, erano i suoi antenati morti e ridotti in polvere, che levavano il muso alle stelle e ululavano nei secoli attraverso di lui.

Jack London

Ebbene si c’è qualcosa di insito nel DNA del cane che lo porta ad ululare. L’ululato è usato per:

  • Richiamare il resto del branco (per esempio un membro della famiglia che è uscito di casa o quando rimangono soli in casa e richiamano la famiglia)
  • Segnalare la presenza del proprio branco su quel territorio, quindi un po’ come ad avvisare che lì ci siete già voi e non c’è più spazio per altri
  • Comunicare con noi, per attirare la nostra attenzione

Poi direi vi sono anche due momenti in cui il cane ulula e sono più tipici, ovvero l’ululato da caccia, che è pò quello che abbiamo visto nel paragrafo precedente e l’ululato di “risposta”

L’ululato di risposta avviene in quel momento in cui vediamo i nostri cani “rispondere” a determinate frequenze sonore. Questo accade spesso quando queste frequenze vengono avvertite all’ascolto di una sirena dell’ambulanza (o polizia) che passa sotto casa, del megafono di qualche venditore ambulante, al suono del flauto del figlio della vicina che suona, al nostro ululare o abbaiare, ecc… Alcuni dicono che i cani rispondano ad un fastidio, io credo piuttosto che sia un incontrollabile istinto di “unirsi” al proprio branco o segnalare al branco vicino la propria presenza.

Abbraccio questa teoria anche perché alcuni cani come quelli con uno stato neotenico abbastanza alto (Siberian Husky) ululano regolarmente per comunicare diversi stati d’animo gioia, curiosità, frustrazione e talvolta emozioni che ci sembrano totalmente estranee e tra loro è “contagioso” l’ululare…

Vocalizzazione del cane. Il Ringhiare

Il ringhiare, come accennavamo nell’articolo “Il mio cane ringhia e morde. Comunicazione canina o altro?“, è una forma di espressione del linguaggio del cane. Spesso è un avvertimento.

Vocalizzazione del cane. Il Ringhiare

Infatti il collegamento che facciamo sentendo ringhiare un cane quando lo approcciamo è quello che se continuassimo ad avanzare potremmo scatenare un attacco aggressivo… E la maggior parte delle volte probabilmente è così.

Però pensate a quei cani che giocando alla corda con i propri proprietari si infervorano e mentre tirano la corda ringhiano… Stanno ringhiando per aggressività contro il loro proprietario (in quell’istante compagno di giochi)? No, sono semplicemente eccitati e si stanno divertendo.

Va da sè che saremo sicuramente attenti a tutti gli altri segnali comunicativi

Nell’articolo che menzionavo sopra facevo l’esempio di un Pastore Tedesco adulto che ringhiava al cucciolo appena conosciuto… invitandolo al gioco.

Spesso il ringhio è più un “brontolio” di piacere… Lo fanno spesso i cani di razza Rottweiler quando il proprietario li coccola.

Però appunto può anche essere un avvertimento. Il cane che ringhia è quel cane che sta anche “tentando disperatamente” di avvertire l’altro che il suo passo successivo sarà un morso. Per questo se un cane ringhia in tono di avvertimento se non viene ulteriormente spronato smette di ringhiare.

Pensiamo per un attimo ai cani di piccola taglia (spesso fin troppo sbatacchiati da un umano ad un altro) che spesso per timore non vogliono essere toccati ed accarezzati che ringhiano all’avvicinarsi della mano dello sconosciuto e smettono appena questi la ritira. Di solito questo ringhiare è unito al mostrare i denti in una smorfia con ghigno pronunciato.

Il cane può anche digrignare i denti nel mostrare sottomissione come abbiamo visto nell’articolo relativo al cane che ride e cosa significhi per lui il Sorriso di sottomissione.

Però attenzione a non fare confusione:

a) Un cucciolo che (prima comincia con i fratellini ed impara la netiquette di comportamento) a sei mesi, ci ringhia quando ci avviciniamo alla sua ciotola con il cibo, va corretto e gli va insegnata l’educazione (nulla di che, basta fargli sapere che non tolleriamo quel tipo di comunicazione). Altrimenti lui collegherà che al suo ringhiare otterrà rispetto e distanza.

b) Con un cucciolo o un adulto che insicuro ringhierà ad una persona, bisognerà lavorare per aumentarne l’autostima.

c) Con un cane che ci ringhia in modo aggressivo prima di un attacco bisognerà evitarlo se estraneo o lavorare prima sulla fiducia (se manca) e poi sul rispetto e la leadership della nostra figura se è il nostro cane.

Proviamo ad elencare i vari tipi di ringhio a cui potremmo assistere:

  1. Ringhio basso e acuto che sembra provenire dal torace. E’ un ringhio che spesso proviene da un cane sicuro di sé, dominante, che minaccia.
  2. Ringhio leggero non molto acuto ma che è chiaramente meno “di petto e più di gola”. Un avvertimento chiaro che non vuole fraintendimenti. E’ un “Stammi lontano“. E solitamente più ci si approccia al cane più aumenta di volume.
  3. Ringhio che precede l’abbaiare lo sentiamo solitamente in quei cani che difendono il territorio, ma che fondamentalmente sono un po’ insicuri, dunque è un misto tra l’avvisare i componenti del branco famiglia per ricevere supporto e il minacciare l’invasore. Più è insicuro il cane più acuto sarà il suono.
  4. Ringhio modulato che varia in tonalità e passa a tonalità alte è tipico di un cane terrorizzato che se non può scappare, attacca.
  5. Ringhio rumoroso, tono medio e alto, con i denti nascosti alla vista è spesso un ringhio di gioco, ma chiaramente valuteremo il resto della comunicazione per esserne sicuri

Vocalizzazione del cane. Il Guaire

Sotto la “voce guaire” uniamo il piagnucolare ed il piangere vero e proprio

Il guaire del cane deve essere spesso associato ad:

  • Impazienza. Bisogno di andare in bagno per esempio;
  • Ansia, angoscia. Lo riscontriamo spesso nei cani lasciati soli;
  • Eccitazione. Il voler raggiungere un altro cane o palla o persona.
  • Richiesta di attenzioni. E’ un mugulio nasale che noi umani sappiamo imitare abbastanza bene… E’ una richiesta di attenzioni che i cani hanno sin dalla nascita. Immaginiamo il mugulio dei cani appena nati che, nonostante non abbiano il senso dell’udito ancora sviluppato, già piangendo cercano la mamma.

Il pianto vero e proprio in una sorta di urlo (il classico Caiiii) è molto più facilmente identificato come dolore. Se invece è un pianto di paura, come quello che fanno i cuccioli all’approcciarsi di un cane adulto, o se è paura mista a dolore, nei cani in cui si sono effettivamente fatti male , ma sono anche un pochino insicuri diventa un pianto ripetuto (caii caii caiiii).

Tentiamo di classificare anche i pianti ed i piantini:

  1. Suoni brevi e acuti nei gemiti proiettati per mostrare sottomissione o paura. Come quelli usati dai cuccioli
  2. Mugolio morbido e ripetuto indica un malessere oppure di essere ferito o spaventato.
  3. Mugolii più bassi ad indicare eccitazione o piacere
  4. Singolo guaito acuto quasi un abbaiare, un grido insomma. Di solito è la risposta improvvisa ad un dolore spesso e volentieri inaspettato .
  5. Serie di guaiti. I classici Caii caii caii come dicevamo, che indicano dolore e/o paura

Attenzione alle manipolazioni.

I cani lo sappiamo, sono espertissimi nel collegare le azioni con un meccanismo di causa effetto immediato. E’ con questi collegamenti fatti al momento dell’avvenimento di un qualcosa di positivo o negativo che li addestriamo educhiamo ed aihmè a volte viziamo e come direbbe qualcuno di mia conoscenza <“L’ho abituato male”>.

I cuccioli non sono da meno e presto imparano a “manipolare” l’uomo per ottenere ciò che vogliono Non è malizia, attenzione, è solo fare due più due. Se la prima notte che arrivo in casa piango e l’umano (mosso ad empatica compassione) mi prende e mi porta nel letto con se coccolandomi….. faro 1+1=2 ovvero.. io piango ed ottengo coccole, calore, e…praticamente tutto ciò che voglio. E badiamo bene a ciò che è il rinforzo positivo causale.

Ne parlavamo in atri articoli dove ci cimentavamo nelle regole dell’educazione cinofila. Non importa quante volte un cane fallirà nel farvi una richiesta o nell’ottenere qualcosa sia essa un biscotto, una porta che si apre, essere portato fuori, fatto salire sul divano/letto, permesso di distruggere il cartone dei regali… fin tanto che qualche volta il comportamento otterrà l’effetto desiderato, anche fosse una volta su dieci) egli non smetterà mai di provarci.

Insomma <no> deve essere: <NO! SEMPRE!>

Ansimare

Le possibilità sono due:

  1. Non avendo la possibilità di sudare i cani termoregolano anche e soprattutto tenendo la bocca aperta e dissipando il calore tramite lo scambio con l’aria fresca, quindi potrebbe tranquillamente star regolando la temperatura, avvertendo troppo caldo.
  2. Se non c’è caldo ed il cane non deve recuperar fiato per una attività fisica, allora l’ansimare con bocca aperta e lingua di fuori potrebbe indicare uno stato d’animo di ansia/stress o dolore (la lingua potrebbe anche non essere eccessivamente esposta).

Sospirare

I sospiri sono espressioni di emozione come piacere, appagamento e relax oppure dispiacere e delusione.

Si, so che spesso cerco non di fare dell’andropodiniego, ma sicuramente enfatizzo la necessità di non antropomorfizzare troppo il cane. Ne parlavo in dettaglio QUI.

Fondamentalmente non dare ai comportamenti e messaggi del cane dei significati umani. Come il leccare insistentemente da non scambiare con i bacini; il disagio di stress espresso con lo sbadiglio da non confondere (sempre) per sonno. Ma quando si parla di sospiri, beh qui siamo proprio “sintonizzati sulla stessa frequenza”. Io ho un cane che sospira come un pensionato 🙂 . Quando si rilassa ai miei piedi la sera, appena seduto sul divano, fa un bel sospiro con annesso mugulio di piacere e si addormenta. Il sospiro diventa forte e rapido, (come un bufalo incacchiato, dico io) quando è indispettito….

Conclusioni

Bene spero di aver fatto una completa carrellata su quello che i cani esprimano vocalizzando il loro linguaggio e rimando l’ultima parte relativa al linguaggio dei cani verso di noi al prossimo articolo: “Il linguaggio degli odori. Comunicazione Cinofila PARTE 5″.

Successivamente la Saga continuerà parlando del linguaggio uomo–>cane In: “E l’uomo parla al cane. Comunicazione cinofila PARTE 6” e dunque ci concentreremo su di noi e su come parlare con il nostro corpo, la nostra voce ed i nostri odori al cane… si lo so, non abbiamo finito più 🙂

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Alexdogs

Ciao! Sono Alessio Palleschi La mia passione per la cinofilia, che mi segue da quasi 40 anni, mi ha portato negli ultimi tempi a voler aiutare sempre più persone a creare un rapporto migliore con i propri cani, a gestire e far crescere il proprio cane nel migliore dei modi in completa autonomia. Esplora gli articoli, le guide e gli approfondimenti che ho pubblicato su questo Blogdog!

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